Residenza cittadina ai senzatetto: «Ora reddito e cure sanitarie»

da Il Corriere della Sera
La rete di solidarietà
3 febbraio 2019

Residenza cittadina ai senzatetto:

«Ora reddito e cure sanitarie»

Il piano del Comune di Milano, quattro nuovi sportelli e due centri

di Andrea Senesi

Gli uffici comunali come residenza anagrafica per poter beneficiare delle cure mediche e del reddito di cittadinanza. Stranieri e italiani che vivono in strada e che non possono accedere ai documenti di base, dalla carta d’identità alla tessera sanitaria: è per loro che sarà esteso l’esperimento della «residenza fittizia» presso alcune case comunali. Sono già trecento i clochard che nel corso degli ultimi mesi hanno usufruito dell’opportunità, registrando il proprio domicilio presso il Cam Garibaldi. L’amministrazione vuole estendere ora la pratica di regolarizzazione a tutta le zone della città: quattro nuovi sportelli stanno per aprire con l’obiettivo di arrivare a uno per municipio e raddoppiare, «come minimo», la quota dei domiciliati presso le sedi del Comune. Milano come Barcellona. La tessera sanitaria e gli altri documenti personali sono strumenti indispensabili per accedere al medico di base e, un domani, persino al reddito di cittadinanza. «Grazie a un bando pubblico, allo sportello già attivo in municipio 1 presso il Cam Garibaldi di via Strehler 1, se ne aggiungeranno ulteriori quattro. Via Oglio 18 in zona 4, viale Tibaldi 41 in zona 5, viale Legioni Romane 54 in zona 6 e via Quarenghi 21 in zona 8.
«Nei prossimi mesi — garantiscono da Palazzo Marino — verranno attivati anche quelli nei municipi 2, 3, 7 e 9 in modo che le persone senza fissa dimora, che dimostrino di avere una relazione continuativa con il territorio ed esprimano la volontà di rimanere a Milano, possano essere accompagnati nella presentazione della richiesta della cosiddetta residenza fittizia». L’assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino spiega il senso dell’operazione: «Ho il timore che paradossalmente molti senza dimora, tra cui tantissimi italiani, che avrebbero i requisiti per il reddito di cittadinanza rischino di essere tagliati fuori perché incapaci di dimostrare la propria residenza. Agganciarli con gli sportelli vorrà dire tentare di ricostruire il loro quadro anagrafico». Cinque i morti, da novembre a oggi, tra i senzatetto che dormono per strada anche d’inverno. L’ultimo risale a più di un mese fa, al 2 gennaio. Gli «irriducibili», quelli che rifiutano ogni tipo di ricovero nei 2800 posti letto messi a disposizione dal pubblico e dal privato sociale, sono stimati dagli operatori intorno alle trecento unità (per segnalare le persone in difficoltà è attivo il numero 0288447646). La rete di accoglienza del Comune si va allargando, proprio in questi giorni, con l’apertura di due nuove strutture. La prima, nella periferia sud della città, in via Ripamonti 580, si trova all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata che prima ospitava un night club. Il centro, gestito da Remar Italia onlus, vincitrice dell’avviso pubblico, metterà a disposizione 50 posti letto per tutta la durata del piano freddo, fino a fine marzo. Ma l’intenzione dell’amministrazione è di tenerlo aperto in modo permanente trasformandolo in un centro che accolga i clochard insieme ai loro cani.
La seconda struttura è in via Don Carlo San Martino, sopra il centro per anziani «Acquabella», all’interno di uno spazio che era sede dei servizi sociali territoriali. In collaborazione con i gestori, Cisom e Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, il Comune metterà a disposizione 20 posti letto in piccole stanze da quattro posti ciascuna, con servizio docce e uno spazio comune per i pasti. La sperimentazione durerà fino a fine marzo. «La nostra azione si sviluppa in una doppia direzione», dice l’assessore Majorino: «Quella di affrontare l’emergenza quando fa particolarmente freddo e quella di rafforzare in maniera sempre più significativa un sistema permanente che si occupi di chi non ha una casa, non solo per dargli un posto dove dormire, ma soprattutto per coinvolgerlo in un percorso di reinclusione sociale».

 

8 Commenti

  1. Enrico ha detto:

    Ma caro Matteo siamo ancora a pensare che uno è povero perché non ha voglia di lavorare e che solo chi lavora poverino è tartassato dallo Stato attraverso le tasse? Io ho fatto il consulente amministrativo e tu non hai idea quanti sistemi ci sono per evadere le tasse. Inoltre tu dovresti sapere che più sei grosso più è facile evadere. E ti stai a lamentare del reddito di cittadinanza? Ma che gli sfaccendati restino poveri e vivano di stenti e di miseria senza permettersi di chiedere nulla a chi ha una attività o una fabbrichetta. E poi andiamo a messa la domenica? Ma questi preti spiegano cosi male il Vangelo, se esistono cristiani che trovano normale evadere le tasse, che trovano normale che il povero resti povero, che al massimo faccio un poco di carità e che è bellissimo votare Lega che rappresenta i miei valori contro questa invasione di immigrati?

    • Matteo ha detto:

      Caro Enrico,
      “è legale usare tutti i mezzi legali per pagare meno tasse” dice una vecchia regola valida universalmente. Se tu hai usato tutti i mezzi legali per far risparmiare le tasse hai fatto il tuo dovere. Il problema sono le leggi che permettono scappatoie che non dovrebbero esserci e che creano ingiustizie. Quindi la colpa è dei politici che non sono stati capaci (o non hanno voluto) fare leggi migliori. Alcune volte è anche colpa dei magistrati che per gli amici non applicano le leggi ma le “interpretano”.
      La mia critica al reddito di cittadinanza si basa sul fatto che molti individui risultano “poveri” semplicemente perché evadono le tasse e qui ritorniamo a quello che ho detto prima.

  2. Enrico ha detto:

    Mi dispiace, ma sostenere che la giustizia vera è quella animata dalla carità è fuorviante. Io dico che fare la carità è solo mettere un cerotto a una situazione ben più grave. Come mai i poveri continuano ad aumentare? questo è il problema. Non serve la carità se i cristiani non PRETENDONO una giustizia sociale, una redistribuzione della ricchezza. Uno è ricco solo perché ha sfruttato un povero. Ricordiamoci che Papa Francesco ha detto che “il buon samaritano fa solo la metà del suo dovere: cura le vittime di oggi, ma non riduce quelle di domani”. La nostra economia di rapina (che purtroppo troviamo naturale) rende la gente sempre più povera e i ricchi sempre più ricchi. Questo la Chiesa lo vede benissimo, ma non fa nulla per cambiare la situazione. Distribuisce solo un poco di vasellina (la carità) per rendere la situazione meno dolorosa.

    • luigi ha detto:

      Sminuire la carità ad una cassetta di pronto soccorso o ad un unguento è un’offesa all’intelligenza di chi gratuitamente (charis = grazia) vi dedica la vita. Ho letto le statistiche sui poveri nel mondo dall’inizio del secolo 2000 ad oggi. Non sono in aumento, ma in diminuzione. Nonostante i dati statistici si continua a credere il contrario. Papa Francesco secondo questi dati “ha fatto i conti senza l’oste”.

  3. Matteo ha detto:

    Non parlo ovviamente delle cure mediche per coloro che ne hanno bisogno e dell’assistenza ai senzatetto. E’ una questione di civiltà. Parlo in genere del cosiddetto “reddito di cittadinanza”; ebbene Milton Friedman, premio Nobel per l’economia, diceva che se paghi la gente che non lavora e la tassi quando lavora non essere sorpreso se produci disoccupazione.
    Stiamo andando verso questa direzione e prima o dopo la realtà ci fermerà.

  4. luigi ha detto:

    La giustizia vera è quella animata dalla carità. A Milano c’è la Casa della Carità che è insieme Casa della Cultura. L’attuale amministrazione governa al meglio. Non penso lo faccia per spot elettorale. E’ una solidarietà con lo spirito giusto come il famoso “Milan col coeur in man”. E’ noto che milanesi sono gli ambrosiani e i meneghini. Per i brianzoli sono anche i bauscia tipo Berlusconi e Salvini, fanfaroni e sbruffoni anche se tifosi del Milan, squadra della Milano operaia (i casciavit).

  5. Enrico ha detto:

    Un plauso a questa iniziativa che rende un poco più civile il paese in cui viviamo. Dovrei solo fare due osservazioni. La prima: speriamo sia una iniziativa duratura nel tempo e non una mossa elettorale per le vicine elezioni. La seconda: ricordiamoci sempre che la carità senza la giustizia e l’equità sociale non serve a niente se non a tacitare le nostre coscienze.

  6. diogene ha detto:

    bene… e che il truce ed accoliti non tirino fuori qualche assurdo pretesto per ostacolare o peggio, impedire, questa splendida iniziativa di solidarietà!

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