Torna l’emergenza spazzatura: la Capitale invasa dalla “monnezza”

Se la politica leghista è cieca e ottusa, senza testa e senza cuore, solo pancesca, capace solo di sfruttare le emergenze per avere voti, la politica grillina è di una tale stupidità e incompetenza da chiedermi come possa avere ottenuto un consenso nelle principali città (ad esempio Torino e Roma) dove ora regna il caos e l’immobilismo. 
È la democrazia, sento dire.
Certo, la democrazia di un popolo senza testa, che, quando vota, vota col il culo.
***
da Democratica
Silvia Gernini
3 maggio 2018

Torna l’emergenza spazzatura:

la Capitale invasa dalla “monnezza”

Cassonetti debordanti, sacchetti ovunque, strade sporche e con il caldo aumenta anche il cattivo odore. Il rischio sanitario è elevato

Cassonetti debordanti, sacchetti ovunque, strade sporche e con il caldo aumenta anche il cattivo odore. Il rischio sanitario è elevato. C’è chi dice che l’emergenza rifiuti quest’anno è arrivata in anticipo. Ma quella che da anni viene definita emergenza in realtà è la norma, è la situazione che periodicamente si verifica in ogni zona di Roma, “quartieri bene” inclusi. Le segnalazioni dei cittadini arrivano da ogni quadrante della città e si accumulano, proprio come i sacchetti in strada che nessuno ritira.

Gli impianti di Rocca Cencia e di via Salaria, sempre più intasati, non riescono a smaltire l’indifferenziata prodotta da una città che non è in grado di avviare una raccolta differenziata efficiente come succede in altre città italiane. E poi c’è la questione che l’amministrazione non vuole affrontare, cioè quello dell’autosufficienza: al momento la città dipende per buona parte dai privati, rendendo il servizio costoso.
E per questo nella Capitale il problema è perenne, perché la tanto attesa rivoluzione promessa in campagna elettorale non è mai arrivata. La differenziata, uno dei cavalli di battaglia di Virginia Raggi, è cresciuta troppo poco. Il porta a porta, escludendo alcuni municipi, praticamente non esiste.
Il ponte del primo maggio è stata l’ennesima prova fallita, con l’Ama impegnata nella pulizia straordinaria di piazza San Giovanni dopo il concerto. Ma l’appuntamento era previsto da tempo e si sarebbe potuto affrontare meglio per non abbandonare il resto della città nella sporcizia.
E alle richieste dell’opposizione e dei sindacati la giunta non risponde, “si chiude a riccio”, accusa il segretario generale della Fp Cgil di Roma e Lazio Natale Di Cola. “Il caos rifiuti nella Capitale – aggiunge è la norma. Non farci entrare negli impianti è un errore. Mostra debolezza. Ma non aprire un tavolo di crisi è persino peggio. A questo punto andrebbe allargato a tutte le istituzioni, visto il carattere nazionale del problema”.
Il problema arriva anche in Assemblea capitolina dove il Pd ha chiesto per l’ennesima volta negli ultimi mesi la convocazione di una commissione Ambiente con i vertici Ama e l’assessore Pinuccia Montanari. “Veniamo puntualmente ignorati”, ha commentato in aula la consigliera del Pd Valeria Baglio. “M5s – accusa la dem Michela Di Biase – dice no all’impiantistica e alla chiusura del ciclo dei rifiuti e irresponsabilmente ha bloccato i progetti della passata giunta di centrosinistra. Dopo la chiusura di Malagrotta, la più grande discarica d’Europa, la sindaca Raggi e la sua giunta hanno ridotto la capitale in un unico immondezzaio”.
***
da Democratica
Matteo Orfini
5 maggio 2018

Solo promesse:

ecco cosa ha fatto davvero

Virginia Raggi per Ostia

Il lungomuro che impedisce l’accesso al mare è ancora lì. I varchi chiusi anche. Gli stabilimenti balneari pieni di abusi pure
Ieri vi ho raccontato del ponte dell’Osa. Oggi ero esattamente dalla parte opposta di Roma. Circa 40 km più a ovest: sul bellissimo mare di Ostia. O meglio ero a combattere per poter passeggiare liberamente sul mare, come ogni giorno devono fare migliaia di cittadini. Perché il mare di Ostia è ancora sequestrato. Chi segue questa pagina sa quante battaglie abbiamo fatto insieme a Stefano Esposito e al Pd di Ostia su questo tema.
Purtroppo pochissimo è cambiato da allora. Il lungomuro che impedisce l’accesso al mare è lì. I varchi chiusi anche. Gli stabilimenti balneari pieni di abusi anche. Le concessioni irregolari non sono state fatte decadere. Le poche spiagge libere sono abbandonate prive di servizi. E sporche. O chiuse. Oggi il #ComitatoMarePerTutti ha organizzato un presidio davanti a una di queste spiagge libere a cui come Pd del X Municipio abbiamo partecipato. Spiaggia che il Comune ha chiuso con un cancello e ha lasciato lì nel degrado.
Abbiamo minacciato di rompere il lucchetto e restituirla ai cittadini. Ci hanno garantito che lunedì la apriranno. Vedremo. Ma purtroppo questa è la norma. Nonostante la Raggi abbia fatto campagna elettorale promettendo legalità e mare aperto. Purtroppo la realtà come sempre è molto diversa dalle promesse elettorali: abusivismo, sporcizia, illegalità.
Ma si sa, e lo denunciammo da subito: se uno non ha coraggio non se lo può dare. Meno male che qui a combattere ci sono ancora tanti cittadini e cittadine, onesti davvero, che prima o poi il loro mare se lo riprenderanno. Noi saremo al loro fianco.
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2 Commenti

  1. Claudio ha detto:

    Ma come è possibile che in Italia i problemi non vengano mai, mai e poi mai risolti? In Bassitalia la spazzatura (e tant’altro); una volta a Milano il depuratore (chi se le ricorda le traversie pluridecennali per la sua realizzazione?).
    Ho quasi l’impressione che vengano tenuti vivi per permettere ai politicanti di avere argomenti urgenti su cui sproloquiare.
    Povera Italia

  2. Giuseppe ha detto:

    Mi viene da ridere (per non piangere) quando sono costretto a lunghi giri in macchina, con grande soddisfazione del mio naso, per portare a spasso la spazzatura (che almeno così prende aria) nella quotidiana caccia al tesoro alla ricerca di cassonetti agibili. Oppure mentre, camminando a piedi, facendo attenzione a non inciampare in qualche buca, devo fare la gimcana tra decine di sacchetti spesso sventrati da gatti randagi e gabbiani, e/o altri rifiuti che circondano, come a proteggerli, cassonetti sgangherati, danneggiati dagli stessi camion degli operatori dell’Ama che, dopo averli sollevati per svuotarne il contenuto, li lasciano cadere con malagrazia mettendo fuori uso i meccanismi di apertura e le rotelle su cui poggiano, ammesso che ci siano ancora. Di modo che quando la persona educata proverà a spingere il pedale d’apertura o sollevare il coperchio abbia l’impressione di trovarsi davanti a una cassaforte inviolabile e, nel migliore dei casi, vada a cercare l’unico ancora funzionante. Mi viene da ridere istericamente perché penso alla sora Virginia, seduta sul suo trono di “monnezza” maleodorante che, secondo copione, afferma per l’ennesima volta che “è tutto a posto, che stanno provvedendo e che presto la città sara liberata dai rifiuti” e se per caso c’è ancora qualche disservizio la colpa, ovviamente, non è dell’amministrazione attuale, ma di chi l’ha preceduta.
    Intendiamoci, non sono uno sprovveduto e mi rendo conto che gestire i servizi di una città enorme come Roma sia un’impresa che farebbe sfigurare anche i migliori, mentre noi dobbiamo fare i conti con la pupilla di Grillo e Casaleggio che fa già fatica a capire quale sia il suo ruolo, ma per questo motivo il comune è stato frazionato in tanti municipi decentrando le competenze e affrontando i problemi a livello locale, tant’è vero che in alcuni quartieri (pochi) dove è stata resa possibile la raccolta porta a porta, le cose vanno meglio e, almeno, le strade sono pulite.
    La verità è che anche se nessuno ha la bacchetta magica, il M5S con i suoi successi elettorali, ha sfornato e messo in circolazione una massa di addetti ai lavori improvvisati che, oltre ad essere degli sprovveduti spesso sono anche presuntuosi e che, messi di fronte alla realtà quotidiana dimostrano tutta la loro dabbenaggine ed incosistenza, aggravando una situazione già problematica.

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