Noa Pothoven, 17 anni, non poteva più vivere in questa società di egoisti, ipocriti e balordi!

di don Giorgio De Capitani
Mi ha lasciato particolarmente scosso la notizia della ragazza olandese, Noa Pothoven, di 17 anni, che ha scelto di morire rifiutando “acqua e cibo”. Due anni fa aveva chiesto l’eutanasia. In Olanda l’eutanasia è legale dal 2001 e anche un minorenne può farne richiesta a partire dai 12 anni, dopo che un medico abbia certificato che la sua sofferenza è insopportabile senza prospettive di miglioramento e in mancanza di un’alternativa ragionevole. Fino ai 16 anni serve il consenso di genitori o tutori. Dai 16 anni in poi non serve nemmeno il consenso della famiglia, anche se fino ai 18 anni il medico è comunque obbligato ad avvertire i familiari.
La ragazza ha raccontato la sua storia in un libro autobiografico, pubblicato nel 2018, “Vincere o imparare”. Noa era stata vittima di molestie sessuali a 11 e 12 anni, poi a 14 anni era stata violentata da due uomini nella sua città, Arnhem. Lei non aveva denunciato subito gli abusi, perché, come spesso accade, non aveva avuto la forza di affrontare i ricordi. E non si è più riavuta dal trauma: aveva sofferto di stress post-traumatico, anoressia, depressione.
Discutibile o no la sua scelta, ha voluto morire rifiutando “acqua e cibo”. Come si vede non si è trattato di eutanasia di eutanasia (che richiede un intervento attivo dei medici per porre fine alla vita del paziente) né di suicidio assistito (in cui i medici forniscono ai pazienti le sostanze per porre fine alla loro vita, che poi i pazienti assumono autonomamente). La famiglia aveva deciso di non opporsi alla sua volontà. La morte è avvenuta domenica scorsa nel salotto di casa, assistita dalla madre e da medici specializzati, praticando una cura antidolore.
Ed ecco la prima menzogna e ipocrisia.
 “L’eutanasia e il suicidio assistito sono una sconfitta per tutti. La risposta a cui siamo chiamati è non abbandonare mai chi soffre, non arrendersi, ma prendersi cura e amare per ridare la speranza”.
Sono le parole di Papa Francesco in un tweet, il giorno dopo la notizia della vicenda di Noa.
Mi sono detto: questo si è bevuto il cervello!” Qualcuno lo ha informato di come sono andate esattamente le cose. Non poteva stare zitto o aspettare!
Che sia una sconfitta non c’è bisogno di dirlo, è ipocrisia, le solite pirlate da populista, dopo che la ragazza ha scelto di morire. E aveva tutto il diritto di scegliere di morire rifiutando pane e acqua. Questo dovrebbe far parte di ogni testamento biologico. Ma il problema è un altro: come si può scegliere di morire a 17 anni! Alla mia età, ottantenne, non darei alcuno scandalo (forse perché sono un prete!) se decidessi (ma ho già deciso) di morire rifiutando “acqua e cibo”, e altro mezzo meccanico. 
Vorrei semplicemente chiedere: se tutti i bambini violentati dai preti (migliaia e migliaia), diventati grandicelli, decidessero di morire come Noa, che succederebbe? Io li prenderei per le loro palle, e li appenderei ad una forca! Ma non solo loro. Prenderei per le palle il papa, i cardinali, i vescovi, Mario Delpini e li appenderei ad un palo!
Ma avrei un’altra domanda da fare: quanti giovani stanno parlando di questo caso? Quando si trovavano a scuola, nei bar, negli oratori, quando mangiano una pizza,ecc… 
Ma questi giovani che se ne fregano di vivere o di morire, sì perché in realtà sono già morti prima di esalare quella specie di ultimo respiro che forse ce l’hanno di riserva nel loro ventre… questi giovani che si trovano a dire solo cazzate, ad accoppiarsi come bestie… questi giovani che neppure lontanamente avrebbero il coraggio di morire con la testa alta come ha fatto Noa!

 

2 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Noa Pothoven ha scelto di morire a soli 17 anni. Ha semplicemente smesso di nutrirsi perché non ce la faceva più a sopportare il peso delle violenze subite che, del resto, l’avevano di fatto già consumata nello spirito. A lei dobbiamo solo del rispetto perché nella sua breve vita ha provato sulla propria pelle fino a che punto può degradarsi la natura umana quando la parte bestiale che è noi prende il sopravvento.
    Mi sembra giusto, perciò, sottolineare che buona parte degli innumerevoli abusi di cui restano vittime creature innocenti, soprattutto bambini e adolescenti, viene consumata proprio da chi dovrebbe prendersi cura di loro, come gli “educatori” e in particolare i sacerdoti cattolici. La gerarchia ecclesiastica in ceri casi dovrebbe avere il pudore di denunciare il malcostume che serpeggia tra i suoi ministri, anziché pontificare spudoratamente con lezioni di dottrina ed etica che è la prima a calpestare, o addirittura nascondere le mascalzonate dietro un muro di omertà…

  2. bartolomeo palumbo ha detto:

    Se e’ vero che tutti i bambini violentati dai preti sono veramente migliaia e migliaia,allora sarebbe meglio se lachiesa cattolica con le sue prescrizioni sul celibato dei suoi ministi non fosse mai esistita.ORRIBILE!!!!! Ma detto da te,DON GIORGIO,credo che la tragedia sia vera.QUANDO SEGUO I TUOI CMMENTI SULLA GERARCHIA E I SUOI MINISTRI e’ come se mi sveglissi da un incubo.Ti ringrazio.CIAO!!!

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