Sabato 8 settembre, Mario Delpini avrà o non avrà il coraggio di annunciare le sue dimissioni?

di don Giorgio De Capitani
Sabato 8 settembre, in Duomo alle 9.30, l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, presiederà il solenne Pontificale per la festa di Santa Maria Nascente, che per tradizione rappresenta l’apertura del nuovo anno pastorale.
Chissà, la speranza è l’ultima a morire! Mario Delpini avrà o non avrà il coraggio di annunciare le sue dimissioni?
***
La Chiesa ambrosiana, dopo il 2011, da quando Dionigi Tettamanzi ha lasciato il suo incarico pastorale milanese, è finita nelle mani di due arcivescovi  “irresponsabili”.
Ho già parlato di Angelo Scola, commentando il libro “Ho scommesso sulla libertà” (qui).
Passiamo all’attuale arcivescovo di Milano, Mario Delpini.
Un anno è passato dalla sua nomina: c’è ancora tutto il tempo per rimuoverlo, prima che anch’egli subisca conseguenze psicologiche a causa della sua inettitudine.
Certo, ognuno si difende come può. Forse la psiche di Mario Delpini è protetta da una corazza, e può darsi che egli riesca ancora a difendersi da se stesso, giocando anche con i propri più profondi sentimenti umani.
Forse Delpini ha imparato a convivere con la propria inettitudine pastorale e con il peso di governare una diocesi oramai al collasso.
Noi ambrosiani potevamo anche sopportare uno sbaglio, ma due no.
Potevamo mettere in conto, dopo Martini e Tettamanzi, un successore non all’altezza di guidare la diocesi più grande del mondo, ma, dopo Angelo Scola, avevamo tutti i diritti per avere un pastore in grado di dare continuità all’opera di Martini e di Tettamanzi.
La nomina di Mario Delpini, dopo Angelo Scola, è stata uno scherzo di cattivo gusto; in ogni caso, la ritengo una punizione esagerata, visto che a pagarne le conseguenze ora è il popolo di Dio, oramai in preda alla follia leghista.
Uno sbaglio può essere comprensibile, due no: è pura cattiveria nei riguardi di una Diocesi che potrebbe ora trascinare al ribasso l’intera Chiesa italiana.
Non dobbiamo aspettare che succeda uno “scandalo” perché il vertice della Chiesa intervenga a sistemare una drammatica situazione.
Lo scandalo è già in atto da più di sei anni, e il papa sembra divertirsi a farne la rovina di Milano.
Che dire d’altro?
Non c’è peggior irresponsabile di chi si sente a posto con la propria coscienza, e vorrebbe guidare una Diocesi a pezzi credendosi chissà chi, magari pieno di Spirito pronto a ridare vita alle ossa inaridite della valle secondo la visione di Ezechiele.
Non c’è peggior irresponsabile di chi continua imperterrito a battere una strada che porta al declino di una Diocesi, che ora ha bisogno di una inversione di marcia, ma perché ciò succeda bisogna assolutamente cambiare il pastore “irresponsabile”.
Dopo sei anni di Angelo Scola, sulla cui persona per ora mettiamo un velo, in un anno Mario Delpini ha superato ogni pessima previsione, ma non potrà durare a lungo: qualcosa dovrà pur succedere perché quelli che stanno in alto aprano gli occhi.
Guardate anche il video

 

8 Commenti

  1. marco ha detto:

    Anticipo un commento.
    Ho seguito in diretta il pontificale di Delpini questa mattina e le sue varie parole
    mi vien solo da dire, sopratutto per l’intervento finale a sostegno del Papa: Oh my God !

  2. Giuseppe ha detto:

    Caro don Giorgio, non credo che sua eccellenza Delpini si degni di leggere il tuo sito e tener conto delle tue riflessioni. L’ambizione e la sete di potere non sono prerogative solo dei laici, ma sono presenti in tutti gli esseri umani, specialmente se occupano già un ruolo di prestigio.

    • Don Giorgio ha detto:

      Ti sbagli… Il mio sito è letto ogni giorno dalla curia e dal vescovo… e dal clero ambrosiano. Ci sono lettori di tutta Italia e anche è visto all’estero. I miei video poi sono guardati dappertutto… Finora sono stati visti da duemilioni e mezzo di persone… ecc. ecc.

  3. Luigi ha detto:

    Non credo che il papa si diverta per la rovina della diocesi milanese. Nutrivo speranze per questo papa, unico a “scomunicare” i mafiosi. Meno con i pedofili. Il suo navigare a vista ne è il limite. Con pochi punti di riferimento è difficile combattere le mafie e la pedofilia. Il papa Buono Giovanni XXIII con la “Crimen Sollecitationis” già allora in segreto proteggeva il clero pedofilo, come stanno facendo Delpini ed altri nella Chiesa. Comprensibile per un padre di famiglia che non ha il coraggio di denunciare il proprio figlio, un po’ meno per un papa. Delpini ed altri hanno fatto la stessa cosa. La Chiesa per essere credibile deve liberarsi del Silenzio colpevole e tentare di cambiare come ha fatto Martini con la cattedra dei non credenti. Solo così può vincere il suo immobilismo. Solo così può vincere il pensiero unico che sta avanzando coi populismi. L’armonia la si crea a più voci e non con una sola voce anche se meravigliosa. Meglio più voci democratiche in armonia che una voce solista tirannica. Questa è la mia speranza.

  4. marco ha detto:

    “avrà o nonavrà il coraggio di annunciare le proprie dimissioni?”
    Non ce l’avrà!

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