Vaccini e medici a 5 stelle

da L’Espresso
Ferite vincenti
Alberta Ferrari
06 agosto 2018

Vaccini e medici a 5 stelle

Brevissimo excursus storico. Da bambina, già affascinata dalle discipline mediche, rileggevo con accanimento tutti i dettagli della storia di un medico di campagna britannico, il dr Edward Jenner, che con una geniale intuizione diede inizio all’era dei vaccini con la creazione nel 1796 del primo vaccino contro il vaiolo, malattia che stava decimando la popolazione.
Chi adesso strilla che non si muore quasi più a causa di malattie infettive farebbe bene a sapere che questo è possibile precisamente grazie ai vaccini, scoperta che rappresenta una pietra miliare nella storia della medicina. All’alba del 900 i bambini sotto i 5 anni morivano come mosche di difterite, scarlattina, morbillo, vaiolo, tifo, pertosse e molte altre malattie infettive. Il nostro Alessandro Manzoni all’epoca seppellì ben 8 figlie, alcune neonate.
Dalla scoperta dei vaccini si sviluppò l’immunologia, una scienza che studiando il meccanismo d’azione dei vaccini attraverso il sistema immunitario e applicandolo ad altre malattie infettive arrivò a ottenere la completa scomparsa di malattie gravissime, invalidanti o mortali: chi non ricorda, tra le persone più mature, i terrificanti polmoni d’acciaio in cui finivano bambini affetti da poliomielite con paralisi dei muscoli respiratori? Il vaccino antipolio di Sabin fu il primo a essere diffuso su scala mondiale a partire dal 1963, anno della mia nascita. Risultato: nel 1980 L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) dichiara l’eradicazione definitiva della malattia. La mia generazione fu salvata da uno zuccherino con una goccia di medicina che ci protesse da uno dei peggiori flagelli dell’epoca; attualmente, nei Paesi a malattia eradicata, si somministra un vaccino inattivo, ancora più sicuro rispetto a quello di Sabin.
Non solo, ma vaccinazioni come quella HPV stanno facendo crollare sviluppo e mortalità del tumore del collo dell’utero, causato precisamente da alcuni ceppi del papilloma virus umano.
Tra i commenti arroganti e ignoranti che ancora oggi stesso ho letto sui social da parte dei talebani “no-vax” uno dei più quotati è “di morbillo non si muore mica”. Basta un’informazione anche sommaria per confutare questa falsità. Il punto è che la medicina non si basa su opinioni o fede ma sul metodo scientifico, che fornisce evidenze confutabili con altrettanto rigorose evidenze. Su questo tema si è già ampiamente speso il collega Burioni, il cui atteggiamento spesso provocatorio può non piacere a tutti ma è indubbio che stia facendo una battaglia divulgativa contro l’antiscientismo, ricevendo, come accade spesso in quest’epoca di sonno della ragione, minacce alla sua stessa incolumità fisica.
Ora, per tornare ad oggi, il “No al rinvio di un anno dell’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi” presentato nel Decreto Milleproroghe è, a parere mio ma anche di tutti i numerosi medici di mia conoscenza diretta, un gravissimo atto di irresponsabilità.
Vorrei ricordare che il decreto Lorenzin, diventato legge un anno fa, al fine di contenere situazioni di caos burocratico e permettere ai bambini la continuità scolastica prevedeva già più che ragionevoli proroghe, richiami alla scadenza, controlli diretti con le ASL/AST, colloqui / preavviso con i genitori e solo in caso di accertata e protratta posizione irregolare un intervento sanzionatorio.
Tempo quindi ce n’è stato in abbondanza, decessi evitabili anche, non si vede il bisogno di posticipare la sanzione di quello che, ribadisce la Ministra Grillo, “rimane un obbligo”. Uno strano obbligo che senza sanzioni e in assenza di altra progettualità alternativa non può che rimane virtuale. Del resto presunti/e furbetti/e già aggiravano il certificato obbligatorio, come insegnano Erika e Daisy che se ne vantano pure su FaceBook in una allegra confessione di reato di falso in atto pubblico diventata virale:
questa conversazione è diventata virale sui social
L’impossibile mediazione della Ministra della Salute Grillo, dall’inconfondibile sapore di irresponsabile acrobazia politica, arriva al paradosso quando rattoppa un rimedio peggiore del danno: per la tutela dei bambini che non possono vaccinarsi e dovrebbero essere protetti dall’immunità di gregge, ovvero dal fatto che il 95% della popolazione è vaccinata impedendo all’agente infettivo di circolare (attualmente non garantita per esempio per il morbillo): “Insieme al ministro dell’istruzione” sostiene Grillo” garantiremo a tutti i bambini immunodepressi, quelli che non possono scegliere se vaccinarsi o meno (no, Ministra Grillo: NON POSSONO VACCINARSI, non “scegliere” -ndr) l’adeguata collocazione in classi in cui è assicurata la copertura vaccinale”.
Bene. Quindi la surreale soluzione Grillo è: discriminazione dei bambini immunodepressi e formazione di sezioni a copertura vaccinale vs sezioni “libertà di scelta” (in proroga).
Restituiscono dignità professionale alla categoria i medici “dissidenti” dalla linea del movimento 5s cui appartengono politicamente. I veri medici a “5 stelle”, quelli che non vendono per una manciata di consenso elettorale no-vax il loro giuramento di Ippocrate.
La senatrice 5s Elena Fattori dichiara a Radio Capital: “Ho votato contro lo slittamento perché è un espediente per bypassare per un anno l’obbligo vaccinale senza però proporre una politica attiva delle vaccinazioni. Nel momento in cui manca un certificato vaccinale i dirigenti scolastici non potranno distribuire nelle classi i bambini immunodepressi non sapendo chi nella classe è vaccinato e chi no”. Fattori ha specificato che la sua scelta è basata su motivi personali, professionali e “dolorosamente di madre”.
Segue a ruota il dissenso del deputato Giorgio Trizzino, direttore sanitario all’Ospedale dei Bambini di Palermo, che specifica “in quasi 40 anni di lavoro in ospedale pediatrico ho visto bambini morire a causa di morbillo, meningite etc. ma non ho mai visto bambini perdere la vita a causa di complicazioni post-vacciniche”.
Anche Guido Silvestri, docente presso la Emory University e “consulente” del M5s si esprime con chiarezza: “Delle due l’una: o si sta con la scienza e la medicina serie, per cui la legge Lorenzin si modifica in modo logico, razionale ed organico, oppure si fanno queste tristi danze della furbizia, usando il mille-proroghe come scudo per eliminare (di fatto) l’obbligo senza, al momento, alcun piano alternativo chiaro”.
A questi colleghi in area 5s va tutta la mia stima e il mio sostegno professionale per l’onestà intellettuale di cui si sono fatti portavoce.
L’ostilità al provvedimento si allarga e vede schierati fronti bipartisan. Ma soprattutto l’Istituto Superiore di Sanità, che ritiene “a rischio esclusione scolastica i bambini immunodepressi” (quelli che dovremmo difendere dai capricci dei no-vax, quelli che nella grande maggioranza dei paesi civili sono protetti dall’accesso spontaneo della popolazione alle vaccinazioni senza alcun bisogno di obbligo).
È netta anche la posizione della Federazione nazionale degli ordini dei medici: “L’emendamento non risponde all’evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni”, conclude il presidente dell’Ordine dei medici Filippo Anelli.
Invito dunque l’Ordine dei Medici a seguire la logica di questa posizione. Non c’è solo responsabilità del governo ma anche quella dei singoli ministri: se alla Sanità c’è un medico che assume posizioni contro l’evidenza scientifica, ebbene l’Ordine faccia il suo dovere fino in fondo e valuti provvedimenti disciplinari.
Mai come oggi su questi temi in Italia è finito il momento di strizzare l’occhio a un micro elettorato oscurantista per schierarsi con chiarezza dalla parte della salute dei cittadini, soprattutto di quelli più fragili.
***
Vaccini, il diritto alla salute dei bambini non si rinvia. Firma la petizione

 

5 Commenti

  1. Patrizia ha detto:

    Alla “sig.ra” Bianchi.
    E che ti stai prendendo per il culo da sola, non ce lo metti?

    • Giuseppe ha detto:

      E come fa ad accorgersene indottrinata com’è?
      D’altronde le dichiarazioni della MINISTRA Grillo parlano da sole!

      • Patrizia ha detto:

        Ha confessato pubblicamente di aver falsificato un certificato, più che indottrinata, non ha un briciolo di cervello.
        Ne abbiamo passate tante noi italiani, passerà anche questa epoca di folli, speriamo.

  2. Giuseppe ha detto:

    Quella che i cinquestelle spacciano per democrazia invocando la libertà di scelta da parte dei genitori riguardo alle vaccinazioni che il decreto Lorenzin stabilisce come obbligatorie, non è altro che anarchia. Il concetto “uno vale uno” portato all’estremo si trasforma nel desiderio di fare il comodo proprio, perché qualunque provvedimento o imposizione emanati dall’autorità costituita vengono considerati una limitazione della libertà. Ai grillini poco importa dell’aspetto scientifico della profilassi vaccinale, che volutamente sottovalutano (come dimostra la ministra Grillo) a loro interessa poter agire di testa propria, anche perché in un epoca in cui tutti pretendono di sapere tutto è di tendenza contestare tutto ciò che disturba e dà fastidio, a prescindere dalla ragione e dal rispetto dovuto a chi ne sa veramente di più di noi.
    Per questo motivo la senatrice Paola Taverna, pasionaria già nota per le sue intemperanze, intervenedo nel dibattito sulla decisione dell’esecutivo di far slittare al 2019 l’obbligo di presentare i certificati di vaccinazione previsti per legge, necessari per l’accesso alla scuola primaria si è scagliata con una arringa sgrammaticata, piena di enfasi e senza capo ne coda, contro la comunità scientifica e i governi di centro sinistra colpevoli, secondo lei, di collusione con le facoltose case farmaceutiche, violando in tal modo il diritto dei cittadini di scegliere liberamente. Nell’impeto delle sue dichiarazioni, tra uno strafalcione e l’altro, la senatrice si è anche lasciata andare alle solite invettive contro il PD e i suoi alleati, chiudendo l’intervento con un “vaffa” indirizzato ai suoi avversari, sebbene pronuciato a microfono spento.

  3. diogene ha detto:

    Pier Luigi Lopalco
    (Epidemiologo)

    E’ sempre stato così.
    Tutti i Governi e tutte le maggioranze, quando volevano far passare una porcheria la nascondevano nel famigerato Decreto Milleproroghe. Un mostro legislativo e politico che sancisce semplicemente l’incapacità di un parlamento e di un governo di fare le cose per bene e per tempo.

    La vergogna è che una scelta di salute pubblica come quella dei vaccini non può e non deve essere trattata alla stregua di una regalìa al Comitato Organizzatore Feste Patronali della Val Brembana. E’ una cosa seria. Toccare le politiche vaccinali potrebbe voler dire fare morti e feriti.

    La legge sull’obbligo può non piacere. Allora abbiate il coraggio politico di abrogarla. La maggioranza esiste: assumetevene il coraggio e abolite l’obbligo. Ma non con questi trucchetti da vecchissima repubblica. Abolitelo del tutto. Fatelo seriamente. E assumetevi la responsabilità di mantenere alte le coperture in altro modo, se ne siete capaci.

    Il codicillo nel decreto milleproroghe è un “tana libera tutti”. Una strizzatina d’occhio ad una minoranza di cittadini imbecilli e superstiziosi che per seguire le minchiate lette su Internet e propagandate da uno sparuto gruppo di santoni mettono a rischio la salute dei propri figli e, quel che è peggio, dei figli degli altri.

    All’interno del M5S solo una senatrice, Elena Fattori, ha avuto il coraggio di votare contro questa porcheria. Ma è una lucina troppo fioca in questa brutta pagina, resa ancora più brutta dal silenzio del Ministro.

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