Malaria: dagli all’untore

 
da www.articolo21.org

Malaria: dagli all’untore

6 settembre 2017
di Laura Berti
“Dopo la miseria portano le malattie”. Questo il titolo di stamattina di un quotidiano on line, riferito alla bimba trentina di 4 anni morta di malaria. I soggetti della terza persona plurale, ovviamente, gli immigrati, colpevoli di portare, appunto, miseria e anche malattie. Insomma ci risiamo con le malattie. La paura che muove “la pancia” delle persone più di tutto il resto.
Anni fa accusati di portare la scabbia, oggi addirittura la malaria. Credo che a questo punto, nella confusione generale di un’informazione allarmata, partigiana o semplicemente affrettata, sia il caso di fare chiarezza, saccheggiando il sito del Ministero della Salute e dopo aver ascoltato infettivologi ed entomologi. Per capire di cosa stiamo parlando, occorre una premessa.
La malaria è una malattia infettiva causata da un protozoo, un microrganismo parassita del genere Plasmodium, che si trasmette all’uomo attraverso la puntura di zanzare del genere Anopheles.  Si può contrarre solo in due modi: o con la puntura di una zanzara anofele di una particolare specie che ha già punto un altro uomo portatore di malaria, o attraverso un contatto diretto di sangue.
Esistono quattro specie di parassiti che causano la malaria negli esseri umani:
Plasmodium falciparum, responsabile della malaria maligna
Plasmodium vivax responsabile della terzana benigna
Plasmodium ovale che provoca una forma simile di malaria terzana benigna
Plasmodium malariae responsabile di una delle forme di malaria più conosciute, quella con la febbre che si ripresenta periodicamente.
Quella letale, quella più aggressiva responsabile di più del 90% dei casi di morte è la prima, quella del plasmodium falciparum, che infatti ha ucciso la bambina trentina. In Italia, ci informano gli entomologi, le zanzare anofele ci sono e come, e sono in aumento.
La buona notizia però è che le anofele esistenti qui da noi, le cosiddette autoctone, non hanno competenza per trasmettere la falciparum, la malaria letale. Insomma, anche nell’eventualità che ci fosse un’anofele autoctona in Trentino che aveva prima punto un malato di malaria, per le conoscenze che abbiamo, le probabilità che trasmettesse malaria è più che remota…
Sono intanto aperte le indagini anche nell’ospedale di Trento per capire se c’è la possibilità che il contagio sia avvenuto nell’ospedale, dove sono state anche sistemate trappole per zanzare che non hanno però dato alcun risultato. Un caso misterioso, dunque, anche perché in Europa sono stati sì nel passato diagnosticati casi di malaria autoctona, ovvero trasmessa da zanzare del luogo, ma si trattava sempre di malaria di altri tipi, uno di quelli prima citati, non letale come il falciparum. Se anofele “pericolose” possono essere effettivamente trovate nei pressi degli aeroporti, sbarcate da container provenienti da zone malariche, l’idea che una zanzara anofele, in grado di essere vettore di plasmodio falcidium, si annidi in Italia, dove cresce e prospera al momento è considerata un’ipotesi molto remota.
Dunque la possibilità che a contagiare la bimba sia stato un immigrato malato punto da zanzara italiana è almeno al momento da scartare. Ma non è sembrato vero, anche stavolta, scagliare frecce di pericoloso sospetto verso i migranti, ipotesi accolta per ignoranza e superficialità.
Certo, tutto è possibile: i cambiamenti climatici che hanno stravolto le stagioni e le specie viventi devono metterci in allarme. Come del resto è anche importante controllare le procedure di sicurezza di un ospedale e cercare le cause di questa tragedia. Ma stravolgere o forzare la realtà con insinuazioni e certezze solo strumentali è criminale. È soffiare sul fuoco di un’esasperazione sociale nata da ben altro… Gridare all’untore contro i migranti è solo malafede.
***
da www.articolo21.org

I titoli di ‘Libero’ e ‘Il Tempo’.

Non è una questione di opinioni.

Parlano le carte deontologiche

6 settembre 2017
di Carlo Verna
Le carte deontologiche o si abrogano o si applicano. Nel testo unico dei doveri del giornalista approvato dal Cnog nelle riunioni del dicembre 2015 e del gennaio 2016 ed in vigore dal 3 febbraio successivo la carta di Roma viene pienamente recepita.‎ Molti principi che vi sono sanciti partono peraltro dallo spirito della nostra Costituzione. Piu’ specificamente cito l’art.10 sul diritto d’asilo. Perche’ non sia in campo solo l’opinione di chi dice :”Che brutto titolo ! “riferendosi a quello del Tempo o di Libero. Le parole delle norme liberamente e con condivisione sottoscritte sono chiare. Perche’ lo siano a tutti basta riportarle cosi’ come nel testo deontologico: “Adottare termini giuridicamente appropriati sempre al fine di restituire al lettore e all’utente la massima aderenza alla realta’ dei fatti, evitando termini impropri. Evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte riguardo a richiedenti asilo, rifugiati,vittime della tratta e migranti. Cnog ed Fnsi richiamano l’attenzione di tutti i colleghi, e dei responsabili di redazione in particolare (aggravata appare dunque la responsabilita’ del titolista n.d.r.), sul danno che puo’ essere arrecato da comportamenti superficiali e non corretti, che possano suscitare allarmi ingiustificati, anche attraverso improprie associazioni di notizie, alle persone oggetto di notizia e servizio; e di riflesso alla credibilita’ della intera categoria dei giornalisti”. Non credo ci sia bisogno di ulteriori commenti, ma che si debba solo attendere con fiducia i verdetti dei collegi di disciplina.

 

4 Commenti

  1. Emanuele ha detto:

    Spero che la verità venga fuori rapidamente, potremo allora sapere come stanno le cose con malattie in passato debellate ed ora riapparse. Certo e’ facile sparare nel mucchio se si hanno pregiudizi!

  2. coscienza critica ha detto:

    Bisognerebbe capire cosa sono i termini giuridicamnte…, perchè la stessa deontologia professionale è appunto vaga, in molti casi. Forse, proprio perchè studiata dagli stessi giornalisti?
    Le cause della morte possono essere diverse.
    Si tende ad escluderne talune, come la presenza di zanzare idonee ad infettare con malaria maligna, ma chi ci dice che non esista una mutazione di tali zanzare, sia pur autoctone?
    Gli animali, come oggi li conosciamo, una volta non esistevano, eppure oggi esistono, per cui evidentemente sono intervenute delle modifiche…..
    Oggi si parla peraltro di vaccini, ed uno verrà testato anche per la malaria, oppure chi va in certe zone fa la profilassi, anche se questa può avere effetti collaterali…
    Comunque le cause della morte della bambina non sono note, quindi come fanno i giornali a sparare le solite stupidaggini?

  3. Giuseppe ha detto:

    Con tutto il rispetto per le persone serie che svolgono il loro mestiere correttamente, facendo in modo che ciò che raccontano sia il più possibile aderente alla realtà e, soprattutto, non susciti allarmi ingiustificati, ho la sensazione che buona parte dei giornalisti se ne freghino altamente delle carte deontologiche, lasciandosi trascinare piuttosto dagli umori viscerali delle loro convinzioni, o meglio della loro militanza politica o di quella del proprio bacino d’utenza. Ci manca solo “La Padania” e il quadro è completo. Sembra che a volte le disgrazie vengano servite su un piatto d’argento agli organi di informazione, per offrire lo spunto di titoloni ad effetto, che sono la molla per suscitare la curiosità (morbosa) dei potenziali lettori, e per speculazioni di bassa lega. Neanche un pensiero, un gesto di compassione o di comprensione per coloro che la disgrazia la vivono in prima persona. Tanto ci penserà qualcun altro a consolarli e far sentire un po’ di umana solidarietà. La cosa importante è andare avanti perché lo “show must go on” come direbbe la gente dello spettacolo, perché per alcuni di questo si tratta: di uno spettacolo, in cui ha successo chi la spara più grossa. Intanto, che passi pure il messaggio: “i clandestini” oltre ad essere fastidiosi ed indesiderati, sono anche una massa di sporcaccioni che portano nel nostro paese delinquenza e malattie, non perché lo affermano la comunità scientifica o l’autorità giudiziaria, ma perché “si sa” che è così, e basta guardarsi un po’ in giro, o consultare internet, o sentire le testimonianze dell’amico di un amico di qualcuno che è certamente uno di cui si può fidare……

  4. diogene ha detto:

    …:
    «Noi non accusiamo nessuno. Tocca ai medici dirci come e perché Sofia è stata uccisa dalla malaria. Forse però negli ospedali qualcosa va aggiornato, quando pazienti con questa malattia, o i loro parenti con i bagagli, entrano in contatto con gli altri. E lo dico pensando prima di tutto con affetto alle bambine africane che hanno incontrato mia nipote al S. Chiara. Sarebbe imperdonabile se ora venissero isolate dai loro amici, oppure a scuola». Sono le parole di Rodolfo Ferro, il nonno materno di Sofia, la bimba morta di malaria.

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