10 anni senza Enzo Biagi. Era antigovernativo a prescindere dal colore dell’esecutivo

da www.articolo21.org

10 anni senza Enzo Biagi.

Era antigovernativo a prescindere

dal colore dell’esecutivo

6 novembre 2017
di Loris Mazzetti
Dieci anni fa, il 6 novembre 2007, moriva Enzo Biagi uno dei più grandi giornalisti italiani, sicuramente il più importante nella storia della televisione, l’inventore con Dicono di Lei (1965) del faccia a faccia televisivo e non solo. “Diamo la parola a chi ha qualcosa da dire”, ribadiva continuamente in redazione. Non c’è stato nessuno che negli anni abbia rinnovato, attraverso i programmi, il linguaggio della tv a cominciare dal suo Telegiornale del 1961, quando portò in tv due amici, due grandi giornalisti: Indro Montanelli che parlò, per la prima volta, di Trockij e Stalin, tabù per l’epoca; Giorgio Bocca, la sua prima inchiesta fu sui preti proprietari terrieri. Inventore del primo rotocalco televisivo Rt, 1962, da cui nacque Tv7; quante trasmissioni di approfondimento giornalistico hanno preso spunto da Linea diretta del 1985, alcune stanno andando in onda e con grande successo; ultimo il Fatto di Enzo Biagi: prima edizione 1995.
Che straordinaria stagione per la Rai e per i telespettatori fu quella del 1985: in seconda serata su Rai1 Enzo Biagi con Linea diretta, più o meno alla stessa ora su Rai2 un altro programma che fece la storia della tv: Quelli della notte di Renzo Arbore. Ascolti in parità: trenta per cento di share con due milioni di telespettatori ognuno. I critici scrissero che le due trasmissioni avevano “operato un clamoroso cambiamento nelle abitudini, incrementando l’ascolto nella fascia oraria dalle ventitré a oltre la mezzanotte”. L’ascolto complessivo della Rai in seconda serata era passato dal trentotto per cento a oltre il sessanta. La trasmissione di Biagi aveva segnato un record: la più alta percentuale di laureati che si sia mai registrata per un programma tv. A proposito del faccia a faccia alcune interviste di Biagi, indimenticabili, hanno fatto la storia del giornalismo: da Sindona a Buscetta; da Margaret Thatcher a Gheddafi, da Malcom X a Rudolph Giuliani, il Procuratore di ferro di New York; dal suo amico presidente Sandro Pertini al segretario del Pci Enrico Berlinguer; poi Pierpaolo Pasolini, Patrizio Peci, Cassius Clay; da Primo Levi a Nilde Iotti che racconta la sua vita al fianco del segretario del Pci Palmiro Togliatti; i suoi amici attori: Mastroianni e Tognazzi, il regista Federico Fellini che Biagi considerava quasi un genio, quando glielo disse, lui rispose: “Per favore: togli il quasi”; la Regina di maggio Maria José di Savoia, che avrebbe voluto andare in montagna con i partigiani; l’amico partigiano Carlo Azeglio Ciampi alla vigilia della nomina a presidente della Repubblica; poi il cardinal Martini, che se avesse dovuto scegliere un confessore laico avrebbe scelto il grande giornalista: lo dichiarò pubblicamente; Roberto Saviano, la prima intervista dopo l’editto bulgaro in occasione della fine del suo esilio dalla Rai durato ben cinque anni: l’intervista che lanciò definitivamente il giovane scrittore napoletano; Dario Fo, Tina Anselmi; la prima intervista, rimasta storica, all’imprenditore Silvio Berlusconi, quando Biagi gli fece la battuta: “Cavaliere, mi scusi, se lei avesse un puntino di tette farebbe anche l’annunciatrice”: entrata nell’enciclopedia Treccani; il poeta Eugenio Montale, Alì Agca, l’attentatore alla vita di Giovanni Paolo II, Giovanni Falcone e Giuseppe Fava intervistato tre giorni prima di essere ammazzato dalla mafia, comprese le interviste ai boss di Cosa nostra Luciano Liggio e della Nuova camorra organizzata Raffaele Cutolo; l’unica intervista televisiva del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e tante altre ancora. Di lui Ezio Raimondi scrisse: “Anche Biagi, come tutti i grandi giornalisti, è stato a modo suo diviso tra lo spirito del nomade e quello del pellegrino, ma senza dimenticare le sue radici, tanto che alla fine sembra quasi che l’insieme naturale abbia trovato posto nell’interno della storia”. Era nato in un paese dell’Appennino Tosco-Emiliano, Pianaccio (Lizzano in Belvedere) tra Bologna e Pistoia: lì iniziò la sua storia e lì, dieci anni fa si concluse.
Le sue radici lo hanno accompagnato per tutta la vita: era un montanaro schietto, leale, generoso, pacato e esigentissimo, con la schiena sempre dritta. Su quei monti per quattordici mesi fu partigiano nella brigata Giustizia e Libertà, e partigiano lo fu per tutta la vita, anche come giornalista, diceva: “Bisogna avere un punto di vista altrimenti una storia non la si può raccontare”. Per tutta la vita ha avuto un unico padrone: in tv il  telespettatore, nel giornale il lettore. Sempre controcorrente come accadde con il caso Tortora quando scrisse: “E se fosse innocente?”. Nel corso della lunga carriera Biagi fu definito dal pubblico: “affidabile”, “serio”, “professionale”, “obiettivo”, “freddo”, “severo”, “dotato della inesorabilità del giusto”. Un’indagine tra i telespettatori del Servizio opinioni della Rai rilevò che per il cinquantacinque per cento Biagi “è un vero giornalista”, per il cinquantaquattro “un uomo comune”, per il settantanove “affidabile e obiettivo”, per il cinquantotto “dolce” e per tutti gli intervistati “insostituibile”. I giornali stranieri più volte scrissero di lui: Newsweek: “Quando un uomo dai capelli grigi e con gli occhiali è apparso sui teleschermi, è stato per l’Italia un momento storico: egli cercava di fare del giornalismo obiettivo”; Libération: “La sua franchezza e la brutalità delle sue domande rivoluzionano la politica dell’informazione italiana”; Financial Time: “Qualche cosa di totalmente fuori dal comune sta succedendo nel mondo della televisione italiana”; Variety: “La campana di vetro sotto la quale la Rai ha sempre tenuto protette le informazioni si è infranta”.
La lunga carriera è stata caratterizzata da grandi successi e storici licenziamenti: Epoca, il Resto del Carlino, la Rai. “Noi abbiamo amici ma la nostra trasmissione non è amica di nessuno”. “Il nostro programma è anti governativo a prescindere dal colore dell’esecutivo”. Ripeteva continuamente Biagi in redazione. Per noi, che abbiamo avuto la grande fortuna e l’onore di lavorare con lui, queste frasi sono diventate codici di comportamento, imprescindibili. Sono trascorsi quindici anni dalla chiusura, per un editto bulgaro, della trasmissione che una giuria, composta da tutti i critici televisivi, premiò come il miglior programma dei primi Cinquant’anni della Rai: Il Fatto di Enzo Biagi. Biagi, che nel 2002 contribuì alla nascita della nostra associazione Articolo21, tornò in Rai dall’esilio il 22 aprile 2007, qualche mese prima della sua scomparsa, riproponendo il titolo della sua prima trasmissione: Rt-Rotocalco televisivo. Altri vinsero battaglie, lui la guerra.
 LEGGERE ANCHE
Enzo Biagi e la libertà senza aggettivi. Lettera aperta a dieci anni dalla scomparsa

5 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Con tutto il rispetto per le opinioni altrui (come ci ha insegnato a fare Enzo Biagi) paragonare la Fallaci a Biagi è da stupidi o da folli. Credo che di Biagi in questi giorni di commemorazione e ricordi, si sia detto di tutto, da parte mia posso solo aggiungere di aver sempre ammirato la sua capacità di trattare tutti con la stessa spontaneità, sia che intervistasse un potente o comunque un personaggio di enorme richiamo, oppure la persona (apparentemente) più comune della terra. Tutto ciò senza rinunciare al suo punto di vista, anche fazioso se necessario, perché l’obiettività non si dovrebbe manifestare con un asettico distacco dalle diverse posizioni, ma potrebbe essere trovata, almeno in parte, dando spazio alle opinioni altrui, senza per questo rinnegare le proprie.

  2. coscienza critica ha detto:

    Beh, considerando anche il commento vedo che poi ognuno ha un proprio metro di giudizio sui medesimi giornalisti.
    Mi piacerebbe capire qual’è il metro di giudizio con cui, appunto, ognuno valuta un giornalista, si tratti di Biagi o della Fallaci.
    Anche perchè, diversamente, cioè senza motivazione, vale tutto ed il contrario di tutto, io posso stimare ottimo quello che altri dicono pessimo e viceversa.

  3. Edoardo ha detto:

    Il 15 Settembre 2016 e’ stato il decimo anniversario della morte di Oriana Fallaci e pochi l’hanno ricordata nonostante fosse stata una delle figure giornalistiche più famose d’Italia, come del resto Enzo Biagi, e senza dubbio la più famosa giornalista italiana nel mondo.
    E’ entrata col padre nella Resistenza a 14 anni ma pochi l’hanno ricordata. Perché? La risposta e’ facile: Vengono certamente ricordati i migliori (come senza dubbio era Biagi) ma solo se costoro sono stati “utili” politicamente alla classe politica del momento.
    La Fallaci non e’ mai stata utile e quindi e’ stata ignorata.

Lascia un Commento

CAPTCHA
*

 

Questo sito utilizza cookie a scopo tecnico, analitico e profilante anche di terze parti. Chiudendo questo banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Cosa sono i cookie

In informatica i cookie – letteralmente “biscotto” - sono righe di testo usate per eseguire autenticazioni automatiche, tracciatura di sessioni e memorizzazione di informazioni specifiche riguardanti gli utenti che accedono al server.
Nel dettaglio, sono stringhe di testo di piccola dimensione inviate da un server ad un Web client (di solito un Browser) e poi rimandati indietro dal client al server (senza subire modifiche) ogni volta che il client accede alla stessa porzione dello stesso dominio web.

Tipologie di cookie

Cookie tecnici
Sono cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web, permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate o di settare alcune preferenze sul sito web e ritrovarle settate al prossimo accesso.
Senza il ricorso a tali cookie alcune operazioni sul sito potrebbero non essere possibili o potrebbero essere più complesse e meno sicure.
Cookie di profilazione
Sono cookie utilizzati per monitorare e profilare gli utenti durante la navigazione, studiare i loro movimenti e abitudini di consultazione del web o di consumo (cosa comprano, cosa leggono, ecc.), anche allo scopo di inviare pubblicità di servizi mirati e personalizzati.
Cookie di terze parti
Sono cookie installati da siti differenti da quello sul quale si sta navigando generalmente a scopo di profilazione oppure per attivare specifiche funzionalità (ad esempio i cookie installati per i social plugins).
In tali casi, tuttavia, il Titolare del trattamento dei dati personali acquisiti tramite questo sito internet è esente da qualsiasi forma di responsabilità in tal senso posto che l’operatività di tali cookies rientra nella piena ed esclusiva responsabilità di società terze.

Per garantire una maggiore trasparenza e comodità, si riportano qui di seguito gli indirizzi web delle diverse informative e delle modalità per la gestione dei cookie.
Facebook informativa: https://www.facebook.com/help/cookies/
Facebook (configurazione): accedere al proprio account. Sezione privacy.
Twitter informative: https://support.twitter.com/articles/20170514
Twitter (configurazione): https://twitter.com/settings/security
Linkedin informativa: https://www.linkedin.com/legal/cookie-policy
Linkedin (configurazione): https://www.linkedin.com/settings/
Google+ informativa: http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/cookies/
Google+ (configurazione): http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/managing/

Google Analytics
Il sito include anche talune componenti trasmesse da Google Analytics, un servizio di analisi del traffico web fornito da Google, Inc. (“Google”). Anche in questo caso si tratta di cookie di terze parti raccolti e gestiti in modo anonimo per monitorare e migliorare le prestazioni del sito ospite (performance cookie).
Google Analytics utilizza i “cookie” per raccogliere e analizzare in forma anonima le informazioni sui comportamenti di utilizzo del sito (compreso l’indirizzo IP dell’utente). Tali informazioni vengono raccolte da Google Analytics, che le elabora allo scopo di redigere report per gli operatori riguardanti le attività sui siti web stessi. Questo sito non utilizza (e non consente a terzi di utilizzare) lo strumento di analisi di Google per monitorare o per raccogliere informazioni personali di identificazione. Google non associa l’indirizzo IP a nessun altro dato posseduto da Google né cerca di collegare un indirizzo IP con l’identità di un utente. Google può anche comunicare queste informazioni a terzi ove ciò sia imposto dalla legge o laddove tali terzi trattino le suddette informazioni per conto di Google.
Per ulteriori informazioni, si rinvia al link di seguito indicato:
https://www.google.it/policies/privacy/partners/

Conferimento dei dati
Fatta eccezione per i cookie tecnici strettamente necessari alla normale navigazione, il conferimento dei dati è rimesso alla volontà dell’interessato che decida di navigare su questo sito dopo aver preso visione dell’informativa breve contenuta nell’apposito banner e di usufruire dei servizi che comportano l’installazione di cookie.
Chiudendo il banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un qualsiasi elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’utilizzo di tutti i cookie presenti sul sito (inclusi quelli di terze parti) e il suo consenso viene memorizzato in un apposito cookie tecnico in modo che il banner non venga più visualizzato durante i futuri accessi al sito.
Come disattivare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile rifiutare tutti i cookie o permettere l’installazione di cookie provenienti solo da alcuni siti scelti. Il blocco di tutti i cookie potrebbe inficiare il corretto funzionamento di alcune funzionalità dei siti che si visitano.
Queste le istruzioni per disattivare / attivare i cookie nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Attivare%20e%20disattivare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392971?hl=it-IT
Come cancellare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile cancellare tutti i cookie salvati sul proprio dispositivo.
Queste le istruzioni per cancellare i cookie (o solo alcuni di essi) nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Eliminare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392709?hl=it

Per completezza si informa l’utente che è possibile avere informazioni sui cookie archiviati sul proprio terminale e disattivarli singolarmente decidendo di accettarli solo da parte di alcune società cliccando sulla risorsa Your Online Choices raggiungibile dal seguente link: http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte.

Chiudi