NO ALLA STATUA “ERA FASCISTA”

Il comunicato della Rete Antifascista BS dopo che il 5/4 il Consiglio Comunale ha stabilito ufficialmente di riposizionare una statua simbolo dello squallido e tragico ventennio fascista in una piazza di Brescia.
Divulgo questa brutta notizia per far vedere come le amministrazioni sperperino i soldi pubblici: in questo caso allo spreco si aggiunge anche un messaggio orribile.
Nel comunicato della Rete Antifascista BS, le vicende che hanno portato a questo penoso ricollocamento:

NO ALLA STATUA “ERA FASCISTA”

La Rete Antifascista esprime indignazione e rabbia per la decisione assunta dal Consiglio Comunale di Brescia nella seduta dello scorso 5 aprile di procedere con l’installazione della statua “Era Fascista” in Piazza della Vittoria.
In discussione vi era la petizione presentata dall’ ANPI e dalle Fiamme Verdi sostenuta da circa duemila firme che chiedeva di lasciare il così detto “Bigio” nel magazzino ove giace dal 1945.
Nelle motivazioni la petizione sottolineava il forte valore ideologico di una statua che rappresenta la sintesi del regime fascista traducendo tutto il simbolismo della piazza voluta per celebrare la marcia su Roma.
Mussolini nel discorso di inaugurazione di Piazza Vittoria battezzò egli stesso il colosso marmoreo d’oltre sette metri in “Era Fascista”.
La maggioranza fascio-leghista della giunta Paroli con disprezzo ha cestinato la petizione dell’Anpi dando il via libera alla ricollocazione della statua spendendo 460 mila Euro di denaro pubblico per soddisfare i capricci nostalgici di qualche assessore.
Tale operazione si inserisce nel tentativo culturale di rivedere la storia in chiave di pacificazione collocando sullo stesso piano vittime e carnefici.
Con la stessa logica revisionista la giunta Paroli è responsabile dell’esposizione del busto del duce a Santa Giulia e dell’ideologo del razzismo Miglio in Piazza Garibaldi.
Senza contare l’assordante silenzio delle istituzioni locali a fronte della apertura di diverse sedi fasciste in città come in provincia, violando palesemente il dettato costituzionale.
Da questi covi sono partiti gli squadristi che pochi giorni fa a Brescia hanno picchiato uno studente reo d’essere antifascista e i raid incendiari contro il Centro Sociale 28 maggio dello scorso febbraio.
In tutta Italia si moltiplicano aggressioni di stampo fascista ai danni di compagni, azioni dettate dal bisogno di protagonismo delle sigle d’estrema destra in una fase di forte disagio sociale e di stallo politico.
La crisi economica dettata dalla lobby delle banche evidenzia l’implosione del sistema capitalistico aprendo il campo a soluzioni autoritarie.
I fascisti si ripropongono come manovalanza dei poteri forti e dei poteri occulti così come sempre hanno fatto.
Brescia ne è diretta testimone con la strage di Piazza della Loggia e gli otto morti ammazzati.
Tutto ciò impone lo sviluppo di una forte campagna culturale e politica dell’antifascismo contrastando in tutte le sedi ed in tutti i modi gli spazi di agibilità politica dei nuovi fascismi.
Tra pochi giorni si festeggerà il sessantottesimo anniversario dalle Liberazione e la vittoria della guerra di Resistenza sul nazi-fascismo e nel ribadire ed attualizzare i principi di quella pagina di storia non si potrà ignorare la decisione assunta dalla giunta Paroli.
Decisione condita da interventi sprezzanti ed offensivi nei confronti di Anpi e Fiamme Verdi arrivando a definirli “questi tizi”.
Ricordiamo a lor signori che “questi tizi” hanno combattuto sulle nostre montagne per la libertà di tutti noi.
La Rete Antifascista chiede ad Anpi e Fiamme Verdi provinciali di non fare intervenire nell’ambito delle manifestazioni del prossimo 25 aprile esponenti della giunta Paroli protagonista della peggior pagina filo-fascista della storia cittadina.

Rete Antifascista Brescia

1 Commento

  1. Sandro ha detto:

    Ora che grazie a “Presa Diretta” è stata finalmente oserei dire riaccesa l’attenzione sulla Caffaro, e sui veleni che ha disperso, e disperderà ancora, questi indefinibili pensano alle statue?! A bruttare denari in opere futili,
    invece di pensare a raschiare il barile per sanare per quanto possibile una situazione a dir poco infernale.

    Poi viene il popolino, ignorante, che si condanna a morte, e condanna le future generazioni, con scemate del tipo, “pur di qualcosa si dovrà morire” Come se bonificata la Caffaro ad esempio, le zozzerie, e le cause di morte non ce ne siano più!
    Intantto lascia intendere chi la pensa così, penso a riempirmi il tubo digerente, ed a vivere male alla giornata, tanto conclude sconsolato l’italiota medio, non ci puoi fare niente.
    Alle prossime elezioni ovviamente voterà, il pederasta o i barbari, che gli restituiscono l’Imu, gli “danno” indietro un po di soldi, e creano un po di lavoro, con qualche grande opera, poi fa niente se nulla di tutto ciò si avvererà, se le grandi opere, il più delle volte inutili, hanno un sottofondo ipermafioso di riciclaggio di soldi, caporali, e pure rifiuti tossici
    http://www.ilfattoquotidiano.it/tag/brebemi/

    L’importante è la pancia, non pensare e girare la testa dall’altra parte, sperando che il cancro o la malattia, non tocchi a me!

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