Vittorino Andreoli: “Non è bullismo, è violenza. Castrazione chimica? Un’imbecillità. Qui si castra la democrazia”

da www.huffingtonpost.it
CITTADINI
04/05/2019

Vittorino Andreoli:

“Non è bullismo, è violenza.

Castrazione chimica? Un’imbecillità.

Qui si castra la democrazia”

Il neuropsichiatra ad HuffPost: “Credevo ci fossero i medici per curare la malattia del Paese, ora non intravedo possibilità di cura. Ho fiducia nei giovani ma siamo in pericolo
By Luciana Matarese
Professore Andreoli, l’impressione che arriva dalla cronaca è che in Italia sia ormai diffuso un bullismo trasversale, tutti bullizzano tutti. Stiamo diventando un Paese di bulli?
Non mi piacciono i termini “bulli” e “bullismo”, che dilagano pur non avendo fondamento né antropologico né scientifico. Qui non si tratta di bullismo, termine inventato dai giornalisti per riferirsi prevalentemente a comportamenti che riguardano i giovani.
Di cosa si tratta, allora?
Di violenza, caratteristica umana, biologica, che non essendoci più freni inibitori e in assenza di regole, principi, esempi, diventa comportamento dominante.
Vittorino Andreoli spinge la riflessione oltre il racconto che ci arriva dalla cronaca. Per il celebre neuropsichiatra veronese, 79 anni, tra i più autorevoli esponenti della psichiatria mondiale, membro della New York Academy of Sciences e autore di saggi, romanzi e raccolte di poesie, lo stupro di Viterbo, il pestaggio a morte dell’anziano di Manduria, ma anche l’aggressione della mamma di Lodi alla professoressa per la sospensione della figlia – per citare tre casi di cronaca negli ultimi giorni – sono l’effetto di una crisi più ampia, di una degenerazione del vivere civile che riguarda anche l’esercizio del potere. E rischia di affondare la nostra democrazia. L’analisi è spietata, il j’accuse pesantissimo.
Dilaga la violenza, dunque, professore.
È un fatto diffuso – pensi anche alle violenze tra persone anziane – e di grosse dimensioni, che va spiegato tenendo sì presenti i comportamenti di chi compie l’atto violento specifico, ma mai dimenticando che essi sono derivati ed espressione di una grande crisi di civiltà. L’uomo che incontriamo è sempre meno razionale, sempre più pulsionale.
Che significa?
Parlando dello sviluppo della civiltà, Giambattista Vico spiegava come via via, nel corso dei secoli, si è passati dalla barbarie alla società della ragione, chiarendo che è la parte più umana – la ragione ma pure il rispetto degli affetti – che riesce a dominare gli istinti. Senza questi freni siamo barbari. Ecco, attualmente viviamo una fase di regressione verso la barbarie. Le sembra che oggi si applichi la ragione?.
No.
La mia era una domanda pleonastica. Questa regressione ci riporta al punto inverso del percorso di cui parlava Vico.
Da cosa dipende secondo lei?
Mancano le regole, gli esempi. Non ci sono più le leggi, che, diceva Platone, devono servire perché ci si rispetti tutti. La legge oggi è diventata una modalità per fare quello che si vuole giustificandosi. Non valgono più regole, parole che erano a fondamento del vivere civile.
A cosa si riferisce?
Alla coerenza, per esempio, oggi considerata un segno di scarsa capacità di adattamento alla società. Nel nostro Paese c’è chi sta esaltando il valore dell’incoerenza. Ancora, da quanto tempo non si sente più usare la parola “ladro”, che è uno che si adatta? Ormai c’è una perdita di ragione generalizzata, una prevalenza di istinti e pulsioni non più inibiti. Mi piace una donna? La pulsione da soddisfare è possederla. Mi piace un telefonino che non posso acquistare? Lo rubo. Non è un caso che per avere successo bisogna essere idioti. Per non dire del potere.
No, dica pure.
Il potere è in mano ai cretini, la cultura è considerata inutile, il sapere non conta. Conta il potere come verbo, faccio perché posso non perché è utile. Il potere è la più grande malattia sociale che esiste. Di fronte a certe imbecillità non si può stare zitti.
Di quali imbecillità parla?
Pensi alla stupidità di tirare fuori la castrazione chimica per stupratori e pedofili. Con questo andamento ci avviciniamo all’homo stupidus stupidus, altro che homo sapiens sapiens”.
All’homo stupidus stupidus ha intitolato un suo celebre saggio. Ci siamo arrivati?
Guardi, io non offendo nessuno, piuttosto faccio diagnosi. “Stupidus” ha la stessa radice di “stupor”, “stupore” e io sono stupito che un Paese come il nostro, con la sua illustre civiltà, si stia riducendo alla barbarie. Purtroppo lo stupido non sa cos’è l’intelligente e pensa di esserlo, mentre l’intelligente qualche volta ha il dubbio di essere stupido.
La proposta della castrazione chimica è stata rilanciata dopo i fatti di Viterbo.
Quando si parla di castrazione chimica penso ad Alan Turing, il grande matematico britannico che riuscì a decodificare i messaggi criptati che durante il secondo conflitto mondiale si scambiavano le potenze dell’Asse, contribuendo in modo determinante alla vittoria degli Alleati. Ebbene, a guerra finita, Turing, perché omosessuale fu emarginato e incarcerato e, sottoposto a castrazione chimica, si suicidò. Solo un imbecille che non conosce la storia può riproporre una tale stupidità. Ignorando l’elemento fondamentale della questione.
Quale?
“Ciò che attrae una persona violenta o un pedofilo non è l’atto sessuale quanto il fatto di poter dominare la vittima, ricorrendo alla sopraffazione. È possibile che ci sia qualcuno convinto che la castrazione chimica eliminerà la violenza? Non è il testosterone, è la mente, è il fatto che senza la ragione, gli affetti, i principi a fare da freno, diventiamo crudeli. Il problema è tutto quello che questa regressione ci sta portando via, per cui assistiamo a spettacoli indegni: ruba chi accusava gli altri di farlo, si delegittima la magistratura, si insufflano paure”.
È un atto d’accusa ai nostri politici, a quanti ci governano?
Non so se i destinatari sono gli attuali o ci sono di mezzo anche quelli che ci hanno governato sei o otto mesi fa. Mi importa di più far capire che stiamo regredendo e molto velocemente. La conquista di civiltà non è un fatto biologico, non è che abbiamo i geni della civiltà. È un fatto che riguarda l’essere umano, la sua parte umana. E, per come stanno andando le cose, rischiamo di perdere le conquiste guadagnate con fatica nei secoli, nel giro di due generazioni.
Nel 2013 lei dichiarava “L’Italia è un malato di mente grave”. Sei anni dopo a che punto è la notte?
La situazione è gravissima, mi creda. Penso a Camus, al medico che ne “La peste”, nonostante non abbia mezzi, non si ferma davanti al dilagare dell’epidemia, continua a curare i malati e alla fine la malattia passa. Sei anni fa credevo ci fossero i medici per curare la malattia del Paese, adesso non intravedo possibilità di cura”.
Chi erano i medici che non ci sono più?
“Le regole sociali, gli esempi, l’umanesimo. Il potere è degenerato. Anche nei periodi più duri della nostra democrazia c’era chi, una volta eletto, si impegnava ad aiutare tutti gli italiani”.
Oggi invece?
È la prima volta che ci sono i partiti, ma non c’è il Governo. E chi governa dice: “Ci sono io, faccio io, questo non mi piace, lo caccio”. Magari se chi sostiene cose del genere leggesse la Costituzione capirebbe che ci sono anche delle prerogative precise del Capo dello Stato. Ancora, di fronte all’emergenza sull’educazione dei giovani, non si può rispondere dicendo: “Non è nel contratto di governo”. Qui ci stiamo giocando la democrazia.
È davvero così grave la situazione?
Assolutamente. Gli italiani non credono più nel fondamento della democrazia, che è il voto. È inaudito che l’espressione della preferenza di una persona, come purtroppo vediamo accadere nel nostro Paese, venga addirittura monetizzata, venduta. È un segno chiaro che la democrazia è in pericolo. Anzi è in agonia. Bisogna stare attenti.
Lei quindi vede  il rischio di una deriva democratica?
Certo. La nostra democrazia non è mai stata perfetta, ma a differenza di quanto accadeva in passato, oggi non ci si sforza più di renderla compiuta. E il fascismo, un fatto storico definito, non si può neanche nominare. Qui si sta castrando la democrazia, altro che castrazione chimica.
Intanto nel Paese dilaga la paura, altro sentimento al quale lei ha dedicato anni di studi e diversi saggi.
Oggi in Italia tra i sentimenti più diffusi non c’è la paura, che può essere anche positiva quando ci permette di percepire i rischi, quanto piuttosto la paura della paura. Ci inducono paure, frutto non di esperienza diretta ma veicolate attraverso i mezzi di comunicazione, per mostrarci di sapere risolvere determinate questioni mentre in realtà non sanno farlo.
Si riferisce ai migranti?
Certo, ma anche all’idea che stiamo morendo tutti di fame, all’importanza del Pil, alle conseguenze che possono derivare dai vaccini. Quando manca la cultura si può dire di tutto. Ci stanno spaventando perché il potere diventa forte se spaventa. È tutto regolato dal “dito su-mi piace, dito giù-non mi piace”.”
Anche lei demonizza la cultura digitale, internet e i social network?
“Il digitale è una delle più grandi scoperte della modernità, internet è uno strumento straordinario che ha consentito al sapere di fare grandi passi avanti, ma nella vita quotidiana buttarsi dentro i social – vere e proprie fughe dai sentimenti, dalle relazioni – assorbiti da video, post, commenti, rischia di far smarrire l’umanità. I figli dimenticano i padri e i padri i figli”.
Nel suo ultimo libro “Il rumore delle parole”, il protagonista, un anziano che ha trovato nella rete il modo di addomesticare l’abbandono, “alla fine capisce che la cosa migliore è suonare il campanello del vicino e vedere cosa può fare per loro”. Vale solo per gli anziani?
Vale per tutti.
La situazione è degenerata, professore. Esiste una strada per invertire la rotta?
Ho ancora fiducia nei giovani. Ce ne sono di bravissimi, che si impegnano, animati da grande passione. Penso anche a quei bambini che diffondono messaggi positivi, speriamo non li strumentalizzino. Ma siamo in grande pericolo. Voglio credere nei giovani, ecco perché non utilizzo il termine bullismo, creato per riferirsi prevalentemente a loro. Affido le mie speranze non al potere, ma ai giovani che non ce l’hanno.

 

8 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Il potere è in mano ai cretini, la cultura è considerata inutile, il sapere non conta. Conta il potere come verbo, faccio perché posso non perché è utile. Il potere è la più grande malattia sociale che esiste. PAROLE SANTE!!!
    L’Italia è riuscita a risollevarsi nel dopoguerra, grazie ad alcune persone sagge. Dei gentiluomini e delle gentildonne che pur nell’acredine della lotta politica avevano rispetto per gli avversari e operavano per il bene del paese, non lasciandosi tentare dal proprio tornaconto personale.
    Questa degenerazione culturale di cui si nutre la società odierna ha creato un popolo di imbecilli -con le dovute eccezioni-, governato da un gruppo improvvisato e non omogeneo di imbecilli, senza alcuna eccezione.

    • Matteo ha detto:

      Condivido interamente quando dici che l’Italia si è risollevata dalla guerra grazie a persone sagge, io direi eccezionali, che rispettavano gli avversari politici quando combattevano, anche duramente, le loro idee. Quando tuttavia dici dai dell’imbecille a chi non la pensa come te, non fai a mio parere una cosa saggia.

  2. Luigi ha detto:

    Sono d’accordo con Vittorino Andreoli. Se nel 1995 Romano Prodi ha sconfitto Berlusconi alle elezioni del 1996 è grazie al suo aiuto. Per chi vuol approfondire legga il suo libro “La mia corsa nel tempo”. Questo suo aiuto lo trova da pag. 305 (1996: anno di elezioni politiche) a pag. 321. Consiglio di leggere la pag. 319 da “Le elezioni riportarono …” alla fine. A pag. 320: “Pensavo che la sconfitta di Berlusconi avrebbe impedito a quell’uomo che per egoismo era l’ultimo a meritare di svolgere il compito di guida del popolo italiano, di diventare Primo Ministro. Ma mi ero dimenticato della stupidità della politica, indipendentemente dalla sinistra o dalla destra. La stupidità del potere… La nuova categoria di politici era divenuta vuota, e la politica il più misero spettacolo.” E’ stato profeta se guardiamo all’oggi: Salvini, Di Maio. Meloni …

Lascia un Commento

CAPTCHA
*

 

Questo sito utilizza cookie a scopo tecnico, analitico e profilante anche di terze parti. Chiudendo questo banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Cosa sono i cookie

In informatica i cookie – letteralmente “biscotto” - sono righe di testo usate per eseguire autenticazioni automatiche, tracciatura di sessioni e memorizzazione di informazioni specifiche riguardanti gli utenti che accedono al server.
Nel dettaglio, sono stringhe di testo di piccola dimensione inviate da un server ad un Web client (di solito un Browser) e poi rimandati indietro dal client al server (senza subire modifiche) ogni volta che il client accede alla stessa porzione dello stesso dominio web.

Tipologie di cookie

Cookie tecnici
Sono cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web, permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate o di settare alcune preferenze sul sito web e ritrovarle settate al prossimo accesso.
Senza il ricorso a tali cookie alcune operazioni sul sito potrebbero non essere possibili o potrebbero essere più complesse e meno sicure.
Cookie di profilazione
Sono cookie utilizzati per monitorare e profilare gli utenti durante la navigazione, studiare i loro movimenti e abitudini di consultazione del web o di consumo (cosa comprano, cosa leggono, ecc.), anche allo scopo di inviare pubblicità di servizi mirati e personalizzati.
Cookie di terze parti
Sono cookie installati da siti differenti da quello sul quale si sta navigando generalmente a scopo di profilazione oppure per attivare specifiche funzionalità (ad esempio i cookie installati per i social plugins).
In tali casi, tuttavia, il Titolare del trattamento dei dati personali acquisiti tramite questo sito internet è esente da qualsiasi forma di responsabilità in tal senso posto che l’operatività di tali cookies rientra nella piena ed esclusiva responsabilità di società terze.

Per garantire una maggiore trasparenza e comodità, si riportano qui di seguito gli indirizzi web delle diverse informative e delle modalità per la gestione dei cookie.
Facebook informativa: https://www.facebook.com/help/cookies/
Facebook (configurazione): accedere al proprio account. Sezione privacy.
Twitter informative: https://support.twitter.com/articles/20170514
Twitter (configurazione): https://twitter.com/settings/security
Linkedin informativa: https://www.linkedin.com/legal/cookie-policy
Linkedin (configurazione): https://www.linkedin.com/settings/
Google+ informativa: http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/cookies/
Google+ (configurazione): http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/managing/

Google Analytics
Il sito include anche talune componenti trasmesse da Google Analytics, un servizio di analisi del traffico web fornito da Google, Inc. (“Google”). Anche in questo caso si tratta di cookie di terze parti raccolti e gestiti in modo anonimo per monitorare e migliorare le prestazioni del sito ospite (performance cookie).
Google Analytics utilizza i “cookie” per raccogliere e analizzare in forma anonima le informazioni sui comportamenti di utilizzo del sito (compreso l’indirizzo IP dell’utente). Tali informazioni vengono raccolte da Google Analytics, che le elabora allo scopo di redigere report per gli operatori riguardanti le attività sui siti web stessi. Questo sito non utilizza (e non consente a terzi di utilizzare) lo strumento di analisi di Google per monitorare o per raccogliere informazioni personali di identificazione. Google non associa l’indirizzo IP a nessun altro dato posseduto da Google né cerca di collegare un indirizzo IP con l’identità di un utente. Google può anche comunicare queste informazioni a terzi ove ciò sia imposto dalla legge o laddove tali terzi trattino le suddette informazioni per conto di Google.
Per ulteriori informazioni, si rinvia al link di seguito indicato:
https://www.google.it/policies/privacy/partners/

Conferimento dei dati
Fatta eccezione per i cookie tecnici strettamente necessari alla normale navigazione, il conferimento dei dati è rimesso alla volontà dell’interessato che decida di navigare su questo sito dopo aver preso visione dell’informativa breve contenuta nell’apposito banner e di usufruire dei servizi che comportano l’installazione di cookie.
Chiudendo il banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un qualsiasi elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’utilizzo di tutti i cookie presenti sul sito (inclusi quelli di terze parti) e il suo consenso viene memorizzato in un apposito cookie tecnico in modo che il banner non venga più visualizzato durante i futuri accessi al sito.
Come disattivare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile rifiutare tutti i cookie o permettere l’installazione di cookie provenienti solo da alcuni siti scelti. Il blocco di tutti i cookie potrebbe inficiare il corretto funzionamento di alcune funzionalità dei siti che si visitano.
Queste le istruzioni per disattivare / attivare i cookie nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Attivare%20e%20disattivare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392971?hl=it-IT
Come cancellare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile cancellare tutti i cookie salvati sul proprio dispositivo.
Queste le istruzioni per cancellare i cookie (o solo alcuni di essi) nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Eliminare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392709?hl=it

Per completezza si informa l’utente che è possibile avere informazioni sui cookie archiviati sul proprio terminale e disattivarli singolarmente decidendo di accettarli solo da parte di alcune società cliccando sulla risorsa Your Online Choices raggiungibile dal seguente link: http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte.

Chiudi