Chiesa cattolica italiana e Berlusconi: a quando un esame di coscienza?

 

da Il Dialogo
 

Chiesa cattolica italiana e Berlusconi:
a quando un esame di coscienza?

 

di Aldo Maria Valli

in “Vino Nuovo” (www.vinonuovo.it) del 3 agosto 2013

La condanna è arrivata, e irresponsabili non sono i giudici, ma coloro che la mettono in discussione. Non accettarla, o dipingerla come sintomo di un disegno politico, vuol dire minare lo stato di diritto alle fondamenta.

Il guitto Berlusconi, ormai vecchio e gonfio, con la sua faccia da bambolotto di plastica, continua la recita, stancamente, come per inerzia, ma la cosa più triste è che un paese intero questa recita la segue e la subisce da un ventennio. E senza neppure la consolazione di poter dire di aver vissuto una pagina drammatica. Perché qui prevale la farsa, come nella peggior tradizione italica.
 
Ora però una domanda che riguarda i cattolici e le gerarchie. Come è stato possibile che per tanti, troppi anni la Chiesa istituzionale e un largo numero di sedicenti cattolici abbiano appoggiato quest’uomo?

Com’è stato possibile che tanti cattolici, a tutti i livelli, abbiano votato e chiesto di votare per lui, che gli abbiano concesso credito, che lo abbiano visto come l’uomo della provvidenza?

Com’è stato possibile che una parte, una larga parte del mondo cattolico non abbia provato un moto di spontanea ripulsa verso il guitto impegnato a usare la politica e gli italiani per il proprio tornaconto?

E’ una vecchia domanda che tuttavia non ha mai trovato risposta. Forse perché rispondere, per i cattolici italiani, vorrebbe dire fare un profondissimo e doloroso esame di coscienza, non solo e non tanto in termini politici, ma sotto il profilo culturale. Equivarrebbe a mostrare il vuoto culturale di un soggetto, il cattolico medio italiano, che sia sotto la Dc sia, e a maggior ragione, sotto l’ombrello berlusconiano non è mai stato abituato a pensare con la propria testa, a usare lo spirito critico, a distinguere tra senso dello Stato e opportunismo, ma si è lasciato guidare da una categoria tanto generica quanto comoda, l’anticomunismo, accontentandosi di parole d’ordine vuote.

Fare questo esame di coscienza equivarrebbe inoltre a togliere il velo steso sopra una classe dirigente ecclesiale in gran parte modesta e tremebonda, incline a non disturbare il manovratore e anzi a ingraziarselo, per ottenere vantaggi immediati.

Fare questo esame di coscienza equivarrebbe a mostrare come la religione, separata dalla fede, diventi facilmente alibi per giustificare il non giustificabile, per chiudere gli occhi davanti all’arroganza del potere, per trasformare la stessa appartenenza di fede in strumento di potere e di sottopotere. Procedere con questo esame di coscienza equivarrebbe alla fin fine a mostrare il tradimento del Vangelo operato da tanti, sia chierici sia laici cattolici, che il berlusconismo o l’hanno sposato in pieno o l’hanno tollerato in silenzio o hanno cercato di utilizzarlo.

Fare questo esame di coscienza vorrebbe dire scrivere una pagina triste del cattolicesimo italiano, quasi del tutto incapace di sottrarsi alle lusinghe del guitto e pronto anzi a sponsorizzarlo in maniera più o meno aperta.

Fare un simile esame di coscienza vorrebbe dire mostrare come i cattolici italiani, a tutti i livelli, si siano lasciati incantare dalla sottocultura televisiva dispensata a piene mani dal guitto e non abbiano opposto resistenza alcuna, preferendo anzi crogiolarsi in essa come sotto l’effetto di un narcotico. Fare questo esame di coscienza equivarrebbe a chiedersi come e perché politici molto solerti nello sbandierare la loro cattolicità abbiano deciso di militare sotto le insegne truffaldine del guitto.

Fare questo esame di coscienza equivarrebbe a constatare che perfino gli oppositori ormai hanno nel proprio dna dosi massicce di berlusconismo. Fare un tale esame di coscienza equivarrebbe a dimostrare che gran parte dei cattolici non sanno nemmeno che cosa sia la parresia, la libertà e la capacità di dire tutto, senza reticenze e senza sotterfugi interessati.

Dov’erano i cattolici quando il guitto destabilizzava lo Stato con le sue battaglie ad personam?

Dov’erano quando inebetiva gli italiani con i suoi circenses televisivi? Dov’erano quando separava la morale privata da quella pubblica infrangendo così uno dei pilastri della dottrina sociale della Chiesa?

Dov’erano quando, palesemente e senza vergogna, divulgava con il proprio comportamento l’idea che con la ricchezza sia possibile guadagnarsi l’impunità?

La verità è che la Chiesa italiana e gran parte dei cattolici, se si studia il loro rapporto con il guitto di Arcore, hanno sulla coscienza gravi peccati, sia di connivenza sia di omissione. Quando ne hanno preso le distanze lo hanno fatto timidamente e in ritardo, a scempio ormai compiuto, e comunque è difficile dimenticare certe immagini, come la folla del meeting di Rimini osannante nei confronti del guitto, accolto come un salvatore e riverito, incredibile dictu, come un vero statista.

Per tutte queste ragioni l’esame di coscienza non ci sarà e chi proverà a farlo, dentro il mondo cattolico, sarà guardato per lo più con fastidio e messo ai margini, come del resto è già avvenuto durante il regno del guitto.

Domenica 04 Agosto,2013

 

 

17 Commenti

  1. riccardo56 ha detto:

    Carissimo Don Giorgio,
    il cattolico medio italiano non è un povero imbecille, una vittima innocente del Pregiudicato di Arcore. Il cattolico italiano continua a sostenere Berlusconi anche ora, e non ci sono scuse nè attenuanti, il motivo è uno solo: al ceto borghese Berlusconi conviene! Il bottegaio, l’idraulico, il dentista, l’artigiano… 4.000.0000 di partite IVA in Italia votano e continueranno sempre a votare Berlusconi! Prima Silvio, poi se capiterà Marina. Sanno benissimo ciò che sta dietro quella ricchezza nata all’improvviso con versamenti massicci da parte di ignoti, investimenti poi impiegati nell’edilizia e soprattutto nelle televisioni: tutti noi, in fondo al cuore, sappiamo, se non i nomi dei versatori, almeno le origini ultime di quella ricchezza. Anche chi vota Berlusconi lo sa benissimo! I giudici scrivono sentenze, ma la verità ha le sue radici nella coscienza e chiunque dentro di sè conosce perlomeno a grandi linee da cosa può essere nata tanta improvvisa ricchezza. Ma l’italiano è così: guarda al proprio interesse immediato, la possibilità di avere dei vantaggi fiscali, niente IMU, niente ICI, dimentichiamoci uno scontrino quà, una ricevuta là, LUI ci aiuta. Una bastonata all’impiego pubblico, una mancia ai servi bottegai e arrivano i voti: 4.000.000 di voti dalle partite IVA, altrettanti dalla malavita, organizzata o meno per la speranza di aiutini amnistie depenalizzazioni e scorciatoie, un altro milione da una massa informe di illusi, disperati cittadini che pur di cambiare avrebbero votato la fata turchina, abilmente abbindolati da uno dei più scaltri venditori ambulanti di fumo, uno chansonnier capace di irretire attraverso gli spot, gli improbabili servizi di Striscia sempre a scavare nel torbido del pubblico e mai del privato, i programmini ammiccanti fatti di stacchetti allegri, cosce sederi e scollature ultra generose, il calcio propinato come veleno delle menti a qualsiasi ora del giorno e della notte. Quando si ha un consenso fisso di circa 8.000.000 di voti di gente interessata solo a evadere il fisco o farla franca in tribunale, è sufficiente spostare un milioncino di voti, una volta ogni 5 anni e il gioco è fatto!

    Il berlusconismo non si combatte con i buoni argomenti, con l’intelligenza e l’arguzia: tutti i berlusconiani sanno perfettamente che il berlusconismo è male, è antisociale, è l’essenza stessa dell’ingiustizia, della stortura, della prevaricazione e dell’anticristianesimo. Ma CONVIENE!!!!

    Il berlusconismo si combatte come una malattia, attaccando ogni cellula malata: ogni evasore, ogni corrotto, ogni malavitoso, ogni criminale che non fa lo scontrino, alimenta consapevolmente o inconsapevolmente la mentalità italica del giocare a fregare, e finisce immancabilmente per trovare la propria espressione nelle fila del berlusconismo che se ne fa interprete con la lotta ai magistrati, ai dipendenti pubblici, con la protervia nei confronti dei pensionati, dei meno abbienti, degli utenti della sanità pubblica e della scuola di Stato, alle quali vengono sottratte risorse importanti per foraggiare scuole e sanità private: alla faccia della tanto decantata libertà, nel berlusconismo si annida la peggiore forma di assistenzialismo statale, quella del credito indiscriminato a favore delle imprese, gli sconti fiscali, le agevolazioni precluse ai lavoratori ma riservate agli imprenditori, i negozi che calcolano l’IVA in modo da consentire al titolare d’impresa di scaricare ciò che vuole mentre i lavoratori debbono pagare tutto all’ultimo cent. Berlusconi e i suoi sodali hanno realizzato una nuova forma di comunismo. Sì avete letto bene: COMUNISMO. Un perverso sistema di comunione d’impresa, un comunismo del capitale che come un cancro ha diffuso le sue metastasi in tutta la società, nelle banche, nelle fabbriche, nella pubblica amministrazione, soffocando quella libertà d’iniziativa tipica delle vere società liberali, per trasformarci in un nuovo genere di società, basata sulla conoscenza, sul favore, sulla toccatina di gomito, sulla strizzata d’occhio per gli amici, e per i nemici blocchi di stipendio, cancellazione dei diritti dei lavoratori, dimezzamento delle pensioni, taglio selvaggio dei servizi essenziali ai malati, ai minori, agli anziani, ai disabili, ai più deboli: il mercante di Arcore, non da meno del più celebre Mercante di Venezia, non si è accontentato di una libbra di carne, vuole abbuffarsi alla nostra tavola e portarci via anche le briciole!!!

    Dunque cosa ci salva dal comunismo d’impresa, da questo berlusconismo che tutto consuma e tutto distrugge?
    Porgere l’altra guancia?
    Fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi?
    Aspettare il buon samaritano?

    Forse funziona per guadagnarsi il paradiso, ma se vogliamo salvare la pagnotta dobbiamo cominciare a pensare diversamente, magari imparare a ODIARE.

    L’ODIO è una potente medicina: scaccia le illusioni, il prendiamo tempo, il domani è un altro giorno.

    ORA BASTA, PERDIO!!!!!

    Cominciamo dalle piccole cose:
    è giusto odiare chi ha un SUV;
    è giusto odiare chi fa le vacanze all’estero;
    è giusto odiare chi ha uno yacht;
    è giusto odiare chi non fa le ricevute;
    è giusto odiare il medico che non ha mai tempo in ambulatorio, ma è ben felice di riceverti in intramoenia a spese dell’ospedale ma con una bella parcella privata;
    è giusto odiare i borghesi con la puzza sotto il naso;
    è giusto odiare l’idraulico che per stringere un tubo ti chiede più di uno stipendio di un bidello per 10 minuti di lavoro e non fa nemmeno la ricevuta;
    e si potrebbe andare all’infinito.

    Il Berlusconismo si combatte strada per strada, giorno dopo giorno, telefonando al 117 della Guardia di Finanza per mettere in ginocchio i disonesti, i profittatori, i mangioni che ci hanno derubato non solo dei soldi ma della fiducia, della dignità, della speranza, perfino della Fede in un dio giusto!!!

    Riprendiamoci tutto dalle loro grinfie: denunciamo, denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo,denunciamo!!!!!!!!!!!!!!

    • dottginkobiloba ha detto:

      per uscire dalle dichiarazioni astratte e un po’ ideologiche vorrei raccontare un fatto reale: a marzo ho fatto la revisione della messa terra dell’impianto elettrico (cosa piuttosto inutile che se non fatta causa pesanti sanzioni), l’elettricista che ha eseguito il “lavoro” mi ha confidato che era contento per la prestazione che doveva eseguire perché essendo una ditta che poteva scaricare gli avrei chiesto la fattura. dato che lui lavora principalmente con i privati (pensionati, dipendenti pubblici e non, salariati in genere)tutti… e dico TUTTI gli chiedono di non fare la fattura in modo che un conto di 100€ non diventa 121€ ma per il fatto che è in nero diventa 85 €.insomma eravamo a marzo e non era riuscito a fare ancora una fattura con sua grave preoccupazione per via degli studi di settore

    • attilio ha detto:

      La riflessione è ottima.
      Richiede capacità di analisi, di critica e alla fine il pensiero richiede il tempo e l’esercizio necessari di scrivere partecipando.

      Quindi,Sig.Riccardo56,grazie.

      Tutta la riflessione, partecipata a Don Giorgio, e quindi a tutti, è essa stessa una denuncia.

      Personalmente condivido, sopratutto perchè l’intenzione è di interrompere uno stile “bestiale”, capace di fagocitarci.

      In altri tempi,disgraziatamente,mi capitò di leggere opinioni che incitavano alla denuncia semplicemente per bloccarne l’ufficio preposto.
      Nonostante ciò, io fermamente credo, che tra un numero enorme di denuncie, anche una sola può essere determinante, decisiva e alla fine liberare la società da quanto diviene PATOLOGICO, insopportabile,insostenibile.

      Le ultime opinioni, che ammettono, la “guerra civile”,”verrà un giorno in cui si useranno le armi”,ecc.,assumono caratteristica di una strategia, certamente barbara,nel significato negativo del termine,e allo stesso tempo una strategia che si aggiorna e si adegua, di ora in ora, sopratutto fra ex amici in politica, usi ad alleanze siglate “quasi col sangue”, e disposti a perire nello stesso sangue, MA NON DA SOLI.

      Denunciamo di come sono soddisfatte le tante petizioni, circa l’ineleggibilità, conflitto d’interesse, la corruzione,forse neppure credo in agenda.

      Di come si privilegi l’homo faber, anzichè l’homo sapiens. O come si privilegia unicamente l’homo mutabilis.

      Circa l’odio,espresso in questa riflessione,umilmente credo che in ogni caso lui l’odio un pò acceca la vista e la visione della realtà, così com’è, privandoci della possibilità di modificare il nostro punto di osservazione, nel tempo(ora)e nello spazio (sempre).

      Allo stesso tempo come nutrire odio o amore, entrambi esigenti, per questa Umanità che è incapace di nutrire la più semplice tolleranza?

      Ecco condensarsi la riflessione di Don Giorgio:”…..mentre fuori il mondo brucia!”.

      La buona notizia vuole che la CHIESA,si appresti, forse, a calendarizzare una festa dedicata esclusivamente a DIO PADRE.

      Nell’attesa denunciamo anche a Lui, pregandolo.

  2. Lussy ha detto:

    Sono troppe le cose che i cattolici ma soprattutto la chiesa italiana avrebbe dovuto fare ma non ha fatto, se pensiamo al governo di Mussolini e al nazismo quante morti…
    ma la chiesa anche allora fece molto poco per paura di disturbare i potenti, questo ha fatto la chiesa con Berlusconi una vera vergogna! Speriamo che con il nuovo Papa le cose possano cambiare.

  3. Enrico ha detto:

    meglio una lacrima a Medjugorje che una pagina di Bonhoeffer. tutto qui.

  4. simbad il marinaio ha detto:

    L’esame di coscienza è un processo che anticipa un SACRAMENTO, la Confessione, nel segreto del confessionale, alla presenza di un Sacerdote. Dietro gli occhi del quale, vediamo gli occhi di Dio. Così propone la riflessione, per me SPLENDIDA, di un Sacerdote della Chiesa Cristiana Cattolica.

    Subito dopo la confessione, si chiede il proponimento di non più commettere .Quindi dovrebbe subentrare un pentimento, la contrizione.
    Dico “dovrebbe”.

    In questo modo, tizio si confessa tutti i giorni, a tutte le ore e via.
    Allo stesso tempo non “funziona” così. Lo sappiamo.
    A riguardo della Confessione, il mio ragionamento, si esaurisce qui.

    Quindi l’esame di coscienza non ci sarà, nè da parte della Chiesa, nè da parte di B.

    CHI potrebbe, del resto, raccogliere l’esame di coscienza di una nazione intera, in un’unica emozione, capace subito dopo di confessarla e poi perdonarla?

    Non ci saranno esami di coscienza “pubblici” e di gusto televisivo, meglio virtuale, per non dire, scusate, “bufalini”.

    Non tutta la Chiesa è d’accordo con B. e con altri, magari ” pessime fotocopie” e sgualcite, in un modo o nell’altro comunque votati da tutti noi, con quell’originale sistema “porcellum”!.

    B. il “guitto”, sa bene che nella sua attuale condizione non può parlare di realtà che tra l’altro non conosce, e se le conosce, anche vagamente, se ne frega. (come tutti i vili).
    Meglio, si perdona da solo, proponendo e credendo sopratutto a sè stesso:” io però sono berlusconi, sono alfa e omega. Mi si consenta e mi si conceda! ( e mi si mandi quindi a quel p…e una volta per tutte!).

    La Chiesa, nello stesso tempo, ha i suoi MARTIRI.
    Ne vediamo di martiri, intendo dire, tali divenuti per “estrema violenza”, per aver subito lo spargimento del proprio sangue, per aver dato la stessa vita.
    Poche persone lo ricordano. I “politici”, quelli diciamo della parte finale dell’apparato gastro- enterico, non hanno in agenda tale memoria. Figuriamoci!.

    Pensa B che le sue stronzate, lo celebrino un martire?. Di chi, di cosa?

    Gli altri, quando salgono sul “transatlanticio” che fanno?
    Lasciano in guardaroba la loro coscienza cristiana?.
    Tutti gli altri, non cristiani,in transatlantico, anche tra marosi minacciosi, misurano l’etica politica con la loro coscienza, andando magari su e giù dal guardaroba?

    Il tormentone “IMU”, che ha già parato il lato “B” di B.
    è assurto a “caso parabellico?”. L’IMU è un principio codificato nella Costituzione. Dove lo leggo?
    Questa “roba” dell’ IMU, dovrebbe divenire canzoncina allegra ed estiva. Non un tormentone che alla fine cambierà pelle come i serpenti. Ci sarà la solita “mutazione”.

    “Guerra civile” come estrema ratio?
    Domando:” la guerra ha qualità civile o altre qualità?”.

    (e se ve la faceste unicamente fra di voi,in transatlantico, alla deriva del mare,la guerra civile, civile quanto voi,e dopo non ne parlassimo davvero più e basta, nel senso che cancelliamo guerra dal vocabolario universale?)

    Signori, voi di ratio,sembrate assolutamente privi. Quando privi di ratio, di cosa non siete privi?
    Ora è il momento dei saldi. Fornitevene della “minima quantità”. Almeno!.

    Con tanta stima, e gratitudine ad Aldo Maria Valli, per il suo articolo. Complimenti e grazie.

  5. ambrogio ha detto:

    Il sasso nello stagno e la posta in gioco
    di Aldo Maria Valli | 09 agosto 2013
    La replica alle critiche all’articolo su Berlusconi di qualche giorno fa: “è la capacità di elaborazione di un pensiero politico consapevole da parte del cattolicesimo italiano il problema che mi interessa”

    Vorrei ringraziare tutti gli intervenuti al dibattito scatenato dal mio intervento sul rapporto tra berlusconismo, Chiesa e cattolici italiani. Come sa bene Giorgio Bernardelli – deus ex machina di vinonuovo.it – il mio desiderio era proprio quello di suscitare un dibattito vasto, acceso, senza reticenze. Volevo gettare il classico sasso nel classico stagno, perché l’acqua mi sembrava veramente troppo ferma e melmosa. Così ho scagliato un sasso bello grosso, e l’effetto è stato quello desiderato. (E’ singolare che a volte tocchi a noi timidi prenderci questi incarichi. Ma d’altra parte, si sa, quando un timido decide di scatenarsi diventa una belva).

    A questo punto mi permetto di rivolgere una richiesta a tutti: abbandoniamo le questioni di schieramento. Non parliamo di destra, sinistra, centro, centrodestra, centrosinistra eccetera. Non è questa la strada che ci deve interessare.

    Scusate se faccio il mio esempio personale, ma è solo per spiegarmi. Se con la parola “sinistra” intendiamo il pensiero marxista o quanto meno di ispirazione marxista, io non sono mai stato di sinistra, eppure fin dall’inizio dell’impresa politica berlusconiana ho provato un forte sospetto e poi una totale avversione verso il pifferaio e tutto il suo abborracciato armamentario culturale e politico. Dirò di più: non solo non sono mai stato di sinistra, ma da giovane mi consideravo un liberale cattolico, fortemente antistatilista. Dunque, teoricamente, sarei stato un perfetto berlusconiano, e invece per me Berlusconi è sempre stato la negazione del pensiero liberale, da lui usato per i suoi fini personalistici, esattamente come ha fatto con i cattolici e il cattolicesimo.

    Dunque, dicevo, sforziamoci di abbandonare le questioni di schieramento, che non ci aiutano a fare passi avanti nella comprensione. Evitiamo di restare bloccati nelle accuse reciproche e puntiamo dritti alla domanda che ho posto: com’è stato possibile che ampi settori di elettorato cattolico e di gerarchia ecclesiale abbiano sposato il berlusconismo? Secondo me, rispondere a questa domanda significa interrogarsi sullo spessore culturale del cattolicesimo italiano e sulla sua reale capacità di elaborazione di un pensiero politico consapevole: ed è esattamente questo il problema che mi interessa.

    Capisco bene l’obiezione di chi sostiene che ora sarebbe meglio guardare avanti e voltare pagina, senza attardarsi in dibattiti che possono sembrare datati. Ma, mi chiedo, se non ci sforziamo di giudicare il rapporto tra cattolicesimo italiano e berlusconismo, come possiamo pensare di poter voltare pagina in modo costruttivo? Se non cerchiamo di trarre una lezione da ciò che accaduto, che senso possiamo dare a tutto ciò che abbiamo vissuto negli ultimi due decenni?

    Io ripropongo qui il mio pensiero e aspetto che qualcuno mi risponda non con gli insulti ma con altri pensieri. Prima metterò in luce il radicale contrasto tra berlusconismo e dottrina sociale della Chiesa, poi proporrò un abbozzo di risposta sulla cultura dei cattolici italiani.

    Fin dalla sua discesa in campo, Berlusconi ha rappresentato la negazione di tutto ciò che la dottrina sociale della Chiesa insegna a proposito di politica e impegno civile. Seguendo il consiglio del suo protettore Bettino Craxi, l’imprenditore immobiliare e televisivo Berlusconi decise di dedicarsi alla politica e di fondare un partito per tornaconto personale e per meglio perseguire i propri interessi. Tutto il contrario di quanto insegna la Chiesa, secondo la quale la politica, in quanto alta forma di carità, deve essere ispirata al servizio verso gli altri, specialmente verso i più indifesi, nel segno di quel valore centrale che è il bene comune.

    Per la Chiesa, il singolo che si impegna in politica assume su di sé i problemi di tutti e si fa interprete di essi per trovare soluzioni condivise, ma nel caso di Berlusconi la decisione di dedicarsi alla politica nasce sempre e soltanto dalla necessità di tutelare se stesso, per trovare soluzioni a ciò che più gli sta a cuore.

    E vogliamo parlare della morale? Il Compendio della dottrina sociale della Chiesa al riguardo non potrebbe essere più chiaro. Coloro che hanno responsabilità politica, afferma, non devono mai dimenticare o sottovalutare la “dimensione morale della rappresentanza”. Il politico, per il fatto di essere delegato a occuparsi dei problemi di tutti, deve dare testimonianza personale di assoluta trasparenza e moralità. Non c’è distinzione tra sfera privata e sfera pubblica. Anzi, l’autorità responsabile è, secondo l’insegnamento della Chiesa, soltanto quella esercitata mediante il ricorso alle virtù che favoriscono una concezione e una pratica del potere come servizio. Tali virtù sono elencate esplicitamente: sono la pazienza, la modestia, la moderazione, la carità, lo sforzo di condivisione. Ebbene, ce n’è forse una che il signor Berlusconi abbia mai praticato? O non è stato piuttosto egli il campione dell’impazienza e dell’insofferenza verso le regole democratiche così come della presunzione, dell’immodestia, della vanità, della ricchezza ostentata, dell’esagerazione, dell’eccesso, dell’intemperanza, dell’egocentrismo, dell’amore di sé, del narcisismo e dell’uso strumentale degli altri e delle altre?

    L’autorità deve lasciarsi guidare dalla legge morale, sostiene la Chiesa cattolica. E’ la morale il criterio-guida che precede e fonda gli altri. Tale moralità ha un modo molto pratico ed evidente di manifestarsi: consiste nell’emanare leggi giuste, cioè conformi al bene comune, e nel rispettare la divisione fra i poteri. Ma anche in questi casi Berlusconi, con la sua costante azione legiferante a favore di se stesso, con la pretesa di far prevalere nettamente l’esecutivo, con i ripetuti attacchi verso gli altri poteri e con la battaglia ingaggiata nei confronti della magistratura ha disatteso l’insegnamento della dottrina sociale della Chiesa.

    Parlare di morale vuol dire parlare anche di famiglia, e sotto questo profilo lo spettacolo offerto da Berlusconi non potrebbe essere più lontano da quanto la Chiesa propone e insegna. Dal punto di vista personale, l’uomo ha fornito uno degli esempi più desolanti che mai sia stato offerto da un politico occidentale. Inutile dilungarsi su vicende che sono note. Basti ricordare l’uso avvilente e umiliante della donna.

    L’autorità deve lasciarsi guidare dalla legge morale. Leggere queste parole della Dottrina sociale della Chiesa e metterle al confronto con la vita di Berlusconi fa capire l’abisso che esiste fra le due realtà, ma ci porta anche ad aumentare l’incredulità: quest’uomo è stato eletto con voti cattolici ed ha ricevuto il consenso di esponenti della gerarchia cattolica!

    Ma andiamo avanti. Nel Compendio della dottrina sociale c’è un capitolo dedicato all’informazione, e anche sotto questo profilo l’insegnamento è assai chiaro. L’informazione, si precisa, è tra i principali strumenti di partecipazione democratica, perché non è immaginabile alcuna forma di partecipazione senza la conoscenza dei problemi della comunità e senza il possesso dei dati conoscitivi riguardanti chi governa. Ebbene, Berlusconi che cosa ha fatto, per anni e anni, se non cercare di condizionare a proprio favore l’informazione per evitare che la comunità avesse una conoscenza corretta della realtà? Quest’uomo, che ha sostenuto apertamente che la libertà di stampa non è un valore assoluto, come si pone rispetto a un insegnamento della Chiesa che sostiene la necessità di garantire il pluralismo dell’informazione agevolando, mediante leggi appropriate, condizioni di uguaglianza nel possesso e nell’uso dei mass media?

    Lascia senza parole verificare come Berlusconi incarni, anche in questo campo, l’esatto contrario di quanto la Chiesa insegna. Tra gli ostacoli che si frappongono alla piena realizzazione del pluralismo e di quel diritto fondamentale che è l’obiettività dell’informazione, si legge nel Compendio, merita particolare attenzione il fenomeno delle concentrazioni editoriali e televisive, che hanno “pericolosi effetti per l’intero sistema democratico”, specialmente “quando a tale fenomeno corrispondono legami sempre più stretti tra l’attività governativa, i poteri finanziari e l’informazione”.

    E che cosa dire a proposito dei contenuti culturali e morali veicolati dalle tv di cui Berlusconi è proprietario e delle quali ha in un modo o nell’altro assunto il controllo? La questione essenziale, afferma la dottrina sociale della Chiesa, è verificare se il sistema dell’informazione e dell’intrattenimento contribuisca a “rendere la persona umana migliore, cioè più matura spiritualmente, più cosciente della dignità della sua umanità, più responsabile, più aperta agli altri”. Appunto.

    Un’ultima annotazione riguarda l’alibi con il quale Berlusconi ha legittimato spesso le sue scelte, ovvero il consenso degli elettori. “Abbiamo i numeri per farlo, abbiamo il mandato degli elettori”: questo ha sempre sostenuto. E che i numeri ci siano stati, per molti anni, è fuori discussione. Ma che cosa dice in proposito l’insegnamento della Chiesa? Ecco la risposta, tratta ancora una volta dal Compendio della dottrina sociale della Chiesa: “Il solo consenso popolare non è tuttavia sufficiente a far ritenere giuste le modalità di esercizio dell’autorità politica”. Si tratta di un punto centrale. Per il cristiano all’origine dell’autorità c’è la morale, ci sono quelle virtù di cui abbiamo parlato in precedenza. I soli numeri non bastano. Anzi, il cristiano sa bene che le maggioranze possono appoggiare scelte politiche moralmente sbagliate e i governanti possono guadagnarsi il consenso della maggioranza attraverso operazioni moralmente reprensibili. La legittimità morale dei governanti ha un modo per essere verificata: l’autorità deve emanare leggi giuste, cioè “conformi alla dignità della persona umana e ai dettami della retta ragione”. Se questa conformità, come nel caso dei governi Berlusconi e delle leggi pro domo sua, è mancante, è dovere del cristiano non solo evitare di dare il proprio voto, ma denunciare apertamente l’autorità priva di principi morali.

    Naturalmente Berlusconi è padronissimo di non conoscere la dottrina sociale della Chiesa o di farsene beffe, ma il punto non è questo. Il punto è che tantissimi cattolici hanno votato per lui e una parte importante della Chiesa istituzionale lo ha appoggiato!

    Certo, molti di coloro che si dicono cattolici forse non sanno neppure che esista una dottrina della Chiesa in campo sociale e politico e non hanno mai sentito parlare di un testo come il Compendio. Già questa ignoranza dovrebbe costituire, di per sé, motivo di riflessione. Ma non è forse vero che un cattolico, anche in mancanza di queste conoscenze specifiche, dovrebbe pur sempre avere e utilizzare come bussola il Vangelo, dal quale alcuni valori discendono con chiarezza? Eccoci così alla domanda che mi sta a cuore, sul grado di consapevolezza culturale dei cattolici italiani e conseguentemente sulla loro capacità di elaborazione politica.

    La mia tesi è che questo livello sia gravemente insufficiente e penso che una risposta circa il perché di tale insufficienza dovrebbe partire da un’approfondita analisi storica. Per esempio, quali sono le responsabilità della Dc? E quali quelle del ruinismo? Come si è arrivati a un moderatismo cattolico fatto di immobilismo, afasia e opportunismo con robuste venature clericali?

    Ho citato il ruinismo e sarà dunque il caso di ricordare che durante quella stagione la Chiesa istituzione ha sperato a lungo di ottenere dal potere politico vantaggi sul fronte di alcuni valori “non negoziabili” come la difesa della vita e aiuti per la scuola non statale e la sanità cattolica. Ebbene, al posto di questo aiuto che cosa c’è stato?

    Ci sono state affermazioni grottesche, come quando Berlusconi si è paragonato a De Gasperi, o quando, per guadagnarne il voto, si è dichiarato paladino del mondo cattolico senza tuttavia far seguire alcuna iniziativa concreta. E c’è stata la vicenda delle dimissioni di Dino Boffo, il direttore dell’Avvenire costretto a lasciare il quotidiano della Conferenza episcopale italiana dopo gli attacchi subiti da parte del Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, scatenato contro Boffo per alcune misurate osservazioni critiche fatte da questi nei confronti delle intemperanze morali del leader.

    Ma Berlusconi si è reso responsabile di un atto se possibile ancora più odioso. E’ successo quando nel 2002 Giovanni Paolo, con riferimento alle mire americane sull’Iraq, chiese di non lasciarsi imprigionare dalle logiche di scontro fra culture e di salvaguardare i diritti fondamentali dei popoli. Berlusconi applaudì, ma pochi giorno dopo, appiattendosi sulle posizioni di George Bush, diede il suo ok ai bombardamenti. Nel suo discorso al Parlamento italiano Papa Wojtyla chiese poi un segno di clemenza verso i detenuti e atti politici concreti a favore dell’occupazione e contro la povertà, e di nuovo da Berlusconi arrivarono applausi, ma niente venne fatto in proposito dal suo governo. Alla morte di Wojtyla, Berlusconi definì Giovanni Paolo II “un grande Papa”, ma nei fatti si prese gioco di lui.

    Questi, secondo me, sono i fatti, e su questo chiedo che si discuta tenendo ben presente la domanda che ho posto. Solo se saremo capaci di confrontarci a viso aperto, questi difficili vent’anni di storia italiana non saranno passati invano.

  6. Patrizia ha detto:

    Stiamo parlando di cattolici o di cristiani? Non sempre è la stessa cosa purtroppo, e spero che ci stiamo riferendo alla Chiesa del passato, e che il peggio, con Papa Francesco sia finito.

  7. Raimondo ha detto:

    Prima che la Chiesa italiana riesca a scrollarsi di dosso ipoccrisie, infamie e compromissioni con gli uomini di potere, specie se considerati ed invocati come uomini della Provvidenza, tipo Mussolini, Berlusconi e quelli della vecchia DC, ci vorrà almeno un secolo. Si metta il cuore in pace anche il bravo, coraggioso e generoso Aldo Maria Valli.

  8. davide ha detto:

    Uno dei migliori articoli che abbia mai letto su B. grazie per averlo pubblicato

  9. Franz ha detto:

    Comincio col far presente che Berlusconi ha cambiato (in peggio) il costume della società quando in politica personalmente e ufficialmente non c’era ancora. Vinceva tutte le sue battaglie finalizzate a far evolvere (o involvere?) le regole televisive a suo favore. Il sesso libero, buona o cattiva cosa che lo si ritenga, è stato sdoganato da Berlusconi, primo (almeno tra i grossi circuiti) a irradiare la pubblicità per i preservativi in Italia : voi cattolici integralisti a questo avete pensato quando sceglievate chi votare caduta la DC ? Ha dato la scintilla per la TV a tutte le ore (tutte! ) , con tanta spazzatura non solo incarnata dalle trasmissioni originali (si fa per dire: copiate dagli USA) ma anche dal cinema totalmente sdoganato da censura almeno relativa alle fasce di età pià basse. Dalle sue TV era partita , prima di essere interrotta, “lezioni d’amore, di un Giuliano Ferrara ancora ben lontano dall’attuale (a me piace di piu l’attuale). Ha intontito la gente con la troppa pubblicità, contagiando poi la RAI, istigando tanta gente a non pagare più il canone ( chi ce lo fa fare? Soldi buttati via! c’è tanta “grazia di Dio” gratis !) . Ha infuso uno stereotipo diseducativo , offrendo ad uomini di spettacolo (spesso convinti facilmente a lasciare la RAI) cifre assurde rapportate al loro mestiere , insegnando che è vendendo l’aria fritta che si può diventare ricchi per sempre. E’ riuscito a rovinare anche il calcio : è vero ,cari milanisti m che ha fatto del Milan il club piu titolato del mondo, ma ha ucciso la poesia del calcio influendo anche in quel comparto sulle regole. E il paradosso è che quasi subito a convergere nella sua area , dopo la breve esperienza col PPI di Buttiglione, furono per assurdo i ciellini, che se mi han riferito bene si vantano di controllare l’uso della TV dei figli, e in alcuni casi di aver scelto di rinunciarvi! Molti cattolici (e questo vanno anche rispettati) lo hanno scelto perchè morta la DC avevano paura di quello che sarebbe venuto al suo posto . Ma io chiedo una cosa invece al popolo della sinistra ,ai militanti dell’ ex P.C.I. : conoscevo molti di voi (trasferendomi poi non li ho piu rivisti) che ai tempi osannavano alle TV private , e in particolare alle sue, per quello che, a differenza della striminzita e tradizionalista RAI, “ci offrivano” , e per giunta gratis (anche una bomba è gratis n.d.p.). Non ricordo di qualcuno di voi che si fosse scandalizzato per le tre reti passate in mano ad una persona (a dire la verità neppure io). Ma non eravate sfiorati (o non vi ponevate il problema forse? ) dal sospetto che politicamente egli potesse non avere le vostre idee? Cosa c’era da stupirsi se, pur di contrastare voi comunisti, avrebbe scelto il fascista Fini all’allora radicale Rutelli , se fosse stato residente a Roma? Cosa c’era da stupirsi che piuttosto che con l’ex PCI si fosse alleato con l’ex MSI ? Qui casca l’asina: avete cominciato a vederlo come belzebù soltanto dopo che si è buttato in politica, dopo che ha dichiarato di non essere ( ma va?) dalla vostra parte. E la sua colpa per voi è stata l’aver vinto le prime elezioni col suo partito, negandovi la realizzazione di un sogno che attendevate da decenni. Guarda caso sono cominciate allora le prime inchieste contro di lui. E non venitemi a dire cazzate, non sprecatevi a linkarmi la dilettantistica e pericolosa wikipedia per dimostrarmi che non è vero. Vorreste negare che si sia fatto di tutto per fermare il suo potere politico (a cui senza quello economico non sarebbe arrivato) , compreso perseguitarlo penalmente ? Conosco milioni di truffatori in senso fiscale, eppure nessuno si scandalizza, nessuno li va a controllare. Nessuno si chiede almeno che mestiere facciano per godere di un tenore di vita così ostentato. Ovvio, perchè in fondo lui fa politoca e questi no. Che figura ci facciamo di fronte al mondo con una sentenza che dice “non poteva non sapere” ? Tornando ai cattolici io chiedo : ma se ci fosse un partito coerente cogli ideali cattolici, chi si sente tale sarebbe disposto a votarlo senza allearsi con nessuno ?

  10. Giuseppe ha detto:

    Complimenti per l’articolo.
    La domanda che potrebbe sorgere spontanea è : “ancora a parlare di Berlusconi? Non sarebbe ora di farla finita …” . La risposta, che piaccia o no, è ancora più spontanea: “certo, perché i malvagi hanno mille risorse e riuscire a debellarli è molto difficile e un delinquente è potenzialmente più pericoloso quando è ferito di quando è sano, perché più imprevedibile”. Perfino i latini avvertivano che “in cauda (stat) venenum” : il veleno è nella coda, e Silvio sembra essere realmente ai titoli di coda.
    Non si possono servire due padroni, perché si finisce immancabilmente per tradirne uno dei due, o addirittura, secondo la convenienza del momento, entrambi! Gesù è stato chiarissimo: “non potete servire Dio e mammona”. Se gran parte della gerarchia ecclesiastica della chiesa cattolica “che conta” ha pensato prima di tutto a tutelare i propri interessi mondani per salvaguardare o rafforzare la propria posizione, scendendo a patti con il diavolo, di cui ha finto (o voluto fingere) di dimenticare la natura e le colpe, magari cercando di mascherare questo atteggiamento con un malinteso senso di carità cristiana o come un gesto missionario di apostolato, non solo ha tradito il suo mandato e il suo Creatore, ma milioni di fedeli, che giustamente si aspettano dai loro sacerdoti dei modelli di vita e di pensiero illuminanti. Essere pro Berlusconi, o comunque anche solo ostentare indifferenza, sorvolando sui suoi comportamenti disinvolti e scellerati non è da cristiani, e non credo esistano attenuanti al riguardo. Sbaglierò, ma credo che “mediamente”, in questo periodo storico a cavallo tra i due millenni il senso del sacro e del trascendente sia rimasto più a livello di curiosità riferito per lo più a fenomeni sorprendenti ed inspiegabili e la fede sia stata messa per un attimo in secondo piano, per fare spazio ai nuovi idoli sponsorizzati a tambur battente dai mass-media. Ad esempio, per qualcuno (anche meno sprovveduto quanto si creda) ciò che viene detto in televisione è la verità, a prescindere. Quindi se un signore dal sorriso rassicurante da quasi trent’anni va in onda di continuo a raccontarci come stanno le cose, perché non dargli retta? Poco importa che per nascondere l’età e la verità si trucchi in maniera vergognosa e usi ogni escamotage del mezzo televisivo per apparire rassicurante. L’evidenza dei fatti è l’attualità di questi giorni: la corte di cassazione, supremo tribunale dello stato ha stabilito senza possibilità di appello che quel signore è un pregiudicato, confermandone la condanna al carcere, perché colpevole di evasione fiscale. Eppure c’è chi sostiene che, siccome in televisione qualcuno dà un’altra versione dei fatti, pur non fornendone la prova, la realtà deve per forza diversa.

  11. dindon ha detto:

    SONO UOMO, PRETE, CATTOLICO. Fin dal sorger di Berlsuca e della sua truppa, essendo molto vicino a Guerrieri e ad altri amici credenti, laici e sacerdoti, che cominciarono la battaglia dei Comitati Dossetti, non ho mai smesso di lottare (lottare!!!!) per una democrazia vera, libera dalla P2 e dai suoi fantocci. Mi sono scontrato con diversi ‘amici’, ma sono andato avanti, anche cercando di coinvolgere amici laici ad impegnarsi in prima persona. Abbiamo così portato a far eleggere un sindaco x ben due volte in una città – Piacenza – fondalmentalmente tradizionalista, di destra pseudocattolica, e diversi giovani e non solo dell’area cattolica a non cedere al subdolo influsso del berluscanesimo. La battaglia continua, ma non pochi cattolici non ci sono stati né ci stanno a fare da cortigiani a B. e alla sua banda. Di quelli come Lupi, Formigoni , ecc eccc, non do giudizi: ci penserà il Buon Dio; io ne sento una profonda repulsione.

  12. lina ha detto:

    Qualche anno fa una mia conoscente durante una catechesi, al sacerdote che guidava l’incontro, rivolse una domanda più o meno in tal senso. Egli le rispose con le parole del Vangelo: Non giudicare. E non ha aggiunto altro.

  13. Pietro ha detto:

    Che io non sia uno stinco di santo, lo so già da me. Tuttavia, dai luoghi ove si prega e dalle persone che ci vanno per pregare, ho colto spesso quell’aria un po’ carica di sospetto e spocchia “celestiale” che sembra dirti : “Io? Sono più cattolico di te! Tienti alla larga.” Se poi si apre un contatto tramite comuni conoscenze, viene fuori tutta l’ipocrisia manierata e repellente. Questo è uno dei tanti motivi per cui non sono un frequentante assiduo della mia parrocchia. Preferisco mettermi in macchina e raggiungere una chiesetta più lontana ove regna spirito di edificazione. Lungi dall’entrare nella disamina del rapporto tra partiti e cattolicesimo, mi piace svicolare più sul piano dell’etica e dei valori, prescindendo dallo strano connubio in questione,inficiato da entrambe le parti, dilagando in un mare di letame in tutta la penisola.
    Un particolare aspetto mi tocca quasi fisicamente, provocandomi repellenza allergica ed intollerante a tutti i livelli: parlare ogni giorno con gli amici, in casa, nelle sale d’attesa di una persona che non mi mai incantato, mai convinto, mai gratificato di alcunchè.
    In poche parole, lo butterei nel DIMENTICATOIO !

  14. GIANNI ha detto:

    Due temi interessanti, rispetto della sentenza e rapporto tra cattolicesimo e berlusconismo.
    Quanto alla sentenza, rispettarla significa non ostacolarne gli effetti, compresa la possibilità dei ricorsi previste dalle norme.
    Questo non comporta obbligo di condividerla.
    SI può infatti rispettare una sentenza, come un’opinione altrui, ma sia condividerla che crticarla, diritto di critica peraltro espressamente previsto dal nostro ordinamento.
    Sull’appoggio a Berlusconi dei cattolici, mi pare evidente che, come una volta veniva spontaneo, per molti, identificari nella DC, venuta meno questa, sia venuto spontaneo identificarsi con il partito che riconduce, a livello europeo, al PPE.
    Che poi un partito, pur denominandosi cristiano, possa anche non esserlo per niente, è un’altra possibilità.
    Del resto, la stessa chiesa, in nome di Dio, quante ne ha fatte e pensate?

  15. giovanni ha detto:

    articolo di una lucidità grandissima. Purtroppo nessun uomo di chiesa o di partito farà questo esame di coscienza perchè altrimenti si dovrebbe nascondere per la vergogna

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