Come far decollare questo Comune?

di don Giorgio De Capitani
Martedì 25 settembre, alle ore 9.00, presso la Sede di Via Montegrappa, località Perego, ho avuto un incontro, che avevo richiesto esattamente il 5 agosto scorso, con la Giunta de La Valletta Brianza.
L’incontro è durato tre ore, e posso dire che mi hanno attentamente ascoltato. Poche le interruzioni. Ho detto tutto ciò che intendevo dire, affrontando diverse problematiche.
Ho insistito in modo particolare sull’assenza totale del Gruppo allargato (raramente chiamato in questi tre anni passati), sullo scollamento tra amministrazione e cittadini, sul fatto che la mancanza dell’opposizione (o minoranza) ha creato l’impossibilità di un confronto dialettico all’interno dell’amministrazione (avevo suggerito tempo fa l’introduzione del Difensore Civico Territoriale, ma nulla è stato fatto).
Ho evidenziato anche il fatto che la Giunta è composta di ex amministratori pereghini: il Sindaco Trabucchi Roberta, il Vicesindaco Cogliati Pierantonio e l’Assessore Panzeri Paola. Sono rimasti in tre, dopo le dimissioni di Lanzotti Marco (26.04.2017), Tresoldi Silvia (29.05.2017) e Tamburini Emiliano (08.06.2017). Come mai non si è pensato di sostituirli? Risposta: non si sono trovate le persone disposte a far parte della Giunta.
Ho parlato anche del criterio con cui si affrontano le grandi opere: da tempo dico che per ogni opera di un certo peso tutto il paese dovrebbe essere coinvolto, anche nelle preliminari riunioni pubbliche.
Ho fatto notare che sulla Villa Sacro Cuore (un’idea già espressa tre anni fa) andava interpellata magari con un referendum l’intera popolazione (a cui sottoporre la scelta tra il restauro del vecchio edificio e la costruzione di uno nuovo, mettendo a confronto i rispettivi costi, con i pro e i contro, tenendo conto che la Villa, nel caso si pensasse alla costruzione di un nuovo edificio, avrebbe un costo non indifferente), ma che ora è indispensabile, prima di definire il progetto della restaurazione, essere sicuri che tutti i servizi dell’Unione vengano convogliati nello stesso edificio, ma ciò richiede il previo consenso degli amministratori di Santa Maria, da convincere in ogni modo.
E a proposito dell’attuale amministrazione di Santa Maria, ho fatto notare che la difficoltà d’intesa tra i due Comuni è veramente allarmante, perché va a incidere negativamente sull’Unione, e questo soprattutto a causa della becera chiusura campanilistica degli amministratori di Santa Maria.
Ho esposto le mie dure critiche sull’Informatore dell’Unione, che sembra l’Informatore del Volontariato e non delle Amministrazioni comunali. Pochi articoli sulle attività dei singoli Comuni e sui servizi dell’Unione. Sì, pochissimi articoli, per di più scritti coi piedi.
Ho parlato della necessità di unire i Plessi scolastici, dall’Asilo alle elementari (per le Medie il problema non esiste), dando assolutamente la precedenza a quelli comunali e statali. Un plesso a Perego, un plesso a Rovagnate e a Santa Maria la Biblioteca.
Ho parlato della cartellonistica: bisogna rifare ex novo i cartelli stradali, con indicazioni ben precise riguardanti le località (Perego, Rovagnate, frazioni, ecc.). I soldi ci sono! Manca la buona volontà.
E a proposito delle frazioni, ho chiesto il motivo per cui non si sono ancora individuate quelle più importanti (vedi Monte), per costituirvi la possibilità di rappresentanti locali, come permette del resto la legge.
Ho accennato anche al mio sogno di costituire anche qui un Gruppo di pensanti che, al di fuori di ogni schieramento strettamente politico, di tanto in tanto si riuniscano per discutere sul bene comune, dando stimolazioni agli assessori comunali. Ciò che manca nei nostri paesi, a parte la competenza o la professionalità degli amministratori, è una visuale dell’insieme che va ben al di là delle cose da fare.
Ultima cosa, ma è stata la prima che ho detto, riguarda il mio atteggiamento nei riguardi del Comune e dell’Unione, che non è di critica negativa o distruttiva: l’intento è quello di voler vedere un Comune crescere in vista del bene comune. Per questo da anni è nata la pagina facebook VOCI CRITICHE… con l’intento di fare la parte dell’opposizione, che non si è mai fatta vedere e sentire fino ad oggi. Ho aggiunto: non credo che in Valletta ci sia una sola persona che abbia avuto una condanna per aver difeso il Comune de La Valletta Brianza dalle invadenze indebite del Direttore di un giornale online locale. Le condanne di questo tipo, per difendere la libertà di opinione o per contrastare il regime mediatico locale o non locale, non mi bloccano affatto, però dovrebbero far capire fino a che punto un cittadino rischi e la paghi di persona per difendere il bene comune del proprio paese. Una cosa che il Direttore di quel Giornale, che si chiama Claudio Brambilla, non ha mai voluto capire e non credo che capirà, è la netta distinzione tra fusione e amministrazione: sulla fusione di Perego con Rovagnate si sono espressi i cittadini con un referendum, e questo dato è irreversibile. Chiuso il discorso. Casomai il discorso è sempre aperto sull’operato delle amministrazioni. Purtroppo, è successo che la prima esperienza di amministrazione dopo la fusione non ha avuto persone all’altezza di guidare il Comune. Si è persa perciò una grossa opportunità. E questo potrà incidere sul futuro. Ed è per questo che bisogna già pensare a un Gruppo di persone serie e competenti, disponibili per una candidatura per le prossime elezioni. Ci sono. Bisogna darsi sa fare.
***
Dopo l’incontro che ho avuto martedì 25 settembre con la Giunta de La Valletta Brianza, due giorni dopo, precisamente giovedì 27 settembre, ho scritto una lettera al Sindaco Roberta Trabucchi. Non avendo ricevuta una risposta, giovedì 4 ottobre ho inviato un altro messaggio con queste parole: “Domenica prossima renderò pubblica sulla pagina facebook VOCI CRITICHE… e anche sul mio sito la lettera che Le ho inviato giovedì scorso (riporto in allegato). Sarebbe meglio che ci fosse anche una risposta (da farmi pervenire entro domenica), che renderò pubblica”.  Ieri sera, mi ha inviato questa email: “A seguito del nostro ultimo incontro, rimango sorpresa nel prendere visione del contenuto della Sua lettera e, qualora venisse divulgato, mi riservo di esperire tutte le azioni a tutela della nostra dignità e onorabilità e dell’immagine dell’Amministrazione che rappresento. Distinti saluti”. Mi querela?
***
Signora Roberta Trabucchi,
sindaca de La Valletta Brianza (Lc)
Già il fatto di essere riuscito a bloccare, almeno in parte, gli interventi fiume di Paola Panzeri credo sia stato un successo. Da parte mia ho fatto di tutto per evitare lo scontro: l’incontro sarebbe durato neanche dieci minuti: me ne sarei tornato a casa.
Di proposito, dunque, non ho minimamente accennato a quanto era successo l’anno scorso, quando, anche secondo il mio parere, l’entrata in Giunta di Marco Panzeri avrebbe risolto la situazione. Da allora la Giunta, anche con l’uscita di Emiliano, è rimasta monca, e l’amministrazione ha subìto una grave involuzione.
E non ditemi, allora, che trovate fatica a trovare altra gente: per forza, l’avete allontanata! In fondo, vi fa comodo rimanere solo in tre! E chi comanda, fa e disfa è quella “vipera” (amministrativamente parlando) che si chiama Paola Panzeri. Lo sanno tutti che è stata lei a non volere che entrasse in Giunta Marco Panzeri, e ora la state pagando in tutti i sensi. Ed è ancora lei (con la sua spaventosa miopia) che condiziona le scelte dell’attuale amministrazione. E ciò ricadrà pesantemente sul futuro di questo “nostro” Comune.
La fusione ha riguardato due amministrazioni e due paesi, il guaio è che ciò che prima funzionava (Comune di Rovagnate), ora sta subendo una crisi profonda. Paola è così ottusa da non vedere che l’ex Comune di Perego ormai alla disfatta (e non solo dal punto di vista economico) avrebbe avuto un vantaggio, solo se si fosse guardato come un modello l’ex Comune di Rovagnate. Ma lei, signora sindaca, ha preferito Paola a Marco, e ora è nelle mani di una azzeccagarbugli che porterà alla rovina il Comune, e di conseguenza l’Unione.
È in ballo la restaurazione della Villa Sacro Cuore: certo, si doveva fare, ma come? Ecco il giudizio di un cittadino: «Non hanno voluto permettere che i progetti Villa S. Cuore e via Brusadelli fossero “osservati” dall’esterno da persone competenti perché sanno che se qualcuno li avesse osservati si sarebbe messo le mani nei capelli…». Ma che cosa state facendo? Non potete interpellare Marco Panzeri solo per chiedere dove si trova il contatore (del gas o della luce). Non so se siete ancora in tempo, ma perché non lo chiamate e gli fate vedere il progetto? È un peccato mortale? Peccato mortale è non chiamarlo!
Evitando lo scontro diretto con Paola, sono riuscito a dire tutto ciò che volevo e dovevo dire, per tre ore. D’altronde, ero venuto per parlare, e non per ascoltare le solite difese ad oltranza di chi neppure fa un piccolo esame di coscienza. Paola Panzeri mi accusa per il mio linguaggio, ma forse dovrebbe guardarsi allo specchio: il suo modo di fare e di esprimersi, anche per la carica che copre, è davvero irritante, ed è una della cause per cui l’amministrazione di Santa Maria trova ogni pretesto per giustificare il suo non accettabile comportamento nell’Unione. È anche un gioco di ripicche e di incomprensioni. E, a causa dei comportamenti pubblici e istituzionali di Paola Panzeri, anche i giornali locali hanno buon gioco nel colpire La Valletta Brianza.
A parte questo, a proposito del Gruppo di sostegno, non sono affatto d’accordo su quanto ha detto Paola. Il Gruppo, bene o male, c’era, ed è stato di proposito allontanato, oppure lasciato da parte. Ma non è paradossale che, se il Gruppo non c’è più, ci sia però una pagina facebook gestita da un fantomatico “Noi La Valletta: il Paese in Comune”? Chi gestisce questa pagina, parla in nome di chi?
Soprattutto nelle emergenze, e quando non c’è la minoranza/ opposizione, il Gruppo potrebbe svolgere una funzione importantissima. Certo, do anche la colpa a quanti tra il Gruppo hanno accettato supinamente l’emarginazione. Però, qualche ragione ci sarà: sono stati in continuazione “scoraggiati” dal vostro atteggiamento nei loro riguardi. 
A questo punto, so che è difficile chiedere la collaborazione: c’è una tale sfiducia che nessuno si fa avanti. Nessuno più ci crede in una possibilità di recupero. Vi assicuro che tra la gente non c’è più alcun sostegno al vostro modo di operare.
Ed è qui la mia paura: cosa succederà quando, fra un anno e mezzo, ve ne andrete?
E a proposito di un eventuale gruppo d’impegno da far nascere in questi due anni in vista delle prossime elezioni, credo di avervelo fatto capire che gli attuali amministratori dovrebbero già mettere in conto di non farne più parte, e tanto meno di entrare in una prossima lista dei candidati. Ma sono sicuro che Paola Panzeri si proporrà come il futuro sindaco, ma sarebbe l’errore più grosso. E, se ci sarò ancora, la combatterò fino alla morte.
Occorre costruire un nuovo Gruppo, il che non significa scartare i cosiddetti “anziani”. Bisogna recuperare gli amministratori che anni fa avevano agito per il meglio, e questi amministratori non vanno senz’altro cercati tra gli ex amministratori dell’ex Comune di Perego.
Se, come ho detto martedì, sulla figura del sindaco ho le mie idee (il sindaco è soprattutto una figura morale, un vero mediatore nel senso più positivo del termine, uno o una che ha idee alte di politica, ecc.), ma bisogna che attorno a lui ci sia una squadra di competenti, di professionisti altamente qualificati. I cosiddetti “bravi uomini” o le “brave donne” che facciano parte del Gruppo di sostegno! Sì, una squadra di competenti, ma in vista del vero bene comune del paese!
Ora non vedo tra voi una politica dell’insieme. Non si possono realizzare le cose, piccole o grandi che siano, senza avere uno sguardo sul futuro. Si ha ancora una visuale “frammentaria”, per non dire campanilistica, nonostante che Paola lo neghi. Paola ha fallito come sindaca di Perego, e nonostante questo continua a privilegiare l’ex Comune di Perego. Forse non si accorge, forse ha una deformazione mentale, ma è la realtà. E il problema diventa grave quando, nell’Unione, i due Comuni non si intendono sul vero bene comune, sul meglio da proporre per quanto riguarda i servizi in comune, inventandone anche altri, ma sempre per il bene dei due Comuni nel loro insieme.
Ed è proprio per sollecitare questo meglio, che è al di sopra delle parti, che costituire un Gruppo di pensanti sarebbe l’ideale. Non bastano i volontari praticoni (comunque preziosissimi), non basta neppure la competenza professionale degli amministratori, occorre confrontarsi con il pensiero, che vede al di sopra delle cose contingenti o delle cose pratiche. Mentre il Comune amministra il proprio paese, ci deve essere un gruppo (non necessariamente numeroso) che stimoli per il meglio del Bene comune, che non significa semplicemente saper far bene le cose, ma inserendole in un progetto più alto. Si fa, e mentre si fa si pensa per il meglio da fare.
So che non è facile, perché, una volta in Comune, ci si lascia prendere da mille cose da fare (burocrazie comprese), ed ecco perché un’amministrazione ha bisogno contemporaneamente di un sostegno dall’esterno: sostegno di pensanti.
Forse sono un idealista, forse sono solo un provocatore.
Che almeno ci si rifletta su quanto dico e su quanto scrivo, e non si guardi solo alla formalità del mio linguaggio. Di don Giorgio esistono più volti: c’è il polemico, e c’è anche il mistico, c’è il provocatore e c’è il pensante. In fondo è la stessa cosa: chi pensa provoca per forza. Altrimenti, perché pensa?
NOTABENE
Mercoledì sera, 26 settembre, mi sono incontrato con Emiliano Tamburini per le mie vicende giudiziarie. Ho raccontato, in breve, dell’incontro di martedì 25 con la Giunta. E a proposito della mia idea di costituire un gruppo di pensanti in vista delle prossime elezioni del 2020, mi ha detto testualmente: «Quello che Lei auspica in relazione al “gruppo dei pensanti” è giustissimo, ma temo irrealizzabile in questo momento; penso sia giusto che “nel” gruppo (se non “il” gruppo stesso) si debba pensare al futuro e ad una “politica più alta” rispetto alle scadenze quotidiane, ma il problema è che  gli attuali amministratori stanno portando avanti, in modo a mio parere scellerato ed incompetente, progetti enormi che potenzialmente creeranno danni alla comunità per decenni. Chi può essere disponibile a fare oggi ragionamenti sul bene comune o sul futuro “condividendo” le responsabilità di amministratori che temo stiano facendo “danni inimmaginabili”?».
Sono venuto a conoscere del vostro atteggiamento (non so se chiamarlo pilatesco o ancor peggio) nei riguardi del Bando per l’Ars, che scadrebbe a metà ottobre prossimo. Non vi siete ancora pronunciati, e il tempo passa. Se fosse un no, mi chiedo fino a che punto i cittadini debbano ancora avere pazienza. Ho invitato Emiliano a non cedere, a fare fuoco e fiamme, a parlarne anche pubblicamente. Ma state scherzando? Se fosse un no (ma almeno pronunciatevi), dite anche quali siano le ragioni. La gente deve sapere!
 
Infine, vorrei precisare che questa lettera è in tono ufficiale, per cui posso anche renderla pubblica, e così dovrà essere la Sua risposta.
Distinti saluti,
don Giorgio De Capitani
La Valletta Brianza (Lc),
27 settembre 2018

 

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