La simonia delle pergamene vaticane

pergamene

Come mai questa retromarcia? È chiaro: il vaticano sta perdendo forti introiti economici. E chi ci crede alla storiella che a smenarci sono anche i poveri?
Ma il problema vero è un altro: non è simonia comperare una pergamena, che ha un suo pur minimo costo, con annessa la benedizione del papa? E quale benedizione del papa? Una benedizione moltiplicata migliaia e migliaia di volte, come se ci trovassimo di fronte ad una perenne moltiplicazione dei pani! Supponiamo che il papa firmi personalmente tutte le pergamene e applichi come un mago l’intervento di Dio, che senso dare a tutto questo? Chi ci crede?
Non ce l’ho con la pergamena più o meno artistica che può anche rappresentare il ricordo di un certo avvenimento, ma ce l’ho con quel volere sempre far scattare automaticamente la grazia di Dio, rendendo ridicolo il Mistero della nostra fede.
E il Mistero diventa un mercato. Se lo facessero i negozi laici, non ci sarebbe nulla di così tanto grave: l’oscenità sta nel fatto che a voler gestire il mercato sia ancora una volta la Chiesa. E poi succede, ancora una volta, che per giustificare una simile simonia si tirino in ballo i poveri.
E poi come al solito ai poveri andranno le briciole.
da Vatican Insider
7/09/2014

Stop al business delle pergamene:

le gestirà solo il Vaticano

per dare il ricavato ai poveri

La decisione di Francesco in una lettera dell’Elemosiniere Konrad Krajewski: i negozi esterni non potranno più vendere le benedizioni
ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO
Stop alle pergamene con  le benedizioni papali che facevano affluire un fiume di denaro a decine di negozi intorno al Vaticano: pagate da dieci a cinquanta euro, e in qualche caso pure di più, portavano alle casse dell’Elemosineria apostolica – l’istituzione storica che si dedica a elargire la carità del Papa – soltanto tre euro a pergamena per la firma e il timbro. Papa Francesco ha deciso di dire basta, portando ora a compimento un processo iniziato già quattro anni fa, con  Benedetto XVI.
Lo scorso 12 aprile il vescovo Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, ha inviato una lettera ai titolari delle convenzioni, informandoli che tutto finirà inderogabilmente il prossimo 31 dicembre. Da gennaio 2015 non sarà dunque più possibile ordinare presso uno dei negozi esterni al Vaticano la pergamena con la benedizione, da regalare a una coppia di sposi novelli o in occasione di un anniversario.
Chiunque vorrà la benedizione, dovrà rivolgersi direttamente all’Elemosineria, come peraltro è sempre stato possibile fare, anche via fax o via web (www.elemosineria.va). Il prezzo della pergamena varia qui dai 7 euro per quella più semplice e più piccola, fino ai 25 euro per quelle di dimensioni maggiori. Chi la ordina per regalare un ricordo in occasione di qualche speciale circostanza, sa che tutto il denaro sarà donato ai poveri: negli ultimi due mesi l’Elemosineria apostolica, grazie al ricavato delle pergamene, ha potuto donare 200mila euro a persone in difficoltà nel pagare le bollette o l’affitto.
Pur avendo ricevuto un primo avviso già negli anni scorsi, e la lettera ufficiale lo scorso aprile, i negozianti stanno cercando di resistere: le pergamene vendute direttamente da loro si aggirano tra le 15 e le 20mila al mese. Il costo della carta varia dai 2 ai 4 euro, con il lavoro di stampa e le iniziali a mano si arriva a 6-8 euro. A questo si aggiunge il costo di 3 euro del timbro e della firma vaticana (gli unici soldi poi effettivamente devoluti per i poveri), e si arriva così a 9-10 euro. Tutto il resto è guadagno per il venditore. I negozianti, circa una cinquantina, hanno protestato con una lettera indirizzata al Papa, della quale ieri ha dato notizia l’agenzia Ansa.
Ma Francesco e monsignor Krajewski sono decisi a continuare per la strada intrapresa. Nella lettera inviata lo scorso 12 aprile ai titolari delle concessioni, l’Elemosineria apostolica ricorda di avere come compito proprio quello di «esercitare la carità verso i poveri a nome del Sommo Pontefice» dato che solo per questo motivo, più di un secolo fa, Leone XIII aveva dato all’elemosiniere «la facoltà di concedere la Benedizione apostolica a mezzo di diplomi, affinché l’Ufficio preposto alla carità avesse le risorse necessarie per praticarla».
Fu soprattutto in occasione dell’Anno Santo del 1950 che il Vaticano cominciò ad avvalersi anche della collaborazione di altre persone o istituzioni, come negozi e librerie, «per rendere accessibile ad un numero sempre più crescente di pellegrini che giungevano a Roma» la possibilità di ottenere la benedizione. Ma sessant’anni fa non c’era Internet, e il piccolo ufficio vaticano aveva difficoltà a ricevere fisicamente la mole di richieste. Ora bastano pochi clic, e da ogni parte del globo si può ordinare la pergamena ricevendola per posta.
Inoltre, si legge ancora nella lettera, dallo scorso settembre la facoltà di concedere la benedizione papale su pergamena è stata estesa da Francesco anche ai nunzi apostolici nei vari Paesi del mondo. Insomma, non c’è più bisogno di intermediari. C’è invece bisogno che tutto il ricavato venga distribuito ai poveri. Una missione che monsignor Krajewski, su indicazione di Bergoglio, spesso compie recandosi di persona, per portare piccoli contributi in denaro alle persone in difficoltà che scrivono chiedendo aiuto.
Gli unici «esterni» che continueranno a lavorare per l’Elemosineria, fanno sapere in Vaticano, saranno i monasteri di clausura, dove vengono preparate le pergamene più pregiate scritte interamente a mano. È probabile che, almeno inizialmente, la fine delle concessioni porti una diminuzione del numero di pergamene. Ma la gestione diretta di tutte le richieste di sicuro aumenterà i fondi da distribuire in beneficienza.

12 Commenti

  1. Marilisa Marino ha detto:

    Salve ho un problema , oggi mi è arrivata la pergamena ma il mio nome è completamente sbagliato ,come faccio? Non mi va di aver un altro nome

  2. Antonio ha detto:

    Simonia della sola chiesa cattolica? Via! Tutte le religioni sono simoniache: naturalmente non esclusa la chiesa cattolica.
    Tutte raccolgono soldi… per il bene dei poveri… e intanto i loro “ministri”, tanto più quanto sono altolocati in grado tanto più conducono una vita di sfarzo.
    E questo fanno tutte, indistintamente, le religioni organizzate… che non hanno nulla a che vedere con lo “spirito religioso” autentico, con lo “stupore” che non può non cogliere ogni essere pensante di fronte alle meraviglie del creato. Le religioni organizzate ce la mettono tutta per corrompere questo genuino senso del sacro, inventando miracoli, apparizioni, novene, vendite di santini, madonne e santi in gesso e via cantando. Non per nulla le chiese si stanno svuotando a vita d’occhio e si moltiplicano fanatici, esorcisti et similia: avete presente che cosa succede nel centro don Orione di Missaglia? Qualcuno lo conosce?
    Cari saluti a tutti e grazie a don Giorgio per questo spazio.
    Antonio

  3. zorro ha detto:

    Spiegatemi come il sistema clero chiesa possa sopravvivere se non raccoglie risorse.Non si puo’ essere d’accordo sul modo date VOI l’alternativa come fare.Con soluzioni attendibili e realizzabili in modo da garantire il minimo vitale ai preti tenendo presente che cio’ che proponete vi sia utilizzabile anche per voi come spesa x vivere

    • husaru iosif ha detto:

      Te lo spiego io come sopravvivere: andando a lavorare come tutti quanti. Forse gli apostoli non lavoravano? O forse è vergognoso lavorare per vivere? Il tempo per la pastorale c’è sempre per chi la vuole fare. Intanto capiscono cosa vuol dire lavorare per campare ed i problemi connessi.

      • zorro ha detto:

        Il clero e’ vasto e non sono tutti cardinali e vescovi ricordati che esistono i missionari e i preti delle zone povere.Lavorare fisicamente ci sono stati i preti operai nel 70.Ora vista la crisi di vocazioni a malapena si riesce a tenere aperte le parrocchie nella mia zona c’e’ un prete e mezzo x 5000 anime.

  4. marco brenna ha detto:

    condivido parola per parola il commento di giuseppe. aggiungo solo che, dai tempi di martin lutero poco o nulla è cambiato nella simoniaca chiesa cattolica.

  5. zorro ha detto:

    Anche il sistema chiesa clero deve vivere pertanto devono avere reddito per pagare le spese in piu’ hanno il carico della carita’ verso i piu’ deboli economcamente.Se la parrocchia vivesse solo di elemosine oggi presumo che non riuscirebbe neanche a pagare la luce delle lampadine e dare il riscaldamento durante la messa.I desideri legittimi non sono la realta.Chiaro poi dipende come si ottiene l’introito di denaro e il modo con cui si ottiene.Su questo ci possono essere limiti da porre ma la necessita’ di avere risorse economiche sicure e’ indispensabile a meno che il sistema civile garantisca a tutti un tetto e un pasto caldo per cittadinanza umana mondiale.Assai difficile oggi dove impera il DIO denaro e lo sfruttamento intensivo dell’ uomo e della terra.Per ottimizzare si dovrebbe avere un controllo delle nascite

  6. GIANNI ha detto:

    La chiesa, da questo punto di vista, è uguale o comunque molto simile alla cosiddetta magia, anche dal punto di vista dell’antropologia.
    Cosa sostiene infatti la magia?
    Che sia possibile intervenire sulla dimensione metafisica, o paranormale, sia con la forza del pensiero, sia con l’intervento di entità, per ottenere sul piano anche materiale quanto desiderato.
    Sostituiamo le entità con Dio e santi, i riti magici con benedizioni e via dicendo e…..mi pare che otteniamo qualcosa di molto simile, non vi pare?
    Almeno una volta certe invocazioni e benedizioni erano gratuite o ad offerta libera, mica ti facevano pagare un tot.
    Certo, andare dai maghi costa molto di più, ma il principio è lo stesso.
    Ma ora veniamo ad un altro aspetto, quello delle contraddizioni teologiche.
    Viene insegnato che sopratutto tramite la preghiera possiamo invocare Dio ed i santi, giusto?
    Ma allora questo significa forse che la benedizione della gerarchia vale di più?
    Rispetto a quella di un semplice sacerdote?
    Capisco che in casi considerati particolari occorrano interventi particolari, vedasi esorcismi, ma diversamente….
    Peraltro è ovviamente molto più impegnativo un esorcismo, che non altro tipo di rito, ma nell’esorcismo non ti viene chiesto di pagare nulla.
    A maggior ragione, perchè pagare per una semplice benedizione?
    Mah…..
    Non è che almeno su questo avesse ragione Lutero?

    • nike ha detto:

      secondo me la differenza sta nella frase del vangelo (cito a memoria, potrei essere impreciso) “padre allontana da me questo calice MA NON LA MIA MA LA TUA VOLONTA’ sia fatta. questo, per me, significa che a differenza dei “maghi” che con l’olio nell’acqua le code di lucertola ecc. pensano di piegare la volontà di un “essere” superiore il cristiano chiede (anche con insistenza come la vedova del vangelo, paga magari anche qualcosa ma sa che sarà fatta NON LA MIA MA LA TUA VOLONTA’

      • GIANNI ha detto:

        Veramente, il “sia fatta la tua volontà”
        non è presente in tutte le espressioni cattoliche.
        Certo, nella famosa preghiera, ma ad esempio si chiedono grazie materiali, per la salute, il benessere e quant’altro in tante manifestazioni.
        Ad esempio: se uno si reca in un santuario, non è raro trovare quaderni con le richieste dei fedeli.
        Talora mi sono letto alcune pagine: non una sola richiesta che sia fatta la volontà divina, tutto rivolto alle proprie richieste.

  7. Giuseppe ha detto:

    Tanti anni fa, ero ancora bambino, quando si sposò la mia sorella maggiore, il sacerdote dopo il rito del matrimonio lesse un telegramma della segreteria di stato vaticana che riportava la solenne benedizione da parte di sua santità ai novelli sposi. Era in uso allora chiedere la benedizione del papa in alcune circostanze particolari, anche se era evidente che si trattasse solo una specie di lettera circolare in cui il papa veniva solo menzionato, ma per i destinatari era più che sufficiente. Lo spirito di Dio, del resto, a volte si serve anche di strumenti mondani per elargire la sua grazia, e se incontra una fede solida, può fare molto di più di quanto potremmo riuscire ad immaginare. Erano altri tempi, le cose erano più semplici e probabilmente questi messaggi non avevano alcun costo o, al limite, veniva data spontaneamente una piccola offerta simbolica, come accadeva per richiedere la celebrazione di messe a suffragio dei defunti. Quello di cui parla l’articolo è tutt’altra cosa. Qui si tratta di una vera e propria industria che va ad aggiungersi a quella degli ex voto e delle immagini ricordo che da sempre gravita intorno ai santuari e ai luoghi di culto in genere trattati, da un punto di vista commerciale, alla stregua di monumenti , siti archeologici e certe bellezze naturali a cui si può accedere solo pagando l’ingresso. Nel caso specifico, già di per sé censurabile, vanno anche aggiunti gli ampi margini di lucro disonesto che riesce a realizzare chi svolge questo tipo di commercio. A costo di sembrare pedante, vorrei ricordare che più volte Gesù ha ammonito i suoi interlocutori invitandoli a non lasciarsi tentare dal denaro e dalle ricchezze mondane, arrivando addirittura a rovesciare i banchi di chi aveva abusato dei locali del tempio per svolgere i propri affari. Allora perché la chiesa si presta a questi intrallazzi?

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