Vaccini e bufale, le otto notizie false più diffuse

da La Stampa

Vaccini e bufale, le otto notizie false più diffuse

Dall’autismo agli effetti collaterali, un medico e ricercatore smonta le false notizie
 09/09/2017
ROBERTO BURIONI
I vaccini causano l’autismo. Non è vero. 
L’incidenza di questo disturbo è identica nei bambini vaccinati e in quelli non vaccinati, come dimostrano ampissimi studi effettuati anche su individui che hanno un rischio particolarmente alto di sviluppare questo disturbo, come i fratelli di bambini già autistici. Se il vaccino avesse un ruolo nel causare o nel promuovere l’autismo troveremmo tra i vaccinati una maggiore incidenza, cosa che non accade. Questa osservazione è confermata dal dato indicante che le lesioni cerebrali alla base della malattia sono presenti prima della nascita; infine, recenti ricerche hanno dimostrato che l’autismo è diagnosticabile ben prima delle vaccinazioni. Insomma, dire che i vaccini causano l’autismo è come dire che la terra è piatta.
I vaccini indeboliscono le difese dei bambini. Non è vero. 
I vaccini stimolano e rafforzano nella maniera più naturale il sistema immunitario. Al contrario chi non si vaccina può contrarre il morbillo, che provoca una prolungata e pericolosa soppressione delle difese, tale da aumentare in maniera rilevante la mortalità per altre malattie negli anni che seguono all’infezione.
Dieci vaccini sono troppi e vengono fatti solo in Italia. Non è vero. 
I 10 vaccini vengono somministrati sostanzialmente con le stesse tempistiche e con le stesse modalità in tutti i Paesi. La differenza è che altrove le coperture sono alte perché i genitori vaccinano spontaneamente i figli, mentre in Italia sono pericolosamente basse (come dimostrato oggettivamente dai 4400 casi di morbillo) ed è stato necessario correre ai ripari.
I vaccini vengono somministrati troppo presto. Non è vero. 
I tempi delle vaccinazioni sono messi a punto sulla base di studi molto ampi in modo da garantire da un lato la massima sicurezza e dall’altro la più alta protezione possibile. Alcuni germi dai quali ci protegge il vaccino esavalente (come la pertosse e l’emofilo di tipo B) sono pericolosissimi nei primi mesi e anni di vita, per cui non bisogna assolutamente ritardare la vaccinazione: senza alcun beneficio si lascerebbe solo la porta aperta all’eventualità di gravi infezioni.
I vaccini hanno gravi effetti collaterali. Non è vero. 
I vaccini sono i farmaci più sicuri che abbiamo, l’incidenza di gravi effetti collaterali è minima (meno di un caso su un milione) e hanno un rapporto rischio-beneficio estremamente favorevole nel momento in cui paragoniamo i potenziali danni da vaccino (quasi inesistenti) con le gravissime conseguenze che possono avere le malattie dalle quali la vaccinazione protegge in maniera estremamente efficace.
I vaccini sono un grande affare per le case farmaceutiche. Non è vero. 
Nel 2015 tutti i vaccini in Italia hanno fatturato 318 milioni di euro, pari all’1,4% della spesa farmaceutica. I farmaci contro una sola malattia per la quale non abbiamo il vaccino, l’epatite C, hanno fatturato sei volte tanto. Ogni euro speso in vaccini ne fa risparmiare almeno trenta in cure: il vero affare per le case farmaceutiche sono gli individui non vaccinati e le malattie per le quali non abbiamo il vaccino.
I vaccini sovraccaricano il sistema immunitario. Non è vero. 
Le singole sostanze in grado di stimolare una risposta immune si chiamano antigeni. Gli attuali vaccini ne contengono circa 200. Basta un piccolo graffio sulla pelle per mettere in contatto il sistema immune del bambino con alcuni milioni di antigeni, una puntura di zanzara per esporlo a molte migliaia. E’ stato calcolato che potremmo vaccinare contemporaneamente in tutta sicurezza un bambino con diecimila vaccini, ma purtroppo ne abbiamo molti di meno.
Chi è vaccinato diventa infettivo. Non è vero. 
La maggior parte dei vaccini è costituita da singoli componenti virali e batterici e pensare che da una miscela di sostanze possa nascere qualcosa in grado di replicarsi e infettare è come temere che nel nostro frigorifero da un dado da cucina possa generarsi un vitello. Altri vaccini (morbillo, rosolia, parotite) contengono virus in grado di replicarsi, ma notevolmente indeboliti e non in grado di infettare altri individui. I vaccinati contro la varicella possono invece trasmettere il virus del vaccino, ma molto raramente. Quanto raramente? Sette casi (senza alcuna conseguenza) in ventidue anni.

 

4 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Possiamo ben dire che la nostra epoca sia quella del trionfo della comunicazione di massa, sancita dalla rete di internet e dai sistemi che ha generato (ivi compresi i social network), che continuano a replicarsi incessantemente. Per questo motivo ci sentiamo potenzialmente dei “tuttologi”, in grado di affrontare conversazioni e dibattiti su qualsiasi argomento, convinti come siamo di riuscire a trovare tutte le risposte sulla rete informatica. E siccome l’essere umano (per fortuna) in teoria non è omologato, sullo stesso argomento è possibile trovare tantissime opinioni differenti, per cui, facilmente, può capitarci di prendere per buona quella che ci piace di più, o che ci sembra più attendibile. Se a tutto ciò aggiungiamo una diffusa diffidenza verso la medicina ufficiale, che ci viene più o meno imposta, e di cui si cerca di fare a meno attraverso mille accorgimenti, salvo poi ricorrervi per necessità, quando non ci sono alternative di sorta, ecco spiegato l’atteggiamento di chi demonizza i vaccini, ritenendoli la fonte di ogni iattura e di patologie di cui sa ancora troppo poco. Ovviamente la balla più grossa è quella che vorrebbe raffigurare le case farmaceutiche come degli orchi assetati di sangue e di denaro, sempre pronte a sfornare nuovi veleni per conseguire i propri obiettivi. Che queste industrie, come del resto tutte le imprese di questo mondo, cerchino di realizzare il maggior numero di profitti possibile, è più che comprensibile, perché altrimenti parleremmo di benefattori e di spiriti illuminati disposti a sacrificare la propria vita per salvare quella degli altri e non di aziende commerciali, ma da qui a raffigurarle come profittatrici ce ne passa. A mio parere il diffondersi di tutti questi movimenti “antitutto” è, invece, in buona parte frutto della propaganda di chi vuol mettere in discussione qualsiasi iniziativa provenga dalle autorità, siano esse politiche, scientifiche, giudiziarie o religiose, che col proprio peso e coi mezzi di cui dispongono cercano sempre di limitare la libertà individuale…

  2. coscienza critica ha detto:

    Infatti non ho espresso alcuna opinione, dicendo infatti che spetta ai medici ( o agli scienziati), non a persone che tali non siano, ed io non lo sono, valutare, per cui lascio la parola a loro.
    L’articolo pubblicato indica tesi e loro confutazione, e mi pare che quello linkato faccia altrettanto, non entra nel merito del pro o contro, ed altrettanto faccio io, non le pare?

  3. coscienza critica ha detto:

    ho sentito tesi di tutti i tipi, a partire dalla tv,
    Personalmente non mi ritengo in grado di valutare, bisognerebbe essere medici… e nel dibattito sono anche nati siti come questo, che non si schierano, ma guardate voi stessi….
    http://www.proversi.it/discussioni/pro-contro/63-vaccini

    • Don Giorgio ha detto:

      In certe questioni è la scienza che deve dire l’ultima parola, e non l’ultimo cretino (anche se è un politico) che parla perché vuole dire la sua stupidaggine. Sui vaccini non ammetto dubbi, pro e basta!

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