Omelie 2012 di don Giorgio: BATTESIMO DEL SIGNORE

10 gennaio 2021: BATTESIMO DEL SIGNORE
Is 55,4-7; Ef 2,13-22; Mc 1,7-11
La Liturgia dedica al Battesimo di Gesù questa domenica, che segue la festività dell’Epifania. I brani della Messa, tranne il terzo che parla del battesimo di Gesù presso il fiume Giordano, aprono a profonde e anche provocatorie considerazioni sul Mistero divino e sulla nostra fede.
“Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino”
Il brano del libro di Isaia ci invita a “cercare il Signore, mentre si fa trovare, a invocarlo, mentre è vicino”. Potrebbe sembrare banale un simile invito, ma non lo è, anzi troviamo in queste parole un qualcosa di veramente profondo e anche di sconvolgente.
Come potrei cercare il Signore, se egli non si facesse trovare? Come potrei invocarlo, se egli non fosse già vicino?
Che significa? Significa che è Dio a cercarci, a farsi a noi prossimo. A noi spetta accoglierlo, prendere coscienza, aprirci alla sua presenza. Potrebbe sembrare cosa da poco: aprire gli occhi e vedere Dio accanto a noi. Ma quando spetta a noi uscire da un modo chiuso al Mistero divino, allora le cose si fanno complesse e difficili.
Cerchiamo di chiarire meglio. Forse ci siamo fatti di Dio un’idea sbagliata, anche perché ci hanno insegnato male a pregarlo. Noi preghiamo Dio come se Egli fosse lassù, nell’alto dei cieli, e pretendiamo con le nostre invocazioni di buttarlo giù dal suo trono celeste. Dio è ovunque, la sua presenza è in ogni realtà umana, nella nostra interiorità. Per incontrarlo, occorre spogliarci di ogni cosa superflua ritenuta come necessaria. Un lavoro che impegna nel nostro pensare, nel nostro volere, nel nostro potere.
Preghiamo come se Dio fosse fuori di noi, rincorrendolo con le nostre ossessive inutili invocazioni. Ci hanno insegnato male, perché Dio è dentro di noi, e allora, solo rientrando in noi, lo possiamo trovare, senza dire preghiere o fare altro. O, meglio, ciò che dobbiamo fare è svuotare il nostro essere di cose inutili, che non permettono a Dio di farsi presente nel nostro spirito. I grandi Mistici medievali dicevano che, appena Dio vede il vuoto, lo riempie necessariamente, perché Egli è il Bene che si diffonde per necessità: Dio non ama il vuoto, appena vede il vuoto lo riempie di Sé.
Le preghiere non servono, come se con queste volessimo commuovere Dio. Serve solo il distacco dal nostro io, tutto il resto non conta. Dio conosce già le nostre richieste, solo aspetta che gli diamo spazio dentro di noi.
“Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola…”
Nel secondo brano, estratto dalla lettera che l’apostolo Paolo ha scritto ai cristiani di Efeso, si parla di Cristo come Colui che ha abbattuto le barriere che dividevano i due popoli, quello ebraico e quello pagano. Scrive Paolo: “Egli (Cristo) è la nostra pace, colui che ha fatto dei due una cosa sola”. Per fare questo, Cristo ha tolto ogni legge fatta di prescrizioni e di decreti. Solo in Lui avviene l’unità di ogni popolo, partendo dall’essere umano, che è spoglio di ogni carnalità che separa, crea divisione. Quest’opera di divisione è del diavolo, parola che etimologicamente significa ”colui che divide”.
Anche la religione divide, basterebbe rileggere la storia fatta di violenze e di sangue, per guerre di religione o per l’eliminazione degli spiriti liberi. Solo nel nostro essere è possibile la pace divina. Se vogliamo allargare il discorso a proposito del muro di separazione che divide in due ciò che è vecchio da ciò che è nuovo, possiamo anche riferirirci a quell’ego o “amor sui” che separa lo spirito dal Divino, seppellendo lo spirito di cose inutili.
“… vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui…”
Quello secondo Marco è ritenuto da tutti gli studiosi come il Vangelo più antico. A differenza di Matteo e di Luca, che iniziano con i racconti dell’infanzia di Gesù, Marco inizia dal ministero pubblico. Presenta subito la predicazione del Battista e il battesimo di Gesù presso il fiume Giordano.
Già la cosa interessante è che Marco non si dilunga sul battesimo di Gesù. Poche parole, ma essenziali. Il gesto non ha nulla di spettacolare. La folla è assente: sulla scena ci sono solo il Battista e Gesù, ma avviene qualcosa di eccezionale, di elevatamente mistico. Si aprono i cieli e lo Spirito scende su Gesù, mentre una voce dal cielo, quella del Padre, dice alcune autorevoli parole. Ecco la Trinità.
Questo fa capire l’importanza del gesto di Gesù di immergersi nelle acque. Nulla di penitenziale, come per la folla che accorreva da Giovanni il Battista per chiedere un battesimo per la remissione dei peccati. Gesù non aveva alcun peccato, essendo il Figlio di Dio.
Gesù si immerge nelle acque del Giordano, come per richiamare le origini del mondo: non per purificarsi, ma per purificare quelle acque primordiali, contaminate da millenni di perversioni umane.
Il Battista stesso dice: “Io vi ho battezzato con acqua, ma egli (il Messia) vi battezzerà in Spirito santo”.
Che significa? In fondo quelle acque con cui Giovanni battezzava erano ancora contaminate; il gesto, ovvero l’immersione, era solo un’occasione perché il popolo si pentisse e si convertisse. Ma nulla di più. Il battesimo di Gesù sarà nello Spirito santo. Dunque, al di là di ogni carnalità rituale. Un battesimo che avviene ogni giorno, perché ogni giorno lo Spirito santo rigenera.
Certo, non è il giorno di ricordare il nostro battesimo, o di parlare del battesimo sacramentale. Dire che Cristo nel suo battesimo ha istituito il sacramento del battesimo dovrebbe se non altro farci seriamente riflettere: quale è la differenza tra il battesimo con acqua per la remissione dei peccati, e il battesimo di Gesù nello Spirito santo?
Tutto ridotto a un rito, per di più vuoto se consideriamo il modo con cui i credenti o pseudo-credenti per nulla praticanti chiedono il battesimo per i loro figli.
Il problema è un altro: è la Chiesa istituzionale che dovrebbe essere immersa nelle acque primordiali, su cui lo Spirito aleggiava in procinto di fecondarle.
Tutto ridotto a un insieme di riti, per di più vuoti, e l’istituzionale ecclesiastica ha perso ogni coscienza del battesimo nello Spirito santo. Matteo aggiunge: ”Egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco”. Luca completa: ”Egli tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile”. Non aggiungo altro.

1 Commento

  1. Luigi Sirtori ha detto:

    “Cercate il Signore, mentre si fa trovare …”

    Come? In silenzio leggo e rifletto “Ho cercato Dio” di Angelus Silesius

    Ho cercato Dio
    con la mia lampada così brillante
    che tutti me la invidiavano.
    Ho cercato Dio negli altri.
    Ho cercato Dio
    nelle piccolissime tane dei topi.
    Ho cercato Dio nelle biblioteche.
    Ho cercato Dio nelle università.
    Ho cercato Dio
    col telescopio e con microscopio.
    Finché mi accorsi che avevo dimenticato quello che cercavo.
    Allora, spegnendo la mia lampada,
    gettai le chiavi, e mi misi a piangere…
    e subito, la Sua Luce fu in me…

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