Questi sono i preti esemplari della diocesi milanese!

di don Giorgio De Capitani
Sono tanti! Non ne avete un’idea!
Fanno girare la fede attorno a devozioni culinarie e mariane.
Non saprei quali siano quelle più efficienti e popolaresche.
Chiedete loro un obolo per riparare il tetto della chiesa, e vi rispondono con un centesimo.
Chiedete loro di indorare le madonne, e corrono in frotta a donare i loro oggetti in oro che, se dovessero essere rubati da qualche poveraccio, richiamerebbero anzitutto le ire dei panciuti leghisti e poi… suppliche penitenziali.
Già! Le madonne (ogni parrocchia ha la sua!) va onorata e pregata nel modo più pomposo possibile, perché questa povera Italia sia meglio governata da mammalucchi  (non dico altro per evitare querele!) che vorrebbero che anche i santi del cielo si castrassero per concedere ciecamente le loro benevolenze.
Ma i preti da sempre sanno capire le debolezze del loro popolo che, quando viene lasciato alla mercé dei suoi istinti, dà anche l’anima, possibilmente nuda, per un contraccambio di quel qualcosa che ogni religione ha saputo abilmente, nonché in modo menzognero, istillare tra i desideri inconsci di gente lasciata di proposito immatura nella fede.
Almeno il duce raccoglieva gli ori per amor di patria!
Qui si raccoglie ori per amor di statue mute, di gesso o di legno, che magari lacrimano su commissione o dietro suggestioni di un popolo, che alterna il consenso a populisti di merda con il consenso a idolatrie ben peggiori di quelle degli antichi popoli politeisti.  
Ogni parrocchia ha le sue madonne, i suoi santi, i suoi crocifissi, così come hanno cucine bene attrezzate o luoghi dove far divertire la gente.
C’è un forte nesso tra le devozioni religiose, vere droghe dello spirito, e le festività culinarie, vere droghe del corpo.
E poi ci lamentiamo, se la nostra gente è fuori di testa?
Non dico altro.
***
da Il Corriere della Sera
9 maggio 2018

Vanzaghello,

una corona per la Madonna

con l’oro donato dai fedeli

Il parroco don Armando Bosani ha invitato ad offrire i ricordi di famiglia, da fondere insieme. In molti hanno partecipato con entusiasmo: «Hanno inteso legare indissolubilmente la memoria di un loro caro alla Vergine Maria»
di Francesco Sanfilippo

Una corona d’oro massiccio per la Madonna della parrocchia di Sant’Ambrogio di Vanzaghello, ottenuta fondendo oltre un migliaio di ricordi di famiglia donati dai fedeli. Un desiderio divenuto realtà. Il proposito di don Armando Bosani, 65 anni, di cui 25 trascorsi nel piccolo Comune a pochi chilometri da Castano Primo, era semplice e impegnativo al tempo stesso: «regalare» alla Madonna custodita nella chiesa a lei consacrata una corona tutta d’oro, fondendo oggetti custoditi in eredità dai parrocchiani. «Feci questo appello al termine di una funzione, nell’ottobre dell’anno scorso – ricorda don Bosani -: per commemorare l’intitolazione della parrocchia alla Madonna, avvenuta dieci anni fa, avevo intenzione di fare ancora qualcosa per la statua della Vergine e così proposi una corona. Un modo per riconoscerla come la Regina della nostra parrocchia».

Dal lunedì successivo all’appello, alla porta della chiesa e della sacrestia hanno cominciato a presentarsi decine, centinaia di persone. «Ognuno portava qualcosa – racconta il sacerdote –: catenine, fedi nuziali, orecchini, cinturini d’orologio, braccialetti, medagliette… Tutto, ovviamente, d’oro». L’oro raccolto e consegnato era quello conservato dalle famiglie, quello appartenuto a genitori, nonni e parenti ormai non più in vita. «Il dono ha un aspetto simbolico molto forte – dice don Bosani – perché, in questo modo, i fedeli hanno inteso legare indissolubilmente la memoria di un loro caro alla Vergine Maria».
Alla fine, l’orafo del paese si è trovato tra le mani oltre un chilo e mezzo del prezioso metallo. Ne ha fatto un prototipo e, ricevuto il via libera, proprio in questi giorni sta lavorando per dare forma alla corona. L’oggetto avrà una base circolare sovrastata da arcate e, tutto attorno, dodici stelle. Tutto dovrà essere pronto per la sera del 27 maggio prossimo, per la festa patronale: per l’occasione vi sarà una processione per le vie di Vanzaghello, fino alla parrocchia di via Roma. Sarà allora che il vescovo ausiliare di Milano Angelo Mascheroni apporrà la corona aurea sul capo della Madonna.

 

8 Commenti

  1. Annalisa ha detto:

    Proprio come il popolo di Israele che uscendo dall’Egitto fondeva oro e argento per farne vitelli d’oro da adorare!eppure il comandamento di Dio è chiaro: Non ti farai immagine alcuna di me! Non adorerai altri dei perché io sono un Dio geloso! Questa è aberrante idolatria, Dio non ha bisogno del nostro oro e argento, vuole solo che noi facciamo la sua volontà,nell’amore fraterno.

  2. ANTONIO ha detto:

    Ma come si fa’ a credere a queste cose, ad adorare e venerare le statue di gesso,di legno, le cosiddette immagini sacre, portare a spalle le ossa di una “santa o santo”, che non e’ stato altro cheun essere umano in carne e ossa con tutti i pregi e difetti di questo mondo,la madonna e’ stata una invenzione della chiesa per sostituire la dea pagana femminile. Ma chi ci crede, per favore!!!!

  3. Marco ha detto:

    Ma che vergogna! E poi ci si domanda perché la gente si allontana dalla chiesa…

  4. Antonio ha detto:

    Esistono anche preti che danno scandalo: irretiti dalla forza ancestrale dell’oro, ne rivestono un idolo e, disarmante, esistono “fedeli” che li seguono in questi loro deliri. Materia di studio per psicologi, psichiatri e antropologi. Aiutare bisognosi in carne ed ossa con l’ornamento per l’idolo no? Vero? Ed i prelati capi: vescovi e cardinali hanno nulla da dire?

  5. marco ha detto:

    Oro per la patria di mussoliniana memoria

  6. luciano ha detto:

    http://www.parrocchiavanzaghello.it/
    Fatevi un giro e poi capirete ancor di più !! Non ci sono parole

  7. Patrizia ha detto:

    Roba dell’altro Mondo…

  8. Giuseppe ha detto:

    La credulità umana è qualcosa di sorprendente. Il bisogno ancestrale che ha spinto l’uomo ad immaginare l’esistenza di divinità così da poter spiegare fenomeni e circostanze di cui anche la mente più perspicace e acuta non riusciva a farsene una ragione, ha certamente dato origine alla fede, ma allo stesso tempo ha alimentato magie, superstizioni e scaramanzie che spingono a dare un’importanza ingiustificata, che può sfociare addirittura nella venerazione, ad oggetti, simulacri, usi e tradizioni. Penso ad esempio alle reliquie, il cui culto, a rischio di essere blasfemo, mi è sempre sembrato incomprensibile. Non solo perché ci si convince di poter attribuire poteri eccezionali a cose, frammenti di tessuto e altri reperti simili, ma anche perché si tratta di articoli la cui autenticità, non di rado, è impossibile da garantire. La nostra è una vita terrena legata al mondo in cui viviamo, ma al limite, con un po’ di applicazione e una buona dose di pressapochismo, potremmo anche riuscire a capire o percepire l’esistenza di altre entità spirituali ed ultraterrene, solo che nostra natura ha bisogno di cose concrete ed immagini ben visibili che possano raffigurarla. Il rischio che ne deriva e che, secondo me, ha indotto per secoli in errore la chiesa e i suoi fedeli è che si finisca per confondere le cose, arrivando perfino a dare maggior valore ai manufatti rispetto a ciò che rappresentano. Potrei anche capire che un prete chieda ai propri parrocchiani di donare ori e gioielli da fondere, utilizzandone il ricavato per opere umanitarie, ma che senso ha farlo per adornare pezzi di legno o di gesso che, per quanto preziosi e belli da vedere, restano comunque degli oggetti inanimati?

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