Razzista, vuoi fermare l’immigrazione? Diventa ambientalista

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Razzista,

vuoi fermare l’immigrazione?

Diventa ambientalista

di Paolo Ermani 
Ai razzisti che fanno della lotta all’altro il loro manifesto politico diciamo: leggete il nuovo rapporto IPCC. C’è scritto chiaramente che continuando a non far nulla contro i cambiamenti climatici si andrà incontro a migrazioni epocali. Allora razzisti… diventate ambientalisti…
Dobbiamo dare una “tragica notizia” a chi fa della lotta agli immigrati la sua unica politica con la quale fomenta odio e paura per ricevere consenso elettorale: l’ONU per voce dell’IPCC, quindi stiamo parlando di studi ufficiali e non affermazioni di ambientalisti radicali, nell’ultimo rapporto ci dice che, continuando a non fare nulla per fermare i cambiamenti climatici, si avranno migrazioni bibliche a causa della desertificazione dei suoli e conseguente scarsità di cibo e acqua che renderanno impossibile la sopravvivenza in molte zone del mondo. Verranno colpite soprattutto Asia e Africa ma non c’è da preoccuparsi: questi due continenti assieme hanno infatti “solo” cinque miliardi e mezzo di persone…
Il rapporto IPCC ci dice che aumenterà anche il rischio di guerre e masse di persone si riverseranno laddove ci sarà una qualche probabilità di sopravvivenza, per esempio da noi, anche se pure il nostro paese e il Mediterraneo saranno provati da fenomeni di desertificazione e siccità. Quindi, se non si vogliono avere immigrati nel nostro paese, la strada più breve sarebbe quella di diventare ambientalisti.
Siamo al paradosso. Sappiamo che sarebbe impossibile perché ai razzisti verrebbe a mancare “il pane” e la motivazione di sfogare contro gli ultimi la rabbia e l’odio di una vita misera; eppure al razzista converrebbe diventare un perfetto ambientalista. E’ evidente che questa è una provocazione, ma se i razzisti riuscissero a far muovere qualche ingranaggio del cervello, il risultato sarebbe proprio questo: se proteggiamo l’ambiente e le emissioni calano, diminuiscono la possibilità che gli “altri” siano costretti a venire da noi.
Se invece il razzista e i suoi partiti di riferimento continueranno a non fare nulla, visto che per loro i cambiamenti climatici sono un complotto degli ambientalisti da salotto, allora l’ipotesi di grandi migrazioni sarà inevitabile e non basterà erigere mura lungo tutta la costa italiana (e pure in questo caso, così come per la TAV, si dirà che si aumenterà il PIL ed è un opera per il progresso) e spianare i cannoni per fermare gente disperata che non ha niente da perdere. Infatti in maniera anche maggiore di come già succede ora, la disperazione farà affrontare qualsiasi rischio e minaccia pur di avere una speranza di vita.
Da questi esempi paradossali, emerge tutta l’incompetenza e la follia di politici che si esprimono con slogan, minacce e frasi da osteria. Per questi personaggi ignoranti, nel senso che deliberatamente vogliono ignorare, non servono i dati ufficiali, i numeri incontrovertibili, perché dietro di loro ci sono dei poteri che grazie ai media, corrotti direttamente o indirettamente attraverso le pubblicità che li foraggia, riescono a fare passare una narrazione che ignora le notizie vitali o semplicemente le sommerge con milioni di stupidaggini. Quindi una notizia fondamentale come quella dell’IPCC, viene sommersa da un gossip e l’altro, fra una pubblicità di automobili, di vestiti e dell’Eni.
E così si continua ad andare avanti dove ognuno dice che non è colpa sua, perché tutti devono far campare una famiglia, da quelli che lavorano all’Eni e mille altri inquinatori incalliti, fino al politico o al giornalista che accetta tutta la pubblicità possibile e immaginabile, senza farsi ovviamente mancare il lancio della campagna contro le cannucce di plastica monouso, diventata il trend del momento (e una volta vinta quella battaglia, siamo a posto). Agendo in questo modo, niente cambia nemmeno di un millimetro perché si pensa solo al proprio tornaconto, piccolo o grande che sia.
La drammatica realtà ci sta arrivando addosso e quando ci colpirà non ci sarà né tempo, né possibilità di fare granché e rischieranno anche quelli che fino all’ultimo secondo hanno detto: “tengo famiglia”, la famiglia che verrà polverizzata dagli eventi per i quali loro per primi non hanno fatto nulla per fermarli, anzi hanno ignorato o combattuto strenuamente coloro che volevano fare qualcosa e agire prima che fosse troppo tardi.

 

2 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Ci sarà un motivo per cui i primi a preoccuparsi della salute dell’ambiente sono ormai quasi esclusivamente i giovanissimi. Il domani è loro e, giustamente, aspirano a viverlo in un mondo migliore di quello che gli stiamo lasciando, a cominciare dalle cose più elementari ed immediate per poi ampliare l’orizzonte. I tempi sono maturi perché l’argomento diventi lo scopo principale che ci dobbiamo prefiggere, anzi, probabilmente in qualche caso ho l’impressione che si sia oltrepassato il punto di non ritorno. Se è vero, come è vero, che ogni giorno vengono raccolte, tra mare e terra, tonnellate di plastica e di altri rifiuti impossibili da decomporre e rigenerare, significa che l’informazione che viene diffusa è distorta comunque, incompleta e, mentre da una parte i notiziari di tanto in tanto lanciano allarmi su situazioni sempre più deprimenti ed ingestibili, dall’altra gli spot pubblicitari continuano a proporre prodotti sempre più inquinanti.
    Ho letto che Greta Thunberg, divenuta ormai il simbolo dei giovani ambientalisti, avrebbe in animo di incontrare gli americani, ma non ha alcuna intenzione di incontrare Trump, che non ascolta gli allarmi del mondo scientifico e disprezza gli ambientalisti ritendoli solo profeti di sventura. La capisco, ma purtroppo di governanti che condividono le idee del presidente americano ce ne sono ancora tanti.
    E penso ai paesi come il nostro, dove il governo è tanto ostinato a rilanciare ad ogni piè sospinto l’allarme immigrazione, ma dimentica che se non si risolve il problema dell’ambiente, allora sì che il problema delle migrazioni diventerà ingestibile..

  2. Antonio ha detto:

    Condivido, il nostro amato pianeta Terra è diventato ormai un gigantesco barcone alla deriva con a bordo quasi 8 miliardi di persone. Ma purtroppo i grandi del pianeta (trump putin salvini) non diventeranno mai ambientalisti perchè dicono: prima io. e diamogli la medaglia…. poverini…

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