Vescovo, sei tutto pelle, nient’altro che pelle!

di don Giorgio De Capitani
Se al posto di Mario Delpini, vescovo di Milano, avesse parlato il sindaco Giuseppe Sala, il discorso sarebbe stato sullo stesso piano, ovvero socio-politico, ma forse Sala ci avrebbe messo più competenza e passione.
Il successore di Ambrogio e Carlo, nel suo Discorso alla città di mercoledì 6 dicembre, vigilia della Festa di Sant’Ambrogio, patrono di Milano, ha parlato per 33 minuti, senza mai pronunciare seriamente il mondo dello Spirito. Ha pronunciato per caso una sola volta “Dio” alla fine del discorso, ha pronunciato “Signore” per la storia della decima ebraica, e ha nominato “Gesù” citando alcune sue parole. Brevissimi accenni, in tutto venti secondi su 33 minuti!
L’essere umano nella sua realtà spirituale? Mai citato!
Il mondo dello Spirito interiore? Mai citato!
È stato un lungo freddo monotono elenco di frasi fatte, trite e ritrite, di cose da fare, ecco il punto: di cose da fare! Gesti, solo gesti, senza soffermarsi mai sullo spirito del gesto, sull’origine o sulla motivazione interiore del gesto.
Un insieme di cose o di gesti da fare per il buon vicinato! Cose da fare! Cose!
E quale vicinato?
E io non faccio parte di quel vicinato, visto che per più di 4 anni il signor Mario Delpini mi ha del tutto ignorato, mai teso una mano, mai dato uno sguardo?
Inizialmente, davanti alla mia perplessità di fronte alla nomina di Delpini a vescovo di Milano e sapendo che desideravo un vescovo “mistico”, ovvero che puntasse sulla realtà interiore dell’essere umano, mi avevano garantito della profonda interiorità del Vicario generale, braccio destro di Angelo Scola.
Questa profonda interiorità finora non l’ho vista!
Finora ho notato solo pelle, nient’altro che pelle!
Sarà una “sorpresa!”, mi dicevano.
Sì, che bella o buona sorpresa!
L’incoscienza di un “ometto” che vorrebbe gettare qualche sasso nel torbido stagno di una diocesi, già martoriata da un clero sclerotizzato e da comunità cristiane spente spiritualmente, ma attive pancescamente.
Oramai, non c’è più speranza!
Speravo, sì…
Forse Dio ha pensato bene di punirci, con l’apporto di papa Francesco.
NotaBene
1. Ero tentato di parlare anche del contorno o della cornice del Discorso, inserito nei Vespri solenni. Che pena quei canti! Una cerimonia religiosa al limite dell’indecenza!
2. E la scenografia? Sindaci annoiati, alcuni presenti per necessità istituzionale, e che dire di personaggi d’oltretomba? Solo il colore (paonazzo?) dei monsignori dava un po’ di vivacità curiale… Chissà cosa pensavano? Già! Che pensavano?
3. Forse l’unica cosa vivente della Basilica di Sant’Ambrogio sono quei resti di un mondo pagano che credeva nella Divinità e nella forza del Pensiero. Oggi il senso del Divino e il Pensiero sono le ombre di un cristianesimo, nato nel sangue dei suoi primi martiri, poi ucciso nei martiri dei pagani fatti sgozzare da imperatori e vescovi, santificati da una Chiesa che tuttora continua a spegnere lo Spirito e il Pensiero.
 

 

5 Commenti

  1. Renato ha detto:

    Noi amministratori non eravamo annoiati e non eravamo lì solo per dovere istituzionale ma partecipi almeno io ho visvissuto e visto questo grazie

  2. giuseppe ha detto:

    RINGRAZIO MOLTO IL VESCOVO DELPINI PER IL DISCORSO ALLA CITTA’ NELLA FESTA DI SANT’AMBROGIO. INTERVENTO CHIARO E SEMPLICE CHE ANCH’IO, SEMPICE BADILANTE, HO CAPITO. IL RINGRAZIAMETO PER L’OPERA DEI SINDACI E FORZE DELL’ORDINE PER LA LORO PRESENZA; L’INVITO ALLE PERSONE A SALUTARE E DIALOGARE; IL SUGGERIMENTO A DARE UNA DECIMA DELLE NOSTRE AZIONI E TEMPO A CHI NE HA BISOGNO SONO ESEMPI E PROPOSTE DA SEGUIRE PER TUTTE LE PERSONE DI BUONA VOLONTA’. DOBBIAMO RITORNARE AD APRIRCI AGLI ALTRI SENZA RANCORE E DIFFIDENZA E COME DICE IL SALMO “ANCHE GLI ANZIANI FANNO SOGNI”. CON CORDIALITA’ E BUON NATALE DON GIRGIO.

  3. Paolo ha detto:

    Complimenti don Giorgio, penso anch’io nel mio piccolo che la CRISI che la Chiesa sta passando è dovuta anche a certe personalità a capo delle varie comunità ecclesiali. Quello che l’ideologia comunista non è riuscita è riuscito questo mondo tecnologico dalle pance piene. E’ un segno dei tempi che anche Lei vive vivendo confinato al posto d’essere a capo di una comunità con il Suo Spirito. Il problema come lo vedo anch’io nel mio piccolissimo mondo è molto grave … Lei utilizza giustamente lo strumento tecnologico per GRIDARE questa nostra posizione!!! Colgo l’occasione di augurarLe buone feste.

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