“Sospetto di fondi dai servizi russi alla Lega”. L’allarme degli Usa sulle interferenze elettorali

da La Stampa
11/01/2018

“Sospetto di fondi dai servizi russi alla Lega”.

L’allarme degli Usa sulle interferenze elettorali

Il rapporto dei democratici al Congresso accusa anche i network collegati al M5S
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK
Alcuni osservatori sospettano anche che la Lega Nord possa aver ricevuto fondi dai servizi di sicurezza del Cremlino». L’accusa compare alla pagina 138 del rapporto che la componente democratica nella commissione Esteri del Senato americano ha appena pubblicato, per denunciare le ingerenze politiche di Mosca.
Il documento di 206 pagine è basato soprattutto su fonti aperte e articoli di giornali, e si intitola «L’assalto di Putin alla democrazia in Russia e in Europa: le implicazioni per la sicurezza nazionale americana». È firmato da Ben Cardin, vicepresidente della commissione, e ha lo scopo di denunciare l’offensiva lanciata dal Cremlino in tutto il mondo, per influenzare i risultati elettorali e spingere i Paesi occidentali a fare i suoi interessi. Che sono fondamentalmente tre: minare l’Unione Europa, dividere la Nato, e ottenere la cancellazione delle sanzioni per l’attacco all’Ucraina e l’annessione della Crimea.
La parte dedicata al nostro Paese è lunga tre pagine, e comincia con questo allarme: «Negli ultimi anni, l’Italia ha visto il rilancio dei partiti populisti anti establishment, che hanno guadagnato appeal nella popolazione e ottenuto un certo successo elettorale. Alcuni di questi partiti sono forti sostenitori della politica estera favorevole al Cremlino, e hanno fatto un uso esteso delle fake news e le teorie cospirative nelle loro campagne mediatiche, spesso prendendole dai media di stato russi. Con le elezioni in arrivo nel 2018, l’Italia potrebbe essere un target per l’interferenza elettorale del Cremlino, che probabilmente cercherà di promuovere i partiti contrari a rinnovare le sanzioni europea per l’aggressione russa in Ucraina».
Il testo sottolinea che il Movimento 5 Stelle vuole la fine di queste misure, propone di normalizzare le relazioni col dittatore siriano Assad, si oppone alla partecipazione dell’Italia alle esercitazioni Nato, e ha chiesto un referendum sulla permanenza di Roma nell’euro. Manlio Di Stefano, responsabile degli affari internazionali, si è spinto a dire che l’Alleanza Atlantica prepara l’assalto finale a Mosca, e c’è un limite all’alleanza tra Italia e Usa. Il rapporto poi ricorda che M5S ha usato un network di siti e social media per diffondere fake news favorevoli al Cremlino durante il referendum costituzionale del 2016, prendendo contenuti direttamente dai media russi come RT.
Il documento dice che «il Cremlino ha lavorato per stabilire legami politici formali e influenza con partiti estremisti italiani. Ad esempio Russia Unita e Lega Nord, partito populista della destra radicale, hanno firmato un accordo di cooperazione nel 2017». Da qui il sospetto, ripreso da un articolo del Telegraph, che i leghisti abbiano preso anche soldi.
«Mentre non ci sono prove conosciute – prosegue il rapporto – che M5S abbia ricevuto fondi da fonti legate al Cremlino, un funzionario della sicurezza italiana ha detto a Business Insider che “alcuni dei nostri partiti sono vulnerabili alle infiltrazioni. Non hanno l’esperienza, gli anticorpi, per contrastare servizi di intelligence così formidabili”».
Il testo nota che «le compagnie statali russe dell’energia esercitano anche influenza attraverso l’Eni, che è partner di Gazprom nell’oleodotto Nord Stream 2», e preferisce il gas di Mosca a quello algerino. Il documento denuncia che una sussidiaria dell’Eni ha organizzato una conferenza presso una think tank italiana su richiesta di Gazprom, senza che i partecipanti lo sapessero, per sostenere che il Cremlino «può essere un alleato importante per la Ue». Quindi ricorda le iniziative della presidentessa della Camera Laura Boldrini contro le fake news.
Il rapporto è firmato dai democratici, ma la linea è bipartisan. Infatti cita una dichiarazione scritta di Lew Eisenberg, in cui l’ambasciatore a Roma dell’amministrazione Trump dice che l’Italia è a conoscenza delle tattiche del Cremlino, e «condivide le nostre preoccupazioni riguardo l’aggressione russa in Europa, incluse le campagne di disinformazione e le attività di influenza maligna». Eisenberg ha promesso proprio alla Commissione Esteri del Senato che «lavorerà per rafforzare il coordinamento con i partner italiani, attraverso le agenzie rilevanti, per individuare e contrastare queste attività che cercano di minare le istituzioni e i principi democratici», e «fare una priorità della cooperazione tra Usa e Italia, in particolare in vista delle elezioni del 2018».

 

3 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    A mio avviso si tratta di qualcosa di più di semplici sospetti-Che la Russia cerchi di destabilizzare l’Europa, infatti, è cosa nota da sempre, come anche il metodo per riuscirci, vale a dire per mezzo di finanziamenti ai partiti che possono creare fastidi e mettere a rischio la governabilità dei singoli paesi. Basta realizzare transazioni commerciali ad hoc, per far arrivare aiuti anche cospicui, apparentemente nella più completa trasparenza e legalità. Una volta, per perseguire i propri scopi, l’Unione Sovietica foraggiava i partiti comunisti e dell’estrema sinistra ampliando in questo modo la sua sfera d’influenza già rigidamente sancita dalla stipula del “Patto di Varvasia” che decretandone l’egemonia, aveva creato una serie di stati satelliti, praticamente a sovranità limitata, nell’est europeo. Oggi, invece, dopo l’abbattimento del muro di Berlino con l’unificazione della Germania e la svolta della Perestrojka voluta da Gorbaciov, nonché la ritrovata indipendenza di Lettonia, Lituania, Estonia, Georgia, Ucraina, Moldavia e Bielorussia, le cose sono, in parte, cambiate. Nel giro di pochi anni la tanto agognata svolta democratica si è praticamente esaurita e con l’avvento di Putin l’impero russo è tornato in auge, ma in maniera più insidiosa e subdola, rinunciando laddove è possibile al pugno di ferro, ed utilizzando gli strumrnti più persuasivi e “sensibili” del ricorso agli accordi commerciali e alla manipolazione dei mercati finanziari. Non solo, ma in questa nuova versione, ormai non vengono più fatte distinzioni politiche tra i destinatari degli aiuti e dei “suggerimenti”, perché l’importante è che siano utili alla causa, si trattasse anche di fascisti e popolusti, come il M5S e la Lega.

    • Danilo ha detto:

      Giuseppe, se Putin finanziasse il PD saresti altrettanto critico?

      • Giuseppe ha detto:

        @Danilo
        Certamente si! È il fatto in sé che mi disturba, perché non è un atto di generosità, ma (come sempre in politica) si tratta di un “do ut des” che nasconde chissà quali ricatti e compromessi. Ti dirò di più anche se fossero gli USA o (parlando per assurdo) l’Australia, mi urterebbe lo stesso.

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