E così Matteo Salvini porta in tribunale tutti i preti che lo contestano, e intanto rimanda continuamente le Udienze di processi già in corso…

di don Giorgio De Capitani
Certo, Matteo Salvini forse non si aspettava che ci fossero anche dei preti che uscissero allo scoperto, tirassero fuori la testa dalla sabbia, e  lo contestassero pubblicamente.
D’altronde, Cristo ha forse detto ai suoi ministri di fare lo struzzo? Non ha forse detto di testimoniare la verità con “parresia”, ovvero senza guardare in faccia a nessuno?
E la verità qual è? Permettere forse a certi politicanti, pieni di odio e di vendetta, di strapazzare e violentare (magari tenendo in mano, vera oscenità blasfemica, il rosario e il vangelo di Cristo!) i sacrosanti diritti di poveracci in cerca di un po’ di libertà, di pace e di benessere?
Sia mai!
Che ci siano preti ambrosiani di fede leghista, li capisco in una Chiesa che ha perso da tempo il senno della ragione, e in una Diocesi dove siede sulla cattedra di Sant’Ambrogio un don Abbondio, che si guarda bene dall’usare lo staffile del grande santo patrono.
Certo, se invece di essere uno o due, fossimo di più, magari un centinaio che alzassero la voce e dicessero ai leader leghisti di essere vergognosi stupratori del Vangelo, forse non potrebbero tanto facilmente usare il metodo inquisitoriale di far processare tutti i preti dissidenti.
BASTA!
Ribelliamoci a questa strapotenza di politicanti, che usano il metodo sistematico delle querele, vere minacce alla libertà di pensiero. 
Capisco i preti fannulloni e opportunisti, che usano le forze pragmatiste dei bovari, bravi nel cucinare salsicce, e che sarebbero pronti a barattare il vangelo, per ancor meno di un piatto di lenticchie.
Li capisco, poveretti mentecatti, figli della logica del sopravvivere!
UN INVITO…
Perché i preti più sani di testa non si uniscono a difendere coloro che subiscono processi per la libertà del Vangelo, che è poi la libertà del Pensiero?
Se ci sono preti fannulloni, opportunisti e mentecatti, perché non riscattare la nostra diocesi da quel menefreghismo, che chiamerei vigliaccheria, che sta contagiando il clero milanese?
Basterebbe anche fare un documento, di due righe e firmarlo.
Temo che ciò non succederà. 
E così lasciamo i pagliacci dettare leggi anche ai tribunali! 
***
dal Corriere della Sera
LA POLEMICA

Como,

offese alla Lega Nord:

Matteo Salvini porta don Alberto Vigorelli

in tribunale

Il prete andrà a processo, diffamò il leghista. Il Carroccio: «Il suo attacco durante l’omelia». Il sacerdote: «Mi interessa il giudizio di Dio»
di Anna Campaniello
«Se sono stato un buon cristiano me lo dirà il Padre Eterno e non il Tribunale. Non riesco a capire quale sia l’accusa, comunque se mi verrà richiesto mi presenterò in udienza».
Don Alberto Vigorelli, 79 anni, collaboratore della parrocchia di Mariano Comense, nel novembre del 2016 era stato denunciato per diffamazione dal leader della Lega Matteo Salvini.
Dal pulpito, commentando la frase del Vangelo «ero straniero e mi avete accolto» aveva tuonato: «O siete cristiani o siete di Salvini». Per il sacerdote la vicenda era chiusa e dimenticata da tempo. Non per la giustizia. La richiesta di archiviazione della posizione del prete avanzata dal pubblico ministero è stata respinta dal giudice di pace e don Alberto dovrà rispondere dell’accusa di diffamazione. «Non pensavo proprio di arrivare a questo punto — dice il sacerdote —. Non capisco davvero cosa mi contestino. Ho detto semplicemente che i cristiani non possono essere discepoli di Salvini e di Cristo, o una cosa o l’altra. O si segue Gesù o Salvini. Tra l’altro, non era certo mia intenzione fare politica. Ho detto quella frase commentando un preciso brano del Vangelo. Ho ribadito, come dicono le Sacre Scritture, che i cristiani accolgono lo straniero. Niente di più». Ripeterebbe tutto? «In quel contesto le ripeterei — risponde — . Non era un commento generale, era riferito a un versetto preciso del Vangelo».
L’idea del processo non sembra preoccupare don Alberto Vigorelli, in età da pensione ma ancora attivo come collaboratore della Comunità pastorale San Francesco d’Assisi di Mariano Comense dopo una vita sacerdotale passata tra le parrocchie della Brianza, ma anche come guida spirituale degli scout oltre che per tre decenni da missionario in Perù e in Burundi. «Sono vecchio, mi interessa il giudizio di Dio e non quello degli uomini — dice —. Tra l’altro, in uno Stato laico che si rispetti, non dovrebbe essere un giudice civile a dire se le mie parole siano andate contro i dettami della Chiesa e della mia missione sacerdotale. Ribadisco comunque che non ho paura di alcun giudizio terreno». Nessuna preoccupazione neppure al pensiero di un faccia a faccia, in aula, con il leader della Lega. «Non credo che Matteo Salvini verrà, manderà i suoi avvocati — sorride l’anziano sacerdote —. In ogni caso, se lo dovessi incontrare di persona gli farei i complimenti perché ha vinto le elezioni», chiosa don Alberto, che sulla situazione politica italiana poi non aggiunge una parola. «Non è proprio mia competenza, ci penserà il presidente della Repubblica».
Nessuna retromarcia neppure dalla Lega. Matteo Salvini fa sapere che al momento non intende ritirare la querela. «Non c’è accanimento nei confronti del sacerdote — precisa —, ma la vicenda farà il suo corso. Siamo stati attaccati durante un’omelia, in un contesto in cui proprio non si doveva neppure parlare di politica. Se don Alberto ritrattasse o si scusasse vedremo. I cittadini di Mariano si sono espressi chiaramente il 4 marzo, la Lega ha raccolto quasi il 34% dei consensi, c’è poco da aggiungere — conclude il segretario leghista —. Aspettiamo un’eventuale rettifica ma per il momento tutto procede».
La Lega, dopo la contestata omelia di don Alberto, aveva chiesto una presa di posizione della Diocesi di Milano, che era arrivata, con le scuse di monsignor Patrizio Garascia, vicario episcopale per la Zona di Monza, della quale fa parte Mariano Comense. «Nessuno può essere escluso dalla possibilità di seguire Gesù Cristo. Il suo Vangelo non può essere usato contro qualcuno perché è Parola per tutti», aveva detto il vicario aggiungendo: «un’espressione come quella usata da don Alberto è sbagliata». Sperava di aver messo la parola fine allo scontro tra Curia e Lega innescato dall’anziano sacerdote brianzolo. Ma così non è stato e la battaglia finirà in Tribunale.

 

6 Commenti

  1. angelo ha detto:

    Anche io mi ricordo quello che riferisce Antonio.
    Veramente imbarazzante.
    Italiani con poca memoria.

  2. Amedeo ha detto:

    Ormai i Cattolici italiani non sanno più discernere fra ciò che è bene e ciò che è male. Non mi sorprende quindi più di tanto che ci sia stato un così grande successo del Centro destra alle ultime politiche. Povera Italia e poveri noi ….

  3. diogene ha detto:

    … non potete servire Dio e Mammona!
    Mt 6,24-34
    In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.

    Sacerdoti, non citate il vangelo di Matteo, potreste essere querelati!

  4. maurizia ha detto:

    Il problema non é la libertà di coscienza, ma il fatto che don Vigorelli abbia espresso dall’altare un giudizio strettamente politico, dandogli un’investitura che non compete a questi temi: ed é su questo punto che i vertici diocesani l’hanno richiamato. Se passasse questo andazzo, tutti i partiti meriterebbero critiche dal pulpito: le sinistre hanno fatto passare leggi sui temi etici che con la morale cattolica c’entrano come i cavoli a merenda, l’assistenzialismo del reddito di cittadinanza é all’opposto della dottrina sociale della Chiesa, non parliamo poi della vita privata di Berlusconi… A questo punto, cosa dovrebbe fare un povero fedele la domenica mattina? Venti chilometri per cercarsi una parrocchia in cui il prete faccia un’omelia in linea con le sue opinioni?

  5. ANTONIO ha detto:

    Evviva i Preti come Don Alberto e Giorgio, bhe, io nel mio piccolo dopo la scoppola delle elezioni e per la prima volta in 64 anni ho fatto una tessera di un partito politico, quella del PD! E’ semplice capire il perchè proprio di questo partito…. Ma nessuno ricorda che questo tizio, matteo salvini, un pò di tempo fa’ ha detto che Mattarella non lo rappresenta come Presidente degli Italiani???? Un saluto a tutti.

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