«Cattolici complici di Trump». Ma il mea culpa non arriva

Sostenitori cattolici di Trump durante un comizio © Ap
da Il manifesto
INTERNAZIONALE

«Cattolici complici di Trump».

Ma il mea culpa non arriva

Stati Uniti. Le associazioni di base contro le gerarchie e i vescovi che hanno avallato per anni le politiche trumpiane. L’altra divisione dell’America: il 52% dei cattolici ha votato per il tycoon e non Biden, secondo presidente cattolico dopo Kennedy
Luca Kocci
12.01.2021
Molti cattolici, dai vescovi ai religiosi, dai media ecclesiali ai movimenti pro-life, sono «complici» dell’assalto a Capitol Hill da parte dei sostenitori di Donald Trump.
Se le gerarchie ecclesiastiche Usa tacciono o si limitano a parole di circostanza per condannare la violenza senza alcuna autocritica e senza quasi citare Trump – come fa per esempio il presidente della Conferenza episcopale e vescovo di Los Angeles, monsignor José Horacio Gómez –, le associazioni di base e per la riforma della Chiesa (riunite nel network Cor, Catholics Organisations for Renewal) esprimono un severo giudizio sui fatti del 6 gennaio e soprattutto sulle responsabilità dei cattolici.
«Condanniamo la complicità e la partecipazione della comunità cattolica statunitense nel promuovere il clima che ha incoraggiato e reso possibile tale violenza», affermano in un comunicato congiunto firmato da undici associazioni.
«Il caos e la violenza che hanno terrorizzato la nostra nazione mercoledì scorso è stato il risultato diretto e prevedibile di oltre quattro anni di retorica violenta, razzista, xenofoba e misogina del presidente Trump», una retorica «che molti vescovi statunitensi hanno ripetutamente omesso di nominare e di condannare sia individualmente che collettivamente».
I sondaggi dicono che il 52% dei cattolici ha votato Trump: spaccati a metà, come la Conferenza episcopale Usa. E diversi vescovi, nonostante John Biden sia cattolico (il secondo presidente Usa cattolico, dopo Kennedy), hanno sostenuto Trump, soprattutto per le sue politiche antiabortiste, contro i diritti delle persone Lgbtq e a favore delle scuole cattoliche.
Molti vescovi, come il cardinale di New York Timothy Michael Dolan, e molti cattolici hanno messo questi «principi non negoziabili» davanti alla «difesa della vita e della dignità dei più poveri e dei più vulnerabili» e si sono disinteressati degli «effetti disastrosi del cambiamento climatico e delle ideologie oppressive fondate sulla supremazia dei bianchi e sul nazionalismo», denunciano le associazioni di Cor.
Analoga presa di posizione dal movimento We Are Church: «La Chiesa cattolica dovrebbe essere un esempio per il mondo nel promuovere la giustizia, l’uguaglianza e la pace, ma non lo è».
L’auspicio è che l’assalto a Capitol Hill sia una «nuova epifania» da cui «la comunità cattolica impari a impegnarsi con maggiore diligenza a diventare la comunità degli operatori per la giustizia».
E Johnny Zokovitch, direttore esecutivo di Pax Christi Usa: «I fatti del 6 gennaio sono il risultato della demagogia di un uomo, il presidente Trump, e del fallimento di tutti coloro che hanno scusato, trascurato, respinto o altrimenti incoraggiato l’odio e la retorica divisiva che ha caratterizzato il mandato di questo presidente», cattolici compresi, «sono il triste e prevedibile risultato di questa abdicazione di responsabilità».
La conclusione è quasi apocalittica: «Nel libro del profeta Osea, Dio avverte: Quando semineranno il vento, raccoglieranno l’uragano». Ci auguriamo, conclude il direttore di Pax Christi, che questi fatti «servano come momento di conversione per molti».

4 Commenti

  1. Luigi Sirtori ha detto:

    In Italia la Chiesa o l’ha fatta da padrona dello stato con la Democrazia Cristiana o è stata serva dello stato durante il fascismo e il governo Berlusconi contro Prodi. Il suo ruolo è di essere la coscienza dello stato. Questo dovrebbe essere e non lo dico io, ma lo diceva Martin Luther King: “La chiesa non è la padrona o la serva dello stato, ma la coscienza dello stato.” Si dirà che era un pastore protestante battista avversario dei cattolici. Sarà. Ma mentre i cattolici americani votando Trump sono i maggioranza e hanno tradito il vangelo, quelli in minoranza continuino nella loro strada di denuncia e opposizione seguendo l’esempio di Martin Luther King: “La non violenza è la risposta ai cruciali problemi politici e morali del nostro tempo; la necessità per l’uomo di aver la meglio sull’oppressione e la violenza senza ricorrere all’oppressione e alla violenza.”

  2. diogene ha detto:

    …vergognoso silenzio da parte della Chiesa cattolica!

  3. Lanfranco consonni ha detto:

    La mia preoccupazione non è tanto che i cattolici americani rivedano il loro parere si Trump, la mia preoccupazione è che sconfessino e crocifiggano il cattolico Biden.

  4. marco ha detto:

    La scelta migliore a mio parere per chi ha autorità in campo ecclesiale ( dal Papa fino all’ultimo parroco di campagna ) è quella di non schierarsi mai per nessuna forza/esponente politico.
    Nessuno ad oggi nelle democrazie occidentali ( chi più chi meno…) può essere non criticabile dal punto di vista di una visione cristiana della società e dell'”umano”.
    Le mani libere danno anche tanta libertà nel proporre ( e testimoniare ) la visione cristiana della società e dell’essere umano, corpo e spirito.

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