Omelie 2017 di don Giorgio: SECONDA DI QUARESIMA

12 marzo 2017: SECONDA DI QUARESIMA
Es 20,2-24; Ef 1,15-23; Gv 4,5-42
Che c’entra il Decalogo?
In queste domeniche quaresimali le letture proposte dalla Liturgia ambrosiana sono più lunghe del solito, soprattutto i brani del Vangelo. Nessuno vuole mettere in dubbio la loro importanza e la ricchezza del loro messaggio. Ma, proprio per questo, meriterebbero una particolare attenzione e una più approfondita riflessione. Tuttavia, il tempo destinato all’omelia non ce lo permette, anche se, essendo in Quaresima, il cristiano dovrebbe essere più disposto a dare più tempo alla parola di Dio, senza guardare l’orologio.
C’è anche un altro pericolo da parte di chi commenta questi brani, tra l’altro i più conosciuti, ed è quello di ripetersi, dicendo le solite cose e cadendo nel rischio di una spiegazione moralistica. Ad esempio, il brano di oggi, l’incontro con la samaritana, può essere l’occasione per parlare della vita sregolata della samaritana, e forse per questo la liturgia ha scelto come primo brano la ripresentazione del Decalogo. Da anni vado ripetendo che la prima lettura è fuori posto.
Ma concentriamoci sul brano di Giovanni: già dire quarto Vangelo dovrebbe farci volare come l’aquila, di cui l’evangelista è il simbolo, che sfida il cielo.
Gesù e la samaritana: incontro mistico
Diciamo subito che la comunità di Giovanni ha dato una lettura altamente simbolica all’incontro di Gesù con una donna di Samaria, racconto che nessuno dei sinottici (Matteo, Marco e Luca) aveva ritenuto talmente importante da ricordarlo. Una conferma della differenza qualitativa tra il quarto e gli altri tre Vangeli che sembrano attenti più ai fatti che ai segni.
Alcune note esegetiche
Alcuni chiarimenti esegetici. Chi erano i samaritani? Erano una “mezza razza”, per metà Ebrei e per metà discendenti da popolazioni importate in Palestina, che dal punto di vista religioso avevano le loro tradizioni e che erano guardati con sospetto e ostilità da parte dei Giudei. Inoltre. Gesù entra volutamente nella regione della Samaria, per annunciare in questa terra ritenuta ostile la buona Novella. Non dimentichiamo che la Samaria diventerà, agli inizi del cristianesimo, una delle grandi regioni di annuncio del Vangelo.
Altra nota. L’incontro di Gesù con la samaritana è la prima parte del capitolo quarto. Nel capitolo terzo, si narra un altro incontro: quello di Gesù con Nicodemo, un rappresentante del giudaismo ortodosso. Con la samaritana Gesù incontra il giudaismo scismatico. Potrei evidenziare altre differenze: Gesù incontra Nicodemo di notte, mentre incontra la samaritana in pieno giorno; Gesù incontra Nicodemo in una casa, mentre incontra la samaritana all’aperto. Ma è proprio il pozzo che fa la grande differenza tra i due incontri. Gesù non poteva scegliere un luogo migliore per parlare di qualcosa di profondo e di cristallino, al di là della solita retorica di argomentazioni, a cui erano abituati i rabbini. Ecco perché, oltre al pozzo altamente simbolico, vuole incontrare una donna (cade la barriera del sesso), una donna samaritana (cade la barriera della razza e della religione), una donna moralmente fuori del comune (cade la barriera moralistica).
Un dialogo tra equivoci sul piano carnale ed elevazioni sul piano profondamente spirituale 
Nel Vangelo di Giovanni avviene frequentemente l’equivoco, ma ciò fa parte di incontri su due livelli diversi: il livello di chi usa il linguaggio carnale e il livello di chi parla il linguaggio mistico. Ma, se di fronte all’ottusità di fanatici della religione, vedi scribi e farisei, l’incontro finiva inevitabilmente in un duro e violento scontro, di fronte alla gente disponibile al nuovo messaggio gli incontri diventavano vere conversioni. Come è stato per la samaritana.
Non possiamo non rimarcare il metodo di Gesù nel portare progressivamente la donna dalla fisicità dell’acqua alla sua simbologia come segno di grazia divina. Ma non vorrei tornare sul metodo diciamo pedagogico di Gesù che sapeva dialogare, e nello stesso tempo sapeva spostare l’interlocutore sul piano che si prefiggeva, rispettando comunque la libertà dell’interessato.
Alcune domande
Vorrei ora porre alcune domande, che mi sembrano importanti. Anzitutto, possiamo legittimamente chiederci quanto la donna samaritana abbia capito delle parole di Gesù per un’acqua dissetante per la vita eterna. Forse avrà intuito solo qualcosa, se nemmeno più si è preoccupata di attingere dal pozzo col secchiello per riempiere la brocca. E alla fine del lungo dialogo, corre in città lasciando la brocca vuota al pozzo per avvertire i compaesani della grande notizia di aver incontrato il Messia.
D’altronde, noi moderni la brocca la vogliamo sempre piena, e difficilmente ci dimentichiamo di riempirla, anche quando parliamo di cose alte o preghiamo il nostro Dio. Il corpo e le sue esigenze restano sul piedistallo dei nostri pensieri.
Neppure Nicodemo, capo dei Giudei, aveva compreso a fondo le parole di Gesù,  rimanendo sul piano del linguaggio carnale: “Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”.
Ma è la donna samaritana, non certo esperta nelle questioni teologiche, a porre la domanda sul tempio, dando così a Gesù lo spunto per una tra le più importanti affermazioni presenti nei quattro Vangeli.
E se poteva essere difficile comprendere subito il passaggio dall’acqua fisica alla realtà mistica della grazia, alla donna samaritana una cosa è stata subito chiara: il tempio sul monte Garizim frequentato dai samaritani vale tanto quello di Gerusalemme frequentato dagli ebrei ortodossi. O meglio, entrambi non valgono quanto la presenza dello Spirito santo nell’essere umano. Lo Spirito santo non fa più preferenze di sessi, di razze, di culture o di religioni: Dio è Spirito per tutti, e chi lo adora come Spirito possiede la verità.
Crollavano così le barriere anche tra ebrei e samaritani, tra maschi e femmine. Ci è voluta una donna, per di più samaritana ovvero eretica, per di più immorale, per strappare a Gesù la più grande rivelazione divina.

1 Commento

  1. LANFRANCO CONSONNI ha detto:

    E’ proprio vero che il vangelo ci dice sempre qualcosa di nuovo. Quelli della quaresima ambrosiana sempre uguali, che noia! Eppure ogni anno puoi scoprire un aspetto nuovo. Non avevo mai pensato al significato del gesto di abbandonare la brocca vuota per fare qualcosa di più importante.
    La Samaritana che sente l’impulso di portare ai suoi compaesani, che forse non la stimavano nemmeno troppo, un messaggio che lei intuiva essere clamoroso.
    Un gesto trascurabile che può aprire crisi tremende nella nostre coscienze.
    E’ vero, spesso ci preoccupiamo che la nostra brocca e quella della nostra famiglia sia piena prima di lasciarci andare ad atti di amore disinteressato.
    Ma non è per nulla così facile fare il contrario
    E’ così difficile avere fede?

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