Obbligatorietà dei vaccini: un testo in Cdm la prossima settimana

da L’Unità.tv
Maddalena Carlino
12 maggio 2017

Obbligatorietà dei vaccini:

un testo in Cdm la prossima settimana

Serve calibrare da un lato l’esigenza di salvaguardare la salute pubblica, dall’altro il diritto all’istruzione
Il tema vaccini continua a rimanere al centro della disputa politica. Dopo le tensioni delle scorse settimane, provocate dal servizio di Report che poneva il tema delle reazioni avverse e poi dall’articolo del New York Times che ha collegato la linea no vax del M5S ai focolai endemici di morbillo in Italia (nell’88% dei casi di quest’anno i contagiati non erano vaccinati), la questione dell’obbligo a vaccinarsi continua ad essere centrale.
L’iniziativa è della ministra della Salute Beatrice Lorenzin convinta sostenitrice della necessità di tornare all’obbligatorietà per contrastare il ritorno di pericolose malattie, ha reso noto che è pronto un testo di legge in merito, e che è sua intenzione ”aprire una discussione con i colleghi di governo” in Consiglio dei ministri.
In questo quadro, però, la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, aveva nei giorni scorsi sollevato perplessità sul provvedimento: il testo va concordato, per salvaguardare il diritto allo studio.
Insomma serve calibrare da un lato l’esigenza di salvaguardare la salute pubblica, con il ministro che lo scorso gennaio ha già raggiunto un accordo per il ritorno all’obbligo con gli assessori delle regioni, dall’altro il diritto all’istruzione. Ed è questo l’obiettivo a cui punta il governo. I ministri competenti lavoreranno questa settimana a un testo sui vaccini obbligatori, si apprende da fonti di governo. Le stesse fonti riferiscono che il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, aprendo i lavori del Consiglio dei ministri, ha riferito che i dicasteri competenti lavoreranno questa settimana a un testo da portare al cdm di venerdì. Sulla obbligatorietà, viene spiegato, tutti i componenti del governo sono d’accordo.
Lo scorso 7 febbraio si era svolto un incontro tra la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, e la ministra Lorenzin. In questo incontro, Fedeli “si era espressa per la tutela dei bambini, e quindi per l’obbligatorietà delle vaccinazioni, sottolineando però che si deve trovare il modo per garantire al contempo anche il diritto costituzionale all’istruzione”. Su questo i due ministeri stanno lavorando da oltre due mesi.
“Come annunciato ieri ho presentato all’attenzione del Consiglio dei ministri il testo base di decreto legge sull’obbligo vaccinale nelle scuole. Durante la seduta ho avuto conferma dal presidente Gentiloni circa la volontà di avviare subito un approfondimento collegiale, che è già iniziato tra i tecnici della Salute, del Miur e della presidenza del Consiglio, per arrivare a varare il decreto entro la prossima settimana” dice il ministro della Salute in una nota. “Diamo tutti insieme una risposta concreta alla popolazione per la tutela della loro salute, dei loro figli e delle famiglie a fronte del drammatico calo della copertura vaccinale”, aggiunge Lorenzin.
Intanto in Emilia-Romagna l’obbligo esiste per i bambini iscritti al nido e per le quattro vaccinazioni oggi obbligatorie. Trieste ha esteso l’obbligo anche alla materna. La Toscana sta esaminando una norma per allargare l’obbligo anche alle vaccinazioni raccomandate. E verso l’obbligo stanno andando anche Piemonte e Lombardia.
Ma se il Pd è pronto a sostenere il provvedimento “perché sul tema c’è una pericolosa confusione e ambiguità e dai dati emerge che cresce il numero di persone che decidono di non avvalersi dei vaccini”, il gruppo Ala-Scelta Civica chiede invece le dimissioni delle Lorenzin, ed il Codacons annuncia di essere pronto a ricorrere alla Corte Ue dei diritti dell’uomo contro una “legge incostituzionale”. Infine botta e risposta a distanza fra il Movimento 5 Stelle e il ministro della Salute, Lorenzin: la ministra ha risposto con un tweet alle affermazioni di Alessandro di Battista che ieri sera a Piazza Pulita aveva sostenuto fosse più importante avere i vaccini gratuiti piuttosto che obbligatori. “Volevo informarvi che è già così” ha chiarito il ministro.

 

4 Commenti

  1. GIANNI ha detto:

    Vorrei aggiungere una considerazione.
    Capita che certi commenti mi vengano ispirati anche da altri interventi, e quindi osservo quanto segue.
    In questo campo non si tratta di convinzioni ideologiche, ma di determinazioni medico/epidemiologiche ed immunologiche, che nulla hanno a che fare con convinzioni personali o altro.
    Le convinzioni personali stanno a zero, ma di questo non si tratta se già a esprimere talune indicazioni è il medico.
    Se poi aggiungiamo che esistono specifici studi a livello di immunologia ed epidemiogia….
    Lo stesso ministero della sanità, ripeto, afferma:
    essi, come tutti i farmaci, non sono esenti da rischi potenziali ed eventi avversi possono, se pur raramente, verificarsi a seguito della vaccinazione.
    E’ una convinzione personale del ministro?
    Non direi, vista la comunicazione istituzionale.
    Se le cose stanno così, evidentemente lo stesso ministero è consapevole di certi rischi.
    Il diritto individuale alla salute non può venir meno, a fronte degli stessi rischi dichiarati dal sito ministeriale, perchè vince la maggioranza.
    Allora, se così è, tanto vale rendere obbligatorio l’uso di certi farmaci, dal momento che magari vanno bene per il 98 per cento della popolazione.
    Se poi nel 2 per cento dei casi assistiamo a decessi o altri gravi danni alla salute, pazienza…..

  2. Giuseppe ha detto:

    Ancora clamore e disinformazione. A mio avviso lo Stato ha tutto il diritto di salvaguardare la salute dei cittadini dal rischio di contagio delle malattie infettive che potrebbero avere anche conseguenze molto gravi, se non sottoposte alla profilassi dei vaccini. È uno di quei casi in cui l’interesse pubblico supera le convinzioni individuali, anche se basate su principi ideologici o di fede.

  3. chiavennasco ha detto:

    Una cosa è ammettere deroghe da parte del medico per motivi di salute, un’altra tirar fuori la libertà di scelta delle famiglie, che il bimbo deve subire. Fa il paio con la libertà del padre padrone di ignorare l’obbligo scolastico

  4. GIANNI ha detto:

    Se nei precedenti interventi mi sono soffermato sugli aspetti più propriamente medici ed epidemiologici, l’articolo indulge invece a riflessioni di natura sopratutto giuridica.
    Sotto tale profilo, va ricordato che i vaccini erano già obbligatori per l’iscrizione a scuola sino dal 1967, poi tale principio venne meno dal 1999.
    Perchè?
    Intanto, perchè già la corte costituzionale aveva sollevato dubbi sulla costituzionaltà dell’obbligo, ma poi a fronte di una serie di problematiche di tipo medico/legale.
    Ipotizziamo che un bambino, cui viene somministrata la vaccinazione obbligatoria, poi stia male.
    Già all’epoca alcuni magistrati avevano ritenuto d’intervenire, non solo ocnsiderando civilisticamente responsabile lo stato dei danni provocati, ma financo considerando una responsabilità penale, per aver imposto un trattamento che poteva provocare danni.
    Ora la Lorenzin, che probabilmente non conosce tutta la storia della normativa, si appresta a far varare un provvedimento che già era stato abbandonato nel 1999.
    La cosa più assurda è che mentre per un verso gli ordini dei medici si apprestano ad imporre diktat comportamentali, secondo diversi giuristi in violazione del giuramento ippocratico, ed il ministero propaganda la sicurezza dei vaccini, per altro verso lo stesso ministero smentisce clamorosamente la propria campagna, quando afferma: essi, come tutti i farmaci, non sono esenti da rischi potenziali ed eventi avversi possono, se pur raramente, verificarsi a seguito della vaccinazione.
    Faccio presente che non si tratta di una mia interpretazione, ma delle parole esatte usate dal ministero, circostanza che ognuno può verificare andando al seguente sito:
    http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_5.jsp?area=Malattie%20infettive&menu=vaccinazioni

    Cosa ne consegue?
    Diverse e preoccupanti situazioni.
    1) Intanto, se il vaccino viene equiparato ad un qualsiasi farmaco, è evidente che non può venire meno il principio della scienza e coscienza del medico nel suo utilizzo, il che contrasta con il renderlo obbligatorio.
    Se andiamo a considerare le conseguenze indicate nei fogli illustrativi dei medicinali, non possiamo non considerare che taluni prevedono solo eventi rari o eccezionali, ma anche in questi casi non si impone al medico il loro utilizzo, essendo rimesso alla sua discrezionalità.
    Perchè con i vaccini dovrebbe essere diverso?
    2) Come sostenuto da taluni giuristi, il rendere obbligatorio un farmaco che può avere esiti molto negativi (io l’ho sperimentato sulla mia pelle…) comporta che chi lo rende obbligatorio si rende penalmente responsabile delle sue conseguenze, riguardino una persona, mille persone o qualsiasi altro numero.
    Con conseguente aggravio anche per le pubbliche finanze.
    3) Da quanto precede consegue la quasi certezza di pronunce di incostituzionalità.
    E non solo perchè in contrasto con il diritto allo studio, ma anche perchè in contrasto con i principi costituzionali in materia di salute.
    4) A prescindere dai rilievi di costituzionalità, che già da soli dovrebbero comportare la non promulagazione, pare evidente una netta antitesi rispetto ai principi che regolano la professione medica, comportando un pieno obnubilamento dei principi di scienza e coscienza.

    Prevedo, se il provvedimento verrà adotatto, notevoli problemi legali, compresi diversi ricorsi alla consulta.
    Qualcuno già intende appellarsi addirittura alla corte europea dei diritti dell’uomo.

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