Così mi piaci… Ma…

Papa Francesco, nell’Udienza generale di mercoledì 11 maggio, ha tenuto la sua tradizionale catechesi sulla vecchiaia, prendendo come esempio Giuditta, un eroina biblica.
Così ha detto: «La conclusione del libro che porta il suo nome – ne abbiamo ascoltato un brano – sintetizza l’ultima parte della vita di questa donna, che difese Israele dai suoi nemici. Giuditta è una giovane e virtuosa vedova giudea che, grazie alla sua fede, alla sua bellezza e alla sua astuzia, salva la città di Betulia e il popolo di Giuda dall’assedio di Oloferne, generale di Nabucodonosor re d’Assiria, nemico prepotente e sprezzante di Dio. E così, con il suo modo furbo di agire, è capace di sgozzare il dittatore che era contro il Paese. Era coraggiosa, questa donna, ma aveva fede».
Il Papa, forse senza accorgersene, invita a fare ciò che fin dall’inizio di questa guerra sto sostenendo, ovvero di togliere di mezzo anche con la violenza il tiranno Putin.
Chiara la citazione del gesto di Giuditta che elimina il dittatore Oloferne.
E non si dimentichi che il Papa stava parlando davanti a due giovani donne ucraine, mogli di due ufficiali del Battaglione Azov. Come a dire: quando non basta la diplomazia, allora può subentrare, al suo posto, un po’ di seduzione e di furbizia femminili, con quel coraggio che non è mai mancato nelle grandi Donne del passato.

Chi era Giuditta?

La storia di Giuditta e Oloferne è narrata nell’Antico Testamento. Si racconta che il re di Babilonia, Nabucodonosor, affidò al suo generale Oloferne la campagna d’Occidente.
Durante la sua avanzata Oloferne incontrò dunque il popolo di Israele e pose sotto assedio la città di Betulia.
Tra la gente di Betulia vi era Giuditta, una ricca e bella vedova, che decise di ribellarsi all’assedio nemico. Quindi si agghindò e vestì coi suoi abiti migliori e, scortata da un’ancella, si recò nel campo babilonese.
Immediatamente fu catturata e portata dinnanzi al generale Oloferne che rimase stordito dalla sua bellezza. Giuditta finse di voler aiutare il generale a entrare in città. Disse che le era apparso in sogno il suo Dio affermando di essere stato gravemente offeso dal popolo ebreo e di desiderare vendetta.
Oloferne acconsentì a ricevere il sostegno della vedova e organizzò un grande banchetto in suo onore. Il generale bevve e si mangiò a volontà fino a giacere ubriaco sul letto.
A quel punto Giuditta, approfittando di essere rimasta sola con lui, chiese alla sua ancella di stare di guardia alla porta, quindi prese la spada di Oloferne e con essa lo decapitò.
Con l’aiuto della sua ancella ripose la testa di Oloferne nella bisaccia e le due fecero ritorno nella città di Betulia con il bottino di guerra. Il popolo d’Israele omaggiò Giuditta come un’eroina e la testa di Oloferne fu posta sulle mura della città per spaventare i nemici, che infatti fuggirono terrorizzati dalla furia di quella gente.
***
da www.huffingtonpost.it
11 Maggio 2022

La catechesi del Papa

su Giuditta che sgozzò l’invasore,

davanti alle mogli dei soldati d’Azov

di Maria Antonietta Calabrò
L’incontro sul sagrato di Piazza San Pietro con Katerina e Yulia, il racconto dell’astuzia e della fede di una donna guerriera, le preghiere per chi resiste in Ucraina
Giuditta difese Israele dai suoi nemici, era una “giovane e virtuosa” vedova ebrea che, grazie alla sua fede, alla sua bellezza e alla sua astuzia, salvò la sua città e il popolo di Giuda dall’assedio di Oloferne, generale di Nabucodonosor, re di Assiria, comandante supremo delle truppe di occupazione, nemico prepotente e sprezzante di Dio. Un’eroina di Israele la cui storia è raccontata dalla Bibbia. “E così – ha spiegato Papa Francesco all’udienza generale in Piazza San Pietro – con il suo modo furbo di agire, è capace di sgozzare il dittatore che era contro il Paese. Era coraggiosa questa donna, ma aveva fede”. Il Papa ha parlato di Giuditta nell’ambito della sua nona catechesi sulla vecchiaia. Ha invitato a leggere il breve libro che le dedica la Bibbia, considerato sacro da cattolici ed ortodossi (mentre è escluso dalla Bibbia ebraica e protestante). Quella di Giuditta e Oloferne è la storia biblica più famosa della storia dell’arte, immortalata anche da Caravaggio, che ha impressa la donna nella mente di tutti noi nell’atto di tagliare la gola al generale invasore.
Ebbene il Papa tesse l’elogio di questa donna guerriera, che già molto bella si preparò con abiti e gioielli per rendersi “affascinante per l’occhio di qualsiasi uomo”, tanto da apparire “un miracolo di bellezza”, convinse il generale a rimanere solo con lei e gli staccò la testa con la scimitarra di lui. Il gesto salvò la Giudea dagli Assiri. Visse fino a 105 anni e nessun popolo straniero osò attaccare Israele ancora per molto tempo dopo la sua morte. Però, a ben guardare, il libro biblico dedica alla vecchiaia di Giuditta poche righe. Invece il Papa ne fa la catechesi di questo mercoledì. E non si può non pensare che la storia di Giuditta calzi a pennello con la situazione della guerra in Ucraina e con la presenza sul sagrato di Piazza San Pietro di due donne, mogli dei capitani del battaglione Azov, intrappolati nell’acciaieria di Mariupol.

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