ME L’ASPETTAVO, ED È SUCCESSO: IL VICE SINDACO, EMILIANO TAMBURINI, SI È DIMESSO!

di don Giorgio De Capitani
Il vice sindaco, Emiliano Tamburini, è stato “costretto” a dare le dimissioni. Dopo mesi di ripetuti tentativi per uscire da una situazione di stallo che era diventata via via sempre più insopportabile, ogni proposta avanzata trovava un muro invalicabile. Quando Emiliano Tamburini ha capito che in realtà, secondo i membri della Giunta e del Gruppo consigliare, il problema era “lui”, e non invece l’Amministrazione comunale presa in toto, che cosa poteva fare se non mettersi da parte?
In realtà, il più grosso problema dei nostri attuali amministratori locali è che, secondo loro,  non esiste il problema della loro inefficienza: tutto va bene, madama la marchesa! E allora è chiaro che il problema, secondo loro (inefficienti e incompetenti), è colui che, come il vice sindaco, voleva mettere un po’ di ordine nel disordine amministrativo, causato, appunto, dalla inefficienza e dalla incompetenza di amministratori per di più refrattari ad ogni richiamo.
Quando in un Comune il sindaco/sindaca è incompetente e incapace di guidare una amministrazione; quando la Giunta è zoppa e non vuole risanarsi; quando il Gruppo consigliare è inefficiente e non vuole darsi una mossa, che cosa di buono si può sperare?
Sia ben chiaro: non intendo giudicare la persona in quanto tale. Sono più che convinto  che nei nostri Comuni ci siano anche “brave” persone. Ciò che vorrei, invece, giudicare, e ne ho il diritto/dovere come cittadino, è il comportamento e l’impegno nel campo amministrativo, la “passione” per il bene comune. Per svolgere un impegno nel campo sociale/politico non basta la buona fede, non basta neppure qualche atto sporadico, e tanto meno una presenza fisica, ma del tutto passiva. Certo, l’onestà ci vuole, ma non serve senza la competenza e la professionalità.
Ma ciò che irrita è constatare il non voler prendere coscienza dei propri limiti. Non si chiede al sindaco/sindaca di essere competente in tutto, ma di svolgere bene il suo incarico di sindaco, e così si deve dire di ogni amministratore, che deve svolgere il proprio incarico, scelto naturalmente secondo le competenze di ciascuno. Non si danno incarichi a casaccio o tanto per riempire i buchi.
Per quanto riguarda La Valletta Brianza, in questi due anni trascorsi da quando è nata la fusione di Perego e di Rovagnate, la sindaca non ha mai dato prova di essere cosciente dei propri limiti. Candidata all’ultimo minuto, per mancanza di altri nomi disponibili, si è trovata subito in difficoltà, ma, ciononostante, non ha capito che doveva subito, fin dai primi giorni, circondarsi di un gruppo veramente efficiente e di persone competenti,  di cui fidarsi. E così, giorno dopo giorno, si è creato quel vuoto, che, dopo due anni, tutti vedono, tranne lei e il Gruppo che ancora sostengono che il problema “non c’è”, o, secondo loro, il problema è il vice sindaco che continua a “rompere”, sostenendo che il problema è l’attuale amministrazione e che va risolto in modo radicale.
Dunque, sono passati due anni, e si sperava che la sindaca una buona volta capisse di non essere all’altezza della situazione e che si facesse in parte sostituire nei suoi incarichi da incompetente con gente competente. No! Cocciutamente no! Si sarebbe sentita esautorata, umiliata, emarginata! Ma dov’è quella “umiltà”, che non è solo una virtù mistica, ma anche politica, nel senso di comprendere fin dove arriva la propria capacità o competenza?
Eppure, la situazione era sotto gli occhi di tutti: un grande vuoto attorno alla sindaca, non tanto dovuto per mancanza di solidarietà o del volerla lasciare sola, ma era dovuto anzitutto alla sua caparbietà di starsene da sola. Un vuoto amministrativo che lei non ha voluto riempire, un vuoto che oggi come oggi fa paura.
Quando il vice sindaco ha cercato, soprattutto in questi ultimi tempi, di tamponare la situazione, invitando dal di fuori persone in grado di riempire il vuoto, soprattutto in certi campi amministrativi che richiedono una particolare competenza, che è di pochi, ma non certamente degli attuali amministratori, ritenendo questo chiedere aiuto all’esterno l’unica soluzione possibile, la sindaca che ha fatto? Prima sembrava che fosse d’accordo, forse per un lampo di umiltà, e poi, forse perché spinta dai soliti giocatori d’azzardo (sulla pelle del bene comune!), ha fatto dietrofront, agendo su quel senso di vittimismo che è la caratteristica di chi è debole di carattere e non ha la mente lucida.
E il vice sindaco, a questo punto, che doveva fare: farsi ancora prendere per il culo?
Ed ora che succede? L’unico o quasi che si dava da fare, l’unico o quasi che usava la testa, l’unico o quasi che aveva quel senso del bene comune che non può mancare in ogni amministratore, l’unico o quasi che si rendeva conto della gravità della situazione, benché a malincuore, ma distrutto dentro anche pensando alle prossime attività oramai in dirittura d’arrivo, è stato “costretto” a lasciare a causa di una ottusità/cecità/stupidità politica di una sindaca che, al dire di tanti, non ha mai saputo dare una dimostrazione di essere in grado di governare il Comune e che, proprio per la sua inettitudine amministrativa, doveva, in vista del bene comune, umilmente e saggiamente mettersi un po’ da parte e, pure continuando ad essere sindaca, affidare ai più competenti le responsabilità più importanti.
Questo è di una gravità tale da essere un peccato imperdonabile, che peserà sul futuro dei nostri due paesi. 
La sindaca “in tutta serenità”, senza nemmeno scomporsi più di tanto, anzi sentendosi più libera dopo l’uscita del “rompiballe”, sostituirà al volo il vice sindaco, come se l’uscita di Emiliano Tamburini fosse un incidente di percorso. Neppure in questa occasione, che dovrebbe far riflettere anche i sassi, la sindaca farà un passo indietro, dimostrando così ancora una volta la sua incoscienza, la sua pochezza e limitatezza politiche, lasciando non solo il sottoscritto, ma credo un intero paese in uno stato di delusione, i cui riflessi si faranno sentire anche sulle prossime elezioni, creando un vuoto di impegno, soprattutto tra le file giovanili.
Non vorrei che, come al solito, qualche “pisquano” da quattro soldi mi accusasse di stare dietro un computer solo per criticare. Certo, anch’io mi sento in parte in colpa, ma per non avere fatto di più onde evitare che si arrivasse a tanto, ma, non c’è bisogno di giurarlo, credo di aver teso la mano più volte, di aver offerto la mia collaborazione, di aver fatto incontri privati con la sindaca e il vice sindaco, di aver stimolato gli amministratori, anche con critiche pungenti, ma con lo scopo più che evidente di stimolarli al bene comune. Ma a che cosa è servito tutto questo?
Ora un dubbio ce l’ho sulla prossima nomina del nuovo vice sindaco. Il dubbio si trasformerà in certezza, quando conosceremo il nome. Come ben sapete, dietro a persone incapaci agiscono nel buio individui “loschi”, che solitamente usano ogni mezzo, comprese calunnie e menzogne, pur di arrivare a coprire certi incarichi comunali. Umiliati precedentemente a causa della loro stessa incapacità e per aver danneggiato il bene comune, ora sono pronti a riscattare la loro onta subìta, prendendosi quel pezzo di potere mancante. E vorrei aggiungere: perdonerei anche la loro arroganza, mista ad acredine, se non sapessi che sono proprio coloro che, precedentemente, hanno distrutto il loro paese.
Ve lo garantisco: se capiterà come prevedo, mi beccherò altre querele, ma dalla mia bocca e dalla mia tastiera uscirà un mare tale di invettive e di accuse tali da aprire le cataratte di un cielo stanco anche lui di vedere cose infami! 
NOTABENE
Sento il dovere di ringraziare Emiliano Tamburini per quanto ha fatto in questi due anni. Certo, avrebbe potuto fare di più, ma in un contesto diverso. Io non avrei resistito per due anni a sopportare la resistenza passiva e ombrosa di amministratori, di cui talora mi chiedo se abbiano non solo almeno un barlume del bene comune, ma addirittura una coscienza. 
***

Dall’Albo Pretorio del Comune La Valletta Brianza.

La sindachessa ha provveduto subito alle nomine:
Pierantonio Cogliati – assessore e vicesindaco
delega delle funzioni concernente i seguenti settori/materie:
Ecologia, Viabilità e Sicurezza
Paola Panzeri – assessore
delega delle funzioni concernente i seguenti settori/materie:
Urbanistica e Edilizia privata, Statuto e Regolamenti.
Paola Panzeri ha preso l’incarico più appetibile: ha rovinato Perego con le sue porcate, ora rovinerà anche La Valletta Brianza con altre porcate. Querelami!
Ora siete finiti, buoni a nulla o solo capaci di fare danni!

 

2 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    L’organizzazione di certi comuni italiani assomiglia per grandi linee ai consigli di amministrazione di certe imprese, in cui il capo è spesso un prestanome (possibilmente incompetente) che serve come specchietto per le allodole, magari per la bella presenza (tipo Raggi e Appendino) o perché ha risorse economiche importanti o altre ragioni poco lusinghiere, ma chi conta davvero sono le eminenze grigie e gli avventurieri di cui il sottobosco politico-amministrativo è pieno e che, ovviamente, amano agire nell’ombra…

  2. GIANNI ha detto:

    Tali vicende, pur relative ad eventi locali, dimostrano però alcuni principi che ritengo valevoli a livello politico generale, per i centri locali, come per la politica nazionale.
    In primis, la rettitudine di un politico che ritiene non basti essere onesto, ma occorra anche fare qualcosa di positivo per la propria comunità.
    Anche quando si tratta di contrastare la propria parte politica, e prenderne le distanze, per rendere evidente la situazione.
    Ma poi una realtà che ho sottolineato più volte.
    Non basta essere nominati o eletti a questo o quell’incarico, per divenire esperti della relativa materia.
    Si dice che i parlamentari fanno le leggi, ma spesso non sono loro a predisporre il testo.
    Sono dei tecnici a scrivere l’articolato, ed il parlamentare deve seguirne il lavoro, per dare i propri input, dire cosa vuole ottenere.
    Come gli emendamenti, studiati da tecnici, ma che i politici devono conoscere, se vogliono emendare una legge.
    Parimenti, appunto, il nuovo assessore è addetto ai regolamenti, che solitamente non scriverà lei in prima persona, ma saranno dei tecnici, come pure i tecnici si occupano di redigere le delibere.
    IL politico deve studiare le diverse opzioni definite dai tecnici e scegliere.
    Ma, se proprio non riesce a capire nulla o comunque in misura sufficiente le materie, di cui deve comunque occuparsi, cosa succede?
    Nella migliore delle ipotesi, non volendo rischiare di assumere atti di cui poi potrebbe pentirsi, neppure avendoli compresi, e quindi non comprendendo le relative implicazioni, rischia la paralisi.
    Nell’ipotesi peggiore, firma provvedimenti che neppure ha ben compreso.
    MA esiste un’ipotesi ancora peggiore.
    Quella del politico che rappresenta oscuri interessi, e che si fa dettare i provvedimenti dall’esterno, per compiacere a tali interessi, invece che realizzare il bene comune.
    Quindi non basta dedicarsi ad un po’ di propaganda ed ad un po’ di slogan.
    Occorre poi impegnarsi nel studiare le materie di riferimento, o per divenire talmente esperti, da riuscire a stilare in proprio i provvedimenti, o quanto meno per riuscire a comprendere gli aspetti tecnici e scegliere tra le diverse opzioni.
    Altrimenti, ripeto, nella migliore delle ipotesi si rischia la paralisi.
    Ed onesto è quel politico che non ci sta e che, come dice pure Renzi, non sta lì tanto per fare ordinaria amministrazione, per scaldare la sedia.
    A qualunque parte appartenga.

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