Appendino nuovo fallimento, Torino dice addio al Salone dell’auto. Milano accoglie e ringrazia

da Democratica
12 luglio 2019

Appendino nuovo fallimento,

Torino dice addio al Salone dell’auto.

Milano accoglie e ringrazia

La sindaca Appendino furente contro la sua maggioranza ad un passo dalle dimissioni. Milano approfitta del malgoverno altrui e ospita un’altra manifestazione
No, no e ancora no. Dopo tre anni di amministrazioni grilline a Torino e Roma i no non si contano più. Grazie a questi no le due città hanno perso molte occasioni, che sono state colte da Milano. La lista è lunga tra eventi sportivi, eventi internazionali e grandi aziende che hanno preferito la città meneghina alla capitale e al capoluogo piemontese.
Torino dice addio al Salone dell’auto e la giunta è in crisi
I nervi sono tesissimi all’interno della giunta di Torino. La città sabauda dopo cinque anni dice addio al Salone dell’auto e con esso ai 700mila visitatori che affollavano Parco Valentino in quei giorni. L’annuncio degli organizzatori ha fatto andare su tutte le furie la sindaca Chiara Appendino, che ha visto la sua maggioranza – in particolare il vicesindaco Guido Montanari – criticare aspramente la manifestazione.
Nella nota gli organizzatori hanno voluto ringraziare la città di Torino e contestualmente hanno annunciato che la sede nel 2020 sarà Milano: “Seguendo la nostra vocazione innovativa, abbiamo scelto per il 2020 di organizzare a Milano il Salone dell’auto, in collaborazione con Aci. Sarà un grande evento internazionale, all’aperto e con una spettacolare inaugurazione dinamica nella giornata di mercoledì 10 giugno 2020. Ringraziamo la Città di Torino per aver collaborato in questi 5 anni alla creazione di un evento di grande successo, capace di accendere sulla città i riflettori internazionali”.
La sindaca ha provato a trattenere l’evento, dicendosi pronta a votare contro la mozione della sua maggioranza – presentata da 9 consiglieri – che bocciava l’allestimento del Salone nel parco del Valentino. Chiara Appendino furente ha tuonato contro il suo vice e nei prossimi giorni potrebbe addirittura dimettersi. Le sue dichiarazioni non lasciano spazio a interpretazioni: “Sono furiosa per la decisione del comitato organizzatore del Salone dell’Auto di lasciare Torino dopo 5 edizioni di successo. E’ una scelta che danneggia la nostra città, a cui hanno anche contribuito alcune prese di posizione autolesioniste di alcuni consiglieri del Consiglio Comunale e dichiarazioni inqualificabili da parte del vicesindaco”.
Le dichiarazioni di Montanari d’altronde erano inequivocabili: “Fosse stato per me, il Salone al Valentino non ci sarebbe mai stato. Anzi, nell’ultima edizione ho sperato che arrivasse la grandine e se lo portasse via. Sono stato io a mandare i vigili per multare gli organizzatori”.
Non solo il Salone dell’auto
Non è la prima volta che Torino perde un’occasione. La sindaca pochi giorni fa ha dovuto masticare amaro e congratularsi con i colleghi di Milano e Cortina per l’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026. Olimpiadi che potevano svolgersi anche a Torino, inizialmente candidata insieme alle due città. La maggioranza grillina però ha detto no – la storia si ripete – e così addio all’organizzazione e tanti complimenti agli altri.
Milano approfitta del malgoverno di Torino e Roma
A sperimentare i no del M5s con l’enorme bagaglio di occasioni perse non sono solo i torinesi. Anche i romani hanno dovuto fare i conti con una giunta che si è lasciata scappare moltissime occasioni. Roma prima dell’avvento di Virginia Raggi era in corsa per ospitare le Olimpiadi estive 2024. E le voci la davano favoritissima. Poi le elezioni e il no. “Prima la manutenzione ordinaria” era stata questa la motivazione. Dopo tre anni di governo ogni romano può affermare senza essere contraddetto che oltre a perdere una grande occasione la città non è stata curata come proclamava Virginia Raggi, cumuli di immondizia e buche sono in bella vista a testimoniarlo.
Da questi no chi ne ha guadagnato sono i milanesi. Dopo il ritiro della candidatura olimpica del 2024, il presidente del Coni Giovanni Malagò e il sindaco di Milano Beppe Sala hanno studiato la candidatura di Milano, a cui poi si è aggiunta Cortina (di Torino ne abbiamo già parlato). Così oggi la città meneghina può contare sugli investimenti programmati per l’organizzazione dei Giochi che faranno ancor più da volano per la città.
Così come da volano per la crescita di Milano sarà il Salone dell’auto, le tante aziende che da Roma hanno deciso di trasferirsi nel capoluogo lombardo. Ecco la differenza tra un’amministrazione capace e una (anzi due) no.

 

2 Commenti

  1. maurizio ha detto:

    L’unica speranza è che i Torinesi finalmente capiscano per chi hanno votato alle ultime amministrative e dimostrino alle prossime consultazioni elettorali di aver capito la lezione.

  2. Giuseppe ha detto:

    In principio fu Pizzarotti il sindaco pentastellato di Parma, e si gridò al miracolo. Solo che il buon Federico, per poter portare avanti uno straccio di programma dovette abbandonare i grillini e ripresentarsi con una lista civica. E comunque tutti i pentastellati che dopo di lui sono diventati primi cittadini, prima o poi hanno dovuto confrontarsi con realtà impreviste e, spesso, sono stati costretti a fare i conti con la giustizia. Viene spontaneo chiedersi se il movimento oltre a proprorre manifestazioni goliardiche e a cercare di smantellare il sistema Italia, ritenuto vetusto e corrotto, sia in grado di produrre un sia pur minimo programma di governo, oltre a nutrirsi di slogan e promesse da marinaio. Le sindache gemelle di Roma e Torino, oltre a mostrare la scarsa confidenza con le prerogative di un sindaco appena decente, sono rimaste in braghe di tela dal giorno della loro elezione, non essendo riuscite ad incidere se non in negativo sull’amministrazione dei rispettivi comuni. A cominciare dall’opposizione tenace ed “ideologica” ad ogni iniziativa ed evento sportivo e non, che avrebbe potuto portare lustro, turismo e… soldi alle rispettive città. Forse il timore della corruzione e degli intrighi economico-politici, che spesso accompagna queste manifestazioni, le ha condizionate, ma allo stesso tempo ha fatto la gioia e la ricchezza di altri comuni, Milano in primis, che con accortezza ne hanno saputo approfittare. Preferisco non accennare allo stato di degrado in cui versano parecchie strade di Roma e dei relativi (dis)servizi, essendo una cosa che mi ferisce da vicino in quanto romano.
    Mi auguro almeno, però, che chi a suo tempo ha votato la coppia più inefficiente del mondo, alle prossime amministrative ci pensi un centinaio di volte prima di dare nuovamte la preferenza ai candidati cinque stelle.

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