AUGURI DI CUORE, PAPA FRANCESCO

AUGURI DI CUORE, PAPA FRANCESCO!

Il nuovo Papa è l'argentino Jorge Mario Bergoglio
con il nome di Francesco.

Ed è il primo pontefice latino-americano.

La Chiesa cattolica ha il suo Pastore.

È stato eletto al quinto turno di votazione
dai 115 cardinali riuniti nella Cappella Sistina.

È il 265esimo successore di Pietro
e subentra a Benedetto XVI che ha rinunciato al Pontificato il 28 febbraio.

La fumata bianca dal comignolo è arrivata alle 19,06.

Lo storico annuncio 'Habemus Papam' affidato al Protodiacono,
il cardinale Jean-Louis Tauran,
che si è affacciato dalla Loggia della Basilica
pronunciando il nome del cardinale diventato pontefice.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Wu1pLyuECpo[/youtube]

 

da AVVENIRE

13 marzo 2013

Gesuita, figlio di emigranti piemontesi
era arcivescovo di Buenos Aires

Da stasera per il nuovo Pontefice Jorge Mario Bergoglio sarà difficile soprattutto lasciare la sua diocesi di elezione Buenos Aires quella che lui ama chiamare l’«Esposa» retta per quasi 15 anni e vivere tra le mura della città leonina.

Un distacco che significherà per il Papa italo-argentino lasciare i luoghi a lui più cari i preti e i poveri dei barrios di Buenos Aires visitati tante volte e raggiunti a bordo di un autobus o in metropolitana e proseguire lungo il cammino tracciato dal suo predecessore Benedetto XVI.

Famoso per la sua austerità e per la sua reticenza a concedere interviste proprio nei giorni che hanno preceduto il conclave Bergoglio, – come aveva evidenziato il quotidiano di Bueonos Aires Clarin aveva sottolineato del suo predecessore «il coraggio di spazzare la sporcizia dentro la Chiesa».

E proprio su questo fronte il nuovo Pontefice oltre a portare la ventata di novità del primo latino-americano sul Soglio di Pietro metterà al centro le stesse preoccupazioni e la medesima tensione pastorale che hanno animato e contraddistinto lo stile di Joseph Ratzinger.

Figlio di emigranti piemontesi, quattro fratelli, Bergoglio è nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936. Il padre Mario era un funzionario delle ferrovie, la madre, Regina Sivori, una casalinga con sangue piemontese e genovese. Jorge viene descritto come un ragazzo semplice e schivo, studia da perito chimico, ha un lavoro e una fidanzata.

A 22 anni la svolta religiosa: l’11 marzo del 1956 entra nel noviziato dei gesuiti a di Villa Devoto, si laurea in filosofia al Collegio Massimo San José de San Miguel e pochi giorni prima del suo trentatreesimo compleanno, nel 1969, viene ordinato sacerdote. Nel 1973 viene eletto provinciale della Compagnia di Gesù, un incarico che eserciterà per sei anni.

Si tratta di un periodo molto turbolento per l’Argentina che sprofonda nel vortice della repressione e della violenza. Ed anche per la Chiesa, tentata dall’opzione rivoluzionaria, sono anni di grandi convulsioni e di drammatiche spaccature. Il giovane provinciale dei gesuiti si mostrò aperto al dialogo ma fermo nelle sue decisioni. «Se non ci fosse stato Bergoglio a capo della congregazione, le difficoltà sarebbero state molto più grandi» ha dichiarato, alcuni anni fa al quotidiano La Nacion l’ex ministro per il culto Angel Miguel Centeno.

Nel 1979 padre Bergoglio partecipa al vertice della Celam (Consiglio episcopale latino-americano) Puebla ed è fra coloro che si oppongono decisamente alla teologia della liberazione, sostenendo la necessità che il continente latino-americano faccia i conti con la propria tradizione culturale e religiosa. È la caratteristica fondamentale di Bergoglio: grande attenzione ai poveri ed agli emarginati insieme con una rigorosa ortodossia dottrinale. A quei tempi non era facile sostenere una simile posizione in America Latina. L’ex provinciale gesuita si ritira nello studio. Viene nominato rettore del Collegio Massimo e delle facoltà di filosofia e teologia. Poi va in Germania a completare il proprio dottorato. Tornato in Argentina sente forte il richiamo per l’attività pastorale che eserciterà in una parrocchia di Cordoba.

Nel 1992 il cardinale Antonio Quarracino, primate d’Argentina, lo vuole al suo fianco come vescovo ausiliare e poi coadiutore. E dopo la sua morte, avvenuta nel 1998, Bergoglio diventa arcivescovo di Buenos Aires. Nel 2001 viene creato cardinale da Giovanni Paolo II. Per sei anni (due mandati) ha guidato la conferenza episcopale argentina (2005-2011). Solo il 22 febbraio scorso Benedetto XVI lo aveva nominato il cardinale argentino membro della Pontificia Commissione per l’America Latina.

Bergoglio fin dall’inizio del suo ministero episcopale ha scelto uno stile di vita semplice ed austero, quasi monacale. Abita in un piccolo appartamento, va in giro con la tonaca nera come un semplice prete e usa sempre autobus e metrò. È abituato ad alzarsi alle 4 e 30 di mattina, e dopo la messa e le preghiere si dedica a rispondere personalmente alle lettere dei suoi fedeli. Di lui dicono che «parla poco ma sa ascoltare molto». Autore di vari libri che trattano soprattutto di pastorale sociale, ha una grande capacità d’improvvisare discorsi ed omelie, cogliendo d’istinto gli umori di chi gli sta intorno. Uomo di grande cultura è un appassionato lettore di Borges e Dostojevski, Dante e Manzoni ama la musica classica ed il tango. Senza dimenticare la sua passione per la poesia di Hölderline le note di Beethoven. Tra i suoi film preferiti lo ha confessato lui stesso, alcuni anni fa c’è Il Pranzo di Babette. (Della figura di Bergoglio rimase affascinato lo stesso Roberto Benigni durante una sua visita in Argentina nel 2009 ndr.)

Amatissimo nel suo Paese in un libro-intervista autobiografico, divenuto un bestseller uscito nel 2010 Il Gesuita scritto da Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin il futuro Papa aveva spiegato le sfide che attendevano la Chiesa moderna:«L’opzione fondamentale è scendere per le strade e cercare la gente: questa è la nostra missione. Il rischio che corriamo oggi è quella di una Chiesa autoreferenziale: simile al caso di molte persone che diventano persone paranoiche e autistiche, capaci di parlare solo a loro stesse».

E, da buon sudamericano, stravede per il calcio tifando per la squadra del San Lorenzo di Almagro da cui ha avuto in regalo una maglietta con gli autografi dei giocatori. Aperto al contatto con la gente, in tutti questi anni Jorge Bergoglio ha conquistato la stima e l’affetto dei porteni, soprattutto dei più poveri che se lo ritrovano particolarmente vicino quando, a partire dal 2001, l’Argentina precipita nella catastrofe economica. Ha saputo ridare credibilità e prestigio sociale alla Chiesa, mantenendo una distanza critica nei confronti del potere politico di qualsiasi colore. Qualche anno fa in Vaticano pensarono di affidargli un importante dicastero. Ma lui si schermì: «Per carità, se mi chiudete in Curia io muoio».

Eletto ora 265 successore di San Pietro porterà tra le mura dei Sacri Palazzi il suo stile di vescovo e di predicatore capace, come aveva già annunciato solo nei giorni scorsi durante le congregazioni generali del pre-conclave, di guardare a una Chiesa che si fa prossima alle persone là dove esse vivono portando ovunque «l’annuncio gioioso dell’amore e della misericordia di Dio».

Luigi Geninazzi e Filippo Rizzi

IL NOME

 «Francesco evoca la testimonianza evangelica»

Papa Bergoglio è il primo successore di Pietro che ha preso il nome di Francesco. Una scelta considerata notevole e per certi versi sorprendente, perché «molto espressivo dello stile di semplicità e testimonianza evangelica» ha sottolineato padre Federico Lombardi, che pure ha trattegiato il suo cammino pastorale incentrato sui valori dell'umiltà, del dialogo, della dignità della persona e del senso di comunità e di fratellanza, già evocati sin dalle prime parole pronunciate dalla Loggia vaticana. «Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza – ha affermato il Papa neo eletto -. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio cardinale vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella».

Il nome Francesco, che sembra sia tanto piaciuto ai fedeli in piazza San Pietro, richiama lo stile e l'opera pastorale che lo stesso Bergoglio ha portato avanti, anche nelle vesti di arcivescovo di Buenos Aires. Nella capitale argentina ha dato nuovo impulso alla pastorale nelle favelas di Buenos Aires, cercando ogni soluzione possibile per far sentire a casa loro, nella comunità cristiana, anche i più lontani. La Chiesa – ha ripetuto in più occasioni – deve mostrare il volto della misericordia di Dio.

 

 

 

99 Commenti

  1. Edo Melzi scrive:

    Che CL sia una setta integralista credo che non possa essere negato. In Lombardia dove il potere è passato dal monarca assoluto Formigoni all’inetto leghista Maroni il potere viene spartito fra compagnia delle opere e cooperative rosse.Davvero un triste e deprimente compromesso.
    Quanto a papa Francesco credo si tratti di un uomo straordinariamente innovativo e coraggioso che ha riportato il vangelo al centro dell’annuncio della Chiesa e ha ridato slancio al Concilio Vaticano II.La sua grandezza sta alla pari dei due grandi papi del Concilio e del rinnovamento ecclesiale e teologico: Gioavanni XXIII e Paolo VI.

  2. calvino scrive:

    Cl è e rimane una setta. Una setta secondo me che poco a che fare con il cristianesimo. Ieri a Porta Porta da Bruno Vespa, un suo esponente, Maurizio Lupi. Ha dichiarato che Laura Boldrini ha fatto un discorso detestabile perché ha dichiarato di volersi occupare dei poveri di questo paese. Ora se un esponente di una setta come CL dichiara questo vuol dire che il messaggio di Cristo o non lo conosce oppure non gli interessa. CHI RESTERA’ VERAMENTE NELLA MIE PAROLE SARA’ VERAMENTE MIO DISCEPOLO, DICE IL MAESTRO, RABBI’ CHIAMAVANO I DISCEPOLI GESU’ ED IN EBRAICO RABBI’ VUOL DIRE MAESTRO.
    La verità è che CL è una setta ben architettata. Da chi vedeva come fumo negli anni il Marxismo, la Teologia della Liberazione e tutte le tendenze progressiste della Società ed ha cercato di porre un argine all’avanzare di queste idee nella chiesa.
    Non è un caso che questo tipo di setta abbia trovato nella figura di Ratzinger il proprio riferimento. Un Papa medievale, nel XXI secolo,che verrà ricordato per poco a parte la brutta imprresa di riportare la messa in latino nel 2010. E pensa un pò questo era il papato idolatrato dai ciellini.
    Ma la storia è quella che da torto o da ragione. DAI LORO FRUTTI LI RICONOSCERETE. Scola secondo le logiche geopolitiche di questa setta doveva essere Papa, ma probabilmente Scola non ha fatto i conti oltre che con lo Spirito Santo, che centra sempre in queste situazioni. Anche con la coscienza di molti cardinali che hanno capito dove sarebbe finita la Chiesa con un Papa come Scola e dove è ora.
    Ragazzi la chiesa era come un pugile che era chiuso all’angolo e sta per andare al tappeto ed all’improvviso comincia reagire e torna a combattere con il suo avversario.
    Non so se Raz. abbia abdicato perché era sicuro che Scola sarebbe diventato Papa. Credo di no penso sia una persona troppo intelligente per non sapere che tanti cardinali italiani e non, si sarebbero opposti a Scola. Ma semplicemente ha capito che la Chiesa poteva uscire dalla Chiesa con un pugile diverso, e soprattutto con un nuovo modo di combattere.
    CHI AVREBBE MAI PENSATO DI VEDERE BARTOLOMEO I A ROMA A RENDERE OMAGGIO A PAPA FRANCESCO…
    Grazie Papa Francesco
    p.s. Coraggio don giorgio tre anni circa e poi anche Milano sarà libera da scola, sempre se il Papa non gli darà due anni di bonus ma non credo…Saluti

  3. Gioele scrive:

    Questo papa avrà MOLTO DA FARE CON I CATTOLICI DI OGGI, MOLTO!
    Io da ebreo ho scritto un pensiero su questo papa e mi sono trovato INSULTATO.
    AVRA’ MOLTO, MOLTO DA FARE QUESTO PAPA!

    • Don Giorgio scrive:

      Non è che gli ebrei non abbiano bisogno di purificazione. Non siete santi neppure voi!

      • Gioele scrive:

        No, don Giorgio, nessuno di noi ebrei si sente santo. Noi non abbiamo santi, solo Giusti. Ma spiegami perché io ho citato la Comunità Ebraica argentina che era contenta di questo papa, onde evitare fraintendimenti sul suo passato (nel ’76 i miei fratelli argentini sono desaparecidos a migliaia), e un porco di nome Gianni si scaglia contro di essa e, ovviamente, contro noi ebrei.
        E tu glielo permetti, anzi, su suo invito, cancelli le mie riprovazioni nei suoi confronti e non le sue.
        FAI COME VUOI.
        Noi non c’entriamo, anzi, io sono un intruso.
        Sarà bene spiegare allora che il crocifisso che tutti i cattolici portano al collo raffigura un uomo. PENSA UN PO’…ERA EBREO!
        Quando si dice la fatalità.

        • gianni scrive:

          Giole, va bene compatire i poveretti ma hai rotto le scatole: porco sei tu, anzi peggio dei porci. Cristo è il Dio che gli ebrei non hanno riconosciuto e hanno condannato nel sinedrio, in Cristo non ci sono più ebrei nè gentili, i veri ebrei aspettavano il redentore e l’hanno riconosciuto (San Paolo).

          • Gioele scrive:

            Spiacente, Gianni (gigetto?), ma il porco sei tu e, credimi, anche poveretto. Che cosa c’è? Non ti piace la notizia? Informati, parlane con qualcuno prima che il minuscolo cervello che hai ti scoppi: Yeshua era ebreo. Mi spiace, ma era proprio uno di coloro che odi tanto. Sai che ti avrebbe detto? Fottiti!

  4. Carmen scrive:

    Io non sono di CL ma conosco bene i motivi per cui a sinistra c’è tanto odio verso CL. Il motivo è che CL, o meglio, la Compagnia delle Opere, ha rappresentato e rappresenta un pericoloso concorrente per le coop rosse. Meditate, meditate…

    A proposito… come vanno le cose al Monte Paschi? Tutto bene?

    • Don Giorgio scrive:

      Comunione e… fatturazione. Già questo è una bestemmia! Le copp rosse non sono cattoliche!

      • antonio luigi mori scrive:

        Carmen, Carmen….la solita disinformata. Informati e saprai che sia in Emilia sia in Lombardia la CDO e le coop cooperano spesso assimee. Per esempio così avviene all’EXPO 2015. Insomma, vengono a patti….cane non mangia cane…importante è che ci sia lavoro per tutti e che nessuno monopolizzi

    • vale scrive:

      Hai proprio capito tutto…
      Prova a partecipare a qualche loro riunione e poi dimmi cosa ne pensi…

      • Antonio Luigi Mori scrive:

        Ha belato la capra di turno

        • vale scrive:

          Può darsi. Certo non sono stata una delle pecore cieche e sordomute che segue quel gregge.
          Non avrò gran cervello ma ho una mia dignità.

          • Antonio Luigi Mori scrive:

            Vale, mi sa che stavolta la capra sono io. Tu ti riferivi alle scuole di comunità alle riunioni di CL? perché su questo la pensiamo allo stesso modo. spiegami, che nel caso belo le mie scuse.

  5. Luciano scrive:

    Egregio Paolo (non capisco perché speso, il nome di battesimo, alle volte non corrisponde con l’atteggiamento della persona che l’ha ricevuto), io non sto assolutamente straparlando. Sono 31 lunghi anni che ho a che fare con i suoi compagni di merende. Ho anche cercato di conoscervi, partecipando per un anno intero alla vostra scuola di “comunità”. Ho toccato con mano la vostra testimonianza nel quotidiano. Non ho mai visto nessun ciellino aprire la Bibbia e confrontarsi con la parola. Invec ciclicamente, si prendeva in considerazione un libro di Luigi Giussani (uno a caso “il senso religioso”),che devo dire, in questo testo, c’erano indicate delle citazioni bibliche, seguite dalle elucubrazioni del fondatore, il cui rumine, veniva assimilato acriticamente dagli adepti del movimento (non il 5stelle). Un questi anni, ho avuto a che fare con diversi di questi suo galantuomini, arrivisti, ruffiani, disonesti, tracotanti, falsi e spergiuri. Ho veramente un grande disgusto nel sapere che elementi del genere , tentino di usurpare la libertà dei figli di Dio. Egregio Paolo, io non so se sono credente. Sono battezzato, confermato, nella fede e praticante. Ho tante incertezze e dubbi e, in particolare, non riesco a perdonare gente, come i ciellini che vanno negli angoli delle piazze per farsi vedere e poi abusano di tutto e di tutti. Il dubbio che lei ha nei miei confronti, mi gratifica perché, è un modo sicuro per sapere che io non sono diventato giusto e certo come lei. Deo gratias!!! In ultimo, voglio rispondere all’umile Giovanni. Se lei ha la coda di paglia, sono problemi suoi. Io non credo di offendere nessuno, ho espresso solo una mia opinione senza dare nessun titolo onorifico. Comprendo che nel contesto socio/politico attuale, l’atteggiarsi a vittima immacolata e perdonante, possa avere un tornaconto di convenienza. Ovviamente per chi ci crede!!! Non mi scalfisce il fatto che lei, egregio Giovanni, non voglia usare, come asserisce, la mia stessa moneta. Sono invece molto interessato al fatto che lei mi voglia porgere l’altra guancia. Incontriamoci allora, perché non vedo l’ora di approfittarne. Con viva cordialità, cari Paolo e Giovanni!!!

    • Antonio Luigi Mori scrive:

      I vili e mentecatti ciellini si sono volatilizzati. Lo stesso farà il loro ambizioso cardinale. Concordo e sottoscrivo il tuo prezioso intervento.

      • Luca scrive:

        Fino a 3 giorni fa lamentavi che tenevano in mano il mondo e ora dici che si sono volatilizzati? In base a cosa lo dici? Che il card. Scola non sia diventato Papa non dispiace a nessuno. Non per altro è.. ma perchè dietro all’elezione di Papa Francesco c’è (come già da me detto prima del conclave) lo Spirito Santo.. E per questa cosa tutti i cattolici devono esultare! Evita di dire banalità.. Evita di odiare chi crede in Dio con modalità diverse dalle tue.. Hai solo da guadagnarci..

        • Antonio Luigi Mori scrive:

          L’odio è una tua prerogativa. L’ironia la mia.

          • Mauro P scrive:

            Ironia? idiozia, semmai, e cafonaggine. Quella che ti fa sparlare della mamma di chi la pensa diversakmente da te. Ma del resto, non mi offendo e prego per quella poveretta che ti ha messo al mondo. Del resto, uno che SPARLA dicendo che noi ci staremmo “appropriando” di Bergoglio e ignorando che lui la nostra esperienza la conosce cento volte meglio di te è confuso di testa. Restano le sue parole su Don Giuss e il fatto che lui è amic di molti responsabili dell’America latina, tra cui due che conosco molto bene.

  6. GI2 scrive:

    Mi stupisco che non ci siano commenti dei “ciellini” poverini loro credevano in Scola. Ma non lo sapevate che chi è Patriarca di Venezia e viene mandata o dirigere un altra diocesi (anche se quella di Milano è la più grande)subisce una retrocessione e non una promozione edi conseguenza non è più papabile. Viva lo Spirito Santo.

    • Paolo scrive:

      Si, infatti, il cardinal MONTINI dovrebbe insegnarti qualcosa. Comunque, ti informo di QUESTE parole di Bergoglio. «Ho accettato di presentare questo libro di don Giussani per due ragioni. La prima, più personale, è il bene che negli ultimi dieci anni quest’uomo ha fatto a me, alla mia vita di sacerdote, attraverso la lettura dei suoi libri e dei suoi articoli. La seconda ragione è che sono convinto che il suo pensiero è profondamente umano e giunge fino al più intimo dell’anelito dell’uomo» (presentazione de “l’attrattiva Gesù”).

      E queste parole di stima, oggi come allora, valgono MILLE volte più delle cretinate scritte in questo sito

  7. marco brenna scrive:

    si può essere critici, fortemente critici verso la cricca vaticana e lo pseudo-pastore che occupa indegnamente il duomo per conto di comunione & fatturazione. però prima di accusare bergoglio di essere colluso con la dittatura argentina bisogna essere molto più cauti….

  8. Carlito ( Argentino ) scrive:

    cercate anche PIO LAGHI su google per sapere qualcosa in più su Papa Bergoglio –
    e mentre ci siete Orlando Yorio e Francesco Jalics

    * Voglio raccontare un aneddoto personale di quello che succedeva in Argentina durante la dittatura.

    quando spariva una persona la prima cosa era andarla a cercare alla polizia, cosa che negavano e dicevano di non sapere nulla, a questo punto ci si rivolgeva al parroco del proprio quartiere, lui prendeva nota del nome e chiedeva anche se aveva parenti e amici dopo di che questo elenco finiva in mano alla polizia che provvedeva a far sparire altre persone.
    certi preti facevano queste infamità
    adios

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