194, legge da tutelare

 

da L’Unità

194, legge da tutelare

su Egalité

Autore: Delia Murer

Pubblico di seguito il testo integrale del mio intervento alla Camera dei deputati per il rispetto della legge 194.

”Onorevoli colleghe e colleghi, in premessa vorrei dire che questa mozione interviene sullo stato di applicazione della legge n. 194 basandosi, però, su dati che non sono aggiornati. Quindi, la prima cosa che vorrei dire è che aspettiamo dal Governo la possibilità di avere al più presto la nuova relazione sull’attuazione della legge n. 194.
I dati delle passate relazioni ci dicono che la legge 194 del 1978 è una buona legge, che ha comunque prodotto la progressiva riduzione del ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza e, quindi, è una legge che funziona e che ha trovato un equilibrio tra responsabilità e libertà da parte delle donne e una risposta delle strutture pubbliche.
Vorrei però dire che negli anni più recenti c’è stato un grandissimo incremento dell’obiezione di coscienza. Questi dati sono presenti nella nostra mozione. Abbiamo intere regioni, (tre: Campania Molise e Basilicata) che hanno ridotto in effetti i servizi dove poter effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza e in molte altre realtà si è arrivati al 70-80 per cento di obiettori.
Questa cosa ha creato ovviamente un clima non favorevole a quei medici che non sono obiettori e ha rischiato di avere un peso eccessivo su di loro, fino a portare a chiudere i servizi in alcune realtà. Ora vorrei dire che questa legge difendeva la possibilità per il medico di fare obiezione secondo la propria coscienza, ma non ha mai indicato che fossero le strutture ospedaliere a fare obiezione. Anzi, la legge stabiliva che gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare l’espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza. Le regioni ne controllano e garantiscono l’attuazione, anche attraverso la mobilità del personale e questo è proprio il punto di questa mozione. Noi vogliamo che vi sia certamente la possibilità dell’obiezione, ma non vogliamo che tutte le strutture impediscano l’applicazione della legge. Questo è un grave problema, che è stato ripreso anche dal comitato di bioetica, che ha dato raccomandazioni proprio affinché le strutture garantiscano la possibilità dell’applicazione della legge.
Vorrei anche dire che su questo punto abbiamo una novità: la composizione della popolazione nel nostro Paese è cambiata e abbiamo un ritorno all’uso dell’interruzione volontaria di gravidanza da parte delle donne immigrate. Questo è un grosso problema: è un problema di accesso ai servizi sanitari da parte delle donne immigrate, perché molto spesso questa difficoltà si lega anche al fatto che le donne hanno paura perché possono essere state clandestine. Ricordiamo tutti il dibattito fatto sul «decreto sicurezza» su questo punto, che aveva portato ad una modifica del decreto, anche su richiesta dei medici stessi, secondo i quali non è possibile doversi fare carico anche di una delazione sullo stato delle persone che arrivano e non vogliono allontanare le persone dalle cure.
Le donne immigrate – dicevano i medici – non sempre conoscono i diritti che hanno a tutela di una maternità libera e consapevole e neanche sull’intervento che possa riguardare l’interruzione volontaria di gravidanza. Questa cosa crea una preoccupazione relativa al fatto che si ricorra ancora all’aborto clandestino.
Vorrei anche dire che, riferendomi al tema dell’obiezione di cui parlavo prima e di questa grande espansione dell’obiezione tra i medici, c’è anche un fenomeno molto grave, che è quello di determinare tempi molto lunghi nell’accesso all’interruzione di gravidanza. Quindi, un’interruzione di gravidanza che potrebbe avvenire nei tempi previsti dalla legge rischia molto spesso di andare oltre questi tempi e quindi di riportare poi la donna nell’ambito dell’aborto clandestino. Questo è un fatto molto grave, perché penalizza le modalità di applicazione della legge.
Vorrei poi ricordare che noi abbiamo la RU486, che è stata sperimentata in una serie di regioni e che ha portato a dei buoni risultati, anche ad un aumento del ricorso a queste pratiche che sono meno invasive e possono essere meno pesanti anche per la struttura sanitaria.
Oggi bisognerebbe capire come su tutto il territorio nazionale si arriva all’applicazione anche di questa RU486 e con che modalità. Questo è un altro tema che noi abbiamo di fronte e credo che su questo vi sia necessità di fare un punto. Quindi queste sono alcune questioni che noi trattiamo nella mozione. Al Governo chiediamo alcune cose: innanzitutto di arrivare al più presto con la relazione aggiornata e che magari questo possa avvenire anche dopo un monitoraggio della situazione in tutte le regioni; fare in modo che si possa perseguire l’obiettivo 194 del 1978, che era quello della tutela della principe della legge n. maternità libera e consapevole ed il fatto quindi che si dia piena attuazione a quella legge, che secondo noi è ancora una buona legge, pur tutelando il diritto del singolo all’obiezione di coscienza (io continuo a dire: un’obiezione di coscienza che però è del singolo, non può essere delle strutture sanitarie, che devono garantire invece questa applicazione).
Poi chiediamo anche che il Governo intervenga in Conferenza Stato-regioni per verificare l’attuazione della possibilità di intervenire in tutte le strutture sanitarie e comunque nell’ambito di tutte le regioni e da questo punto di vista quindi capire con che strumenti garantire, laddove vi è una forte obiezione, la possibilità di avere un’adeguata rete di risposte sul territorio.
Poi nella nostra mozione chiediamo anche al Governo che ci sia un rilancio dello strumento del consultorio familiare. Ci pare che certamente bisognerà capire anche come si è evoluta la presenza dei consultori in tutte le regioni e oggi che tipi di servizi offrono, ma è fondamentale tornare ad un investimento sui consultori, proprio perché una politica di prevenzione e promozione della maternità e paternità libera e consapevole, deve essere messa al primo posto, soprattutto anche nei confronti di fasce di popolazione che non sono già state «investite» (mi riferisco alle immigrate e mi riferisco anche alle ragazze giovani ed ai ragazzi giovani). Da Pag. 51questo punto di vista chiediamo un’altra cosa: la possibilità di promuovere, d’intesa tra il Ministero della salute ed il Ministero dell’istruzione, attività di informazione e di educazione alla salute all’interno delle scuole, una tutela della salute sessuale ed una collaborazione con i consultori. Come ultimo punto chiediamo che ci si attivi per l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica, come opzione a cui le donne possono accedere entro i limiti di età gestazionale imposti dalla metodica, ma pensiamo che anche questa possibilità vada garantita su tutto il territorio nazionale e non solo in alcune parti di esso.

 

11 Commenti

  1. MickyVicky ha detto:

    L’aborto fa parte dell’umanità anche se è una scelta che nessuna donna si augura mai di prendere. Prima di questa legge molte donne (povere) morivano per mancanza di assistenza in quanto indigenti. Ciò sta accadendo anche oggi (come dato mancante tra le immigrate) perchè molti dottori sedicenti obiettori di coscienza-farisei, sono sensibili al fruscio delle banconote. Viviamo in un paese dove fare un figlio è un lusso, e una donna incinta viene completamente esclusa e lasciata sola. Spesso una donna deve scegliere tra l’aborto e il finire in mezzo ad una strada con il giudizio dei molti (ci doveva pensare prima). Certo se questi sedicenti difensori della vita perseguissero una giustizia sociale che metta al primo posto la maternità e l’infanzia con la stessa ostinatezza e vigore con cui sostengono la cancellazione della 194 avremmo sicuramente molti meno aborti, molte più nascite. Vorrei che qualcuno mi spiegasse che differenza c’è, tra abortire e non far nascere i bambini, siamo un paese con crescita a zero.
    C’è chi è vittima di violenza, feti affetti da malformazioni incompatibili per la vita. Il pericolo di vita della madre stessa; ma per gli obiettori o sedicenti difensori della vita individui misogini e/o fanatici integralisti la volontà della donna, la sua salute mentale e fisica, valgono meno di zero. La serenità e il benessere psicologico della mamma, elementi imprescindibili laddove si auspica alla buona riuscita di una gravidanza (se a qualcuno importa davvero di quei bambini) non conta, non ha nessun peso, come se nove mesi di gravidanza o il parto fossero una passeggiata. Una cosa che mi fa venire i brividi è il parto in anonimato obbligare una donna a partorire e abbandonare il proprio figlio dopo il parto, ma cosa pensate che siamo? Bestie che fanno la cucciolata? Contenitori ambulanti? Quanto vale la vita di una donna per voi? Voi difendereste la vita mentre ritornereste volentieri a far morire, oltre al bambino anche la madre, con gli aborti clandestini? Fate finta di non sapere che proibire la legge sull’aborto significa non diminuire gli aborti, ma far aumentare gli aborti clandestini? Oppure rimpiangete semplicemente i roghi per ardere le streghe, i vostri giudizi sommari rievocano odi tanto antichi e reconditi quanto gratuiti, contro le donne. Risolvete i vostri conflitti interiori e lasciate alle donne decidere su ciò che -qualcuno più grande di noi ha predisposto- riguardi S O L O noi donne in quanto tali. Lavoriamo tutti per sostenere maternità e infanzia affinché una donna possa scegliere, per la vita. Ma sia sacra, santa e inviolabile la libertà di scegliere! Questa battaglia è stata condotta quasi 35 anni fa che senso ha ignorarla e tirare l’orologio della storia indietro? Per ritornare agli aborti clandestini e rifare il tutto ripassando da qui? Spero di no, Dio ci salvi da questi fanatici, quando succede a loro o alle loro donne mettono mano al
    portafoglio…vergognosi ipocriti!

  2. Angelo ha detto:

    Caro don Giorgio leggendo i suoi testi e ascoltando le sue riflessioni nella rubrica “Ti rubo qualche minuto”, si comprende che lei non ha paura di esporre le proprie opinioni. Mi chiedo per quale motivo non manifesti i suoi sentimenti, le sue emozioni riguardo al discorso dell’aborto. Non credo che sia per timore di qualcosa o di qualcuno … . Qual è il motivo?

    • Don Giorgio ha detto:

      Siamo così faciloni nelle nostre cose che riduciamo tutto ad una domanda: sì o no? Il problema dell’aborto è complesso, e meriterebbe una lunga riflessione. Mi limito a dire che almeno si applichi la legge 194.

      • Angelo ha detto:

        Caro don Giorgio oggi è possibile a tuti, tramite internet, vedere cos’è in concreto un aborto, cosa avviene realmente quando il medico estrae a pezzetti il corpo del bambino che poco prima era nell’utero della madre. Credo che davanti alla realtà dei fatti cercare di negare tale realtà sia un atto di vigliaccheria. E’ un inganno non dire la verità dell’aborto, nascondersi dietro a giustificazioni più o meno elaborate per paura di perdere il consenso o l’applauso degli altri. E’ una cosa triste che un uomo per paura della solitudine rinunci a riconoscere pubblicamente la verità.

  3. Angelo ha detto:

    Caro don Giorgio,
    nel messaggio che le ho appena inviato mi sono accorto all’ultimo momento che al posto del suo nome “Giorgio” è venuto scritto “Giorno”. Le chiedo scusa per questo errore, per favore lo corregga lei. Grazie.

  4. Angelo ha detto:

    Caro don Giorno
    la sua risposta mi sembra un po’ fredda, mi aspettavo che lei esprimesse anche i suoi sentimenti. Il pensare e il ragionare sull’aborto quali sentimenti, quali emozioni fanno nascere dentro di lei?

    La ringrazio per la sua attenzione.

  5. Angelo ha detto:

    Vorrei rivolgere una domanda a don Giorgio:”questo intervento della Murer è stato messo nel suo sito perché lei condivide il parere dell’autore?”
    La Maurer si preoccupa molto di garantire l’aborto a tutti, ma non dice nemmeno una parola sul bambino che viene ucciso nell’utero della madre.
    Don Giorgio non le sembra quello dell’aborto un diritto disumano e disumanizzante?
    Saluti.

  6. GIANNI ha detto:

    Ovvio che sulla questione aborto si o no, ognuno ha la sua, di opinione, basata su motivi diversi.
    Io sono contro, ma ora questo sarebbe un altro discorso….
    Veniamo invece al tema prettamente legale, suggerito dall’articolo, e cioè:
    le obiezioni di coscienza non dovrebbero essere quelle delle strutture, ma dei singoli.
    Ma, in effetti, tale rilievo mi pare infondato.
    Infatti, non centra, come sanno bene i medici che prestano servizio presso le varie strutture sanitarie, dicevo…non centra la struttura con l’obiezione di coscienza.
    Questa è del medico.
    Chiaro che se la struttura non ha medici a disposizione, non è certo colpa sua.
    Infatti, l’aborto, che è comunque un intervento chirurgico, non può certo essere gestito solo da personale paramedico, il quale peraltro incorrerebbe in ipotesi di reato, nè, tanto meno, dal personale amministrativo.

    Quanto alla cosiddetta pillola abortiva, va richiamato quell’insieme di studi, se vogliamo di natura anche statistica, epidemiologica, che denota un certo livello di rischio per l’assuntrice, non escluso il rischio di morte.
    Quindi, come può la Murer dichiarare un esito positivo di siffatta sperimentazione?

  7. bobby sands ha detto:

    abbiamo fatto tante battaglie per l’oobiezione di coscienza al servizio militare di leva e ora vogliamo porre dei paletti a degli altri obbiettori ?

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