Scorretta, maleducata, codarda e… stronza!

da la Repubblica
11 luglio 2018

Bologna, dibattito sui migranti:

parla il vescovo e la leghista se ne va

Salta il confronto tra Zuppi e la senatrice Borgonzoni, che dice la sua e non ascolta la replica. “Le Ong non sono complici degli scafisti e i bambini si salvano” dice il monsignore
BOLOGNA  Il confronto sul tema dei migranti tra Borgonzoni e Zuppi non c’è stato: la senatrice leghista ha detto la sua, cioè quella di Salvini, e se n’è andata prima della replica del vescovo di Bologna (“Ho un treno tra un quarto d’ora” s’è giustificata). Delusa l’attesa del centinaio di presenti nella sala della musica della Basilica di San Petronio. Garbato il rammarico del prelato.
“Quella di questa sera non è una sfida. Siamo a questo tavolo perché tutti noi vogliamo trovare una soluzione al problema dell’immigrazione irregolare, che ha portato tanti problemi a noi e anche a chi arriva nel nostro Paese”. Così aveva detto Lucia Borgonzoni in apertura del suo intervento. “Questo governo ha fatto capire fin dall’inizio come ci sia un cambio di passo – aveva affermato la sottosegretaria alla cultura e al turismo a margine -. Se non vogliamo che la gente muoia in mare, dobbiamo fermare queste traversate e il business che c’è dietro. Bisogna avere più forza in Ue, avere un’Europa che ci aiuti di più e fare il salto di qualità di essere meno buonisti”.  Durante il suo intervento al tavolo la senatrice aveva aggiunto: “C’è stata troppa ipocrisia nelle politiche messe in campo in questi anni, che ha fatto morire più gente. Non bastano solo i campi profughi in Libia. Dobbiamo fare ponti per chi scappa dalla guerra e aiutare più  possibile queste persone nei loro Paesi. I missionari possono essere un aggancio, perché fanno un lavoro importantissimo”.
“Le Ong non sono complici degli scafisti”, ha replicato a distanza don Matteo Zuppi,  con durezza, alle affermazioni di  Borgonzoni. “Ci sono Ong ingenue? Questo è un altro discorso. Ma se stanno lì è perché c’è un problema, non per convenienza. Se poi ci sono state delle scorrettezze, è giusto che ci siano delle inchieste. Ma credo che non dobbiamo mai rinunciare a quell’intervento umanitario. Se uno sta in mezzo al mare va soccorso, è legge, non c’è niente da fare”. Detto questo, ammette l’arcivescovo, “è giusto che il nostro Paese non si faccia carico della situazione da solo, una risposta unitaria dell’Europa è necessaria. Ma mai sulla disperazione di qualcuno. Anzi, saremmo più forti a chiedere il coinvolgimento degli altri Paesi difendendo la vita di chiunque”.
Zuppi rilancia poi l’istituzione di corridoi umanitari, che è “l’unica risposta praticabile e condivisibile da tutti”, e sottolinea la necessitaà di un “Piano Marshall per l’Africa. Se ne parla molto, ma vengono sempre realizzati interventi poco strategici, che non rappresentano una risposta. La cooperazione a spot, qualche volta applicata a interessi nazionali nostri, fa peggio perché aiuta di più altri tipi di interesse. Ci dobbiamo interrogare su quanto poco facciamo per la cooperazione internazionale, per la quale il finanziamento è scandalosamente al di sotto di quanto previsto. Non diamo nemmeno le briciole”.
Gli allarmismi “generici o scientifici o quelli fatti a uso e consumo non servono – ha argomentato ancora Zuppi -. Anzi avvelenano, confondono, inquinano e ci fanno vedere non più  un bambino che muore, ma un profugo. E questo per un cristiano è inaccettabile. Bisogna uscire da questa logica”.
Il dibattito prendeva il via dalla nota pastorale del 2000 del cardinal Giacomo Biffi sui migranti nella quale, cita Zuppi, diceva che “non servono banalizzazioni ansiolitiche e giulive minimizzazioni” nell’affrontare la questione. Secondo Zuppi, dunque, “occorre avere realismo. Non accetto che la bontà e l’umanesimo siano ridotti a buonismo. Certamente la questione richiede un affronto sapiente, capace, determinato e intelligente. Non si può  affrontare il tema con la semplificazione di Twitter, ma usando un linguaggio proprio e corretto”.
Borgonzoni sui social replica piccata e Finisce per attaccare sia la stampa sia lo stesso zuppi. “L’arcivescovo, che poco ‘ama’ la Lega, arriva in ritardo al dibattito e sono io che vado via troppo presto per i giornali. Appena arrivata avevo avvisato che non potevo rimanere oltre una certa ora”. Al post della leghista rispondono tanti commentatori da social (oltre un centinaio), la maggioranza usando toni tipici da ‘haters’ della rete. Si va da parole più sobrie (“hai fatto bene, Lucia”) fino a espressioni sprezzanti nei confronti di Zuppi: “che ti frega del vescovo”; “il prelato non ha nulla da insegnare”; “io lo avrei mandato in Africa”; “ti sei risparmiata le solite stronzate”. Ma non mancano anche veri e propri insulti.
Il Pd attacca. Il Pd prende le difese dell’arcivescovo. “Chi conosce Borgonzoni non si meraviglia – attacca il capogruppo Pd in Comune a Bologna, Claudio Mazzanti – mi meraviglio che non abbia offeso il vescovo, essendo una maleducata impenitente. Vi ricordo quando portava a spasso per Bologna il Trota, figlio di Bossi, facendolo conoscere ai cittadini bolognesi come un fenomeno politico. Il fenomeno fa parte della banda che ha truffato lo Stato per 49 milioni di euro, che deve restituire”.
Se volete firmare
“Caro Zuppi ci scusi”: la lettera della città al vescovo nel mirino della Lega. Oltre mille adesioni, firmate anche voi

5 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Ho una conoscenza superficiale di don Matteo Zuppi, amico della famiglia di mia moglie, che proviene dalla Comunità di S.Egidio e prima di diventare vescovo è stato parroco di Santa Maria in Trastevere e di una altra parrocchia della periferia romana. Essendo una persona semplice e perbene, pur non avendo gradito lo sgarbo della “signora”, non ha voluto alzare i toni della polemica, rispondendo pacatamente, com’è suo costume.
    La differenza fondamentale tra le persone educate (ormai sempre più rare) e gli “agit-prop” leghisti, a parte una concezione della società classista, razzista, xenofoba e sovranista, è soprattutto nei modi di esprimersi e di comportarsi. La Borgonzoni avrebbe potuto disertare il confronto, considerati i suoi impegni improrogabili, (Virginia Raggi lo fa spesso per evitare figuracce) ma da brava complice del ministro Salvini ha preferito lanciare le sue invettive e scappare. Complimenti, lei si che è una vera signora! La cosa che mi addolora maggiormente in queste occasioni è la reazione scomposta e urlata degli habitué della rete che sfogano le loro frustrazioni e la loro rabbia, sposando in gran parte, senza se e senza ma, le posizioni più volgari ed indegne dell’attuale deriva demagogica.

  2. Luigi ha detto:

    La Bergonzoni ha un passato simile a Salvini: la frequentazione dei centri sociali. Non mi stupisce il suo comportamento. Chi sono i loro nemici? I cattolici democratici come il vescovo di Bologna contro i quali non reggono il confronto. Don Giorgio, lei ne ha esperienza con Salvini. Da vigliacco non si presenta in tribunale perchè ha paura del confronto. Va alla “Lumbard Fest” di Barzago ma non viene in tribunale. Personaggi come questi sono pericolosi, specie se sono ministri della Repubblica Italiana. Il ministro lo dice la parola stessa è “al servizio” e non si “serve” della Repubblica. Lo si vede con i migranti e questo li infastidisce. Ricordiamoci del Bossi che si puliva il culo con la bandiera italiana. Salvini e la Bergonzoni non vorrei facessero lo stesso con la costituzione italiana sulla quale hanno giurato? Solidarizzo con don Matteo Zuppi con Matteo 5,11-12: “Beati voi quando vi insulteranno … Rallegratevi ed esultate …”

  3. Franco ha detto:

    la violenza in questi tempi è cresciuta in modo impressionante, aiutata da personaggi con la cultura fatta coi luoghi comuni più ignoranti e quindi più facili

  4. Franco ha detto:

    la violenza di questi tempi è ad un livello impressionante aiutata da furbi per propri interessi

    • raimondo testa ha detto:

      Don Zuppi, come i profeti antichi e odierni, per amore del suo popolo, non tace e non tacerà mai le volgarità, i soprusi e le arroganze dei razzisti e degli xenofobi, che oggi vogliono dettare legge.

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