Cambiamenti climatici: la “Meglio Gioventù” costruisca il Nuovo Mondo

www.ilcambiamento.it
14-03-2019

Cambiamenti climatici:

la “Meglio Gioventù” costruisca il Nuovo Mondo

di Paolo Ermani 
Forza ragazzi! Che questa “meglio gioventù” costruisca il nuovo mondo che i “padroni del vapore” e i media a loro asserviti non vogliono che nasca! Buon venerdì 15 marzo a tutti, con un nuovo paradigma in testa.
I padroni del vapore e tutti i media a loro asserviti, con la scusa di darci progresso, ricchezza e modernità o quello che assai impropriamente chiamano benessere, hanno fatto sì che adesso ci ritroviamo con la pistola dei cambiamenti climatici puntata alla tempia. A nulla sono servite conferenze internazionali, vuoti e retorici discorsi, buone intenzioni solo sulla carta, perché la situazione peggiora sempre di più.
I politici non agiscono perché sono in gran parte i maggiordomi di chi per lucro criminale ci porta alla catastrofe, cioè le multinazionali, le industrie senza scrupoli e la finanza di certo non etica, che non hanno alcuna intenzione di mollare la presa e con la complicità dei consumatori vanno avanti a rullo compressore continuando a incassare giganteschi profitti. L’unica cosa che gli interessa è venderci qualcosa attraverso una pubblicità martellante ovunque. Una presa di posizione contro questa situazione non poteva che venire da chi ancora non è entrato nell’età adulta cioè delle cosiddette responsabilità che poi realmente sono irresponsabilità. L’età adulta, dove ci si mette in coda per farsi timbrare la fronte con un bel codice a barre e poi avanti a pedalare per fare guadagnare i criminali di cui sopra. I quali ripagano con briciole e scintillante consumismo per mantenere tutti ben allineati.
La Meglio Gioventù sta capendo che gli adulti non gli daranno nessun futuro, nessuna sicurezza, nessuna prospettiva e le loro patetiche scuse per non agire sono finite, perché senza aria, acqua, cibo e vita sana e con la natura in coma, le presunte sicurezze materiali non servono a niente. Salutiamo quindi con estrema vicinanza e partecipazione le manifestazioni di studenti che si terranno venerdì 15 marzo in tutto il mondo, compresa l’Italia, per richiedere a gran voce una radicale inversione di rotta.
Proteste che sono partite dall’esempio della “extraterrestre” svedese Greta Thunberg, la quale ha dimostrato che anche da soli e piccoli ma convinti e determinati, si può fare una enorme differenze. Tutto ciò alla faccia di chi aspetta le masse, il verbo degli intellettuali, il partito o il messia per agire e quindi proprio per questo non fa nulla.
È sacrosanto manifestare ma è scontato che gli adulti continueranno a disinteressarsi del futuro dei giovani e penseranno al business, alla crescita, a competere ferocemente, a come fregarsi l’uno con l’altro, cioè a fare tutto quello che sta determinando la catastrofe. La Meglio Gioventù, per non cadere nella trappola, può iniziare a pensare su come costruire un futuro in cui ci sia la possibilità effettiva di sopravvivenza e dove gli adulti siano da ascoltare solo se mostrano, vivono e praticano reali progettualità per la salvaguardia di persone e ambiente.
In qualità di giovani si può mettere in discussione quale tipo di lavoro o studio fare in futuro, non scegliendolo in base a quello che vogliono i genitori, in base a prospettive vere o presunte di lauti stipendi, carriere, prestigio ma soprattutto se contribuirà ad aggravare o migliorare la situazione ambientale e climatica. Occorre chiedersi sempre che conseguenze possono avere le proprie azioni nei confronti della natura e dei simili in tutto il pianeta. Occorre pensare a come verrà prodotto il proprio cibo, l’energia, come saranno le abitazioni, la mobilità, come sarà lo stare assieme, se comunitario e collaborativo oppure in trincea e con i fucili spianati contro chiunque come vorrebbe chi delira “Prima gli italiani” o “Padroni a casa nostra”.
Identificate i veri responsabili del disastro e non dategli nessun supporto, nessuna possibilità di vendervi schifezze o di comprarvi lavorando per loro. Gli adulti che si sono svenduti si dimostrano fragili, sempre più frustrati, disperati nell’aver creduto che soldi, titoli e gadget potessero soddisfarli. Si sono allontanati dalla natura, dai valori della vita, dall’essenza delle cose e ora brancolano nel buio cercando palliativi peggiori dei mali e illudendosi che continuare a fare tutto come se nulla fosse, possa preservarli da conseguenze negative.
Chi scende in piazza ha la possibilità di confrontarsi, capire quali sono le varie opportunità e sceglierle, facendolo collettivamente, dandosi supporto reciproco che rende tutto più semplice e fattibile, anche le progettualità che sembrano più difficili, perché non in linea con i parametri dei codici a barre.
Ragazzi e ragazze: manifestate giustamente ora, ma domani agite, domani scegliete, domani  cambiate rotta e costruite. Gli adulti non agiranno, non lo hanno fatto, non lo vogliono fare e non lo faranno.  Ma se voi lo fate, vedrete che molti adulti vi seguiranno in una inversione di ruoli e responsabilità, perché se gli adulti si dimostrano irresponsabili è giusto che i ragazzi e le ragazze li prendano per mano e gli indichino la via che hanno smarrito.  Non ci sono scuse che tengano, non è più tempo per gli adulti di giocare e infischiarsene, il pianeta sta bruciando e noi tutti ci rimetteremo le penne.
Forza Meglio Gioventù!

 

3 Commenti

  1. Andrea ha detto:

    Tanti giovani in piazza. Purtroppo, ho visto video di giovani intervistati e non sapevano che cosa erano li a fare. Domande su buco dell’ozono e neanche sapevano cosa fosse

  2. Giuseppe ha detto:

    Parafrasando un motto della pubblicità di alcuni anni or sono, si potrebbe dire “… ma quanto ci piace chiacchierare!”. La trovo un’espressione che rispecchia in pieno il modo generalmente usato per affrontare i problemi, qualsiasi problema. Qui da noi in modo particolare, considerato il numero dei seminari, dei congressi e dei convegni che si tengono nel bel paese, ma anche nel resto del mondo, specialmente quando si tratta di argomenti che investono la politica, l’economia e la salute. La lezione che Greta Thunberg, una ragazza svedese di soli sedici anni, sta dando al mondo degli adulti (?!) è emblematica. Basta chiacchiere, è il momento di agire “sporcandosi le mani” in prima persona, senza aspettare che la terra collassi e l’aria diventi irrespirabile, anche perché ad onta dei se, dei ma, e dei “forse” tutti i governi del consesso internazionale e gli altri (ir)responsabili della cosa pubblica probabilmente sarebbero già in grado di produrre e rendere operativi gli strumenti di cui abbiamo bisogno, anche a costo di qualche sacrificio in più e qualche profitto in meno.
    Non ho alcuna intenzione di fare del disfattismo, ma se non ci decidiamo a voler bene davvero al nostro pianeta, aiutandolo ad essere vivibile, saremo noi stessi a provocarne la fine.

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