Qui in Italia è lecito solo leccare il culo dei farabutti!

Sentite che cosa ha detto l’attore Robert De Niro durante la campagna elettorale nei riguardi del candidato Donald Trump. Non è stato querelato, perché in America c’è assoluta libertà di opinione. In questo caso le dure parole di De Niro non sono servite a nulla: anche gli Americani sono un popolo di rincoglioniti, per non dire peggio! 
Qui in Italia se tu dici “pezzo di merda” a un politicante da quattro soldi, sei querelato, e sarai condannato, per di più da una legge che protegge il privilegio dei parlamentari, mentre punisce inesorabilmente i cittadini che hanno le palle per dire ciò che pensano.
E no, cari giudici, siete fuori di quella giustizia di cui gli antichi filosofi  avevano un’alta concezione, e che non favoriva certo i potenti e i prepotenti. Voi sì!
Già, oggi siamo ancora all’età della pietra, ma forse anche a quell’età gli uomini avevano una concezione più giusta di ciò che erano i diritti di un vivere sociale. Si lanciavano le pietre, ma non c’era chi aveva l’immunità parlamentare scritta  anche sul culo. 
“La legge è uguale per tutti!”.
Così è scritto nell’aula dei tribunali!
Mi verrebbe da ridere, se non che sono talmente incazzato da maledire chi l’abbia scritta.

2 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Forse ci dovremmo consolare prendendo atto che siamo in buona compagnia, mentre avevamo immaginato che negli altri paesi le cose andassero diversamente, in maniera particolare negli USA che sono un po’ il punto di riferimento, in parte scelto, ma più spesso imposto, del resto del mondo occidentale e, negli ultimi tempi, anche orientale. A pensarci bene non poteva che essere così, dato che siamo tutti esseri umani e, come noto, le madri degli imbecilli e quelle di coloro che si credono “più” (sia nel bene che nel male) sono molto prolifiche, la situazione è grosso modo simile dappertutto. L’unica differenza, ma non da poco, è nell’atteggiamento verso le opinioni altrui, per quanto sgradevoli possano essere. La giustizia umana è per sua natura fallibile e anche l’America ovviamente, non fa eccezione, ma almeno lì anche i vari Salvini di turno e gli altri politici più o meno “onorevoli” hanno un rispetto quasi sacro verso il primo emendamento alla costituzione che garantisce l’assoluta libertà di culto, di pensiero e di opinione e, sebbene “obtorto collo”, sono costretti a fare buon viso a cattivo gioco, con buona pace della suscettibilità.
    Secondo me sono ancora più incisive e taglienti queste parole pronunciate, con un filo di voce, da Meryl Streep durante la cerimonia in cui ha ricevuto l’Oscar alla carriera:
    «Il lavoro di un attore è entrare nella vita di persone diverse da noi e far vivere ciò che provano loro e quest’anno abbiamo visto tante performance che hanno fatto proprio questo, ma ce n’è stata una in particolare che mi ha colpito, non in senso buono però, ma ha raggiunto il suo scopo: far ridere il pubblico. È stato il momento in cui la persona chiamata a sedersi nel posto più rispettato del nostro Paese ha fatto l’imitazione di un reporter disabile, cioè di una persona che non poteva difendersi. Questo mi ha spezzato il cuore e non riesco a non pensarci perché non era in un film, ma era vita reale e questo istinto a umiliare, a fare I bulli, quando viene da qualcuno potente sembra dare il permesso ad altre persone di fare lo stesso. Mancanza di rispetto porta mancanza di rispetto, la violenza genera altra violenza. Quando i potenti usano la propria posizione per mettere altri a disagio perdiamo tutti. Questo mi fa pensare alla stampa: abbiamo bisogno di una stampa libera che possa raccontare tutto ciò. Per questo chiedo alla stampa estera, che ringrazio, di continuare ad andare avanti, perché noi abbiamo bisogno di loro e loro di noi per salvaguardare la verità».

  2. GIANNI ha detto:

    Il reato di diffamazione dovrebbe considerarsi non più esistente da noi con l’abrogzione implicita operata dalla costituzione.
    Ma noi abbiamo giudici all’altezza dei compiti?
    Credo di no, credo che spesso abbiamo giudici che sposano una tesi e la portano avanti, forse per paura di contraddire i pubblici ministeri.
    Del resto, basta guardare quanti errori giudiziari si commettano in una trasmissione intitolata sono innocente su rai 3 il sabato sera.
    E poi, dopo questi errori, per ottenere un risarcimento danni per ingiusta detenzione, ammesso che si riesca, ci vogliono anni.
    Certo, questa non è giustizia, ma chi mai ha detto che legge significhi giustizia?
    Anche la sentenza relativa al caso della Graziadei: per me un esempio di cosa una sentenza NON dovrebbe mai essere, e di come un giudice non dovrebbe mai giudicare.
    Sarà che per mia forma mentis per arrivare a condannare non bisogna solo superare il legittimo dubbio, ma andare oltre, ed avere un’assoluta certezza, ma quando mi occupavo di queste cose, non ho mai accettato una sola costituzione di parte civile, volendo solo e soltanto difendere.
    Fosse per me, abolirei anche la possibilità di condannare solo sulla base di indizi, e quindi solo in presenza di prove certe.
    Qualche giorno fa, a proposito delle accuse a quel sacerdote, ho fatto alcuni esempi dei ragionamenti che si fanno per arrivare a condannare, traendoli dalla rete l’abuso.
    Ecco, per me quello è un esempio di come, volendo scagliarsi contro un certo tipo di reato, si voglia ad ogni costo arrivare a dimostrare la colpevolezza di taluno, anche con ragionamenti a dir poco ridicoli.
    E poi sono incazzatissimo quando, nel sentir certi casi di malagiustizia, vedo che mai nessuno muove accuse per abuso in atti d’ufficio nei confronti di qualche magistrato, quasi fossero una casta, anzi, senza quasi, di intoccabili.
    Che si tratti di reati ormai aboliti, che si tratti di innocenti in galera, credo sia vero quella che diceva ieri sera nella trasmissione una delle protagoniste:
    probabilmente molti giudici, più che condannare colpevoli, hanno l’intento di fare prevenzione con condanne di qualcuno accusato, a prescindere dalla reale colpevolezza del medesimo, e poi, tanto, anche se in futuro sarà assolto, chissenefrega…ad esempio, è successo qualcosa, tanto per citare un caso eclatante, ai giudici che condannarono Tortora?
    Macchè, non è successo nulla.
    Devo dire che da studente di legge pensavo che esistesse una giustizia, poi mi sono accorto che spesso la cosiddetta giustizia italiana è fatta più di ingiustizie, che di altro, e che riparare gli errori è più difficile di quel che si pensi.
    Non sempre ci si riesce.
    Mi auguro che nei gradi di giudizio successivi, per il caso Graziadei, e già in quello attuale, per Salvini, i giudici capiscano che certi reati non sussistono neppure più.
    Ma anche su questo non nutro molte speranze.
    Spesso certi giudici scrivono più strafalcioni, che uno studente di legge.
    Sarà assurdo, ma è così.
    Del resto, il nostro è un mondo logico e giusto?
    Non credo, altrimenti sarebbe molto diverso da quello che in effetti è.

Lascia un Commento

CAPTCHA
*

 

Questo sito utilizza cookie a scopo tecnico, analitico e profilante anche di terze parti. Chiudendo questo banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Cosa sono i cookie

In informatica i cookie – letteralmente “biscotto” - sono righe di testo usate per eseguire autenticazioni automatiche, tracciatura di sessioni e memorizzazione di informazioni specifiche riguardanti gli utenti che accedono al server.
Nel dettaglio, sono stringhe di testo di piccola dimensione inviate da un server ad un Web client (di solito un Browser) e poi rimandati indietro dal client al server (senza subire modifiche) ogni volta che il client accede alla stessa porzione dello stesso dominio web.

Tipologie di cookie

Cookie tecnici
Sono cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web, permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate o di settare alcune preferenze sul sito web e ritrovarle settate al prossimo accesso.
Senza il ricorso a tali cookie alcune operazioni sul sito potrebbero non essere possibili o potrebbero essere più complesse e meno sicure.
Cookie di profilazione
Sono cookie utilizzati per monitorare e profilare gli utenti durante la navigazione, studiare i loro movimenti e abitudini di consultazione del web o di consumo (cosa comprano, cosa leggono, ecc.), anche allo scopo di inviare pubblicità di servizi mirati e personalizzati.
Cookie di terze parti
Sono cookie installati da siti differenti da quello sul quale si sta navigando generalmente a scopo di profilazione oppure per attivare specifiche funzionalità (ad esempio i cookie installati per i social plugins).
In tali casi, tuttavia, il Titolare del trattamento dei dati personali acquisiti tramite questo sito internet è esente da qualsiasi forma di responsabilità in tal senso posto che l’operatività di tali cookies rientra nella piena ed esclusiva responsabilità di società terze.

Per garantire una maggiore trasparenza e comodità, si riportano qui di seguito gli indirizzi web delle diverse informative e delle modalità per la gestione dei cookie.
Facebook informativa: https://www.facebook.com/help/cookies/
Facebook (configurazione): accedere al proprio account. Sezione privacy.
Twitter informative: https://support.twitter.com/articles/20170514
Twitter (configurazione): https://twitter.com/settings/security
Linkedin informativa: https://www.linkedin.com/legal/cookie-policy
Linkedin (configurazione): https://www.linkedin.com/settings/
Google+ informativa: http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/cookies/
Google+ (configurazione): http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/managing/

Google Analytics
Il sito include anche talune componenti trasmesse da Google Analytics, un servizio di analisi del traffico web fornito da Google, Inc. (“Google”). Anche in questo caso si tratta di cookie di terze parti raccolti e gestiti in modo anonimo per monitorare e migliorare le prestazioni del sito ospite (performance cookie).
Google Analytics utilizza i “cookie” per raccogliere e analizzare in forma anonima le informazioni sui comportamenti di utilizzo del sito (compreso l’indirizzo IP dell’utente). Tali informazioni vengono raccolte da Google Analytics, che le elabora allo scopo di redigere report per gli operatori riguardanti le attività sui siti web stessi. Questo sito non utilizza (e non consente a terzi di utilizzare) lo strumento di analisi di Google per monitorare o per raccogliere informazioni personali di identificazione. Google non associa l’indirizzo IP a nessun altro dato posseduto da Google né cerca di collegare un indirizzo IP con l’identità di un utente. Google può anche comunicare queste informazioni a terzi ove ciò sia imposto dalla legge o laddove tali terzi trattino le suddette informazioni per conto di Google.
Per ulteriori informazioni, si rinvia al link di seguito indicato:
https://www.google.it/policies/privacy/partners/

Conferimento dei dati
Fatta eccezione per i cookie tecnici strettamente necessari alla normale navigazione, il conferimento dei dati è rimesso alla volontà dell’interessato che decida di navigare su questo sito dopo aver preso visione dell’informativa breve contenuta nell’apposito banner e di usufruire dei servizi che comportano l’installazione di cookie.
Chiudendo il banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un qualsiasi elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’utilizzo di tutti i cookie presenti sul sito (inclusi quelli di terze parti) e il suo consenso viene memorizzato in un apposito cookie tecnico in modo che il banner non venga più visualizzato durante i futuri accessi al sito.
Come disattivare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile rifiutare tutti i cookie o permettere l’installazione di cookie provenienti solo da alcuni siti scelti. Il blocco di tutti i cookie potrebbe inficiare il corretto funzionamento di alcune funzionalità dei siti che si visitano.
Queste le istruzioni per disattivare / attivare i cookie nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Attivare%20e%20disattivare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392971?hl=it-IT
Come cancellare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile cancellare tutti i cookie salvati sul proprio dispositivo.
Queste le istruzioni per cancellare i cookie (o solo alcuni di essi) nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Eliminare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392709?hl=it

Per completezza si informa l’utente che è possibile avere informazioni sui cookie archiviati sul proprio terminale e disattivarli singolarmente decidendo di accettarli solo da parte di alcune società cliccando sulla risorsa Your Online Choices raggiungibile dal seguente link: http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte.

Chiudi