Omelie 2016 di don Giorgio: Festa dell’Assunta

15 agosto 2016: ASSUNZIONE DELLA V. VERGINE MARIA
Ap 11,19-12.6a.10ab; 1Cor 15,20-26; Lc 1,39-55
Immacolata e Assunzione: le due festività mariane più popolari
Le due festività più popolari in onore della Madonna sono l’Immacolata e l’Assunta: l’Immacolata riguarda il concepimento di Maria senza il peccato originale, l’Assunta riguarda la sua assunzione in cielo in anima e corpo. Dunque, due feste che riguardano l’inizio e la fine della vita terrena della Madre di Gesù.
La cosa paradossale sta nel grande consenso che queste due feste hanno avuto, e tuttora hanno, tra il popolo cristiano, nonostante che riguardino diciamo due realtà di privilegio, l’immacolata concezione e l’assunzione, ben lontane dagli interessi reali della gente comune, tanto è vero che ancora oggi ci si chiede che cosa significhi immacolata concezione e in che cosa consista l’assunzione in cielo.
Perché sono così popolari?
E allora perché sono diventate così popolari da essere festeggiate ovunque: in città e nei paesi di campagna, al mare e ai monti, a casa o nei posti di villeggiatura? Forse al popolo comune piacciono le cose un po’ strane, dove poter giocare con tanta fantasia.
Ma, ripeto, che interesse reale possono suscitare il fatto che Maria sia stata concepita senza il peccato origine e il fatto che, morta o non morta, sia stata assunta in cielo in anima e corpo? Quale anima? Quale corpo? Non entriamo in questi particolari, perché non ne usciremmo più, tra dubbi e perplessità.
Sinceramente, l’Immacolata concezione e l’Assunzione di Maria interessano ben poco, quasi niente. Ma neppure dovevano interessare ai primi cristiani, visto che nei Vangeli non c’è scritto nulla, e visto che ci sono voluti quasi due millenni, prima che la Chiesa si pronunciasse attraverso due dogmi: Pio IX ha proclamato l’8 dicembre 1854 il dogma dell’Immacolata Concezione, e Pio XII ha proclamato l’1 novembre 1950 il dogma dell’Assunzione. In realtà, non sono stati i due dogmi a diffondere o a favorire tra il popolo le due festività, che risalgono invece a tempi più antichi.
L’Assunzione: che dire?
Ecco perché a parlare dell’Assunzione della Vergine Maria in cielo in anima e corpo mi trovo in difficoltà: non saprei che cosa dire, a meno di ripetere le solite cose, trite e ritrite, sull’importanza delle realtà celesti. Che fatica poi parlare di queste realtà, durante il periodo delle ferie, quando la gente ha ben altro a cui pensare. La festività dell’Assunta, paradossalmente, diventa l’occasione per divertirsi di più.
Perché sono state dimenticate dal popolo altre feste mariane più evangeliche?
All’inizio dicevo che l’Immacolata e l’Assunzione sono ancora oggi le feste più popolari in onore della Madonna, dimenticando altre feste che i Vangeli invece ricordano: l’annunciazione e la visitazione.
La Liturgia dell’Assunta, non avendo altro a cui aggrapparsi, riporta letture che non hanno nulla a che fare con l’Assunzione: il primo brano è tolto dall’Apocalisse e il brano del Vangelo riguarda proprio il racconto della visitazione.
Non mi soffermerò sul brano dell’Apocalisse, perché mi porterebbe lontano. L’Apocalisse, come tutti sanno, è un libro pieno di simboli, difficili ancora oggi da interpretare: alcuni di questi sono stati riletti dalla Chiesa in senso mariano. In realtà, la donna di cui parla l’Apocalisse è la nuova Umanità, che non è né Maria e tantomeno la Chiesa-struttura.
Il Magnificat
Preferisco soffermarmi sul brano del Vangelo che, ripeto, riporta l’episodio della visita di Maria, incinta di Gesù, alla cugina Elisabetta, incinta di Giovanni. La pagina è una tra le più suggestive che troviamo nei racconti dell’infanzia di Gesù. Anche qui, la devozione popolare ha scelto altri episodi dell’infanzia, più pittoreschi (pensate al racconto dei pastori e dei magi), ma puramente leggendari. Il racconto, invece, della visita di Maria alla cugina Elisabetta non ha nulla di leggendario: è un incontro di doverosa cortesia tra due future madri.
Ciò che, invece, andrebbe spiegato è il Magnificat, che Luca mette in bocca a Maria, anche se in realtà si trattava di un inno delle prime comunità cristiane. Ma la cosa interessante è questa: Luca attribuisce l’inno a Maria, prossima a partorire Gesù, come se la Madre parlasse in nome del Figlio.
Il Magnificat doveva essere anche il programma della nuova Chiesa di Cristo. Ma in realtà non sarà così. Ad esempio, per stare all’attualità, quanti cristiani conoscono il messaggio del Magnificat? Certo, lo cantano ancora a squarciagola, senza però capire il senso o il cuore delle parole.
Sul Magnificat è stato detto di tutto e di più: anche Lutero ci ha lasciato un bel commento. Ma che cos’è il Magnificat, al di là delle interpretazioni che sono state date, anche in senso politico, come se si trattasse di un inno rivoluzionario di sinistra? Una cosa comunque va detta: che i troni dei potenti vengano rovesciati non è una promessa di Dio, ma la legge della storia. Anche nei nostri piccoli paesi, quante volte abbiamo assistito al cambio di signorotti locali. Il problema è che, via un padrone, ne arriva un altro, magari tra quei poveri che un tempo avevano sofferto le umiliazioni dei loro padroni.
E allora qual è il pensiero di Dio e di Cristo nel Magnificat? Non è tanto la promessa che i ricchi diventeranno poveri e che i poveri prenderanno il loro posto: così le cose non cambieranno mai. Tutto sta nel cuore dell’essere umano, dove la vera ricchezza non è l’avere di meno, ma la libertà dell’essere che, di fronte ai beni terreni o a qualsiasi responsabilità di potere, vige la legge del servizio o dell’uso dei beni o del potere al servizio dei più deboli.
La vera schiavitù non è esteriore, ma interiore, ed è qui che si gioca la nostra libertà e la libertà della società, in cui viviamo. Il problema non è neppure essere poveri in canna: il vero problema è essere poveri di quella libertà interiore, senza la quale diventeremo anche schiavi nel nostro pensare e nel nostro agire.

2 Commenti

  1. dioamore ha detto:

    Per me salire in cielo significa “salire in cattedra”, perché il cielo è un trono, la cattedra più autorevole.

  2. GIANNI ha detto:

    Una delle possibili ragioni del diffondersi, sopratutto popolare, di certe ricorrenze, deriva da una confusione che spesso i cattolici, che non hanno particolari conoscenze in campo teologico, commettono.
    Mi è capitato di parlare con diverse persone che confondono sopratutto immacolata concezione e nascita verginale di Gesù.
    E, visto che la nascita verginale è alla base, insieme alla resurrezione, del cristianesimo, ecco che si pensa che l’immacolata concezione sia quella di Gesù, e da qui, forse, una diffusione della festività.
    Ma, come sappiamo, nulla centrano le due ricorrenze, legate a dogmi ben diversi, intendendosi per immacolata concezione quella di Maria, in quanto nata senza peccato originale (vedi oltre…).
    Alla base, invece, della diffusione dell’assunzione, l’idea, anche semplice da comprendere, di un corpo che, nella sua materialità, va in cielo……
    Se però intendiamo prescindere dagli elementi più popolari e, come vediamo, erronei, possiamo notare uno stretto collegamento tra immacolata concezione ed assunzione.
    Se vogliamo interpretare letteralmente il testo biblico, avremmo peraltro una spiegazione abbastanza semplice del concetto di peccato originario, e una correlata conseguenza dei due dogmi dell’immacolata e dell’assunta.
    Cosa dice il testo biblico?
    All’inizio c’erano solo Adamo ed Eva (per cui, non solo in senso simbolico, ma biologico, saremmo tutti fratelli, visto che c’erano solo questi due progenitori…).
    Ma Adamo ed Eva non erano uomo e donna come noi li intendiamo, ma quasi dei semidei, ed erano immortali nel fisico (…vedasi collegamento con i successivi due dogmi…vedi oltre..).
    A un certo punto, commisero un peccato (tralascio tutte le ipotesi sull’interpretazione di questo peccato…)…
    LA conseguenza fu che Dio rese Adamo ed Eva mortali nel corpo.
    Pertanto, a differenza della comune morale, che ritiene che le colpe dei genitori non ricadano sui figli, invece il cattolicesimo ritiene proprio che quella colpa dei progenitori ricada su tutti gli uomini, mortali in quanto ancora recano su di sè la colpa originaria appunto dei progenitori…da cui la condanna non solo per Adamo ed Eva, ma anche per i discendenti, a dismettere lo stato di semidivinità, che comportava l’immortalità del corpo.
    E di qui la differenza fondamentale di Maria.
    Poteva Maria, prescelta da DIo, essere concepita con lo stesso peccato originale degli altri uomini?
    LA questione fu decisa da un parere collegiale dei vescovi, anche perchè non siamo ancora, all’epoca di Pio IX, in presenza del dogma dell’infallibilità pontificia, e la maggioranza si schierò a favore dell’immacolata, cioè assenza del peccato originale.
    Verrà poi il dogma dell’infallibilità e come sua espressione il dogma dell’assunzione.
    Cosa se ne ricava?
    Che, evidentemente, per la teologia cattolica, e nell’ambito di papati diversi, è stato importante sottolineare una differenziazione netta tra MAria ed umanità.
    Quest’ultima ancora portatrice di quel peccato originale che ha privato l’umanità della propria natura semidivina, e MAria, che in certo qual modo mantiene invece tale natura.
    Proprio questo non permette alla teologia cattolica di considerarla alla stregua di comuni mortali, il cui corpo terreno muore, ma quale (semi?) divinità, che assurge al cielo con il proprio corpo, logica conseguenza del non essere affetta dal peccato originale. Del resto, non avrebbe avuto senso logico affermare assenza di peccato e morte del corpo materiale, in quanto quasi una sorta di evidente contraddictio in terminis.
    Peraltro, per informazione, faccio presente che secondo taluni studiosi, anche altri sarebbero assurti al cielo, ma su questo aspetto non esistono aspetti dogmatici….

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