Perché la famiglia Macron fa già storia, dalla parte delle donne

da www.articolo21.org

Perché la famiglia Macron fa già storia,

dalla parte delle donne

10 maggio 2017
di Barbara Scaramucci
Come sarà Brigitte Macron da premier dame ancora non lo sappiamo, ma l’immagine che ritrae lei e suo marito neo eletto presidente della Francia, accompagnati dai tre figli di lei (due più grandi del marito), a loto volta accompagnati da mariti, mogli e figli, tutti in festa per la vittoria del marito della mamma e della nonna, quella immagine è già nella storia del costume.
La figlia più giovane di Brigitte, quella che forse ha vissuto più da vicino nascere ed evolversi la storia d’amore fra sua madre e quello che avrebbe potuto essere invece un suo corteggiatore, ha detto parole bellissime: lui ha scelto mamma, e ha scelto noi, noi siamo tutta una famiglia.
Guardate che in Italia a molti questa storia non piace affatto. Perché è una storia che stronca una delle rendite superstiti del mondo maschile, lo schema tipico del marito che lascia la moglie o la compagna per una donna molto più giovane (del resto dall’altra sponda dell’Oceano ci sono Donald e Melania Tramp…) e smonta anche il fatto che le coppie “un po’ diverse dal normale” (parole di Macron il giorno in cui ha sposato Brigitte nel 2007) siano destinate a fallire e abbiamo l’opposizione inesorabile dei figli del precedente matrimonio.
Nella famiglia Macron tutto questo non esiste, ma sembra esistere molto il rispetto dei sentimenti, la volontà di non perdersi, l’impegno per fare in modo che la vita sia più semplice a tutti, insieme alla consapevolezza di avere scelto un rapporto fuori dagli schemi “classici”. Altro che i nostri adolescenti e giovani figli delle migliaia di coppie che si separano e divorziamo, impegnati in battaglie legali furibondo dove i figli, appunto, vengono schierati contro l’altro coniuge o come catapulte di attacco o come merce di scambio. Figli che, peraltro, raramente essi stessi analizzano le vere situazioni, ma partono lancia in resta a favore di un solo genitore (più spesso la mamma), salvo poi avere quanti più soldi possibile dall’altro. E’ un tabù vero, importante, quello della donna molto più anziana del marito, è qualcosa che va a toccare un saldo principio mai messo in discussione in grandi matrimoni europei o americani, è un tarlo che minerà alla fine tutti i commentatori, che vorranno vedere da vicino, e sotto sotto aspettano le prime liti fra i due. E’ un importante elemento di riflessione per i nostri giudici che affrontano le cause di separazione dove magari compare come fattispecie processuale sottolineata in negativo la grande differenza fra i due, a svantaggio della donna.
Ma soprattutto è una nuova autentica rivoluzione per le donne: al messaggio quotidiano che passa da anni sui media – la ragazza giovane, fresca, senza imperfezioni fisiche – si contrappone ora uno scenario ribaltato a 360 gradi: gli uomini scoprano, insomma, che una donna, a venti come a sessant’anni, ha cervello, abilità, competenze, sex appeal. Tutte qualità che non hanno nulla a che fare con l’età.
Ovviamente se lui fosse una donna direbbero di lei, più giovane del suo ipotetico compagno, che l’ha sposato per i soldi, per fama e fortuna, perché le donne possono essere solo questo: in vendita ad esibirsi per far eccitare il maschio alpha. Una donna dell’età della compagna di Macron non si presta e dunque non va bene. Questa unione, è evidente, ribalta stereotipi e costumi consolidati da millenni, mette in crisi i media perché ne vogliono parlare come di un gossip ma parlano della moglie del presidente di uno dei più importanti paesi del mondo, disturba oltremodo i conservatori di ogni razza e colore e può rilanciare davvero ragionamenti importanti, perduti nel dibattito anche politico degli ultimi anni: la clamorosa scoperta che le donne sono persone!
***
dal Corriere della Sera

Brigitte Berluscon

Mercoledì 17 maggio 2017
di Massimo Gramellini
Noi maschi siamo gente strana. Si prenda uno degli esponenti più celebri della categoria: Silvio Berlusconi. Fondatore di imperi, intelligenza non ostentata ma nettamente superiore alla media (basti pensare a quante volte si è preso gioco di D’Alema) e però anche una propensione irresistibile per le battute di cattivo gusto. Nell’ultima della serie ha descritto la moglie di Macron come «una bella mamma che l’ha portato per braccio (forse intendeva dire «per mano», o forse addirittura «in braccio») ancora quando era bambino».
L’averla definita «bella« gli sarà sembrata una galanteria sufficiente a emendare la perfidia successiva. Per un maschio alfa con tendenze al gallismo come lui, l’idea che un uomo possa innamorarsi di una donna più vecchia è semplicemente inconcepibile. La considera una forma di infantilismo, forse un’ammissione di fragilità. Di sicuro un gesto contro natura. Berlusconi non starebbe con una di sessant’anni neanche adesso che ne ha ottanta. Figurarsi all’età di Macron. Come minimo gli sarebbe scattato il complesso di Edipo, l’unico che non ha mai scritturato per le sue feste danzanti.
Noi maschi siamo gente strana, si diceva. Persino quei pochi che possiedono un cervello agile (beati loro) sono incapaci di guardare le cose da un altro punto di vista: anche un uomo che si accompagna con donne che hanno meno della metà dei suoi anni può venire chiamato «papà» o al limite «papi». Berlusconi se l’è scordato. Altrimenti sarebbe costretto ad ammettere che la Brigitte italiana è lui.

3 Commenti

  1. Patrizia ha detto:

    Le donne se sono speciali vanno bene a tutte le età.

  2. Giuseppe ha detto:

    Sbaglierò e sarò troppo sentimentale (oserei dire terra-terra), ma credo che il segreto della famiglia Macron (ammesso che di segreto si tratti) sia l’armonia. Cioè quella corrente di stima e d’affetto reciproci che rende le cose più partecipate e finisce per coinvolgere tutti coloro che ne fanno parte. È ovvio, che senza le più elementari basi di educazione e di fiducia tutto ciò è impossibile, per questo chi è tuttora ancorato alle tradizioni maschiliste lo può trovare assurdo o, quantomeno, incomprensibile. L’amore tra un uomo e una donna, se non si lascia condizionare dagli eccessi morbosi della sensualità, o dal desiderio di possesso, non conosce limiti di età, anche se può suscitare scalpore. Anzi, oggi, grazie alla sempre maggiore emancipazione femminile, una donna matura può senza alcun dubbio rivaleggiare con un’altra anche molto più giovane di lei, grazie ad un fascino più consapevole e completo, che riesce ad offuscare senza rimpianti la freschezza e la spavalderia della gioventù. Quanto a Berlusconi, l’uomo si commenta da solo, sarà pure intelligente come sostiene Gramellini, ma la sua è un’intelligenza sprecata, perché tutta tesa ad offrire un’immagine di sé compiaciuta e sopravvalutata. Anche nel rapporto con l’altro sesso che, inevitabilmente, scade nella volgarità e nell’ossessione.

  3. GIANNI ha detto:

    In occasioni come questa, molti indulgono a quella sorta di gossip che si concentra sul fenomeno di costume, legato all’età della moglie del neopresidente.
    Credo, invece, che a prescindere dalla questione di costume, meriti sopratutto attenzione l’aspetto politico, sicuramente foriero di rilevanti conseguenze per i francesi, ma poi per tutti noi.
    I partiti tradizionali sono stati travolti, il governo nominato dal neo presidente si fonda su un’ipotesi di accordo tra forze diverse, ed una nuova prospettiva si va imponendo.
    Il superamento della classica impostazione socialdemocratica, per dare invece spazio e visibilità ad una prospettivva nuova, imperniata su paradigmi di liberalismo sociale o socialismo lberale, in gran parte negletti dalla tradizione socialista maggioritaria europea.
    E’ quindi venuto il tempo di cambiare, come già avvenuto in Italia con Renzi, che ha archivato ruderi della storia politica, come D’Alema e Bersani.
    Ma anche l’Europa è destinata a cambiare, se non vuol soffocare sotto la propria burocrazia, per dare vita ad un modello non più imperniato sui conti di bilancio e sullo spauracchio inflattivo, ma sullo sviluppo e sulla promozione sociale.
    In Italia con Renzi ed in Francia con Macron lo si è capito.
    Mi auguro che continuino in italia a capirlo alle prossime elezioni, e che questo tipo di impostazione politica venga condiviso nel resto d’Europa.

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