Boom di psicofarmaci, allarme giovani a Milano

da AVVENIRE
16 maggio 2018
Inchiesta.

Boom di psicofarmaci, allarme giovani a Milano

Simone Marcer
Stress da lavoro e da studio: molti ricorrono al farmaco (senza ricetta) come soluzione per qualsiasi problema
Milano è la città che non dorme mai. Ed è purtroppo in testa a quell’indicatore di infelicità che sono gli psicofarmaci. Nelle farmacie italiane sono stati venduti in media 6.841 confezioni di psicofarmaci al mese; in quelle di Milano e provincia ben 1.700 confezioni in più al mese: per la precisione 8.504. Città e area metropolitana staccano il resto d’Italia, che peraltro si difende bene nel consumo di psicofarmaci. In Italia sono stati venduti 128 milioni di confezioni in un anno per 1,2 miliardi di fatturato il che teoricamente significa più di due confezioni a testa, neonati inclusi. Di questi 55,2 milioni sono stati fatti a Milano e area metropolitana.
Se nel resto d’Italia il trend è costante nel tempo e registra una leggera flessione, qui invece si è stabilizzata dopo un sostanziale aumento (-1,1% rispetto allo scorso anno, ma +19,8% rispetto ai due anni precedenti). Ansiolitici, antidepressivi, antipsicotici, sedativo ipnotici: Milano batte Italia, e si conferma metropoli europea, in tutte le principali categorie. Tranne ad agosto, quando gli uffici sono chiusi, le farmacie lavorano meno e i milanesi non ci sono.
A Milano il prezzo degli psicofarmaci è più alto del 4,9% rispetto alle altre città. Il mercato si adegua, e domanda e offerta si rincorrono a vicenda: la percentuale di acquisto di psicofarmaci generici (più economici), qui è nettamente più alta rispetto alla media (42% contro il 35% italiano). I sedativo-ipnotici (sonniferi) rappresentano la maggioranza assoluta delle vendite di psicofarmaci e costituiscono il 58,5%, con una quota sensibilmente superiore rispetto alla media italiana. Seguono antidepressivi (28%) e antipsicotici (12,4%), entrambi con vendite stabili.
I numeri delle farmacie sono stati resi noti da New Line Ricerche di mercato, uno spin off di New Line, azienda storica nell’ambito delle soluzioni informatiche per il mondo della farmacia, che collabora con le più importanti case farmaceutiche e collabora con migliaia di farmacie facendo analisi di mercato e statistiche per il monitoraggio dei mercati. Numeri che riguardano naturalmente solo i farmaci da ricetta, senza considerare per esempio chi passa direttamente in farmacia a comprarsi un sedativo perché non riesce a dormire, cosa che naturalmente non si potrebbe fare. Quanto sia diversa la realtà è fin troppo facile verificarlo.
Nell’indagine sulla popolazione giovanile invece (Espad Italia 2016) il 9,2% degli studenti ha dichiarato di aver assunto psicofarmaci senza prescrizione medica nel corso dell’anno. Il 5,5% nell’arco di un mese, l’1,9% con frequenza (sempre senza prescrizione). Gli psicofarmaci maggiormente utilizzati dagli studenti sono i farmaci per dormire, seguiti da quelli per l’attenzione. I farmaci per l’attenzione, o simpatico-mimetici ad azione centrale, che agiscono sui neurotrasmettitori dell’adrenalina (e che costituiscono una moda e una piaga negli Stati Uniti, dove si assumono farmaci a base di anfetamine o di metilfenidato per lo studio, il lavoro, lo sport, per fare i compiti e per i lavori in casa… per qualsiasi cosa insomma) meritano un discorso a parte. Stando alle cifre sia l’Italia che Milano sono immuni dal fenomeno: le vendite costituiscono lo 0,19-0,17% del fatturato di psicofarmaci (e Milano qui è addirittura inferiore alla media nazionale). Ma a parte il fatto che il vero mercato di questi prodotti è su Internet, anche nelle farmacie (e qui torniamo ai dati ricettati) si registra una crescita del 14,5% dal 2016, e del 37,4% rispetto all’anno precedente. Stando invece al questionario Espad, le ragazze ricorrono ai tranquillanti il doppio dei ragazzi e ai farmaci per l’attenzione il quadruplo di loro. Anche nel consumo di psicofarmaci in età giovanile e senza prescrizione primeggia la Lombardia (il dato disaggregato in questo caso è regionale), insieme a tutto il Nord, più produttivo e competitivo, con percentuali di consumo tra il 10,7 e l’11,8% della popolazione giovanile. Nella stessa indagine Espad del Cnr di Pisa, il consumo di psicofarmaci senza prescrizione, in età giovanile, è considerato uno dei fattori associati positivamente a quello di sostanze stupefacenti.
«Si è indotti a pensare che qualsiasi problema possa essere affrontato con gli psicofarmaci. Il problema è che per qualsiasi questione ci si dimentica che è opportuno confrontarsi: anzitutto i famigliari, e poi con gli esperti» aggiunge Mara Tognetti, docente di politiche per la salute all’Università Milano Bicocca. «Non sono aumentati i disturbi mentali, che sono sempre il 3% circa della popolazione, si è ampliata a dismisura la casistica dei disturbi del comportamento. La depressione, ad esempio, è diagnosticata nel 2% dei casi. Il 20% che ricade sulla psichiatria è altro, e questo altro è indotto anche dal mercato» dice Scarone. Poi ci sono gli stili di vita: esistono analisi che mostrano come un’alimentazione corretta e un sufficiente livello di attività fisica abbassino rispettivamente del 16 e del 19% i casi di depressione rispetto a chi non fa niente e mangia cibo spazzatura. «La tendenza all’automedicalizzazione è un segno del nostro tempo: viviamo in una società che si autocura, che oscilla tra stimolazione e sedazione (con una prevalenza della prima), e che in fin dei conti non è mai soddisfatta di sé: magari non si sta male, ma di sicuro non si sta neanche bene. La domanda allora è: fino a che punto si tratta di un’infelicità reale, e in quanta parte è indotta da modelli e da standard inaccessibili?», si chiede Renato Bricolo, psichiatra e psicoterapeuta. In ogni rispettivo ambito si arriva sempre alla stessa conclusione: l’autoalimentazione dei disturbi. «Circa il 30 per cento dei casi trattati in ambito lavorativo sono propriamente “stress da lavoro” – sostiene Raffaele Latocca, direttore di Medicina del Lavoro all’Ospedale San Gerardo di Monza –, poi però andando a vedere di cosa si compone la parte residua di stress da lavoro, si scopre che esiste una percentuale uguale di casi, in cui una psicopatologia che non viene trattata o viene trattata in modo sbagliato inquina l’ambiente lavorativo. Il che genera costi enormi, sanitari, sociali, in giorni di lavoro perso».

 

Lascia un Commento

CAPTCHA
*

 

Questo sito utilizza cookie a scopo tecnico, analitico e profilante anche di terze parti. Chiudendo questo banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Cosa sono i cookie

In informatica i cookie – letteralmente “biscotto” - sono righe di testo usate per eseguire autenticazioni automatiche, tracciatura di sessioni e memorizzazione di informazioni specifiche riguardanti gli utenti che accedono al server.
Nel dettaglio, sono stringhe di testo di piccola dimensione inviate da un server ad un Web client (di solito un Browser) e poi rimandati indietro dal client al server (senza subire modifiche) ogni volta che il client accede alla stessa porzione dello stesso dominio web.

Tipologie di cookie

Cookie tecnici
Sono cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web, permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate o di settare alcune preferenze sul sito web e ritrovarle settate al prossimo accesso.
Senza il ricorso a tali cookie alcune operazioni sul sito potrebbero non essere possibili o potrebbero essere più complesse e meno sicure.
Cookie di profilazione
Sono cookie utilizzati per monitorare e profilare gli utenti durante la navigazione, studiare i loro movimenti e abitudini di consultazione del web o di consumo (cosa comprano, cosa leggono, ecc.), anche allo scopo di inviare pubblicità di servizi mirati e personalizzati.
Cookie di terze parti
Sono cookie installati da siti differenti da quello sul quale si sta navigando generalmente a scopo di profilazione oppure per attivare specifiche funzionalità (ad esempio i cookie installati per i social plugins).
In tali casi, tuttavia, il Titolare del trattamento dei dati personali acquisiti tramite questo sito internet è esente da qualsiasi forma di responsabilità in tal senso posto che l’operatività di tali cookies rientra nella piena ed esclusiva responsabilità di società terze.

Per garantire una maggiore trasparenza e comodità, si riportano qui di seguito gli indirizzi web delle diverse informative e delle modalità per la gestione dei cookie.
Facebook informativa: https://www.facebook.com/help/cookies/
Facebook (configurazione): accedere al proprio account. Sezione privacy.
Twitter informative: https://support.twitter.com/articles/20170514
Twitter (configurazione): https://twitter.com/settings/security
Linkedin informativa: https://www.linkedin.com/legal/cookie-policy
Linkedin (configurazione): https://www.linkedin.com/settings/
Google+ informativa: http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/cookies/
Google+ (configurazione): http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/managing/

Google Analytics
Il sito include anche talune componenti trasmesse da Google Analytics, un servizio di analisi del traffico web fornito da Google, Inc. (“Google”). Anche in questo caso si tratta di cookie di terze parti raccolti e gestiti in modo anonimo per monitorare e migliorare le prestazioni del sito ospite (performance cookie).
Google Analytics utilizza i “cookie” per raccogliere e analizzare in forma anonima le informazioni sui comportamenti di utilizzo del sito (compreso l’indirizzo IP dell’utente). Tali informazioni vengono raccolte da Google Analytics, che le elabora allo scopo di redigere report per gli operatori riguardanti le attività sui siti web stessi. Questo sito non utilizza (e non consente a terzi di utilizzare) lo strumento di analisi di Google per monitorare o per raccogliere informazioni personali di identificazione. Google non associa l’indirizzo IP a nessun altro dato posseduto da Google né cerca di collegare un indirizzo IP con l’identità di un utente. Google può anche comunicare queste informazioni a terzi ove ciò sia imposto dalla legge o laddove tali terzi trattino le suddette informazioni per conto di Google.
Per ulteriori informazioni, si rinvia al link di seguito indicato:
https://www.google.it/policies/privacy/partners/

Conferimento dei dati
Fatta eccezione per i cookie tecnici strettamente necessari alla normale navigazione, il conferimento dei dati è rimesso alla volontà dell’interessato che decida di navigare su questo sito dopo aver preso visione dell’informativa breve contenuta nell’apposito banner e di usufruire dei servizi che comportano l’installazione di cookie.
Chiudendo il banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un qualsiasi elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’utilizzo di tutti i cookie presenti sul sito (inclusi quelli di terze parti) e il suo consenso viene memorizzato in un apposito cookie tecnico in modo che il banner non venga più visualizzato durante i futuri accessi al sito.
Come disattivare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile rifiutare tutti i cookie o permettere l’installazione di cookie provenienti solo da alcuni siti scelti. Il blocco di tutti i cookie potrebbe inficiare il corretto funzionamento di alcune funzionalità dei siti che si visitano.
Queste le istruzioni per disattivare / attivare i cookie nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Attivare%20e%20disattivare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392971?hl=it-IT
Come cancellare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile cancellare tutti i cookie salvati sul proprio dispositivo.
Queste le istruzioni per cancellare i cookie (o solo alcuni di essi) nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Eliminare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392709?hl=it

Per completezza si informa l’utente che è possibile avere informazioni sui cookie archiviati sul proprio terminale e disattivarli singolarmente decidendo di accettarli solo da parte di alcune società cliccando sulla risorsa Your Online Choices raggiungibile dal seguente link: http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte.

Chiudi