Report criminale! Fatelo chiudere e condannate la Rai!

da L’Unità
Maddalena Carlino
18 aprile 2017

Burioni attacca Report:

“Sul Papilloma virus ha raccontato bugie”

Burioni accusa il programma trasmesso sul servizio pubblico di aver fatto circolare disinformazione, senza un singolo esperto a fare sentire la voce della scienza
“Diffondere la paura raccontando bugie è un atto grave e intollerabile. E’ abusare in maniera perversa della libertà di opinione. E’ come gridare ‘c’è una bomba’ in uno stadio affollato per vedere la gente che fuggendo calpesta i bambini”. Roberto Burioni, medico, da tempo in prima linea contro le teorie antivacciniste e le bufale delle rete, questa volta si scaglia, tramite la sua pagina Facebook, contro la trasmissione di Rai3, Report dedicata al vaccino contro il Papilloma virus, il primo vaccino contro il cancro che l’uomo è riuscito a inventare.
Burioni accusa di “diffondere la paura raccontando bugie”, “contro un vaccino sicuro e di una formidabile efficacia a differenza di quanto fatto affermare senza contraddittorio in televisione”.
A sostegno della sua posizione Burioni mette a piè di pagina i riferimenti bibliografici di quanto da lui affermato e posta la foto di Stefania Rotolo, “una ballerina bravissima e famosa. Tre anni dopo questo scatto è morta a 29 anni di cancro all’utero, la malattia causata da HPV che il vaccino previene in modo efficacissimo. In un mondo di vaccinati sarebbe ancora viva con la sua bambina”.
“Report ha dato spazio a teorie prive di base scientifica, a individui senza alcuna autorevolezza ed ha mescolato sapientemente possibili tangenti e ipotesi non confermate per ottenere un effetto abominevole: instillare timore nei confronti di una pratica medica sicura, efficace ed in grado di salvare migliaia di donne da una morte atroce” accusa Burioni che ha deciso di prendere un impegno.
“Nei prossimi giorni sarò costretto a dedicare il mio tempo e questa pagina a smontare ad una ad una le falsità che sono state dette. Lo farò come al solito in maniera inoppugnabile, portando a supporto delle mie affermazioni inconfutabili dati scientifici e lo farò perché è mio dovere di padre, di medico e di professore universitario e anche di cittadino che vede i soldi delle proprie tasse utilizzati in questo modo intollerabile. Farò quello che una giornalista scrupolosa avrebbe dovuto fare prima di mettere in onda un servizio: verificare attentamente le fonti. Non l’ha fatto lei, lo farò io. Pazienza”.
“Però è doveroso ricordare che se un giornalista ospitasse le opinioni di un un violento che sostiene che le donne si devono picchiare avrebbe sulla coscienza i femminicidi. Ebbene, questo virus è il peggiore femminicida in circolazione nel nostro paese: con il cancro che provoca, nel 2017 ucciderà solo nel nostro paese 2900 donne” .
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2 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Quello del giornalista è un mestiere impegnativo, specialmente se si tratta di giornalismo investigativo. O meglio lo sarebbe se fatto in modo serio e rigoroso, cioè dando anche spazio a voci discordanti rispetto alle tesi che vengono esposte, in modo da offrire una visione globale (a 360° come si dice oggi) dell’argomento oggetto d’inchiesta. Infatti se da un lato il reporter ha tutto il diritto di proteggere le proprie fonti, dall’altro per essere credibile, ha l’obbligo di dare voce anche a chi la pensa diversamente, consentendogli di esporre le proprie opinioni e, se necessario, rendere testimonianza. Nel nostro bel paese, invece, è diffuso il malvezzo di “sparare” la notizia in modo vistoso, così da attirare l’attenzione dell’utenza e, magari solo successivamente, per lo più in seguito a polemiche o in casi estremi a querele, aggiustare il tiro, procedendo alle smentite di rito e alle dovute rettifiche o scuse, comunque sempre tardive. Tanto la maggior parte delle volte il danno è stato fatto (a volte in modo irreparabile) e il “messaggio” che si voleva far passare è ormai agli atti. A questo proposito, ricordo che, Berlusconi regnante, questo modo di fare, molto diffuso in quel periodo, veniva chiamato “minzolinismo” dal nome del giornalista (???) Minzolini, fedelissimo lacchè del piazzista di Arcore (che gli consegnò addirittura le chiavi della direzione del TG1) per la sua abitudine -come inviato parlamentare- di nascondersi nei bagni e riferire tutto ciò che sentiva, senza curarsi di fare accertamenti o verifiche.

  2. GIANNI ha detto:

    Penso che ogni trasmissione che sostiene una tesi dovrebbe consentire un contraddittorio, sopratutto laddove non esistano ancora certezze assolute.
    Non sono invece, nel merito, concorde con chi quasi dogmaticamente afferma che la verità è dalla sua.
    Se il dott. Burioni, quale esperto in materia, ci dice la sua, ci sono almeno altrettante ricerche, condotte alcune di queste sotto l’egida dei sistemi sanitori di stati europei, che indicano possibili effetti negativi.
    Probabilmente la verità sta nel mezzo, cioè il vaccino ha la sua efficacia, ma probabilmente si accompagna anche ad effetti avversi, di cui almeno alcuni, legati al sistema cardio circolatorio, potrebbero avere effetti decisamente negativi.
    Del resto, è noto come a le basi per una ricerca epidemiologica supportata da presupposti realisti, si dovrebbe correlare ad una più ampia casistica, che ancora non sussiste.
    Si tratta, quindi, per chi volesse decidere sulla eventuale somministrazione, di guardare, come spesso succede in tale ambito, ai due piatti della bilancia.
    Comunque, per chi desiderasse avere una difesa preventiva (secondo taluni studi anche curativa) contro qualsiasi tipo di tumore, potrebbe usare una pianta, come l’echinacea, che ottimizza la modulazione del sistema immunitario.
    Ovviamente va anche a tale proposito richimato che questo tipo di sostanze vanno particolarmente misurate in coloro che soffrono di patologie autoimmuni, o con componenti autoimmuni, quali potrebbero essere patologie reumatiche o infiammatorie di vario tipo.
    Ma, a parte una particolare reattività che facilita l’insorgere di attacchi nelle patologie di questo ipo, proprio un largo e da lungo tempo conosciuto uilizzo di questa pianta dalle proprietà officinali, tende ad escludere i più gravi aspetti potenzialmente negativi di alcuni vaccini, su cui ancora gravano dubbi sulla loro sussitenza ed eventuale dimensione epidemiologica.

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