Padre Juan Bottasso e gli Shuar: un incontro rivoluzionario

Bambini Shuar giocano lungo il fiume nella selva – Kintianua/CC by 4.0
da AVVENIRE
17 settembre 2021
Amazzonia.

Padre Juan Bottasso e gli Shuar:

un incontro rivoluzionario

Franco La Cecla
In Ecuador il salesiano, morto nel 2019, con i confratelli ha ribaltato la prassi missionaria attraverso l’incontro con l’antropologia, immergendosi completamente nella vita e nella cultura indigena
Sono tornato a Quito dopo trentasei anni. Speravo di rivedere un amico che mi ha aperto allora le porte dell’Amazzonia e il fascino dell’antropologia, ma Juan Giovanni Bottasso, il salesiano piemontese che ha lavorato più di chiunque altro al riscatto delle culture indigene dell’Amazzonia e delle Ande è morto nel 2019. Se non lo avessi incontrato nel 1985 e non mi avesse spedito in “oriente”, nella selva degli Shuar e degli Achaur, le tribù fiere della foresta che hanno resistito più a lungo contro gli spagnoli e poi ai tentativi di assimilazione, non sarei diventato antropologo.
La storia di Juan Bottasso è un’avventura. A diciassette anni parte con il fratello Domingo per diventare missionario nella foresta. Sono gli anni in cui il ruolo dei missionari comincia a essere messo in dubbio da loro stessi. La pratica di sottrarre i bambini ai villaggi per educarli nelle missioni ai valori del progresso comincia a essere considerata lesiva delle culture indigene. Il congresso missionario di Medellin negli anni sessanta segnerà una svolta definitiva. Bottasso e molti giovani missionari con lui, tra cui il padre Luis Bolla decideranno che il ruolo dei missionari è quello di comprendere e difendere le culture indigene, evangelizzare non significa essere al servizio degli stati nazionali che vogliono estinguere la cultura di questi barbari arretrati.
Si tratta, anzitutto, sosterrà Bottasso, di comprendere il profondo valore spirituale delle culture amazzoniche, i missionari devono imparare dagli antropologi quel fieldwork, “vivere insieme” agli indigeni senza imporre la propria cultura. Saranno loro a cercare di essere accettati nei villaggi, ribaltando la logica predatoria in vigore fino a poco tempo prima.
Juan e Domingo e Luis Bolla vivono una stagione eroica, insieme al padre Pellizzaro che sta finendo di compilare un dizionario shuar, formano alla scrittura bilingue i giovani shuar. Alcuni di questi raccontano il senso del vivere nella foresta, il rapporto con Arutam, lo spirito che annuncia a ognuno la sua vocazione (guerriera e non) con le forze della selva, con gli antenati, la complessa cosmovisione espressa in una ritualità linguistica impressionante. Gli Shuar e gli ancora più remoti Achuar coltivano una dialogicità e competitività fatta di rime, formule, una eleganza di forme quasi impossibile da apprendere.
Juan Bottasso decide che bisogna creare uno spazio nuovo per le culture indigene. Si consulta con gli antropologi, tra cui Antonino Colajanni e Maurizio Gnerre, vuole pubblicare le tesi di diploma dei giovani indigeni. Nasce così negli anni ’70 la casa editrice Abya Yala, un nome preso in prestito dagli indigeni Kuna di Panama, gli unici nell’amerindia che abbiano un nome per il continente. Abya Yala significa la terra che splende. Cominciano le pubblicazioni e allo stesso tempo il lavoro costante di Bottasso di aprire il mondo missionario a quello dell’antropologia. Sarà una collaborazione fervida, intensa, con antropologi come Philippe Descola e Anne Christine Taylor, con Sabine Speiser e centinaia di altri studiosi che trasformeranno non solo la visione missionaria, ma anche l’atteggiamento della antropologia accademica nei confronti del mondo missionario.
Abya Yala pubblicherà il diario di José Arnalot, un ex missionario salesiano che vivendo in mezzo agli Shuar capirà che ha ben poco da insegnare e molto da imparare. Il suo libro Quello che gli Shuar mi hanno insegnato segna una tappa fondamentale. Nel frattempo Luis Bolla chiederà al suo vescovo il permesso di “perdersi” nella foresta e vivere in tutto e per tutto come uno Shuar, non evangelizzando se non con la propria condivisione. Bolla, che da ora in poi si chiamerà Yánkuam’ diventerà una leggenda vivente, fuggendo nella selva sempre più remota per allontanarsi da quel progresso e da quella civiltà che vorrebbe assimilare gli indigeni.
Il lavoro di Bottasso diventerà sempre più coraggioso, fonderà una Università con un dipartimento di Antropologia Applicata ed essendo un uomo “politico” cercherà in tutti i modi di influenzare il governo dell’Ecuador perché dia agli indigeni i diritti alla terra in cui vivono e il rispetto delle loro lingue e culture. Con effetti straordinari perché otterrà che nelle scuole del paese esse vengano insegnate e contribuirà ad allargare “la lotta” agli indigeni della sierra di lingua quechua (milioni) alle popolazioni afro della costa. Nel frattempo Abya Yala comincerà a coinvolgere le popolazioni indigene del Perù, della Bolivia, della Colombia e del resto delle Americhe.
Il lavoro dell’infaticabile Juan Bottasso sarà per un verso il contributo a una nuova classe politica indigena in Ecuador e per l’altro il costante convincere la Chiesa della importanza del rispetto nei confronti dei popoli indigeni e del chiedere loro perdono per la repressione della loro cultura dalla Conquista in poi.
Fino all’anno precedente alla sua morte Juan sarà un infaticabile connettore di reti, viaggerà tra gli indigeni del Canada e quelli dell’India, sarà presente nei dibattiti di Survival International come in quelli delle Nazioni Unite. Denunciando l’attitudine per lui sbagliata della stessa Chiesa a dividere gli indigeni invece di comprendere che essi rappresentano un tutto connesso che ha una conoscenza spirituale fondamentale per la salvezza della natura e del pianeta. L’enciclica di Papa Francesco sul rapporto con la natura farà eco al lavoro decennale di Bottasso e degli altri pionieri. L’ultima opera che Bottasso porterà a termine sarà la pubblicazione dei dodici volumi del diario di quarant’anni di presenza tra gli Shuar di Yumkuam’, di Luis Bolla, un contributo straordinario alla conoscenza intima del mondo amazzonico e delle sue cosmovisioni.
Quando nel 1985 Juan mi affidò a suo fratello Domingo perché visitassi i villaggi Shuar, mi stupì la presenza di un mondo indigeno che aveva una università shuar per radio e una in presenza nella selva, che consentiva agli indigeni stessi di appropriarsi delle tecnologie e delle comunicazioni con piccoli aerei. Sull’aereo che mi portava nella foresta viaggiava un capo indigeno che aveva vissuto anni a Quito e che ora tornava perché in città si annoiava. Ricordo ancora la prima notte passata nella maloca, nella capanna Shuar, dove a me, imberbe antropologo, succedeva di assistere a conversazioni punteggiate di risate che duravano tutta la notte. Uno dei temi della loro ilarità doveva essere sicuramente il sottoscritto.

Lascia un Commento

CAPTCHA
*

 

Questo sito utilizza cookie a scopo tecnico, analitico e profilante anche di terze parti. Chiudendo questo banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Cosa sono i cookie

In informatica i cookie – letteralmente “biscotto” - sono righe di testo usate per eseguire autenticazioni automatiche, tracciatura di sessioni e memorizzazione di informazioni specifiche riguardanti gli utenti che accedono al server.
Nel dettaglio, sono stringhe di testo di piccola dimensione inviate da un server ad un Web client (di solito un Browser) e poi rimandati indietro dal client al server (senza subire modifiche) ogni volta che il client accede alla stessa porzione dello stesso dominio web.

Tipologie di cookie

Cookie tecnici
Sono cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web, permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate o di settare alcune preferenze sul sito web e ritrovarle settate al prossimo accesso.
Senza il ricorso a tali cookie alcune operazioni sul sito potrebbero non essere possibili o potrebbero essere più complesse e meno sicure.
Cookie di profilazione
Sono cookie utilizzati per monitorare e profilare gli utenti durante la navigazione, studiare i loro movimenti e abitudini di consultazione del web o di consumo (cosa comprano, cosa leggono, ecc.), anche allo scopo di inviare pubblicità di servizi mirati e personalizzati.
Cookie di terze parti
Sono cookie installati da siti differenti da quello sul quale si sta navigando generalmente a scopo di profilazione oppure per attivare specifiche funzionalità (ad esempio i cookie installati per i social plugins).
In tali casi, tuttavia, il Titolare del trattamento dei dati personali acquisiti tramite questo sito internet è esente da qualsiasi forma di responsabilità in tal senso posto che l’operatività di tali cookies rientra nella piena ed esclusiva responsabilità di società terze.

Per garantire una maggiore trasparenza e comodità, si riportano qui di seguito gli indirizzi web delle diverse informative e delle modalità per la gestione dei cookie.
Facebook informativa: https://www.facebook.com/help/cookies/
Facebook (configurazione): accedere al proprio account. Sezione privacy.
Twitter informative: https://support.twitter.com/articles/20170514
Twitter (configurazione): https://twitter.com/settings/security
Linkedin informativa: https://www.linkedin.com/legal/cookie-policy
Linkedin (configurazione): https://www.linkedin.com/settings/
Google+ informativa: http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/cookies/
Google+ (configurazione): http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/managing/

Google Analytics
Il sito include anche talune componenti trasmesse da Google Analytics, un servizio di analisi del traffico web fornito da Google, Inc. (“Google”). Anche in questo caso si tratta di cookie di terze parti raccolti e gestiti in modo anonimo per monitorare e migliorare le prestazioni del sito ospite (performance cookie).
Google Analytics utilizza i “cookie” per raccogliere e analizzare in forma anonima le informazioni sui comportamenti di utilizzo del sito (compreso l’indirizzo IP dell’utente). Tali informazioni vengono raccolte da Google Analytics, che le elabora allo scopo di redigere report per gli operatori riguardanti le attività sui siti web stessi. Questo sito non utilizza (e non consente a terzi di utilizzare) lo strumento di analisi di Google per monitorare o per raccogliere informazioni personali di identificazione. Google non associa l’indirizzo IP a nessun altro dato posseduto da Google né cerca di collegare un indirizzo IP con l’identità di un utente. Google può anche comunicare queste informazioni a terzi ove ciò sia imposto dalla legge o laddove tali terzi trattino le suddette informazioni per conto di Google.
Per ulteriori informazioni, si rinvia al link di seguito indicato:
https://www.google.it/policies/privacy/partners/

Conferimento dei dati
Fatta eccezione per i cookie tecnici strettamente necessari alla normale navigazione, il conferimento dei dati è rimesso alla volontà dell’interessato che decida di navigare su questo sito dopo aver preso visione dell’informativa breve contenuta nell’apposito banner e di usufruire dei servizi che comportano l’installazione di cookie.
Chiudendo il banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un qualsiasi elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’utilizzo di tutti i cookie presenti sul sito (inclusi quelli di terze parti) e il suo consenso viene memorizzato in un apposito cookie tecnico in modo che il banner non venga più visualizzato durante i futuri accessi al sito.
Come disattivare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile rifiutare tutti i cookie o permettere l’installazione di cookie provenienti solo da alcuni siti scelti. Il blocco di tutti i cookie potrebbe inficiare il corretto funzionamento di alcune funzionalità dei siti che si visitano.
Queste le istruzioni per disattivare / attivare i cookie nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Attivare%20e%20disattivare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392971?hl=it-IT
Come cancellare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile cancellare tutti i cookie salvati sul proprio dispositivo.
Queste le istruzioni per cancellare i cookie (o solo alcuni di essi) nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Eliminare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392709?hl=it

Per completezza si informa l’utente che è possibile avere informazioni sui cookie archiviati sul proprio terminale e disattivarli singolarmente decidendo di accettarli solo da parte di alcune società cliccando sulla risorsa Your Online Choices raggiungibile dal seguente link: http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte.

Chiudi