Vecchioni: «Non bevo da sette anni e credo che Dio esista. Ho sconfitto tre tumori»

dal corriere della sera

Vecchioni:

«Non bevo da sette anni e credo che Dio esista.

Ho sconfitto tre tumori»

di Aldo Cazzullo
Il cantautore Roberto Vecchioni racconta: «Ero sicuro che avrei vinto Sanremo, ho avuto dei sogni premonitori». Il primo ricordo? «Gli eroi: Garibaldi, e l’Inter»
Roberto Vecchioni, qual è il suo primo ricordo?
«Ho un anno e mezzo e ho fatto la pipì sul pavimento. Mia mamma rientra a casa e io incolpo il cavallo a dondolo: “Avallo pipì terra”».
«Oh oh cavallo…». È il suo destino.
«Papà scommetteva all’ippodromo. Possedeva pure un cavallo da corsa: Nelumbo, nome giapponese. Il cavallo è la svolta nella storia d’Europa. Prima esisteva una civiltà matristica, in cui uomini e donne erano uguali. Poi arrivarono gli indoeuropei, a cavallo, e cambiarono tutto: fecero la guerra, costruirono mura, imposero l’egemonia dell’uomo».
E il suo primo ricordo pubblico?
«Gli eroi: Garibaldi, e l’Inter».
I suoi genitori sono napoletani.
«Mamma aveva una nonna principessa: si chiamava Lonardi, parente di Eduardo Lonardi, presidente dell’Argentina. Si trasferì a Milano per seguire mio padre, rappresentante di tessuti. Lui milanista, io interista; lui liberale malagodiano, io comunista; ma ci siamo sempre rispettati».
La Grande Inter.
«Divenni interista prima, al tempo del Milan del Gre-No-Li, che era molto più forte di noi. Comprammo Angelillo, l’angelo con la faccia sporca, ma purtroppo si innamorò perdutamente di una ballerina, Ilya Lopez, che si chiamava in realtà Attilia Tironi… San Siro aveva un solo anello. I miei amici e io non avevamo i soldi per il biglietto, così scavalcavamo».
Chi era il suo eroe?
«Corso. Fingeva di non esserci, poi calciava una punizione a foglia morta. Comunque i più forti che ho visto dal vivo sono Maradona e Ronaldo. Quello vero, il nostro».
Nel 1964 la prima Coppa dei Campioni.
«Al Prater di Vienna. C’ero. E ho chiuso il cerchio nel 2010, portando la famiglia a vedere l’Inter vincere la finale di Champions a Madrid. Festeggiamo tutta la notte con quelli del Bayern, che pure avevano perso».
Tra Milan e Juve chi tifa?
«Ovviamente Milan».
Le prime canzoni?
«A 18 anni. Dedicate ad Aiace, e alla battaglia di Maratona. Immaginai che Filippide fosse un ladro d’armi, che razziando cadaveri sentì un morente sussurrare: vai da mia moglie e dille che abbiamo vinto».
Volava alto…
«Mi esibivo in locali dove pagavano duecento lire, cioè nulla, ma si poteva bere a volontà. C’erano Paolo Poli e Paola Borboni. Più tardi conobbi Alda Merini».
Che ricordo ne ha?
«Era folle d’amore. Una volta prendemmo un taxi insieme. Il tassista la riconobbe, le disse che la figlia stava facendo una tesi su di lei. Alda lo pagò con diecimila lire: “Tenga il resto, per gli studi della sua bambina”. Poi mi chiese: “Roberto, mi presteresti cento lire per il pane?”».
Cosa faceva nel ’68?
«Mi sono laureato alla Cattolica. Ricordo Mario Capanna: molto serio, sempre contrario alla violenza. Che però c’era, da una parte e dall’altra».
In Stranamore lei descrive un’aggressione fascista: «A ogni pugno che arrivava dritto sulla testa la mia paura non bastava a farmi dire basta…».
«Mi picchiarono davvero, perché non volevo comprare il loro giornale, come dice la canzone. Però fu solo qualche ceffone. Nell’arte si esagera sempre un po’».
Lei è stato amico dei più grandi cantautori. Franco Battiato com’era?
«Dietro la timidezza si nascondeva un mattacchione. Bravissimo raccontatore di barzellette».
Con Francesco Guccini quando vi siete conosciuti?
«A Sanremo, nel 1974. Non al Festival; al club Tenco. Lui aveva una bottiglia di bourbon, io di whisky. Facemmo gara a chi beveva di più».
Chi vinse?
«Eravamo troppo ubriachi per stabilirlo. Quella sera mi accorsi che Francesco, nonostante l’aspetto rabelaisiano, da gigante godereccio, è di animo malinconico. Un crepuscolare».
Una delle sue canzoni dice: «Milady smettila di bere, ti spacco in testa quel bicchiere…».
«Infatti ho smesso. Del tutto: neanche un sorso di vino. Sette anni fa. Mi accorsi che stavo male, che perdevo tempo e attenzione per i figli».
Quanti figli ha?
«Francesca dal primo matrimonio. Carolina, Arrigo ed Edoardo da Daria, mia moglie da quarant’anni».
A Francesca dedicò una canzone dal testo molto duro: «Figlia, non voglio che tu sia felice, ma sempre contro, finché ti lasciano la voce…».
«Intendevo dirle di non cercare scorciatoie, di non piegarsi al potere, di non diventare opportunista. Non lo è diventata. È impegnata in Diversity, che difende le persone omosessuali e tutti coloro che subiscono discriminazioni. L’ho accompagnata ad Amsterdam per l’inseminazione artificiale, e ora ho due nipoti che sono gemelle, anche se molto diverse: Nina è bionda e alta, Cloe piccola e mora. Ho altre due nipoti da Carolina: Amelia ha otto anni, Adelaide tre».
Che nonno è Vecchioni?
«Una delle parole ricorrenti delle mie canzoni, oltre ad amore e stelle, è gioco. Passo il Natale a organizzare giochi per figli e nipoti. Abbiamo una casa sul lago di Garda, con un giardino che viene illuminato a giorno, le renne, un Babbo Natale alto tre metri. Sono un maestro di Mercante in fiera, invento indovinelli pazzeschi, e poi la caccia al tesoro, la tombola, ma anche gli scacchi, il bridge, i quiz… Pure le cose pericolose vanno affrontate come un gioco: un esame, una canzone da cantare per la prima volta, una malattia. Ho avuto tre tumori, tre operazioni, a un polmone a un rene alla vescica. Eppure ho compiuto 78 anni e sto benissimo».
Un’altra sua parola chiave è sogno.
«Il sogno non è la negazione della realtà; è una sovrapposizione positiva della realtà. A volte la anticipa».
Fa sogni premonitori?
«Spesso».
Ad esempio?
«Ho sognato più volte di vincere Sanremo».
Nel 2011 è successo davvero.
«Ne ero sicuro. Arrivai, feci le prove, andai a cena: il ristorante era vuoto. Alla fine della prima serata, dopo aver cantato Chiamami ancora amore, fuori dallo stesso ristorante c’erano quattrocento persone. Capii che il sogno era vero».
Una canzone antiberlusconiana.
«Anche. Una canzone politica. C’è Berlusconi, ci sono i licenziati Fiat. C’è l’Italia della grande crisi, che chiedeva un cambiamento. Berlusconi cadde otto mesi dopo».
Nel 1991 lei vinse pure il Festivalbar, con una canzone che le costò molti attacchi. Diceva: «Voglio una donna con la gonna…».
«Non era antifemminista. Ma le donne non devono diventare come gli uomini, in particolare quelli che non amo: i ricchi, i radical chic. Ne L’ultimo spettacolo dico alla donna che mi sta lasciando: “Non ti ho mai considerata roba mia”».
In molte canzoni lei viene lasciato, e anche tradito. Ad esempio in Due giornate fiorentine: «Con lui ieri Firenze, i monumenti, il cielo, il letto/ con me oggi una noia da sala d’aspetto…».
«Eravamo a Firenze, e la mia ex moglie mi lasciò da solo per raggiungere il suo amante in albergo. Lo intuii, glielo chiesi. Mi guardavo allo specchio e non mi riconoscevo, pensai che era stato tutto finto. Con il tempo ho capito che l’amore non finisce mai. È soltanto incarnato da un altro volto».
«E col passare del tempo non ti importa nemmeno…».
«…Chi le bacia gli occhi, chi le tocca il seno. Questa invece è Carnival».
Anche Luci a San Siro parla di una delusione d’amore.
«Lei mi lasciò il giorno in cui partivo militare. Facevo il Car a Casale Monferrato e soffrivo come una bestia. Allora presi la chitarra e scrissi una canzone: così la donna che avevo amato avrebbe avuto vent’anni per sempre».
E la riempì di improperi.
«Infatti la stessa musica fu portata a “Un disco per l’estate” con un altro testo, sempre scritto da me. Il ritornello faceva: “Ho perso il conto/ di chi ho rimpianto…”. Fu affidata a Rossano, un cantante molto bello, che sciaguratamente si era fatto crescere la barba. In semifinale gli suggerirono di tagliarla. Lui si presentò alla finale glabro: nessuno lo riconobbe, e perse miseramente. In compenso i Nuovi Angeli portavano un’altra mia canzone, che vendette due milioni di copie».
Quale?
«Forse non tutti sanno che ho scritto Donna felicità».
Samarcanda invece racconta l’impossibilità dell’uomo di sfuggire al proprio destino.
«Sì. Ma nel frattempo ho cambiato idea. Il destino è una cosa che ti porti dentro; e dipende soprattutto da te. Certo, esiste il Caso; ma non la Necessità. Siamo noi che costruiamo la nostra sorte».
Lei crede in Dio?
«Sì. E non le dirò la solita menata tipo “ci credo a modo mio”. Ci credo e basta. Da cattolico, sia pure poco praticante».
E come fa a essere sicuro della sua esistenza?
«Perché il mondo è imperfetto. Se fosse perfetto, senza un clinamen, senza deviazioni, allora non ci sarebbe Dio. Invece Dio c’è, perché ci ha permesso, con il libero arbitrio, di affrontare il male e il bene».
Come immagina l’Aldilà?
«In due modi. O come spiritualità pura, beatitudine assoluta, tipo Paradiso dantesco».
Oppure?
«Oppure come la vita che ricomincia da capo».
E lei cosa farà in questa vita nuova?
«Forse non il cantante. Probabilmente l’artista. Di sicuro, amerò moltissimo».

Lascia un Commento

CAPTCHA
*

 

Questo sito utilizza cookie a scopo tecnico, analitico e profilante anche di terze parti. Chiudendo questo banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Cosa sono i cookie

In informatica i cookie – letteralmente “biscotto” - sono righe di testo usate per eseguire autenticazioni automatiche, tracciatura di sessioni e memorizzazione di informazioni specifiche riguardanti gli utenti che accedono al server.
Nel dettaglio, sono stringhe di testo di piccola dimensione inviate da un server ad un Web client (di solito un Browser) e poi rimandati indietro dal client al server (senza subire modifiche) ogni volta che il client accede alla stessa porzione dello stesso dominio web.

Tipologie di cookie

Cookie tecnici
Sono cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web, permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate o di settare alcune preferenze sul sito web e ritrovarle settate al prossimo accesso.
Senza il ricorso a tali cookie alcune operazioni sul sito potrebbero non essere possibili o potrebbero essere più complesse e meno sicure.
Cookie di profilazione
Sono cookie utilizzati per monitorare e profilare gli utenti durante la navigazione, studiare i loro movimenti e abitudini di consultazione del web o di consumo (cosa comprano, cosa leggono, ecc.), anche allo scopo di inviare pubblicità di servizi mirati e personalizzati.
Cookie di terze parti
Sono cookie installati da siti differenti da quello sul quale si sta navigando generalmente a scopo di profilazione oppure per attivare specifiche funzionalità (ad esempio i cookie installati per i social plugins).
In tali casi, tuttavia, il Titolare del trattamento dei dati personali acquisiti tramite questo sito internet è esente da qualsiasi forma di responsabilità in tal senso posto che l’operatività di tali cookies rientra nella piena ed esclusiva responsabilità di società terze.

Per garantire una maggiore trasparenza e comodità, si riportano qui di seguito gli indirizzi web delle diverse informative e delle modalità per la gestione dei cookie.
Facebook informativa: https://www.facebook.com/help/cookies/
Facebook (configurazione): accedere al proprio account. Sezione privacy.
Twitter informative: https://support.twitter.com/articles/20170514
Twitter (configurazione): https://twitter.com/settings/security
Linkedin informativa: https://www.linkedin.com/legal/cookie-policy
Linkedin (configurazione): https://www.linkedin.com/settings/
Google+ informativa: http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/cookies/
Google+ (configurazione): http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/managing/

Google Analytics
Il sito include anche talune componenti trasmesse da Google Analytics, un servizio di analisi del traffico web fornito da Google, Inc. (“Google”). Anche in questo caso si tratta di cookie di terze parti raccolti e gestiti in modo anonimo per monitorare e migliorare le prestazioni del sito ospite (performance cookie).
Google Analytics utilizza i “cookie” per raccogliere e analizzare in forma anonima le informazioni sui comportamenti di utilizzo del sito (compreso l’indirizzo IP dell’utente). Tali informazioni vengono raccolte da Google Analytics, che le elabora allo scopo di redigere report per gli operatori riguardanti le attività sui siti web stessi. Questo sito non utilizza (e non consente a terzi di utilizzare) lo strumento di analisi di Google per monitorare o per raccogliere informazioni personali di identificazione. Google non associa l’indirizzo IP a nessun altro dato posseduto da Google né cerca di collegare un indirizzo IP con l’identità di un utente. Google può anche comunicare queste informazioni a terzi ove ciò sia imposto dalla legge o laddove tali terzi trattino le suddette informazioni per conto di Google.
Per ulteriori informazioni, si rinvia al link di seguito indicato:
https://www.google.it/policies/privacy/partners/

Conferimento dei dati
Fatta eccezione per i cookie tecnici strettamente necessari alla normale navigazione, il conferimento dei dati è rimesso alla volontà dell’interessato che decida di navigare su questo sito dopo aver preso visione dell’informativa breve contenuta nell’apposito banner e di usufruire dei servizi che comportano l’installazione di cookie.
Chiudendo il banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un qualsiasi elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’utilizzo di tutti i cookie presenti sul sito (inclusi quelli di terze parti) e il suo consenso viene memorizzato in un apposito cookie tecnico in modo che il banner non venga più visualizzato durante i futuri accessi al sito.
Come disattivare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile rifiutare tutti i cookie o permettere l’installazione di cookie provenienti solo da alcuni siti scelti. Il blocco di tutti i cookie potrebbe inficiare il corretto funzionamento di alcune funzionalità dei siti che si visitano.
Queste le istruzioni per disattivare / attivare i cookie nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Attivare%20e%20disattivare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392971?hl=it-IT
Come cancellare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile cancellare tutti i cookie salvati sul proprio dispositivo.
Queste le istruzioni per cancellare i cookie (o solo alcuni di essi) nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Eliminare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392709?hl=it

Per completezza si informa l’utente che è possibile avere informazioni sui cookie archiviati sul proprio terminale e disattivarli singolarmente decidendo di accettarli solo da parte di alcune società cliccando sulla risorsa Your Online Choices raggiungibile dal seguente link: http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte.

Chiudi