Contro i vaccini bufale via web. Così cresce l’emergenza

da La Stampa

Contro i vaccini bufale via web.

Così cresce l’emergenza

Troppi genitori vittime di false paure e i medici lanciano l’allarme sui pericoli per la popolazione. Boom di casi da gennaio, l’Oms indica che siamo scesi sotto la soglia della “immunità di gregge”
VALENTINA ARCOVIO
ROMA
Se il nostro Paese viene considerato una meta pericolosa a causa del rischio morbillo, la colpa è del drammatico aumento dei contagi, conseguenza diretta del calo delle vaccinazioni. Secondo gli ultimissimi dati del ministero della Salute, in questi primi mesi del 2017 sono stati registrati molti più casi di morbillo di quelli segnalati in tutto il 2016.

Dall’inizio di quest’anno, infatti, sono stati registrati 1.473 casi di morbillo, a fronte degli 886 registrati in tutti 12 mesi dell’anno precedente. Un preoccupante aumento di oltre il 230 per cento, rispetto ai 220 casi registrati lo scorso anno nello stesso periodo. Casi di contagio sono stati segnalati quasi in tutta Italia, ma il 92 per cento di tutti i contagi proviene da sole sette regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia.

Più della metà rientra nella fascia di età che va dai 15 ai 39 anni. In particolare, la maggior parte dei malati aveva più di 15 anni. E dato certamente più importante è che l’88 per cento delle persone contagiate non era vaccinato.

Il perché il morbillo continua a circolare nel nostro Paese, secondo gli esperti, dipenderebbe dalla presenza di sacche di popolazione suscettibile non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale che prevede la somministrazione di 2 dosi. Questo è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione, nonostante le evidenze scientifiche consolidate. I dati confermano la crescente diffidenza verso uno strumento sanitario così importante come appunto il vaccino: nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini fino a 24 mesi di età (la vaccinazione è consigliata entro i primi due anni di vita) è stata dell’85,3 per cento, il 10 per cento più bassa del 95 per cento indicato dagli esperti e dalla stessa Organizzazione mondiale della Sanità come soglia minima per fermare la circolazione del morbillo nella popolazione.

Sotto questa soglia a risentirne sarebbe la cosiddetta «immunità di gregge», cioè la protezione derivante dalle vaccinazioni collettive che, finora, ha rappresentato una garanzia anche per quei pochi bambini non immunizzati.

Oggi, quindi, ci ritroviamo a registrare numerose complicanze nei più piccoli non vaccinati. A causa del morbillo, dall’inizio dell’anno, è stata segnalata una complicanza in circa il 33 per cento dei casi, nel 41 per cento è stato necessario il ricovero e nel 14 per cento un accesso al pronto soccorso. In tutti questi casi il 90 per cento dei bambini non era stato vaccinato.

Il vaccino contro il morbillo viene somministrato insieme con quello contro parotite e rosolia. È appunto il cosiddetto vaccino «Mpr», il vaccino trivalente su cui si è radicata una profonda diffidenza. Il primo ad aver alimentato la paura di questo vaccino è stato Andrew Wakefield, un medico britannico.

Nel 1998, in un articolo pubblicato sulla rivista inglese «The Lancet», Wakefield sostenne che il vaccino trivalente potesse provocare autismo. Queste sue affermazioni ebbero subito un effetto devastante e hanno dato il via a quella che oggi continua a essere una sorta di psicosi da vaccinazione. A poco è servita la subitanea smentita dello studio britannico e la conseguente radiazione di Wakefield dall’ordine dei medici per aver clamorosamente falsificato i dati dello studio. Il ciclone Wakefield era ormai partito e ancora oggi è alla base dei sempre più popolari movimenti «NoVac».

Il tam tam di bufale su Internet ha poi fatto il resto: non si contano i siti in cui i vaccini vengono associati alle più svariate malattie e complicanze. Paure scientificamente ingiustificate che sono arrivate anche a contagiare partiti e movimenti politici. La corrente di pensiero anti-vaccinista ha così investito moltissimi italiani: il vaccino sembra fare più paura del morbillo, oggi considerata erroneamente una malattia innocua che fortifica il sistema immunitario anziché indebolirlo.

Niente di più falso. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, infatti, le complicanze del morbillo possono causare fra 30 e 100 morti ogni 100mila persone contagiate.

 

3 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Internet colpisce ancora! Una volta c’erano delle figure di riferimento in ambito sociale, a cui ci si rivolgeva con fiducia dato il loro ruolo e nessuno osava mettere in discussione la loro competenza. Il medico si prendeva cura della nostra salute, l’insegnante ci aiutava ad arricchire il nostro bagaglio culturale e le nostre capacità, il prete ci forniva un indispensabile sostegno spirituale, indicandoci la strada della virtù e della pazienza di fronte alle difficoltà della vita, che non era mai rassegnazione, oltre a trasmettere il messaggio evangelico. Oggi, invece, con il diffondersi dei mezzi di comunicazione più disparati che riescono quasi ad annullare le distanze e, soprattutto, con l’avvento della rete informatica, c’è una tendenza generalizzata a pensare di poterne fare a meno e, anzi, vista la crescente diffidenza verso i ruoli istituzionali, a contestarne le capacità e l’esperienza, mentre si va ingrossando una massa di autodidatti saccenti e presuntuosi, formati alla scuola dei computer, dei tablet, degli smartphone e dei social network, tutti strumenti che rappresentano “la bibbia” del nuovo millennio. Se a tutto ciò aggiungiamo l’isterismo collettivo che attanaglia gli ammiratori e i sostenitori dei diversi ciarlatani populisti tipo Grillo, che aspirano a diventare i leader del futuro e pretendono di incarnare il ruolo di capisaldi della nuova società, è pressoché inevitabile che certe paranoie e convinzioni errate prendano piede e finiscano col trasmettersi come un virus contagioso…

  2. GIANNI ha detto:

    Intervengo nuovamente, solo per correggere un passaggio errato nel precedente commento:
    dicevo..oltre ad essere contraddittorio, per i motivi che esporrò di seguito, volevo dire…è anche non rispettoso del principio di scienza e coscienza…..

  3. GIANNI ha detto:

    La questione dei vaccini è stata affrontata in diversi articoli.
    Il tema, più generale, potrebbe essere: chi ha il monopolio della ricerca e della verità in campo medico, in questo caso nello specifico ambito della virologia?
    Il tema non è nuovo, perchè nel tempo si è spesso diffusa una società in cui forme di monopolio tendevano a tendono tuttora ad estendersi in vari ambiti delo scibile umano.
    Una volta la religione tendeva a dire la sua anche su questioni scientifiche, vedasi processo galileiano…
    Ed ora?
    E’ giusto che la ricerca sia monopolio solo dei medici o della farmaceutica?
    E all’interno dell’ordine dei medici, deve prevalere lo scibile come disciplinato dalle gerarchie interne?
    Personalmente, mi pare che un sistema costruito in tal guisa, oltre ad essere contraddittorio, per i motivi che esporrò di seguito, sia anche contraddittorio.
    Vediamo i perchè della contraddittorietà. A parte il fatto che anche già il giuramento ippocratico impone di svolgere l’attività medica in scienza e coscienza, il che pare contraddittorio con imposizioni cogenti…ma lasciamo stare…., ebbene, anche a precindere da questo, anche a voler seguire il principio di indicazioni provenienti solo dai medici, si arriverebbe comunque ad una pluralità di opinioni.
    Ad esempio anche in materia di vaccini.
    Esistono opinioni pro e contro tra gli stessi virologi, quindi lasciamo pure stare tutto quello che non proviene da fonti mediche, ma cosa seguire, se medici diversi, nello stesso ambito, dicono cose diverse?
    Il fatto è che in tale ambito vale ancora il principio di arte, più che di scienza, diverso sarebbe se parlassimo, probabilmente, di matematica, o di altri ambiti dello scibile umano, in cui sia esclusa qualsiasi soggettività di analisi.
    Oltre tutto, a voler considerare la realtà di certi trattamenti, non possiamo dimenticare che volendo accordare un’esclusiva al campo medico o farmaceutico, si rischia di non allargare i confini della conoscenza.
    Le stesse case farmaceutiche non hanno sempre interesse alla ricerca della verità, e per chi conosce come sono condotti certi test…
    Ma voglio fare un esempio più chiaro: non mi ricordo più per quale malattia, la farmaceutica non prevedeva rimedi.
    La famiglia della persona malata, un bambino, si mise a fare ricerche in proprio, trovando rimedi, poi adottati dalla farmaceutica.
    Se fosse prevalso il principio del monopolio, non si sarebbe arrivati a tale risultato.
    Ogni volta che si impone il monopolio in qualche ambito, si rischia solo di offnedere la ricerca della verità, verso il quale neppure sussite un interesse effettivo.
    Se una malattia, ad esempio, è rara, la farmaceutica non avrà interesse ad investire ingenti somme di denaro per trovare rimedi efficaci, ma magari scarsamente commerciabili, ed idem si dica per i medici, che certo non possono campare solo con le malattie rare.
    Chissà perchè ci sono mediamente più iscritti a certi corsi di medicina, che ad altri, e chissà come mai gli studenti dei corsi sulle patologie rare sono a loro volta rari?
    Ma poi, ripeto, le opinioni possono essere molteplici.
    Qualche tempo fa ripresi in mano certe pubblicazioni di mio padre, che pur era docente alla facoltà di medicina in malattie infettive ed in virologia, quindi medico e docente medico, eppure trovai nette indiazioni sulle possibili implicazioni di certe vaccinazioni, per cui la realtà, peraltro, non è mai bianca o nera.
    Peraltro vorrei ricordare che il famoso ipse dixit ormai è solo più appannaggio della chiesa, anzi solo del papa e solo in certe materie, almeno in Italia.
    Mi auguro che non si stia diffondendo un movimento di revival dogmatico in campo medico o scientifico, come io amo definire certe posizioni, che peraltro, per ricondurre ad altro aspetto della questione, sarebbe comunque incompatibile con l’ormai famoso principio della scienza e coscienza.
    Mi domando quindi, se alllora, se mio padre fosse ancora vivo, se invece di essere stato membro noto dell’ordine dei medici, sarebbe stato espulso dall’ordine stesso, sostenendo certi studi?
    Eppure sui suoi testi studiavano anche studenti universitari…..e certo non era al servizio di questa o quella casa farmaceutica.
    Un aneddoto: tempo fa mi ritrovai con un suo studente dell’epoca, che mi disse che l’ordine dei medici stava diventando sempre più una sorta di caserma, ed io mi domando: forse lo stesso tipo di caserma in cui, mutatis mutandis, la chiesa ha cercato di imbrigliare la libera ricerca teologica?
    Evidentemente il vizietto dell’ipse dixit si va diffondendo, e contro questo virus, quale vaccino consigliare?

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