“… è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera”! (Gv 11,50)

di don Giorgio De Capitani
«Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro (ai membri del Sinedrio): “Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera» (Gv 11,49-50).
Commenta subito l’evangelista Giovanni:
«Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo» (Gv 11,51-53).
L’ironia, presente nel Vangelo di Giovanni, è ancora oggi sottovalutata, anche se ci sono degli esegeti che evidenziano questo aspetto dello stile narrativo dell’evangelista, ritenuto per nulla irriverente alla Parola di Dio.
L’ironia è nata l’istante stesso in cui il Signore decise di creare il mondo, sovrabbondando nel suo già infinito essere, donando ad extra una scintilla, da cui (e qui gli scienziati tacciano!) è emanato tutto l’universo. 
Ironia è far credere che un potente sia il più forte di Dio stesso, il quale lascia fare per il momento, per poi ribaltare a modo suo ogni perverso disegno umano.
Sempre gli esegeti ci dicono che l’ironia di Giovanni è presente soprattutto nei racconti della Passione: Gesù non è in realtà una vittima dei giochi di potere, ma è Lui il vero regista che conduce i fatti, facendo però credere (ecco l’ironia) ai suoi carnefici di essere i padroni della storia. Vengono derisi da Dio nella loro presunzione.
Possiamo anche dire che l’ironia è la qualità più suggestiva di Dio: Lui è fatto così, sorprende per sorprendere gli stessi sciocchi, fino ad arrivare a mettere nel sacco chiunque si opponga al suo Disegno infinito.
Pensiamo in questi giorni alle parole di Giovanni, applicandole all’attuale contesto storico.
Ecco, parlare in questi giorni di Matteo Salvini sarebbe come buttare fango o merda sulla tomba di Cristo!
Se posso dirlo con crudezza: siamo nelle mani del più lurido bastardo politico che esista sulla terra!
Hitler e Mussolini avevano più dignità!
Salvini è solo un gran figlio di puttana!
Sì, questa non è ironia: fare ironia su Salvini sarebbe come prendersela con il povero Ponzio Pilato che, di fronte al Cristo innocente, è rimasto di marmo!
Salvini non merita ironia, ma solo disprezzo, quello più autentico che nasce dal fondo del  cuore.
Un gran figlio di puttana! Che dire di più?
Forse neppure figlio di puttana, perché la puttana, ogni puttana, ha una sua dignità che Salvini non ha.
Salvini è solo un pezzo di merda che, più puzza, più inorgoglisce la massa di quei cretini che si chiamano leghisti: questi sì che sono figli di puttane!
Ecco, riflettendo sulle parole ironiche di Giovanni, ho pensato a Salvini (mio Dio, che pensiero atroce!), e ho fatto la seguente elementare considerazione, al di là del significato inteso da Giovanni nei riguardi di Gesù Cristo, con cui Salvini non ha nulla in comune, se non quando quella “volpe”, come Gesù ha chiamato Erode Antipa, ha ricevuto una sola risposta: il silenzio!
In che senso dico che è meglio che per la salvezza di una nazione uno muoia?
Anche realisticamente o solo metaforicamente?
Anche metaforicamente, senza escludere realisticamente!
Sarà un martirio, il cui sangue sarà seme di un’altra orda di barbari leghisti?
Ma chi ha detto che bisogna ucciderlo con le nostre mani? Un pezzo di merda non merita un tale onore!
Lascio all’Onnipotente la scelta: come farlo morire al più presto, senza che la sua morte  sappia di martirio.
Farlo morire nel modo  più volgare, più infame, più ributtante…
Dio, pensaci tu!
Il Salmo 137 così termina:
“Beato chi afferra i tuoi piccoli e li sfracellerà contro la pietra”.

 

5 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Una volta aperto il vaso di pandora di Tangentopoli nulla è stato più come prima. Chiunque ha provato ad affondare le mani in quel vaso per fare pulizia è riuscito solo a sporcarsele e coloro che avevano tuonato contro la corruzione ed il malgoverno, probabilmente sono stati quelli che maggiormente sono rimasti contaminati. E la lega, complice anche la fidejussione berlusconiana, è quella che si è sporcata più di tutti. Ha perso per mano degli organi della magstratura tutti i suoi leader corrotti, lasciando il campo libero al più stravagante dei suoi esponenti che fingeva di passare per lo scemo del villaggio, mentre in realtà puntava, a modo suo, all’obiettivo massimo. E una volta nella stanza dei bottoni ha dimostrato, qualora ce ne fosse stato bisogno, la sua mancanza di scrupoli e di gratitudine facendo fuori alleanze, promesse e “ideali” e chi più ne ha più ne metta. L’inciucio opportunista che lo ha visto coinvolto con gli odiatissimi ex pupilli di Grillo, la dice lunga al riguardo, come dimostra la conflittualità continua che caratterizza l’esecutivo.
    C’è però qualcosa che mi fa sperare se penso alla storia, da cui avremmo tutti da imparare. Il “destino” di Salvini, come di tanti altri prima di lui, sembrerebbe già segnato, perché di solito tutti coloro che hanno gestito il potere da tiranni, sia che lo fossero realmente o no, potrebbero anche aver raggiunto una popolarità “oceanica”, ma una volta detronizzati (spesso ingloriosamente) improvvisamente, a parte pochi intimi, non riuscivano a trovare più nessuno disposto a sostenerli.

  2. Franz ha detto:

    Che Salvini sia lurido “dir non è mestieri “, ma nello scenario attuale luridi lo sono tutti , da una parte e dall’altra, in un modo o in un altro. Lui fa schifo perché al governo adesso c’è lui.
    Vediamo se questa la pubblica.

  3. marco ha detto:

    Don Giorgio mi sa che ti arriverà un’altra querela..

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