Marco Travaglio, ovvero berlusconismo allo stato puro

da L’Unità

Marco Travaglio, ovvero
berlusconismo allo stato puro

Ricordate quando Berlusconi si scagliava contro i giudici della Corte costituzionale perché comunisti?

di Cristoforo Boni
19 luglio 2012

Ricordate quando Berlusconi si scagliava contro i giudici della Corte costituzionale perché comunisti, in quanto nominati da presidenti comunisti come Scalfaro, Ciampi e Napolitano?

Ricordate gli argomenti usati: le sentenze erano di parte perché non corrispondevano a desideri e interessi del Cavaliere. In nessun Paese un personaggio pubblico potrebbe permettersi di delegittimare pregiudizialmente un organismo di garanzia, senza coprirsi di vergogna.

Speravamo che il declino di Berlusconi portasse via anche questa penosa, tuttavia eversiva, contestazione. Ma ieri il prode Marco Travaglio l’ha riesumata e fatta propria nell’articolo su il Fatto Quotidiano dedicato alla decisione del Capo dello Stato di sollevare il conflitto di attribuzioni contro la Procura di Palermo.

La Consulta, per Travaglio, è «piena di amici» di Napolitano «e/o di nominati da lui». Dunque l’avvio della procedura altro non è che «soave corrispondenza di amorosi sensi». Insomma, un concentrato di cultura giuridica berlusconiana: il diritto è buono se scrivo io la sentenza, altrimenti i giudici sono corrotti.

Chi ha a cuore lo Stato di diritto rispetta le sentenze, anche quando le critica. La delegittimazione preventiva non è diritto di critica: è berlusconismo allo stato puro.

5 Commenti

  1. germano ha detto:

    Lungi da me fare il panegirico di Travaglio e di pochi altri giornalisti dalla schiena dritta. Infatti non condivido certamente tutto quello che dice e scrive. Ma per dare un elemento di comprensione riferisco un episodio che mi è direttamente capitato in tempi “non sospetti di notorietà”, come gli attuali per Travaglio. Un giorno me lo sono trovato dietro all’ingresso del Cinema Ariston di Mantova in occasione del controfestival di Sanremo organizzato da Nando Dalla Chiesa ( un altro che stimo da tempo).Avevo conosciuto Travaglio di persona in tempi non certo comodi per lui, quando in isolamento quasi assoluto ed in un assordante silenzio denunciava le ipocrisie ed il malaffare di Berlusconi e del suo entourage. Proprio per questo avevamo invitato sia lui che Gomez ad un incontro pubblico a Lecco e ci eravamo per questo un poco parlati. Quindi, rivedendolo, tra le altre cose gli avevo rivolto una domanda diretta : ma perchè non ti metti in politica ? . La sua illuminante risposta era stata : non lo farò mai ! e mi aveva brevemente spiegato il perchè in sostanza dicendomi che ognuno nella vita doveva fare quello per cui era più portato e soprattutto non confondendo i ruoli. Ecco perchè lui avrebbe fatto solo il giornalista. Io allora ed ora ancora aggiungo che Travaglio per quello che ha fatto e fa tutt’ora rappresenta quel “cane del potere” che non guarda in faccia ad appartenenze ed a colorazioni politiche. Basti vedere cosa rappresenta “il fatto quotidiano” alla cui nascita anch’io ho dato un piccolo e convinto contributo, pur essendo io diciamo di area di sinistra – anche se questo è un connotato sempre più sbiadito visto il panorama politico attuale -, di quella sinistra che tenta d’ispirarsi ad un “Vangelo Radicale”, come direbbe don Giorgio. Quindi sono ben cosciente che Travaglio non ha certo un’ispirazione di sinistra ma mi piace credere che aldilà degli orientamenti “politici” ( sempre da vagliare alla prova dei fatti e non delle sbandierate appartenenze)ci siano persone che facendo da guardia al Potere, come dovrebbe fare ogni bravo giornalista, mi metta in condizione ad esempio di farmi delle opinioni fornendomi documenti e fatti (e non interpretazioni e pareri) prescindendo da convenienze di parte . Meglio : anteponendo il diritto-dovere di critica e di “scavo documentato” alle convenienze del momento. Uno degli indicatori di “genuinità” e di “coerenza” delle persone, specialmente quelle che svolgono funzioni pubbliche, è secondo me la “scomodità” esercitata soprattutto in tempi “non sospetti” ed assolutamente non convenienti al proprio immediato interesse. Consiglierei quindi di “misurare” meglio, per chi crede alla bontà di questi indicatori, le persone e le situazioni.
    germano
    Ovviamente andrò a leggermi Paolo Barnard, su cui, a sua volta, occorrerebbe documentarsi. E’ solo così che si può sperare di avvicinarsi alla verità dei fatti…

    • Don Giorgio ha detto:

      Credo nella tua buona fede, ma purtroppo oggi il giornalismo è al servizio di un potere occulto: occulto a noi. Questi giornalisti fanno pena, non solo per la loro poca professionalità (non è il caso di Travaglio), ma soprattutto perché fanno il gioco del potere. Di un potete – si noti! – che non è quello vigente (anzi, si è sempre contro il potere dominante, quello visibile: ieri contro Berlusconi, oggi contro Monti; così si vive!), ma di quel potere invisibile che si prende gioco dei vari potenti del momento – giocattoli – che servono a confondere le carte. Travaglio è schiavo di questo potere invisibile. Uno schiavetto. Un povero schiavetto! Il suo mestiere lo sa fare bene, proprio per questo, nel suo piccolo, aiuta meglio il potere invisibile a confondere le carte. Soprattutto i direttori e i vicedirettori di testate giornalistiche, o i redattori di tv, pubbliche e private, non sono spiriti liberi. Sono dei condizionati dalle loro stesse strutture giornalistiche. Gli spiriti liberi sono fuori di ogni struttura. Non hanno alcun legame. Non temono di essere isolati. Nessuna casa editrice stamperà mai i loro libri. Difficilmente vedranno i loro articoli pubblicati sui giornali che contano. Travaglio è un privilegiato: fa parte della casta giornalistica. Pubblica, vende, guadagna. Ed è furbo: non rischia buttandosi in politica (anche perché non ha alcuna idea politica: è negato, non sa che cos’è la Politica).

  2. germano bosisio ha detto:

    A proposito d’illuminazione,andatevi per cortesia a leggere “il fatto Quotidiano” di martedì 17 pag.4 “Cosa si sono detti” del “tanto vituperato” Marco Travaglio sui testi dei nastri delle telefonate tra D’Ambrosio, stretto collaboratore del presidente Napolitano, e l’ex ministro Mancino in tema di “interferenze” coi magistrati che stanno indagando sulla cosiddetta “trattativa” : questo si è illminante sia per comprendere di quali “istituzioni” garanti dell'”autonomia” della magistratura siamo forniti e per fortuna di quale quota (piccola) di “giornalismo dalla schiena dritta” possiamo beneficiare per formarci delle opinioni partendo dalla diretta messa a diposizione dei “documenti” e non delle interpretazioni o dei commenti. Travaglio e colleghi del “Fatto” sono tra i pochi che fanno questo…quindi prima di sentenziare facciamo umilmente un po’ di fatica a leggerci le “carte”, adilà di orientamenti e convinzioni personali e “mode culturali”.
    Altro che Travaglio = Berlusconi !!!
    germano

    • Don Giorgio ha detto:

      Tutti sanno che Travaglio è di destra, filo-americano, filo-israeliano. Leggi ciò che ha scritto Paolo Barnard. È un grande opportunista, di soldi ne ha fatti sulla pelle di Berlusconi! Lui vede solo i fatti giudiziari perché si sente forte in materia, ma vede solo ciò che vuole lui, ma… mai mai mai  ha parlato di pace, di acqua, di lavoro, di beni comuni. È un fissato, chiuso nel suo mondo, è un bastian contrario al potere ma non sa che cosa sia la Democrazia. Non ha un progetto politico. Vede solo legge, legge, legge, ma del tipo farisaico! Perché non esce a dire la sua in fatto di politica? Perché non ha il coraggio di dire chi vota? Per me non vota neppure, tanto è un vigliacco!

  3. Salvatore Testa ha detto:

    Invece di prendersela con chi si è rubato tutto, “mangiato” l’Italia e non intende far svelare gli accordi segreti tra mafia e stato… Ma sì in fondo Travaglio è come Berlusconi… Che stupido a non averci pensato prima… Grazie dell’illuminazione.

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