PENSIERI di Martina Viganò

Per motivi strettamente tecnici, evitiamo di commentare.

26.

23/01/2022
Ogni giorno un doveroso ringraziamento per tutto.
Ogni giorno è una immensa gratitudine, nonostante le nostre difficoltà mie e quelle del mondo in cui viviamo.
Il periodo che stiamo attraversando è di cambiamento, e si spera, credendo, perché sia un cambiamento in meglio.

25.

09/01/2022
Il corpo ha sempre una supremazia in tutto, invadendo ogni cosa, ogni momento, ogni situazione, anche le nostre festività cristiane.
Quanti soldi spesi per il corpo! Quanto tempo speso per la carnalità!
Si vorrebbero coprire le rughe, che sono un segno indelebile che il tempo passa inesorabilmente.
Si continua a curare psiche e corpo, ma non si va a curare la parte più importante, quella divina.
Il corpo ha i suoi limiti, lo spirito invece no, perché è Infinito. Non ha un termine lo spirito.
E il tempo va vissuto, riempiendolo di Grazia divina.

24.

26/12/2021
Chi calcola non ama. Il vero amore è quello senza misura. Più che amore bisognerebbe dire Bene, perché è il Bene che è sopra ogni cosa.
Il Bene deve essere radicale, senza limiti, senza tempo, perché anche il tempo è una misura.
Il Bene vive ed è eterno, così deve essere il nostro voler Bene.
Il Bene sopra ogni cosa significa avere Fede prima di tutto nello Spirito, che ogni giorno si ri-genera dentro di noi.

23.

10/12/2021
Se ci guardiamo alle spalle, il mondo era molto meno complesso e c’era molto meno in beni materiali.
Oggi, siamo arrivati a un punto veramente allarmante per tutto quello che abbiamo, fuori e dentro.
Eppure continuiamo a volere, continuiamo ad aggiungere altro avere in un vortice infinito.
Al giorno d’oggi la cosa più difficile è togliere tutto ciò che non è necessario, per accontentarci dell’essenziale.
Siamo disposti a toglierci questa o quella cosa? Ma soprattutto siamo disposti a toglierci quell’io che abbiamo dentro?
Fare spazio dentro, per divenire semplici. Oggi mancano del tutto i semplici: i semplici o i poveri in spirito, come ha detto Cristo nelle Beatitudini.
Ciò che conta è l’essenziale, e nulla di troppo, così diceva l’Oracolo di Delfi.

22.

23/11/2021
L’Intelligenza è anche misura, giusta misura, la ragione della Bellezza.
La Bellezza è strettamente connessa con l’armonia e con l’ordine, e con la “giusta misura”.
Non vi è Bellezza senza l’armonia, l’ordine e la giusta misura.
Invece oggi è un qualcosa che capiamo sempre meno, perché sempre più lo spazio è occupato da sregolatezza, disarmonia, caos, instabilità, improvvisazioni… come colori buttati su di una tela, senza alcun principio e che si vogliono far passare come qualcosa di sublime, di geniale.
L’armonia, l’ordine, la giusta misura e la bellezza sono valori eterni, anche se oggi, in un certo qual modo, hanno perso tutta la loro importanza.
Vediamo infatti quanto siamo lontani, immersi nel mondo carnale, ovvero della bruttezza e della volgarità.

21.

07/11/2021
Vale un po’ per tutti: ciò che conta è “ciò che si è” e non “ciò che si fa”.
“Ciò che si è” incide poi sull’agire e quindi sul “ciò che si fa”.
Purtroppo, invece, ci si aggrappa sempre alla spettacolarità di “ciò che uno fa”, rischiando così di perdere totalmente “ciò che uno è”.
Questo lo ritroviamo ovunque: in questo mondo così carnale in cui ci si aggrappa all’apparenza, all’esteriorità, è difficile comprendere questo concetto.
Nella Chiesa, ma non solo, anche nell’arte… ovunque, tutto ciò che conta è questa carnalità che muove questo mondo carnale.

20.

25/10/2021
Oggi, che cosa vediamo? Autoritarismo o autorevolezza? C’è una differenza tra le due parole, e cambia tutto.
L’autoritarismo è la persona (o personaggio) che si impone sulla parola, mentre l’autorevolezza non sta nella persona (per esempio nel suo carisma o altro), ma sta in ciò che egli dice, è la parola a doversi imporre e non la persona. Il contrario di autoritarismo.
Il problema è che si cade sempre nell’equivoco e finisce sempre che è l’autoritarismo a prevalere sull’autorevolezza. Molto spesso non si conosce neanche la differenza.
C’è bisogno di guide autorevoli, a partire già dalle famiglie e poi a salire, ma forse chiedo un po’ troppo.

19.

09/10/2021
Per tutto c’è una soluzione, che purtroppo viene meno, quando la massa, o l’individuo, vuole rimanere nella propria imbecillità.
E questo succede attorno a noi, all’interno delle nostre famiglie e fuori, ovunque.
Per imbecillità si intende anche quella chiusura mentale, che non va oltre un millimetro.
Una volta la gente poteva essere anche poco colta, ma aveva una grande saggezza quasi istintiva, e tanto buon senso.
Oggi tutto questo è sparito, e la gente appare come una massa anonima, omologata, senza volto, senza cuore e senza intelletto.
Predomina il sapere che sa di calcio, di veline, di donne volgarmente nude, di cibo e di tanto altro di carnale.
A fronte di questo, nessuno sa che abbiamo in casa anche un grande fisico, un grande scienziato ecc.
Lo si conosce solo, quando c’è un premio Nobel.

18.

19/09/2021
Se Platone a suo tempo aveva già capito tutto, mi chiedo che cosa direbbe oggi e che cosa penserebbe dell’arte dei nostri giorni?
Oggi tutto si chiama arte, anche la più stupida delle idee.
Platone svalutava sia l’arte che la poesia in quanto andavano e vanno tuttora ad attingere alla parte irrazionale dell’anima, la parte più lontana dalle Idee, dall’Intelletto. Sono quindi le più pericolose perché la loro caratteristica è quella di imitare l’apparenza del reale e i sentimenti umani. Tutto così in superficie, nel campo delle emozioni e dei sentimenti.
Non parliamo poi della fotografia! Tutte forme d’arte imitative che si mimetizzano bene con la società che se ne nutre.
Quindi c’è differenza tra arte e Arte, e l’Arte, con la A maiuscola, esiste nel momento in cui c’è verticalità e si va dritti al Bene, unico e indiscusso punto di riferimento, lo stesso che illumina l’Arte.
L’Arte come tutto deve essere al servizio del Bene Assoluto. Altrimenti non c’è Arte, quella Nobile, ma bruttezza anche estetica, perché il corpo senza lo spirito è solo animalità.

17.

11/09/2021
Perché per fare il cuoco bisogna studiare? Perché per fare la parrucchiera bisogna studiare? Perché per fare l’architetto bisogna studiare? Perché per fare il sacerdote bisogna studiare?
Perché per ogni lavoro bisogna studiare, e per fare politica no?
E così, in un Paese dove tutto ruota al contrario, chi si cimenta a fare politica (sia nei piccoli comuni, nelle città o ai vertici) sembra che non ne abbia bisogno.
Allora, qui da noi, basta fare il buffone e essere il più stupido del Paese per fare politica, affondando un Paese già di per sé provato da questi ultimi 25 anni.
Continuiamo così, continuiamo a votarli e a intervistarli.
Ma perché invitarli alle trasmissioni televisive? Perché dare lor spazio?

16.

20/08/2021
Suona come una barzelletta, visti i tempi che corrono.
Per Platone, colui che più di ogni altro, per il bene di tutti, deve vivere nella virtù, è proprio l’uomo “politico”.
Questo è importante, è fondamentale per garantire la felicità alla collettività.
Ma che concetti elevati avevano questi nostri antichi!
Qui si parla di Politica e si parla di Dio Spirito in modo così elevato da far arrossire tutti e tutto.
Non esisterebbero certi personaggi che abbiamo oggi, se si seguissero almeno un poco certi principi.
Oggi sembra che si abbia tutto, ma non si è felici. Questa è la dimostrazione lampante che c’è qualcosa che non funziona.

15.

09/08/2021
Mentre oggi si vive di opinioni ed opinionisti, nell’antica filosofia greca (con Eraclito in particolar modo) si afferma che le opinioni sono come il “mal caduco”, l’epilessia.
Le opinioni dipendono infatti dai sensi che ingannano. L’uomo che vive di opinione è come un bambino che gioca, ma nel modo più stupido. E tutti oggi vivono così: di opinioni, in base alle opinioni, con le opinioni.
Questo è un vivere dormiente e di totale menzogna verso se stessi e verso gli altri. Siamo in balìa di inganni e di ingannatori: parenti, amici, conoscenti, e via dicendo.

14.

22/07/2021
In tutto c’è un limite, oltre il quale non possiamo andare. Riconoscere questi limiti fa parte dell’essere umili, e l’essere umile è ciò che rende l’Uomo Nobile.
Più l’Uomo Nobile si abbassa nell’umiltà, più Dio diventa alto, più si eleva e più diviene in tutta la sua Divinità.
Più ci si abbassa nell’umiltà, più Dio effonde in ognuno il suo influsso divino di tenerezza e dolcezza, ma soprattutto illumina l’intelletto.
Ma oggi, quando tutti vogliono essere al centro, essere in vetrina, credersi onnipotenti, perché guidano auto grosse ecc. ecc… parlare di umiltà di sicuro non interessa molto…

13.

05/07/2021
Sì, oggi è proprio pauroso come si sciupino gli anni migliori, e non solo, in una frenetica rincorsa del superfluo, dimenticando l’Unico Uno Necessario.
Quanti anni si buttano via, anziché renderli sempre più preziosi e ricchi di spiritualità!
Quanto è importante tramutare il tempo “crònos” in “kairòs”, fecondo di Spirito e di Eterno presente!
In una società così tanto carnale e consumistica si è merci, merci di scambio, e da mettere in vetrina, merci usa e getta, merci false e ingannevoli, merci… merci… Noi siamo merci e ciò che conta è mostrarci nella vetrina del mondo, schiavi di un meccanismo degenerante e malato.
Liberarsene talvolta diventa difficile e costoso, ma quanta Bellezza vi è in profondità!

12.

15/06/2021
Mi sembra di vivere in un momento storico in cui non c’è chiarezza, non ci sono convincimenti solidi, non c’è onestà professionale.
Ognuno tira l’acqua al proprio mulino, in un inganno che diventa sempre più letale.
Poi c’è chi dice la verità e viene fatto fuori vigliaccamente, con la legge dei vigliacchi.
Si vive sempre in superficie, senza mai andare a fondo delle cose.

11.

02/06/2021
Mi piace sempre scoprire cose nuove.
I pagani avevano una concezione luminosa della realtà. Per loro il sole era tutto, una divinità addirittura, mentre noi oggi, a differenza loro, siamo attaccati più alla luna, a questo romanticismo lunare. La luna la si classifica femminile senza pensare, per esempio, che la luna a differenza delle stelle che hanno luce propria, ha luce riflessa dal sole. Questo aspetto è importantissimo! La luna è un satellite morto, possiamo dire.
Se si pensa alle civiltà passate che vivevano guardando al sole, ci si rende facilmente conto di come le cose siano invertite oggi e che i tempi bui siano proprio i nostri, che stiamo vivendo.
E così la società è chiaramente questo riflesso: una società morta che non emana luce e che ha voltato del tutto le spalle al sole, alla luce, a Dio.
Dipendiamo infatti dalla luce di un progresso fasullo e così basta poco per spegnere tutto.
La società è il riflesso di un consumismo spaventoso, il quale ha sottomesso l’alto al basso, la qualità alla quantità, lo spirito al fango, alla carnalità più esasperata.
Nella vita ci vuole anche la luna, ma la vita arriva dalla luce, dal sole!

10.

15/05/2021
Meister Eckhart dice che bisogna mettere tutte le cose terrene sotto i piedi e anche tutto quanto può oscurare l’intelligenza.
Deve rimanere solo quello che è simile all’intelligenza; solo se l’anima opera attraverso l’intelligenza, si è simili a Dio.
Qualsiasi altra realtà è un di più.
Per essere simili a Dio bisogna liberarsi di tutto.
In un mondo dove l’intelligenza viene sempre meno, l’allontanamento da Dio diventa sempre più abissale.

9.

01/05/2021
Possiamo vantarci solo di ciò che dipende da noi e di ciò che siamo. Non siamo ciò che possediamo, non siamo il nostro modo di vestirci, non siamo il nostro modo di parlare, non siamo la laurea dell’università…
Noi siamo il nostro essere.
Non conta capire un uomo per le ricchezze terrene che possiede, perché queste non fanno il suo essere interiore; il suo valore morale non dipende da ciò che egli ha conquistato su questa terra.
Per comprendere un essere umano, si deve andare più a fondo: occorre superare la carnalità e vedere attraverso gli occhi dello spirito.

8.

21/04/2021
Tanti di noi sono condizionati o si fanno condizionare dal giudizio degli altri. Bisogna invece imparare a non guardare continuamente agli altri, ma cambiare prospettiva e apprezzare quello che si è, prima di tutto, e poi anche quello che si ha. Molti temono il giudizio degli altri, e per questo rimangono nella massa e si mimetizzano in una alienazione spaventosa.
Bisogna imparare a fregarsene dei giudizi della gente e non lasciarsi condizionare, prendere quelli costruttivi e farne tesoro, lavorarci sopra e far sì che siano sempre uno stimolo per dare il massimo di se stessi e tendere verso il Meglio: quel Meglio che è il Bene Assoluto.

 7.

07/04/2021
Se tutto fosse facile, se al Bene si toglie ogni lotta, allora questo Bene non durerà molto.
Senza difficoltà, senza impegno, senza perseveranza, nulla avrebbe valore.
Anche il Bene ha bisogno di continui confronti, di dialettica e magari ogni tanto anche di qualche litigio, ma sempre in vista del Meglio, perché tutto possa servire per crescere e maturare.

6.

25/03/2021
Gli spiriti liberi fanno paura: più uno è libero dentro, e più incute paura a una società del tutto carnale.
Gli spiriti liberi provocano odio tra quanti sono solo carne e psiche, e che vivono secondo le leggi dettate dal puro ego.
Uno spirito libero brilla in mezzo a un oceano di tenebre, nonostante lo si cerchi di distruggere.
Lo spirito libero lotta, ma a modo suo, e vola sempre alto tra le aquile.

5.

13/03/2021
Mi piace tantissimo ricordarmi che l’etimologia della parola obbedienza (ma è ugualmente corretto ubbidienza) si ricollega al latino, ed in particolare, all’unione del prefisso ob– = dinnanzi col verbo audere = ascoltare.
Obbedire significa letteralmente ascoltare chi sta dinnanzi, in altri termini, prestare ascolto.
Prestare ascolto a chi sta dinnanzi. Si presta sempre meno ascolto e si ubbidisce sempre meno questo perché si è lontanissimi da chi bisognerebbe ascoltare e cioè il Divino e il nostro Essere.

4.

27/02/ 2021
Tutto il creato è il riflesso del Divino che continua a generare.
La Natura è ciò che sta per nascere, nella sua eterna perfezione e bellezza.
Tutta la Creazione vive di armonia e in armonia. L’uomo no!
L’uomo, dotato di spirito e per questo superiore a tutto, vuole distruggere l’Armonia divina, calpestando ogni cosa e distruggendo il luogo dove è chiamato a vivere.
Nessuno è proprietario o padrone della Natura, casomai si è amministratori: il nostro dovere sta nel rispetto dell’ambiente in cui abitiamo.
Se anche in un fiore c’è tanta bellezza divina, perché calpestarlo o reciderlo?

3.

14/02/2021
Con grande dispendio di tempo l’uomo va continuamente a caccia di beni che sono sempre e solo superflui.
La stessa vita è menzognera, perché ci fa giudicare indispensabili una serie di beni che, per la realtà, sono inessenziali.
Un’accozzaglia di così tante cose inutili che fanno solo volume e peso.
Ma l’ipocrisia di oggi è palpabile, l’aria è satura e ciò che si respira è un’aria viziata, vecchia e stantia, puzza.
Puzza anche di un passato che ci continuiamo a trascinare dietro come una palla di piombo, quando invece, dovremmo cercare di creare ogni giorno qualcosa di meglio per il Meglio Assoluto.
Non possiamo continuamente ricordare vittime passate, giornate che continuano a alimentare la macchina del razzismo, delle paure e delle vendette.
C’è bisogno di aria nuova e di imparare a essere tutti più onesti, prima di tutto verso se stessi.

2.

08/02/2021
Quando tocchiamo da vicino certe situazioni o certe situazioni ci toccano da vicino, potrebbe uscire il meglio o il peggio di qualcosa o di una persona, magari in modo imprevedibile.
Tutto avviene perché così deve avvenire e bisogna anche accettarlo: qualsiasi cosa succede a mo’ di insegnamento, e a noi il compito di apprendere.
Se le situazioni appaiono negative, in realtà poi non lo sono.
Occorre imparare a rovesciare la medaglia e scoprire cosa ci sia dall’altra parte: lasciare il vecchio per il nuovo, creare nuovi ritmi, vivere di nuove idee.
Ecco, credo che in ogni istante Dio sia presente, ma Lui viene solo, se prima gli si fa spazio, e questo spazio lo si può fare con il distacco in vista dell’essenziale.
Se ci fosse stata più essenzialità nel nostro vivere quotidiano, forse non saremmo arrivati al punto in cui siamo.

1.

05/02/2021
Il grande mistico medievale Meister Eckhart ((Sassonia, verso il 1260 – probabilmente ad Avignone, verso la fine del 1328) dice che bisogna mettere tutte le cose terrene sotto i piedi e anche tutto quanto può oscurare l’intelligenza.
Deve rimanere solo quello che è simile all’intelligenza; solo se l’anima opera attraverso l’intelligenza, si è simili a Dio.
Qualsiasi altra realtà è un di più. Per essere simili a Dio bisogna liberarsi di tutto.
In un mondo dove l’intelligenza viene sempre meno, l’allontanamento da Dio diventa sempre più abissale.

 

 

 

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