Condannato a 6 anni e 4 mesi dal tribunale italiano, il Vaticano assolve don Mauro Galli

da retelabuso.org
IL PUNTO DELLA RETE L’ABUSO

Condannato a 6 anni e 4 mesi

dal tribunale italiano,

il Vaticano assolve don Mauro Galli

Written by Redazione Web on 25 Novembre 2020
Fu condannato in primo grado dal Tribunale di Milano a sei anni e quattro mesi, ma viene assolto in prima istanza dal tribunale della chiesa e resta prete.
Se non fosse per i giudizi opposti dei due tribunali (Italiano e Vaticano), il fatto che la chiesa abbia assolto anche don Mauro Galli che semplicemente aggiungiamo alla lunga lista di casi analoghi con Luciano Massaferro, Vincenzo Calà Improtta, Felix Cini, Paolo Turturro e via dicendo, la cosa ormai non stupirebbe più di tanto.
Certo il fatto che persone condannate dallo Stato italiano per pedofilia, vengano poi assolte per quegli stessi fatti da un tribunale canonico e rimessi nelle parrocchie con così tanta frequenza per giunta, stimola una serie di riflessioni.
Anche se pur vero che i due tribunali si basano su due differenti parametri di giudizio – in quello italiano è il crimine contro la vittima, in quello canonico invece l’offesa a Dio con l’atto impuro di entrambi – pare che questo risultato non sia contrario alla sola legge italiana, ma pure a quella di Dio in quanto la stessa definitiva assoluzione del Galli da parte del tribunale della chiesa non gli rende affatto giustizia.
È lo stesso don Galli che a processo davanti ai giudici ammette di aver dormito in canonica nello stesso letto (malgrado ce ne fossero altri) con l’allora 15enne Alessandro Battaglia, ed è lo stesso avvocato della diocesi Mario Zanchetti (membro della commissione diocesana per la tutela dei minori ma in questo caso difensore del Galli) a criticare in sede processuale il comportamento del suo stesso assistito definendolo “grave”. Ma nei fatti, per la chiesa don Galli è scagionato, moralmente innocente, quindi da reintegrare in qualche parrocchia dopo l’intervento dei termini prescrittivi che bloccheranno forse anche l’appello.
In questi ultimi periodi – almeno da quanto apprendiamo dalla stampa – la chiesa avrebbe posto in essere una serie di iniziative che arrivano fino alle parrocchie, volte alla prevenzione. Dal vademecum della CEI alle ultime linee guida della Santa Sede.
Tutte iniziative che vediamo con molta perplessità perché la scienza medica insegna che la pedofilia non è una malattia, ma una grave devianza della personalità dalla quale non si guarisce, che il profilo del pedofilo è equiparabile a quello dei killer seriali ovvero di persone che vanno monitorate perché statisticamente portate a reiterare il crimine.
Ora, è pur vero che chi ha commesso questi abusi per la chiesa potrà non essere colpevole dell’offesa a Dio sulla base del suo stesso principio processuale, il 6° comandamento del decalogo, tuttavia, nei fatti è comprovato dal tribunale che queste persone hanno abusato di minori e rimetterle in parrocchia – anche se la chiesa li ha assolti – non solo rende inutile le iniziative preventive poste in essere dalla chiesa stessa, ma rende sempre meno credibile il presunto sforzo della stessa in favore delle vittime e della prevenzione, che controcorrente alle più elementari logiche preventive mette persone le cui tendenze sono conclamate, ancora a contatto con altri minori.
Francesco Zanardi

6 Commenti

  1. Luigi Sirtori ha detto:

    Per chi crede che la Sacra Romana Ecclesia, che ha sede nel Vaticano e che vanta strutture in tutto il mondo, non ostenti ancora la sua arroganza assolvendo preti pedofili come don Mauro Galli, sogni ancora quel Regno di Dio fallito con l’ebreo Gesù di Nazareth è un utopista. Non ha memoria dell’arroganza dell’equivalente Sinedrio che al popolo faceva scegliere il criminale Barabba al giusto Gesù condannandolo ad una morte infame per eresia. La Sacra Romana Ecclesia crede nel Crocifisso purchè resti inchiodato sulla sua Croce e non nello Spirito del Risorto perchè più pericoloso di tutti i Barabba. E’ la sua bimillenaria storia da quando ha accolto la tentazione del potere che ha cominciato a manifestare la sua arroganza. Non posso perdonare una Chiesa che fin da piccolo mi ha plagiato col suo Dio rappresentato in un triangolo equilatero con un occhio al centro. Non potevo pisciare tranquillo senza essere da Lui osservarlo, come non possono stare tranquille le piccole vittime degli orchi moderni osservati, sedotti ed adescati dagli occhi invisibili che prendono corpo in fattezze umane con la tonaca perchè più rassicuranti. Se un papa si è lasciato sedurre elevando a cardinale un pedofilo seriale ottenendo un super rapida santità, che speranza si può avere nella Sacra Romana Ecclesia? E’ da un po’ che l’ho persa, senza però aver perso quella che Teilhard de Chardin chiamava l’eterna scoperta di quel Dio che sempre stupisce con l’armonia delle note musicali, con gli inutili fiori con la loro bellezza e con i loro profumi, con i cani come il mio che m’insegnano come si fa a soffrire, con i gufi che di occhi se ne intendono, con il silenzio che ti parla al cuore e ti fa scendere quelle lacrime dal viso che sono come gocce che attraversate dal raggio di sole lo tramutano in un arcobaleno espressione della nuova alleanza con Dio.

  2. antonio ha detto:

    In contesti molto meno complessi di una Chiesa universale… sabotaggi di questa entità , fossero pure iniziati ai livelli più bassi della gerarchia, porterebbero a catastrofici naufragi nel giro di un battito di ciglia…

    Il Papa mette in guardia i piccoli dagli abnormi pericoli di una fede fondata sugli effetti speciali e miracoli citofonati? Squadroni di maldicenti organizzati tappezzano il web per demolire la sua autorità, trainando nelle diaboliche cerchie di qualche ‘santone’ poveretti e poverette senza capacità logico-razionali…

    Il Papa denuncia la politica fondata sull’odio dei leghisti? Come funghi spuntano preti filo-salvini nei social network, alle inaugurazioni di imprese figlie dei sistemi legnano e nelle processioni di paese a braccetto con qualche terrorista che si costruisce la villetta condannando a morte disperati, donne e bambini… consacrati dunque impegnati a confondere chi, per ignoranza o demenza, non riesce a comprendere, che negare il pane agli affamati e l’acqua agli assetati è un’apostasia di fatto, senza bisogno di andare a compilare il modulino per lo sbattezzo.

    Il Papa chiede azioni concrete per l’abbattimento delle mostruose iniquità imposte al mondo dagli adoratori del dio danaro? Il livello si alza, la ‘reazione’ è l’innesco di una bomba a tempo dormiente abbandonata in qualche Parrocchia… Il ‘rumore’ di scandali come questi copre l’eco di due, tre encicliche…

    Mettiamo pure il Papa non abbia ancora le ore contate, perché non è ancora la sua ora e non saranno i suoi detrattori a determinarla, di certo con questo mix di guerriglia da sacrestia, negazione di ogni principio di prudenza e stantii sofismi a giustificare errori di valutazione ingiustificabili, lo costringeranno a doversi arenare sui microprocessi… rallentando quelli decisivi.

  3. Giuseppe ha detto:

    Io sarei molto prudente sull’operato di papa Francesco che, a mio avviso, fa quel che può con serietà e coraggio. Credo che invece abbiamo a che fare con un atteggiamento pseudo culturale ed omertoso dell’apparato, ben consapevole dell’estensione del fenomeno, ma disposto a “chiudere un occhio” su episodi del genere quando si tratta dei propri ministri. Non per niente abbiamo avuto papi con prole (anche numerosa) e cardinali vescovi e prelati con concubine pubblicamente conosciute. Insomma il famoso sesto comandamento nei secoli è sembrato riguardare di più la massa dei fedeli che non i ministri del clero.

  4. simone ha detto:

    La situazione è triste più che delicata. E’ ormai chiaro che questi giudizi hanno altri interessi piuttosto che il recupero di don Mauro. Ricadiamo tristemente in quei casi processuali dove ci sono due vittime: la famiglia e il ragazzo, vittime dell’abuso, e don Mauro, vittima della stupidità della Chiesa. Don Mauro non ha avuto un momento di debolezza un blackout. Cinicamente ha architettato con la menzogna (ricordate il ritiro di Avvento comunicato solo ad un ragazzo come pretesto per passare una notte da solo con lui) un’occasione per rimanere solo col ragazzo, lo ha invitato a dormire nel suo letto per poi avvicinarsi fisicamente. Un ragazzino minorenne, debole psicologicamente che si fidava totalmente del suo don.
    Qui ci sta tutta l’inaffidabilità e la devianza di don Mauro. Non è una condanna la mia è l’evidenza di un problema che necessita di un supporto e di un aiuto.
    Don Mauro deve essere aiutato e recuperato.
    Don Mauro ha diritto ad un futuro ed essere reintegrato nella società. E’ evidente che don Mauro non ha le caratteristiche per assumere il compito di pastore di una comunità. Questa è la conclusione di una lunga storia.

    Perchè il tribunale vaticano lo ha assolto? Cosa devo comprendere dall’articolo?Per la legge della chiesa non è peccato trascinare con falsi pretesti un minorenne nel proprio letto e passare una notte assieme?
    Direi che è un tentativo assurdo di spiegare una decisione assurda.

    Sappiamo fin dal primo giorno che dietro questa vittima (don Mauro) ci son due vescovi potenti: mons. Mario Delpini e mons. Pierantonio Tremolada.
    Questi due nomi sono l’unico motivo dell’assoluzione.
    Fin dall’inizio c’è stato un anomalo spiegamento di forze (avvocati) e di capitali (indennizzo riconosciuto alla famiglia e pagato dalla Diocesi) mai visti in altri procedimenti a carico di sacerdoti.

    Caro don Mauro, la carriera e l’onorabilità dei vescovi Mario e Pierantonio valgono più dei tuoi problemi. Hanno assolto i vescovi e lasciato te, con i tuoi problemi, senza una risposta ed un aiuto. Complimenti!

  5. antonio ha detto:

    La Chiesa è una istituzione millenaria… la sua responsabilità è mille volte mille quella di un tribunale umano. Questa ‘imprudenza di sistema’ non ha alcuna relazione logica con il cristianesimo, eppure prospera… si moltiplica a soffocare intere diocesi, mietendo vittime dove capita, molto spesso tra i più piccoli.

    Fossi il Papa, non saprei proprio da dove cominciare… alti prelati preoccupati solo della tutela della ‘brand reputation’ delle diocesi e dei loro domini, costi quel che costi, come fossero a capo di multinazionali che devono nascondere agli occhi dei compratori i campi di lavoro nei paesi terzi… seminari che producono in serie ‘menestrelli’ e ‘giocolieri’ da oratorio, in una selezione a maglie larghissime, che butta dentro di tutto, poi si vedrà … predicatori che sembrano aver ‘preparato’ l’omelia cinque minuti prima di salire sull’altare, per poi mitragliare il ‘popolo’ con una sequenza interminabile e appassionatissima di annunci delle attività settimanali… cercatori di soli roteanti, che maliziosamente assecondano la fede miracolistica di masse sempre più sbandate, confuse e ignoranti… per trarne profitto.

    Tutto questo disordine atterrisce e disorienta… ma prevale la speranza.

  6. Andrea ha detto:

    Situazione delicata, delicatissima per tutte le persone coinvolte nella vicenda e non trattabile in maniera semplicistica. Così come, del resto, sarebbe troppo scontato e, appetibile ai desideri di molti contro la Chiesa, che l’imputato in questione venisse dipinto come un mostro. Tuttavia, con questo epilogo, non solo si è mancato di rispetto alle vittime, ma la Chiesa ha sconfessato se stessa, sopratutto le fasulle o, comunque, poco credibili azioni che il Pontefice attuale sta collezionando. Tanti slogan, pochi fatti

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