Ai caporioni della Curia di Milano, ribellatevi e usate il buon senso!

Coronavirus e terrorismo mediatico

Sì, dell’Italia oramai da anni penso tutto il male che si possa pensare di una nazione ridotta a brandelli: in senso individuale, in senso sociale, in senso politico e in senso religioso.
L’ho sempre salvata dai miei duri giudizi solo nel caso delle emergenze, quando si vede e si sente un popolo di nuovo elevarsi al di sopra delle proprie meschinità, tirando finalmente fuori il meglio che ha dentro. No, non lo nego: l’Italia è un grande Paese dalle mille risorse, ma prostrata da qualcosa di fortemente negativo di cui non saprei trovare la causa.
Ma in quest’ultima emergenza, prodotta da quel virus “cinese”, la cui origine è lasciata di proposito all’oscuro (ma lo sappiamo dove andrebbe cercata!), stiamo dimostrando davanti a tutto il mondo di essere un popolo fragile, fragilissimo, facile preda di un panico irrazionale, quasi bestiale, acuito e esasperato da quel terrorismo mediatico mai sazio di sparare notizie come bombe a cascata libera e da istituzioni che, per lavarsi le mani, inventano restrizioni che risolvono nulla, se non aumentando disordini e comportamenti da selvaggi.
Sono stanco (e non credo di essere l’unico) per un dilagare di incontrollabili paure che ossessionano un vivere sociale già minato da poca o quasi nulla consistenza di valori umani.
Diciamo basta al terrorismo mediatico!
Diciamo basta a scriteriati provvedimenti che non fanno che aggravare la situazione, la cui emergenza è più gonfiata che reale.
La paura fa danni irreparabili. E chi la genera non vuole il vero bene del paese e dei suoi cittadini.
Certo, ne usciremo, ma ancor più egoisti di prima! E l’egoismo è il virus più letale che possa esistere.

4 Commenti

  1. Giorgio ha detto:

    Caro don Giorgio, so che censurerai questo mio commento o forse non arriverai neppure a leggerlo fino alla fine, ma lo scrivo ugualmente perché ai tuoi scritti ci tengo; spesso sono molto profondi e mi fanno riflettere. Cito quello del 2 Novembre 2014 sui sindacati. Mio padre (classe 1914) era un sindacalista metalmeccanico e pur avendo fatto solo la 3° elementare, perché a 9 anni lo hanno mandato a lavorare, era fatto di un’altra stoffa. Tuttavia quello che mi manca sono i dibattiti fra i lettori con idee diverse che, se espresse con stile, arricchiscono. Anni fa quando hai cominciato, c’erano commenti interessanti ma ora se ci sono leggo solo banalità, che ripetono pedissequamente quello che dici o intendi dire e sono sempre meno. Non so se censuri tutti quelli che non ti elogiano e non ti bruciano incenso sotto la tua effige, oppure se semplicemente non ne ricevi più tanti.
    Mi dispiace e lo dico sinceramente.
    Tuo, Giorgio Ferrari (classe 1940)

    • antonio ha detto:

      Sulla quantità dei commenti, il limite di timeout del codice captcha del sito ne farà perdere tantissimi ed il software di gestione sito non restituisce un chiaro messaggio di errore, quindi penso molti credano di aver inviato un messaggio cliccando su ‘invia’, ma non è così.

      Immagino molti possano sentirsi frustrati dall’aver inviato una riflessione o un contributo, che non vedono pubblicato. Magari possono pensare sia stato addirittura censurato, ma la realtà è che molto probabilmente non è mai arrivato a Don Giorgio o a chi modera i messaggi.

      Conviene il gestore del sito risolva questo problema, dilatando o sopprimendo il timeout captcha.

      L’unica tecnica utile con l’attuale configurazione del sito, quando la compilazione del messaggio richiede più di qualche decina di secondi ad essere scritto, è:

      1) scrivere il messaggio in un editor di testo, come notepad o word
      2) copiare il messaggio scritto sull’editor
      3) aggiornare la pagina in modo il codice captcha si rinnovi
      4) incollare il messaggio nel form
      5) premere entro pochi secondi ‘invia’

      In questo modo, il codice captcha non sarà scaduto ed apparirà il messaggio con la dicitura ‘in attesa di moderazione’, solo quando appare il messaggio che si riferisce alla ‘moderazione’ il messaggio è stato realmente inviato.

      Considerando poi l’assenza di un sistema di notifiche e di login, con utenti abituati alle innovazioni introdotte dai vari social network, la partecipazione alle discussioni risulta macchinosa. In pratica, per vedere se ci sono nuovi interventi su un tema di interesse, bisogna riaprire ogni discussione e questo diventa inpraticabile quando il numero di discussioni seguite è alto. Anche su questo punto, il webmaster o chi aiuta Don Giorgio potrebbe implementare un modulo di login, abilitando sulla funzione dei commenti la notifica degli aggiornamenti a chi si ‘iscrive’ al sito.

    • bartolomeo palumbo ha detto:

      A GIORGIO FERRARI:come vedi DON GIORGIO DE CAPITANI non ha censurato il tuo commento.In quanto alle banalità che ripetono pedissequamente(bello questo pedissequamente),io personalmente non le ho notate,ma forse è solo perchè sono meno analitico di te.Tuttavia non credo che DON GIORGIO DE CAPITANI abbia bisogno degli elogi di chicchesia,perchè è molto al disopra di queste futilità.Un saluto amichevole a voi tutti dall’estero.

  2. simone ha detto:

    Anche questa situazione testimonia la totale distanza tra il pastore e le sue pecore.
    In ogni discorso si parla sempre di una chiesa che si rivolge ad anziani, gente che ha le giornate libere da ogni impegno.
    Il Vescovo (nell’ultimo video) chiede di intensificare la preghiera con una visita in chiesa, dimorando davanti al tabernacolo.
    Mi può spiegare come? Le chiese alle 11 chiudono e riaprono alle 15. Alle 18.30 sono chiuse.
    Io ho dovuto trovare la cappella di un ospedale, che han chiuso per precauzione in questa settimana, per potermi ritagliare 5 minuti di silenzio al giorno.
    Certo chi non ha lavoro, non ha figli, non ha impegni può ascoltare la parola del Vescovo ma gli altri?
    E poi la famiglia è il cuore della chiesa: non scherziamo! Ogni discorso è sempre rivolto a chi non ha niente da fare. Chiese aperte la sera: mai! Messe la sera: mai! Questa è la vicinanza della chiesa a chi lavora e cerca di realizzare un progetto di vita.
    In ogni caso non mi scoraggio; continuo il mio cammino solitario ma certi messaggi da santone illuminato il caro Delpinetto potrebbe evitare di farli….e veda di consentire a tutti un degno ingresso in Quaresima con la celebrazione della Messa…sei ancora in tempo: convertiti e credi al Vangelo!

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