Vaticano, Gotti Tedeschi lascia lo Ior

da Vatican Insider

24/05/2012

Vaticano, Gotti Tedeschi lascia lo Ior

Dopo le tensioni per il caso San Raffalele e la legge sulla trasparenza, il presidente se ne va. Gli succede il suo vice, Ronaldo Hermann Schmitz

ANDREA TORNIELLI

CITTÀ DAL VATICANO

Il presidente dello IOR, l’Istituto per le Opere di Religione, Ettore Gotti Tedeschi ha lasciato la riunione del Consiglio di Sovrintendenza, il cda dei laici della banca vaticana, che stava per sfiduciarlo. Gli subentra il vicepresidente Ronaldo Hermann Schmitz. All’origine dell'uscita di scena dell’economista e banchiere italiano sembra ci siano le tensioni interne all'istituto, e i contrasti esistenti sulla nuova legge per la trasparenza che doveva portare la Santa Sede nella «white list» dei Paesi virtuosi in materia di antiriclaggio.

Gotti Tedeschi era stato chiamato alla presidenza della banca vaticana nel 2009, per portare avanti l’opera di trasparenza voluta da Benedetto XVI. Pochi mesi dopo il suo arrivo, lo IOR era stato coinvolto in un’inchiesta della magistratura romana per alcune movimentazioni di denaro: Gotti aveva deciso di collaborare con i giudici, facendosi interrogare senza passare attraverso le rogatorie internazionali.

Una nota della sala stampa vaticana precisa che «dopo una delibera, il Board ha adottato all’unanimità un voto di sfiducia del Presidente, per non avere svolto varie funzioni di primaria importanza per il suo ufficio».

Il testo parla chiaro: «I membri del Consiglio sono rattristati per gli avvenimenti che hanno condotto al voto di sfiducia, ma considerano che quest’azione sia importante per mantenere la vitalità dell’Istituto». E aggiunge: «Il Consiglio adesso guarda avanti, al processo di ricerca di un nuovo ed eccellente Presidente, che aiuterà l’Istituto a ripristinare efficaci ed ampie relazioni fra l’Istituto e la comunità finanziaria, basate sul mutuo rispetto di standards bancari internazionalmente accettati».

Infine, informa ancora la nota, nella giornata di domani si riunirà la Commissione Cardinalizia per «trarre le conseguenze della delibera del Consiglio e decidere i passi più opportuni per il futuro».

da La Stampa

 

“Sfiduciato”

di Giacomo Galeazzi

«Un voto di sfiducia del Presidente, per non avere svolto varie funzioni di primaria importanza per il suo ufficio». Sono queste le motivazioni della sfiducia votata all'unanimità di Gotti Tedeschi da presidente della Ior, rende noto un comunicato della sala stampa della Santa Sede. Oggi si è riunito in Vaticano il Consiglio di sovrintendenza dello Ior, l'organismo composto da laici, fino ad oggi presieduto da Gotti Tedeschi: Consiglio composto anche dal vice presidente Ronaldo Hermann Schmitz e da Antonio Maria Marocco, Manuel Soto Serrano e Carl Albert Anderson. La commissione cardinalizia di vigilanza, invece, è presieduta dal card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato. Da quanto si è appreso, dopo le dimissioni di Gotti Tedeschi l'incarico di presidente potrebbe essere assegnato ad interim. – Dal 23 settembre 2009 era Presidente dell'Istituto per le Opere di Religione ( IOR) .- Dal 1993 rappresenta in Italia il Banco Santander di cui è Presidente della filiale italiana ( Santander Consumer Bank) .- Da aprile 2009 è Presidente del Fondo infrastrutture promosso dal Governo Italiano ( F2i spa). E' consigliere di amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti ( Ministero del Tesoro e Fondazioni bancarie) ed è consigliere economico del Ministro dell'economia Giulio Tremonti. EGT ha lavorato per i primi 13 anni nella consulenza strategica , a Parigi con SEMA e in Italia e Regno Unito con McKinsey. Successivamente entra nel mondo della finanza assumendo l'incarico di responsabile del merchant banking nel gruppo IMI , quindi co-fonda Akros Finanziaria e nel gennaio del 1993 porta in Italia il Banco Santander , come tale è consigliere di amministrazione e membro del comitato esecutivo della banca San Paolo di Torino fino a dicembre 2006. Ha cinque figli ( Riccardo, Corrado, Daria, Federico, Laura ) con una sola ( fortunata) moglie , Francesca . E' nato sotto le bombe nel marzo del 1945 , un mese prima della fine della guerra . La sua famiglia era sfollata in un casale a Pontenure , un paesino a 10km da Piacenza. «Denaro e Paradiso». È il titolo di un suo libro del 2004, ma anche una sorta di motto sotto il quale riassumere la sua vita e il suo lavoro: Ettore Gotti Tedeschi, presidente sfiduciato dello Ior, che presiedeva dal 2009, da sempre si è mosso con la stessa naturalezza nei salotti della finanza e nelle sale affrescate della Curia romana, nelle stanze del ministero dell' Economia (è stato ascoltatissimo consigliere di Tremonti) e nelle aule delle università, coniugando capitalismo e morale cristiana o, come recita il sottotitolo del suo volume, «economia globale e mondo cattolico». Sessantasette anni, cinque figli, professore di 'Etica della finanza’ all'università Cattolica di Milano, editorialista dell’«Osservatore Romano», Gotti Tedeschi muove i suoi primi passi nel mondo della finanza a Parigi, come consulente della Metra-Sena, per poi passare in quella vera e propria 'nave scuolà della grande economia internazionale che è l'americana McKinsey, dove conosce Gianemilio Osculati, storico numero uno della società in Italia, e Gianmario Roveraro, ucciso due anni fa nel parmense, protagonista negli anni '70 è80 della finanza cattolica, membro dell'Opus Dei, con cui Gotti Tedeschi fonda all'inizio degli anni '80 la banca d'investimenti Akros. Nel 1992 l'economista piacentino lascia la banca che ha contribuito a fondare per rispondere alla chiamata di Emilio Botin, presidente e azionista del gruppo bancario spagnolo Santander. Con Botin, anche lui molto vicino all'Opus Dei, il rapporto è stretto e basato su grandissima fiducia: Gotti Tedeschi diventa il vero e proprio »ambasciatore« del gruppo spagnolo in Italia. In tempi più recenti Gotti Tedeschi si divide tra la cattedra a Milano, gli articoli per l’«Osservatore Romano» e i numerosi altri incarichi: presidente in Italia di Santander Consumer Finance, presidente del Board of Trustees e membro dell'Advisory Board del Centro Studi Tocqueville-Acton, consigliere d'amministrazione di San Paolo Imi e presidente del fondo d'investimento F2i. Dal 2008, complici le vedute sempre più coincidenti sulla crisi economica, è vicinissimo all'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che lo nomina consigliere per «i problemi economico-finanziari ed etici nei sistemi internazionali», oltre che consigliere della Cassa Depositi e prestiti. Ottimi e ramificati, ovviamente, anche i rapporti con la Santa Sede: Gotti Tedeschi è stato considerato molto vicino a Benedetto XVI (del Santo Padre il neo-presidente Ior ha detto: «merita il premio Nobel per l'economia per la sua enciclica 'Caritas in Veritate’»), al segretario di Stato, Tarcisio Bertone e al prefetto della congregazione dei vescovi, Giovan Battista Re, che ha anche firmato le prefazioni ad alcuni dei suoi libri. Fautore di una visione etica dell'economia, Gotti Tedeschi ha spiegato più volte che a suo parere non è il capitalismo in sè ad aver portato agli eccessi e ai guasti della crisi, ma la «crescita drogata dal debito» portata avanti dagli Stati Uniti. Le vere radici della crisi, ha avvertito più volte, vanno cercate nel tema del crollo delle nascite e del sostegno alla famiglia. Teorico di una «good bank» internazionale che investa centinaia di miliardi nei Paesi poveri in modo da innescare un boom economico a vantaggio non solo delle popolazioni locali ma anche di tutti i Paesi più sviluppati, da mesi mette in guardia dalle colonne dell' 'Osservatore Romano’ dai rischi dei fondi sovrani («potrebbe trattarsi di nuove forme di nazionalizzazione, esterne al Paese»). E invita a non 'sparare’ sui banchieri: non sono i derivati o i bonus il male del mercato, ma solo l'uso che se ne fa. Fondato da Pio XII nel 1942, al posto della Amministrazione creata da Leone XIII nel 1887, l'Istituto per le opere di religione (Ior) ha per scopo statutario quello di «provvedere alla custodia e all'amministrazione di beni mobili e immobili trasferiti o affidati allo Ior medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati a opere di religione e carità», ma «può accettare depositi di beni da parte di enti e persone della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano». Formalmente lo Ior non fa parte della Santa Sede, anche se la sua sede è nella Città del Vaticano ed è stato creato con un chirografo (documento autografo) papale. La distinzione è sottile, ma reale, nel senso che i fondi in esso depositati non sono della Santa Sede, esso ha bilanci propri ed una sua amministrazione. Un'identità complessa sul quale si è a lungo concentrato l'interesse di magistrati e non solo, in seguito alla vicenda Calvi-Ambrosiano Nel 1989 Giovanni Paolo II, proprio dopo le vicende Ambrosiano, modificò lo statuto della «banca vaticana», in modo da affidarne il controllo ad un «Consiglio di vigilanza» di cinque cardinali, che veglia su un Consiglio di sovrintendenza composto di cinque laici ed un direttore generale, che rispondono direttamente al Papa. Il 23 febbraio del 2008 papa Ratzinger ha rinnovato la commissione cardinalizia di vigilanza dello Ior, dopo aver nominato al suo vertice il suo più stretto collaboratore, il segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone, al posto del suo predecessore, card. Angelo Sodano. Nella commissione, incaricata di vigilare «sulla fedeltà dell'Istituto alle norme statutarie secondo le modalità previste dallo Statuto», siedono tuttora i cardinali Attilio Nicora (presidente dell'Autorità di informazione finanziaria), Jean-Louis Tauran (presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso), Telesphore Placidus Toppo (arcivescovo di Ranchi) e Odilo Pedro Scherer (arcivescovo di San Paolo). Responsabile dell'amministrazione e della gestione dello Ior, nonché della vigilanza e supervisione delle sue attività sul piano finanziario, economico e operativo, è il Consiglio di Sovrintendenza, nominato dalla Commissione Cardinalizia e composto da cinque membri laici di riconosciuta competenza. Il Presidente di questo Consiglio ha la rappresentanza legale dell'Istituto. Con l'uscita di Gotti Tedeschi restano il vice presidente Ronaldo Hermann Schmitz e Antonio Maria Marocco, Manuel Soto Serrano e Carl Albert Anderson. I titolari di depositi Ior sono 33mila, in gran parte europei. Due su tre provengono dall'Italia, poi ci sono Polonia, Francia, Spagna, Germania, mentre 2.700 sono fondi di congregazioni africane e dell'America del Sud. I dati, trapelati da un documento ufficiale trasmesso alla Moneyval committee – l'organismo del Consiglio d'Europa – che sta verificando gli enti del Vaticano per decidere se ammetterlo o no nella «white list» dei paesi virtuosi. Per aprire un conto allo Ior si deve essere un religioso o una suora, un nunzio o un dipendente (anche pensionato) della Città del Vaticano, un diplomatico presso la Santa Sede o un membro della 'famiglia’ del Pontefice, chi cioè ha ricevuto onorificenze pontificie. Circa metà dei depositi, 15 mila, sono intestati a sacerdoti, oltre 1.600 a vescovi e la maggioranza dei cardinali (circa 210) è cliente. Vietati i conti cifrati, i prestanome e la co-intestazione. Papa Ratzinger non ha un conto personale. L'aveva come cardinale, ma il pontefice deve rinunciare ai beni terreni e quindi anche al conto corrente. Del patrimonio complessivo, circa l'80%, rivela il documento Moneyval, è riferibile a fondazioni, ordini religiosi, conferenze episcopali, collegi e monasteri sparsi in mezzo mondo. Il bilancio e tutti i movimenti che vengono fatti dall'Istituto sono noti solo ed esclusivamente al Papa, al collegio dei cardinali che lo gestiscono, al Prelato dell'istituto, al Consiglio di sovrintendenza, alla Direzione generale ed ai revisori dei conti.

3 Commenti

  1. Gianni scrive:

    In tutta questa storia mi pare che Gotti Tedeschi sia più capro espiatorio ehc elatro…non saprei dire perchè…..
    forse per la fretta con cui si è cercato un colpevole a tutti i costi…
    mah?

  2. Roberto scrive:

    penso sinceramente che Gotti Tedeschi fosse e sia la persona giusta per portare fuori lo IOR da una posizione di stallo.
    La ricerca della trasparenza è fondamentale ed essenziale per poter testimoniare che vi è un modo nuovo di fare finanza.
    Forse mi pare capire che si confonda ancora riservatezza con segretezza indipendenza con intrusione.
    Si don giorgio, lo ior, come ogni istituzione finanziaria di ogni stato (e forse ancor di più) deve vivere nel consesso internazionale e deve quindi essere assolutamente inserito ed avere le stesse regole che vigono a livello internazionale.
    Tutte le banche del mondo hanno come baluardo la riservatezza sui propri clienti e sui loro patrimoni e non usano segretazioni dei conti (persino la svizzera è divenuta perneabile ed è tutto dire!!!!!)
    E nel contempo come cattolici dobbiamo spossessarci della paura di essere sempre aggrediti internazionalmente e mi creda stare nelle regole internazionali vuol dire avere maggiori garanzie di riservatezza e di operatività.
    Ben ha fatto S.Em il Cardinale Nicora a volere l’Aif, male hanno fatto a mutilarne l’operatività.
    cosa io mi aspetterei considerando Gotti Tedeschi un galantuomo?
    che il Sommo Pontefice istituisse una commissione di inchiesta che accertasse le posizioni e poi, se ha sbagliato Gotti Tedeschi paghi, ma se non ha sbagliato, dimetta tutto il Consiglio e la dirigenza dello IOR e richieda la costituzione di una nuova struttura finanziaria che sia tale e persegua le finalità che le sono proprie.
    Grazie

  3. Francescohk scrive:

    ma perche questa chiesa che si dice APOSTOLICA, = deriva dagli apostoli, non impara dalla prima chiasa a liberarsi delle cose che non solo il cuore dell’annuncio, anzi… l’economia .
    La prima chiasa aveva inventao i diaconi per essere la mano caritatevole sociale dell’annuncio ????
    Il Papa vada al Laterano e faccia il Vescovo di Roma e Fratello tra fratelli (Vescovi) e nel fare il vescovo di Roma sia di incoraggiamento esempio e sostegno agli altri e lasci l’economia in mano a Diaconi .
    O si serve Dio e si serve mammona
    servirli tutte e due e’ la fine dell’annuncio e si vede che succede !

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