Il “grosso animale” imploderà…

L’EDITORIALE
di don Giorgio

Il “grosso animale” imploderà…

Ciò che mi sconcerta profondamente non è tanto la Chiesa istituzionale, ovvero quel grosso organismo (animale) carnale, il cui alibi per farsi ben volere è il solito assistenzialismo o impegno sociale che hanno la pretesa di lavare ogni panno sporco, come se bastasse fare l’eroe in caso di emergenza per coprire un marciume di fondo, ma ciò che mi disorienta terribilmente è il fatto che il primo Cristianesimo fosse legato come un cordone ombelicale all’antico grande Pensiero greco, con forti prospettive per non dire radici mistiche, e che poi con il passare del tempo la Chiesa abbia tagliato quel cordone ombelicale tradendo così il Cristianesimo, e che poi sia caduta negli stessi errori e abomini commessi dalla religione ebraica, di cui Cristo aveva sradicato le fondamenta: la Legge mosaica, ridotta a migliaia di norme disumane e opprimenti, e il Tempio di Gerusalemme, rimasto solo una maestosa costruzione di pietre luccicanti, ma vuoto della Presenza divina.
So di essere anche frainteso da quanti per loro comodo vorrebbero classificare le persone con etichette che riescono a far apparire merda anche lo Spirito santo, o viceversa.
Questa è la cosa che mi urta e mi fa imbestialire: quando vorrebbero etichettarmi, mentre mi sento e voglio mantenermi a tutti i costi uno spirito libero, ma, si sa, gli spiriti liberi, per poterli eliminare, vengono messi, senza tante precauzioni, tra le bolge di eretici o di dissacratori di dogmi, poco importa se questi dogmi sono di cemento armato, così da essere immuni da ogni dissenso, tanto più che gli spiriti liberi sono inermi, disarmati, anche se la violenza del loro Pensiero sarebbe capace di distruggere ogni rifugio anti-atomico.
Il Cristianesimo che facesse a meno dell’antico Pensiero greco non sarebbe Cristianesimo. Il fatto che la Chiesa istituzionale abbia tenuto le distanze dagli antichi filosofi greci e abbia fatto fuori con scomuniche e persecuzioni anche violente la Mistica e i Mistici è la prova che la Chiesa cattolica ha di nuovo condannato a morte il suo Fondatore, che in realtà non ha fondato una Chiesa-religione.
Dicevo che la Chiesa cattolica ritiene di coprire il vuoto d’Essere divino, che è lo Spirito purissimo, con la messa in campo di opere assistenziali/sociali (di ogni genere), che alla fine finiscono per rivestirsi di una tale carnalità da superare ogni forma depravata di capitalismo, ma con l’accortezza o la furbizia di rivestire anche le sue opere di carità o educative (pensate alle scuole private) di una tale povertà di Spirito da fare più danni degli estremisti islamici.
Le strutture degli stessi Ordini o Congregazioni religiose (perfino Conventi o Eremi che da anni sono la testimonianza visibile della mancanza di vocazioni alla Mistica) si stanno trasformando in complessi manageriali, da cui trarre benefici economici per il mantenimento delle strutture religiose, oramai sull’orlo dell’abisso.
Qualcuno mi chiederà: ma la Chiesa in che cosa si potrà salvare? Dipende. Vorrebbe salvarsi con la legge del mercato, applicandolo in tutta la sua più efficacia redditizia, oppure aggrappandosi a quei pazzoidi fondamentalisti che trovano sempre il modo per inventare miracoli (madonne che piangono, sorgenti di acque benedette, ecc.), il tutto per strappare soldi alle persone più sciocche e credulone.
Oggi la Chiesa istituzionale ha perso ogni riferimento al Bene Sommo, che, essendo Gratuità, richiederebbe una Chiesa “altra”, radicalmente diversa dal “grosso animale”, che si è rivestito di una epidermide tutta d’oro luccicante fino ai confini della terra.
Ma lo Spirito non abbandonerà mai il Cristianesimo!
Certo, per salvare il Cristianesimo dalla grinfie di una Chiesa in balìa di gerarchi partoriti da una struttura carnale, lo Spirito non avrà che una scelta (anche se le sue vie sono infinite!): lasciare che questa Chiesa imploda, per dare via libera alla rinascita del Cristianesimo più puro.
Succederà! Succederà! Succederà!
Il virus è un anticipo, quasi un antipasto. Poi verrà il resto…
27 giugno 2020
EDITORIALI DI DON GIORGIO 1
EDITORIALI DI DON GIORGIO 2

3 Commenti

  1. Luca ha detto:

    Il divario tra fede in Cristo e Chiesa istituzione è incolmabile, lo sarà sempre; Pietro che era Pietro ha tradito il suo Signore tre volte subito all’inizio di tutta la storia cristiana (è ben vero che non aveva ancora ricevuto lo Spirito, ma insomma…) e non era il peggiore.
    Dovremo quindi rigettare la Chiesa che ci ritroviamo, che è peccatrice, infedele e traditrice del Signore? Dobbiamo fondarne un’altra? O vivere un cristianesimo privato e individuale?
    Io penso di no. A ben pensarci, non c’è altro accesso alla fede cristiana se non atraverso questa Chiesa infedele e sgangherata. Tutti noi ci siamo avvicinati alla fede perché una mamma o nonna ci portava da piccoli alle funzioni e ad accendere (come premio!) una candela alla Madonna, o a giocare al pallone in oratorio col premio di un ghiacciolo, o alla Novena di Natale con premio di tagliandini di presenza da incollare su un tableau. E così via. Queste in sé non sono cose strettamente inerenti alla fede, anzi sono forse un po’ idolatriche; però si entra da lì… Poi crescendo si impara che certe cose sono da superare, sono infantili e banali, si potrebbe dire che sono dei pedagoghi, quindi pian piano la fede si distacca da certe pratiche, diventa critica, più interiore, più profonda, più mistica… e si sorride (o ci si arrabbia) di quelle pratiche e di quella Chiesa che le promuove. Ma tuttavia si entra anche da lì.
    Ma credo che sia illusorio pensare di accedere direttamente alla fede per la via del misticismo. Tutti noi abbiamo imparato l’ABC prima di leggere la Divina Commedia…

  2. Luigi ha detto:

    Penso che la differenza tra il dogma (principio fondamentale di ogni religione) e la fede in Gesù Cristo (per quel poco che ne so) è lo stesso tra l’esattezza e la verità. Il principio esatto non è detto sia anche vero. Il dogma della Trinità (tri-unità) è esatto, ma è anche vero? Non può essere anche vera l’Unità, la Dualità, la Quaternità … Il settimo giorno, giorno del riposo di Dio (del Signore), è esatto per la settimana nel computo dei giorni, ma è anche vero per il singolo o per più giorni? La fede di Simon Pietro è esatta per il dogma della Chiesa cattolica, ma è anche vera? Non è più vera quella del “protestante” Tommaso detto Didimo che ha resistito all’autorità degli apostoli ed è opera dello Spirito santo (“Signore mio e Dio mio”)? E’ meglio scegliere l’esattezza di una religione (il dogma) o la verità di una fede? E’ meglio essere un “buon” protestante o essere un “mediocre” cattolico? E’ meglio vivere tra consenso e dissenso o cercare il senso? “La Chiesa non ha il compito di far crescere il senso etico nella gente, anche se esso la riguarda da vicino. Il compito della Chiesa è molto più ampio: far risplendere il Vangelo, che è perdono, misericordia e capacità di perdonare agli altri” (C.M. MARTINI – I. MARINO, Credere e conoscere, Einaudi, Torino 2012.)

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