Finché avrò un minuto di respiro…

L’EDITORIALE
di don Giorgio

Finché avrò un minuto di respiro…

Finché avrò un minuto di respiro, dirò ai quattro venti che mai mi rassegnerò a farmi dominare da una masnada di politicanti castrati nell’anima, che neppure si vergognano dello loro nanitudine morale e civile.
Ogni giorno qualcuno vorrebbe riportarmi nel gregge, tentando di farmi ragionare secondo i belati di un ovile, pronto al macello.
Ma finché mi rimarrà un po’ di decoro umano, unitamente all’orgoglio di sentirmi me stesso, non basterà gridare allo scandalo o invocare le maledizioni delle madonne piangenti o dei crocifissi dorati appesi sul petto di eminenze scarlatte o grigie, per gettarmi addosso chissà quali eterni castighi.
Da parte mia contraccambierò, invocando tutto il male possibile su questo stato e su questa chiesa, ridotti entrambi a oggetti di stupro.
E voi stupratori, senza timore di quel Dio impalpabile che non si fa idolo di nessuno, sarete prima o poi stuprati dalle vostre oscene voglie di piaceri di un potere, che sbava da qualsiasi poro di una pelle che puzza orrendamente di marciume.
Eppure sembrate persone perbene, con cravatta ben annodata e pantaloni stirati con passione da mogli o amanti, pronte ad una sudditanza dichiaratamente devota.
Vi siete convertiti, disposti e disponibili a servire lo Stato del diritto, dopo averne fatto a pezzi simboli e istituzioni.
La vostra coerenza è talmente rifatta sui doveri strutturali da far invidia alle donne più siliconate in ogni parte del corpo.
Ed è questa l’oscenità più insopportabile: aver reso il diritto o il bene comune un opportunistico pretesto da sfoggiare su ogni cesso e su ogni fogna.
Credo che sopporterei con più rassegnata francescana umiliazione la vista di pantegane che scorrazzano nelle chiese o nei palazzi istituzionali.
Ma non riuscirò mai a sopportare idioti che si credono intelligenti, bamboccioni che fingono di essere amanti del bene comune, rottami che si illuminano come perle preziose.
Che i topi di fogna scorrazzino pure nelle cattedrali e nei palazzi di potere, ma non sulla mia dignità di cittadino libero e pensante.
Non permetterò a nessuno di loro di defecare o di pisciare sui miei diritti di essere umano.
28 aprile 2018
EDITORIALI DI DON GIORGIO 1
EDITORIALI DI DON GIORGIO 2

1 Commento

  1. meccanico ha detto:

    Non posso che applaudire a una analisi così schietta e, sì, spietata della situazione attuale. Non vado oltre o rischio di istigare alla violenza.
    Grazie di aver scritto quanto ha scritto, Don Giorgio!

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