Ho deciso: taglio definitivamente i ponti

Ho deciso:

taglio definitivamente i ponti

Ho deciso!
Con una diocesi in balìa di un pastore e di pastorelli agitati come trottole incontrollabili, taglio definitivamente i ponti.
Avevo ancora sperato in qualche positivo spiraglio.
Mi ero illuso che si potesse ancora ristabilire un proficuo anche timido dialogo.
Poi di colpo, senza una razionale motivazione, quel filo di luce si è spento, lasciandomi di nuovo a chiedermi se fosse possibile qualche miracolo.
Che tristezza!
Buio, e solo buio, talora illuminato da lucine a intermittenza, collegate a una batteria caricata alla sorgente della imbecillità. Ed essendo durevoli all’infinito le batterie della imbecillità infinita, non si scaricano mai, neppure se le lucine aumentano di giorno in giorno di una intensità tale da sostituire il sole.
Anche Dio è allibito!
Sembra che si sia auto-sospeso in attesa che la notte passi: la notte della imbecillità umana!
Lui, il Signore onnipotente, non può nulla contro la stupidità di una creatura, che si annulla nella sua identità divina.
Voi credete che ci sia ancora qualche speranza di conversione, là dove l’Intelletto divino si sente impotente, estromesso dalla migliore eletta creatura che, offuscando in se stessa l’immagine divina, si è fatta talmente dis-simile dal Creatore da disperdersi in una massa di carnalità talmente frammentaria da proibire ogni ricomposizione nell’Unità divina?
Possibile o non possibile, credo che Dio abbia il diritto di svincolarsi da un legame che mette in dubbio la realizzazione di un Segreto, nato nel cuore trinitario.
Sembra quasi che la cocciutaggine di Dio riguardi il suo Piano talmente utopico da mettere in pericolo la salvezza dell’umanità.
Se fosse così, forse ho sbagliato tutto nella mia vita, e forse sarebbe ora di cercare, ancora cercare quella Divinità che già dall’inizio della creazione sembra si sia nascosta nel profondo più abissale, quasi vendicativa del tradimento della sua più nobile creatura.
Ma forse non sta qui la verità: la verità sta nel nostro cocciuto star fuori di noi stessi, proibendo a Dio di cercarci.
Da quando si è voluto nascondere Dio sotto la pelle di una Chiesa tutta pelle, solo gli spiriti liberi potranno riscoprire la presenza dello Spirito, ma pagandone duramente le conseguenze.
E allora non è Dio che si vendica del tradimento della sua migliore eletta creatura, ma è la creatura abbruttita e perversa che si vendica della nobiltà purissima degli spiriti liberi, reprimendoli ed emarginandoli, come lebbrosi da scansare e da abbandonare neppure ai margini delle strade, ma cacciati nel deserto come capri espiatori su cui scaricare tutte le colpe in espiazione dei peccati di una massa di dannati.
Ciò succede nella società socio/politica, e succede ancora oggi nella Chiesa/religione, che, fin dagli inizi del Cristianesimo, ha fatto di tutto per tenere in piedi una istituzione da ingrossare fino all’intollerabile.
Tradito il Cristianesimo per farsi religione, la Chiesa istituzionale non ha mai sopportato chi la contestasse, non in nome di chissà quale eterodossia di fede, ma con l’intento nobilissimo di denudare la Chiesa nella sua carnalità, per riportarla alla purezza dello Spirito.
C’è in gioco la sopravvivenza della Chiesa istituzionale, e non credo che sia ancora giunto il momento che vorrà spogliarsi della propria struttura carnale.
Certo, farebbe il gioco della Chiesa istituzionale quello spirito libero che decidesse di abbandonarla a se stessa.
Vorrei chiarire. Rompere i legami con una diocesi non significa dare l’occasione ai suoi pastori di liberarsi dei ribelli di casa.
Rompere i ponti con le autorità che hanno tradito la loro fedeltà al Cristianesimo, perdendo così ogni autorevolezza evangelica per aggrapparsi al potere e rivestendosi di autoritarismo, significa non riuscire più a collaborare con “questo” o con “quei” pastori che sono usciti dal loro sé interiore.
Lotterò sempre, e la mia lotta sarà “solitaria”, anche se oggi non mi sento del tutto solo. Non farò l’eremita di comodo: oggi va di moda; mi sembra che ci sia in certe scelte quell’egoismo di chi decide di vivere “fuori” del mondo, quando Cristo ha detto ai suoi discepoli di vivere “nel” mondo, senza però essere “del” mondo.
Non starei Bene in un eremitaggio, isolato da tutto e da tutti (per modo di dire, oggi, soprattutto!), vorrei star Bene in un mondo che non sta
Bene, per essere un seme profondo di contemplazione mistica. Senza esibizionismo.
Questi eremiti di oggi che si mettono in cattedra o si compiacciono davanti a telecamere mi fanno pena!
Essere in due nell’Uno divino è forse la via migliore.
La Mistica è Unione di spiriti e l’ideale sarebbero due spiriti uniti nell’Uno, sciolti da ogni carnalità.
La Chiesa istituzionale ha sempre temuto l’Unione mistica di due spiriti, vigliaccamente accusandoli di carnalità. Come potrebbe la Chiesa istituzionale capire la bellezza di una Unione mistica di due spiriti, se essa è talmente carnale da contraddirsi in continuazione? Impone al suo clero il celibato, e poi da millenni si è fatta corrompere da perversioni sessuali fino a nascondere quel delitto imperdonabile che si chiama pedofilia.
Ancora oggi impone al suo clero un celibato solitario, vero handicap per la stessa natura dell’essere umano. E oggi si pensa di risolvere in parte il problema con la concessione del matrimonio per i preti.
Forse un primo passo… Ma non siamo ancora sul piano carnale? Ma perché non proporre la terza via, quella dell’unione mistica tra un prete e una donna? Almeno riflettere, pensarci, discutere!
Vorrei aggiungere che agli spiriti liberi non si debba imporre nulla di strutturale o di dogmatico. Sono spiriti che camminano in libertà. In coscienza!
La coscienza è coscienza che affonda la sua libertà nello Spirito. E nello Spirito non c’è legge o dogma che tenga. Vige la legge della Grazia, che è Gratuità assoluta.
E vorrei aggiungere che gli spiriti liberi non agiscono come individui, sono sì singoli ma uniti tra loro, nello Spirito, e nello Spirito tutto è possibile: vivere a due di Unione mistica al di là di ogni carnalità.
E ho l’impressione che la Chiesa istituzionale tema le Unioni mistiche perché teme la loro energia rivoluzionaria. Migliaia e migliaia di spiriti liberi, individui, non fanno paura come invece fanno paura due o tre Unioni mistiche di due spiriti uniti nel Divino.
L’Unione mistica non ha nulla di carnale, è radicalmente spirituale. Questa è la forza vincente della Mistica.
Che ne dite di un vescovo che, di fronte a qualcosa di così sconvolgente, rispondesse: “È solo un tuo pallino”!”.
Capisco perché questa diocesi sta andando alla deriva!
Ed è per questo che ho deciso di tagliare i ponti con una simile gerarchia, che follemente pensa di impostare la sua pastorale tutta sulla pelle.
E la decisione è venuta dopo tentativi di collaborare, di dialogare, di tendere una mano.
Siamo alla ottusità totale.
Facciano pure!
Non mi convinceranno a stare nel loro recinto da alienati.

4 Commenti

  1. Giorgio ha detto:

    La seguo sempre,anche se il più delle volte mi manca la competenza necessaria per commentare a tono questo o quel blog; sono comunque d’accordo con Lei. Chi vuol essere “di” questo mondo ha scelto di non ricercare più in sé il Divino, ma di servire l’altro. E quando il giorno arriverà sé ne pentirà amaramente, troppo tardi.

  2. Martina ha detto:

    Mi unisco anche io e sono anche commossa nel leggere gli altri commenti, perché di una totale verità. Anche per me é lo stesso e grazie a don Giorgio e un lavoro profondo e costante ho iniziato a scoprire il mondo dentro di me.
    Mai rassegnarsi, mai! Reagire sempre, soffrire ma reagire. Dopo più di otto anni tagliare é spiegare le ali.

  3. monzetto ha detto:

    Non posso che essere d’accordo.
    Più volte ho scritto che la sua speranza era, ai miei occhi, incredibile: dopo tutto quello che le hanno fatto!!!
    Io sono stufo; comprendo la difficoltà nel cambiare rapidamente … ma continuare ad andare avanti “facendo finta di niente” mi suscita una rabbia incontrollabile.
    Oltre a non vedere nelle attuali comunità una “comunità cristiana”, fatico a riconoscere nell’operato della Chiesa la risposta al comando: “andate e predicate”.
    Chiusi, arroccati, comodi. Dalle persone lontane chi ci va più?
    Quanti giovani, quante famiglie non sono più raggiunte dalla “buona notizia”.
    Vivono insensibili alla relazione con Dio; per loro Dio non esiste.
    E la Chiesa continua con i propri riti come se niente fosse.
    Non so che altro dire…
    Ogni volta che ascolto il Vescovo sento sempre: “parole, parole, parole”.

    • Simone ha detto:

      Mi permetto di aggiungere un’altra cosa.
      Pur con tutti i limiti che lo strumento virtuale impone, Lei ha insegnato tantissimo in questi anni e grazie a questo forum alle tante persone, come me, che lo frequentano. E’ stato ed è ancora pastore illuminato di questa comunità virtuale che cerca il Dio interiore, non attaccandosi a riti sterili.
      Leggendo le sue omelie, ascoltando i suoi pensieri quanto ha trasmesso a ciascuno di noi.
      Con lo stesso zelo, se non maggiore, di chi vuole aiutare i propri figli a vivere pienamente l’Incontro.
      Personalmente ho fatto un salto grazie alle sue riflessioni.
      E devo dire che fino a quando ero preso dalle mille cose della parrocchia non avevo tempo ne voglia di approfondire. Troppo impegnato, troppo compresso.
      E’ stato indispensabile togliere per aprire un piccolo spiraglio sufficiente a far filtrare nel di dentro.
      Ecco mi sembrava giusto dire questo; non vuole essere un modo per addolcirla o rincuorarla. E’ la verità, l’esperienza vissuta in questo forum. Ogni sabato mattina ascolto il video della sua omelia e questo mi prepara a vivere l’incontro della domenica.
      Io vedo in lei un pastore attento, che non manca mai di smascherare pericoli e trucchetti capaci di farci inciampare.

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