Fuga di sponsor e ospiti politici. Il Meeting di Cl declina assieme a Formigoni

da Il Fatto Quotidiano

Fuga di sponsor e ospiti politici.
Il Meeting di Cl declina assieme a Formigoni

Gli enti pubblici rimasti a finanziare la manifestazione cattolica sono passati da otto a tre (Lombardia, l'Abruzzo e l'Emilia Romagna) e verranno a mancare oltre un milione e mezzo di euro in cassa. Tra gli invitati che hanno risposto sì non ci sarà la platea sconfinata dell'anno scorso e ci si accontenterà di Monti e Passera

di Emiliano Liuzzi | Rimini | 30 luglio 2012

Comunione tanta, quella che scende è la fatturazione. Il Meeting di Rimini, la grande adunata di Comunione e Liberazione subisce l’effetto della sua tessera principale, quella di Roberto Formigoni, travolto da inchieste giudiziarie, vacanze, yacht e ville smeralde. Il 2011 la raccolta pubblicitaria fu di sette milioni e centomila euro, quest’anno gli sponsor sono scesi di un milione di euro, lontani dal budget preventivo di 8 milioni e 400 mila euro. L’anno scorso, con l’epopea berlusconiana al tramonto e un Formigoni saldo governatore tanto da poter correre per la leadership del Pdl, fu un tripudio di soldi pubblici che dalle Regioni (sette ), Comuni (tre), Province e due ministeri, vennero destinati a Rimini sotto forma di stand pubblicitari.

Quest’anno resistono la Lombardia, con i suoi 84.700 euro stanziati attraverso una delibera di giunta approvata mercoledì, l’Abruzzo – che con tutti i guai che ha da risolvere si ostina a contribuire alla cassaforte celeste – e l’Emilia Romagna che, comunque, con la carica dei ciellini raggiunge l’apice della stagione balneare e un indotto che produce fatture per 80 milioni da euro. Soldi queste tre regioni ne versano, ma sono briciole in confronto allo scorso anno. Tutti gli altri, nonostante una prima promessa iniziale, hanno preferito tenersi alla larga dal Meeting e dalle polemiche.

Ma nella contrapposizione dei colori non c’è solo il rosso del bilancio, ma anche la grande assenza del celeste, Formigoni appunto, che a Rimini l’ha fatta da padrone per 32 anni e sessanta dibattiti a cui ha partecipato. È il suo popolo quello che ogni anno si dà appuntamento a Rimini, il suo bacino elettorale, la forza che lo ha spinto fino al piano alto del Pirellone e a un passo dalla leadership del Pdl. In un anno le cose cambiano, ed è successo quello che la scorsa estate non era neppure preventivabile: Roberto, come lo chiamano le migliaia di ragazzi che nel Meeting credono e lavorano, quest’anno è la fonte di imbarazzo, l’uomo della rottura tra quelli che lo assolvono perché “Dio perdona tutti”, quelli che più che la giustizia divina aspettano quella giudiziaria, prima di pronunciare la parola colpevole. E quelli che lo accusano di “alto tradimento” della fiducia che in lui avevano riposto, ignari di quello che poteva accadere lontano dai padiglioni di Rimini.

Un’estate fa c’erano il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, imprenditori del calibro di Yaki Elkann, il ministro Giulio Tremonti, Angelino Alfano, appena promosso leader del Pdl, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Maurizio Sacconi, Gianni Alemanno, Piero Fassino, Roberto Calderoli e via via tutti i nomi del potentato d’Italia. Quest’anno le uniche presenze che fino a oggi non sono in discussione sono quella del presidente del Consiglio, Mario Monti, e quella del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera.

Il resto dei dibattiti è riservato a nomi di assoluto rispetto, ma che niente hanno a che vedere con la platea sconfinata dello scorso anno. Il giallo sulla presenza di Formigoni. Per il momento il celeste è dato tra i probabili. Cioè tra quelli che ufficialmente sono stati invitati, ma che non hanno confermato. Difficile che Giorgio Vittadini, anima e portafoglio del meeting e presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, non lo sappia. Se una conferma arriverà, il suo sarà un intervento politico su “Lombardia: presente e futuro”. E il futuro nessuno meglio di Formigoni può saperlo.

Gli sponsor sono in fuga. Il fatturato di Cl, e della sua cassaforte che porta il nome di Evidentia communications, sede a Milano, è in calo. E a leggere le defezioni dell’ultimo minuto, il dubbio che l’effetto Formigoni abbia influito è forte. L’ufficio stampa del meeting parla di crisi, ma in realtà, molti dei privati e pubblici che dovevano versare denaro sono scomparsi. Hanno detto no la Regione Sardegna – che l’anno scorso mise, grazie a un assessore vicino a Cl,100.000 euro – il Friuli Venezia Giulia e il Veneto di Luca Zaia che l’anno scorso c’era. Via anche i ministeri: l’anno passato in piena fase calante berlusconiana, la presidenza del consiglio si inventò la casa welfare, stand nel quale mettevano soldi il ministero del Lavoro, Inps, Inpdap, Inail, Italia Lavoro e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip).

Quest’anno Comunione e liberazione si dovrà accontentare della presenza di Monti. Ma tra le defezioni chi continua a sponsorizzare Cl, noncurante delle polemiche, è la Regione Lombardia. Oltre 84 mila euro per la “promozione turistica della Lombardia”, e altre migliaia di euro per gli spazi pubblicitari di Trenord, compagnia ferroviaria partecipata dalla Regione tramite la sua Ferrovie Nord Milano. Da anni ci provano i consiglieri dell’opposizione, ma la delibera che assegna soldi al meeting viene sempre fotocopiata, riproposta e approvata.

I soldi dei privati. I colossi che più di tutti contribuiscono alla messa in opera del meeting, oltre agli ottomila volontari che pagano per andare a dare una mano, si chiamano Intesa San Paolo, Enel, Finmeccanica e Wind. A seguire Coop, Trenitalia, Eni e Fiat.

6 Commenti

  1. Alessandro ha detto:

    Si capisce benissimo che oltre a non essere mai stati al Meeting, non avete un idea dello scopo di tale evento, e pertanto scrivete cose che non hanno alcuna utilità. Io grazie al meeting ho incontrato la chiesa cattolica e ho scoperto il gusto di essere uomo e perciò cristiano.
    Ciao

  2. Pietro ha detto:

    Si vede proprio che al Meeting non ci siete mai stati, del resto la vostra invidia è pari alla qualità giornalistica quotidianamente sfoggiata dal “fatto quotidiano”.

  3. Edo Melzi ha detto:

    Concordo con Giuseppe e con Luciano. Il meetingi di CL a Rimini ovvero: la fiera del potere e delle vanità. E’ incredibile come questa trionfalistica assise fondata sul nulla sia riuscita a prosperare indisturbata per tanti anni, sponsorizzata dalle destre politiche più integraliste.
    Sicuramente ha avuto il pieno appoggio di una parte non piccola della gerarchia ecclesiastica, infatuata dai numeri più che dalla sostanza.

  4. Luciano ha detto:

    Mi spiace molto che gli sponsor siano solo calati, vorrei tanto che si annullassero definitivameente. Sogno che il movimento cl venga messso in condizione di non nuocere più gravemente alla salute spirituale della Chiesa, quella Vera che Annuncia il Vangelo, non quella dedita a mammona e ai potentaati. per intendercci quella chiessaa che piace tanto a Bertone, Bagnasco e compagni di merende. Speria che finalmente aarrivi il Tempo della Giustizia. Buona giornata.

  5. Giuseppe ha detto:

    Quello che mi stupisce, più ancora dell’attuale calo di sponsor e relativi finanziamenti, è il boom delle edizioni precedenti. Francamente faccio fatica a capire come un movimento confessionale abbia potuto avere un successo tanto eclatante e così prolungato, al punto che sembrava quasi un motivo di orgoglio essere annoverati tra gli invitati prescelti. Poi rifletto un attimo, mi viene in mente la faccia di bronzo del celeste, fermo e imperturbabile in mezzo alle macerie dell’impero di menzogne che ha costruito intorno alla sua sacra persona e incapace di saper distinguere tra il mondo reale e quello partorito dalla sua fantasia, osservo la sua ostinazione nel voler negare l’evidenza dei fatti e capisco che era tutta una finzione colossale, una truffa in grande stile ormai smascherata, anche se qualcuno ancora continua a cascarci. Capisco la furbata del comune di Rimini e della regione Emilia Romagna che si sono serviti della manifestazione a scopi turistici e al limite la strumentalizzazione dei soliti opportunisti che riescono sempre a restare a galla traendone qualche vantaggio, qualsiasi siano la direzione del vento della politica e le tendenze del momento. E fatalmente penso alla curia vaticana, all’ingarbugliato mondo di intrallazzi e di affari secolari da cui trae la linfa per tirare avanti e tutto mi sembra così ovvio, così triste, così scontato.

  6. Gianni ha detto:

    Con tutti quegli sponsor sopratutto del passato, questo meeting era diventanto un appuntamento istituzionale.
    Ora che l’immagine di Formigoni pare quanto meno annebbiata, la nebbia è scesa anche sul meeting e, raffreddando gli animi, ha consigliato a taluni di prendere altri lidi, dove l’autunno di Cl non è ancora calato, e regna tuttora un’estate soleggiata.
    Fuor di metafora, non capisco perchè si debba sponsorizzare una manifestazione così di parte anche con soldi pubblici.
    LAsciamo perdere i privati, che dei loro soldi fan quel che vogliono, ma viste le ristrettezze finanziarie, che ogni giorno i media ci ricordano, perchè appoggiare una manifestazione di una componente politica, a sua volta parte di altra componente politica?
    Ben sappiamo che CL è certo associazionismo, ma anche collateralismo politico.
    A parte questo, credo che gli enti pubblici dovrebbero smetterla di far passare per spesa culturale quella che è, invece, a tutti gli effetti, sponsorizzazione politica.
    Ma tant’è.
    Non viene mai meno la voglia di singoli ed enti politici, e quelli pbblici lo sono, di abbinare la propria presenza ed il proprio nome a vari tpi di manifestazione.
    Che questo però giovi alla loro immagine,credo che ormai siano in pochi a crederci.

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