In Italia non c’è nessuna emergenza aborto, lo dicono i numeri

da L’Espresso
Legge 194

In Italia non c’è nessuna emergenza aborto,

lo dicono i numeri

A quasi quarant’anni dall’entrata in vigore della 194, il nostro è uno dei Paesi dell’Unione Europea con il più basso tasso di abortività volontaria. E il dato continua a diminuire
dI GIULIA TORLONE
30 novembre 2017
Ecco l’ultima strategia dei Prolife: tappezzare Roma di manifesti piuttosto crudi, con un feto e una pinza che campeggiano al centro della locandina. In cima lo slogan: “Un bambino ucciso ogni 5 minuti. Dal 1978 più di 6 milioni uccisi dall’aborto. Ricordiamo anche questi morti”. Manifesti rigorosamente abusivi e che riescono perfettamente nel loro intento: disturbano, nauseano, creano sconcerto.
Tralasciando l’utilizzo della parola “bambino” già di per sé impropria, di quali cifre stiamo parlando? Il palese intento del copy è essenzialmente quello di evocare un genocidio, un olocausto, tirando in causa una cifra che è più di quattro volte quella dei morti italiani nella Grande Guerra.
I NUMERI
A quasi quarant’anni dalla conquista della legge 194, quella sull’interruzione volontaria di gravidanza, lo scorso anno si è registrato un forte calo nel numero degli aborti, scendendo per la prima volta sotto i 90.000, il 9,3 percento in meno rispetto all’anno precedente. Questo dato è in linea con una progressiva diminuzione in atto sin dalla fine degli anni ottanta. L’Italia infatti, secondo l’Istat, è uno dei Paesi dell’Unione Europea con il più basso livello di abortività volontaria.
I dati riportati dalle Nazioni Unite mostrano che livelli inferiori a quelli dell’Italia si registrano solo in Austria (il cui dato però risulta fermo al 2000), Germania e Grecia. I valori più̀ elevati si riferiscono a quasi tutti i Paesi dell’Est Europa con l’eccezione della Svezia.
La diminuzione ha interessato tutte le classi di età, con l’eccezione delle ragazze minorenni (dai 15 ai 17 anni) il cui dato rimane invece stabile con circa 4 donne su 1000 che decidono di interrompere una gravidanza.
Leggi anche:
Emma Bonino: «Partorirai con dolore, abortirai con tortura? È ora del tagliando alla 194»
Le donne straniere presentano livelli di abortività molto più elevati delle donne italiane e sono mediamente di due anni più giovani: le prime hanno un’età media di ricorso all’aborto volontario pari a circa 29 anni, le seconde di 31 anni.
Tra i gruppi più numerosi di stranieri residenti in Italia, il tasso di abortività è più elevato per le donne cinesi (30,0 casi di interruzione per 1.000 donne cinesi di età 15-49 anni), seguite da rumene (22,7), albanesi (16,6) e marocchine (16,2) .
Alla diminuzione degli aborti cresce l’utilizzo della “pillola dei cinque giorni dopo” (a base di ulipristal acetato), complice la decisione dell’Aifa dello scorso anno di eliminare l’obbligo della ricetta medica per le maggiorenni.
A marzo di quest’anno, il boom della vendita del farmaco ha fatto sì che il senatore di Ap Giuseppe Mariniello presentasse un’interrogazione parlamentare al Ministero della Salute. «I dati sull’utilizzo della pillola dei cinque giorni dopo raccolti recentemente da Federfarma» scrive il rappresentante di Area popolare «destano scalpore per le dimensioni assunte dal fenomeno: le vendite nel 2016 sono cresciute del 96% in 10 mesi e rispetto al 2014 sono aumentate di 15 volte».
Nocciolo della richiesta del senatore: ripristinare l’obbligo della ricetta medica. I dati presentati da Mariniello presentano una lettura sbagliata. Federfarma infatti fa sapere che l’incremento c’è stato, complice la liberalizzazione della pillola, ma non della portata sostenuta dal senatore bensì del 24 percento sul totale della contraccezione d’emergenza (quindi compresa la pillola Norlevo, quella del giorno dopo).
Leggi anche:
Aborto, la pillola negata: ancora una volta l’Italia è fanalino di coda
Piuttosto il problema è la scarsa conoscenza da parte delle donne della mancanza dell’obbligo della prescrizione medica. Una ricerca condotta da Swg e Health Communication dimostra che solo il 16 percento delle intervistate è a conoscenza del fatto che non ci sia alcun bisogno di ricetta; il 36 percento è convinto che esista ancora l’obbligo della prescrizione.
Leggi anche:
Aborto, come arrangiarsi nell’Italia degli obiettori
A questo dato va sommato il larghissimo numero di obiettori di coscienza in tutti gli ospedali italiani, a cui ora si sommano una fetta di farmacisti che alla richiesta della pillola tentennano, negano, si sottraggono.
Un terzo dei farmacisti intervistati riconosce che la propria categoria fa resistenza a vendere la pillola dei cinque giorni dopo in mancanza della ricetta e il 18 percento non darebbe senza prescrizione alcun farmaco a una donna che volesse evitare una gravidanza indesiderata.
In barba alle regole e alle direttive dell’Unione Europea, il medico o il farmacista, in nome della propria personale obiezione di coscienza, si rifiuta di somministrare o vendere un farmaco che interrompa una probabile gravidanza.
I dati, quindi, ci mostrano chiaramente che non c’è alcuna emergenza aborto nel nostro Paese. Continua però a essere presente una costante indisponibilità da parte di professionisti della sanità ad applicare le leggi dello Stato.

 

1 Commento

  1. Giuseppe ha detto:

    Il movimento dei “prolife” mi fa pensare a una medicina, che si chiama proprio così, composta da fermenti lattici che, in caso di gastroenterite, contribuiscono a ripristinare la flora batterica intestinale.
    A parte gli scherzi e lasciando da parte i facili giochi di parole, ho la netta sensazione che il movimento per la vita e gli altri organismi simili, abbiano un gran bisogno di mandare messaggi che attirino l’attenzione e colpiscano l’immaginazione, per portare avanti le proprie battaglie. Così da far leva su quel substrato di bigottismo comune a buona parte di noi italiani tirati sù a pane, casa e chiesa, col loro immancabile bagaglio di sensi di colpa. I quali, probabilmente, sono anche alla base della considerevole diffusione dell’obiezione di coscienza sull’argomento. La verità è che, piaccia o no, l’interruzione volontaria di gravidanza è sempre esistitita ed era già diffusa nel mondo antico, solo che le donne erano spesso costrette a ricorrere a strumenti e persone non sempre affidabili, correndo dei rischi enormi per la propria salute, sia fisica che mentale. La legge 194 perciò, se non altro ha il grande merito di aver eliminato questi “inconvenienti” e, liberando dalla clandestinità la pratica abortiva, aver annullato quella sensazione di proibito che spesso condizionava le gestanti nelle proprie scelte. Quanto poi ai dati statistici, mi sembra di poter dire che il gioco delle cifre sia ormai un classico. Basta esaminare ed esporre i dati in maniera diversa, a seconda dell’intento che si vuole perseguire, anche perché, purtroppo, sovente gli studi e i meccanismi a cui si fa ricorso non sono del tutto attendibili e rigorosi.

Lascia un Commento

CAPTCHA
*

 

Questo sito utilizza cookie a scopo tecnico, analitico e profilante anche di terze parti. Chiudendo questo banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Cosa sono i cookie

In informatica i cookie – letteralmente “biscotto” - sono righe di testo usate per eseguire autenticazioni automatiche, tracciatura di sessioni e memorizzazione di informazioni specifiche riguardanti gli utenti che accedono al server.
Nel dettaglio, sono stringhe di testo di piccola dimensione inviate da un server ad un Web client (di solito un Browser) e poi rimandati indietro dal client al server (senza subire modifiche) ogni volta che il client accede alla stessa porzione dello stesso dominio web.

Tipologie di cookie

Cookie tecnici
Sono cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web, permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate o di settare alcune preferenze sul sito web e ritrovarle settate al prossimo accesso.
Senza il ricorso a tali cookie alcune operazioni sul sito potrebbero non essere possibili o potrebbero essere più complesse e meno sicure.
Cookie di profilazione
Sono cookie utilizzati per monitorare e profilare gli utenti durante la navigazione, studiare i loro movimenti e abitudini di consultazione del web o di consumo (cosa comprano, cosa leggono, ecc.), anche allo scopo di inviare pubblicità di servizi mirati e personalizzati.
Cookie di terze parti
Sono cookie installati da siti differenti da quello sul quale si sta navigando generalmente a scopo di profilazione oppure per attivare specifiche funzionalità (ad esempio i cookie installati per i social plugins).
In tali casi, tuttavia, il Titolare del trattamento dei dati personali acquisiti tramite questo sito internet è esente da qualsiasi forma di responsabilità in tal senso posto che l’operatività di tali cookies rientra nella piena ed esclusiva responsabilità di società terze.

Per garantire una maggiore trasparenza e comodità, si riportano qui di seguito gli indirizzi web delle diverse informative e delle modalità per la gestione dei cookie.
Facebook informativa: https://www.facebook.com/help/cookies/
Facebook (configurazione): accedere al proprio account. Sezione privacy.
Twitter informative: https://support.twitter.com/articles/20170514
Twitter (configurazione): https://twitter.com/settings/security
Linkedin informativa: https://www.linkedin.com/legal/cookie-policy
Linkedin (configurazione): https://www.linkedin.com/settings/
Google+ informativa: http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/cookies/
Google+ (configurazione): http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/managing/

Google Analytics
Il sito include anche talune componenti trasmesse da Google Analytics, un servizio di analisi del traffico web fornito da Google, Inc. (“Google”). Anche in questo caso si tratta di cookie di terze parti raccolti e gestiti in modo anonimo per monitorare e migliorare le prestazioni del sito ospite (performance cookie).
Google Analytics utilizza i “cookie” per raccogliere e analizzare in forma anonima le informazioni sui comportamenti di utilizzo del sito (compreso l’indirizzo IP dell’utente). Tali informazioni vengono raccolte da Google Analytics, che le elabora allo scopo di redigere report per gli operatori riguardanti le attività sui siti web stessi. Questo sito non utilizza (e non consente a terzi di utilizzare) lo strumento di analisi di Google per monitorare o per raccogliere informazioni personali di identificazione. Google non associa l’indirizzo IP a nessun altro dato posseduto da Google né cerca di collegare un indirizzo IP con l’identità di un utente. Google può anche comunicare queste informazioni a terzi ove ciò sia imposto dalla legge o laddove tali terzi trattino le suddette informazioni per conto di Google.
Per ulteriori informazioni, si rinvia al link di seguito indicato:
https://www.google.it/policies/privacy/partners/

Conferimento dei dati
Fatta eccezione per i cookie tecnici strettamente necessari alla normale navigazione, il conferimento dei dati è rimesso alla volontà dell’interessato che decida di navigare su questo sito dopo aver preso visione dell’informativa breve contenuta nell’apposito banner e di usufruire dei servizi che comportano l’installazione di cookie.
Chiudendo il banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un qualsiasi elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’utilizzo di tutti i cookie presenti sul sito (inclusi quelli di terze parti) e il suo consenso viene memorizzato in un apposito cookie tecnico in modo che il banner non venga più visualizzato durante i futuri accessi al sito.
Come disattivare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile rifiutare tutti i cookie o permettere l’installazione di cookie provenienti solo da alcuni siti scelti. Il blocco di tutti i cookie potrebbe inficiare il corretto funzionamento di alcune funzionalità dei siti che si visitano.
Queste le istruzioni per disattivare / attivare i cookie nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Attivare%20e%20disattivare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392971?hl=it-IT
Come cancellare i cookie
Attraverso le impostazioni del proprio Browser è possibile cancellare tutti i cookie salvati sul proprio dispositivo.
Queste le istruzioni per cancellare i cookie (o solo alcuni di essi) nei principali Browser:
•    Google Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it
•    Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Eliminare%20i%20cookie
•    Apple Safari: https://support.apple.com/kb/PH17191?locale=it_IT
•    Microsoft Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11
•    Apple Safari su iOS: https://support.apple.com/it-it/HT201265
•    Google Android: https://support.google.com/chrome/answer/2392709?hl=it

Per completezza si informa l’utente che è possibile avere informazioni sui cookie archiviati sul proprio terminale e disattivarli singolarmente decidendo di accettarli solo da parte di alcune società cliccando sulla risorsa Your Online Choices raggiungibile dal seguente link: http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte.

Chiudi