Ma questa è proprio del tutto “scema”!

da la Repubblica

Laura Castelli,

sottosegretaria alle gaffe:

da “lo dice lei” al ‘Non dico cosa voto’

L’ultima uscita imbarazzante sul reddito di cittadinanza, lo scontro con Padoan a colpi di grafici, l’ammissione di esercitare la professione di commercialista senza essere iscritta all’albo, lo sciopero “pagato”. Breve blob delle discutibili sparate della grillina al ministero dell’Economia.

***
da Il Corriere della Sera
Il personaggio
29 novembre 2018

Da paladina No Tav e steward allo stadio,

a sottosegretaria.

Tutte le gaffe di Laura Castelli

Nel curriculum una laurea triennale in Economia: ha lavorato allo stadio come Di Maio. Le (tentate) lezioni sullo spread al professor Padoan, l’«olio di ricino» in Parlamento e il balbettio sulla (mancata) stampa delle tessere per il reddito di cittadinanza
di Claudio Bozza
«I tassi dei mutui non dipendono dallo spread». «Le tessere per il reddito di cittadinanza, chi le sta stampando? Eh, emh… (balbettando senza sapere cosa rispondere, ndr)». «Cosa voterei a un referendum sull’uscita dall’euro? Non si dice cosa si vota». Dichiarazioni ambigue sull’utilizzo dell’olio di ricino. Una gaffe dopo l’altra, tra tv e Camera, causate soprattutto da un curriculum non proprio all’altezza del ruolo ricoperto nel governo «gialloverde». Laura Castelli, 32 anni, oggi sottosegretaria all’Economia, vanta un diploma in ragioneria ed una laurea triennale in economia aziendale. Esperienze lavorative? Qualche mese in un centro di assistenza fiscale, oltre alle domeniche passate come steward allo stadio di Torino (idem a Luigi Di Maio al San Paolo di Napoli).
***
da Il giornale.it

L’imbarazzante Laura Castelli,

la Toninelli in gonnella del M5s

La sottosegretaria all’Economia colleziona gaffe e figuracce e non sa spiegare come funziona il reddito di cittadinanza
Paolo Bracalini
Gio, 01/11/2018
Con un curriculum da «addetto sicurezza presso Stadio Comunale di Torino» (settore lavorativo che condivide col vicepremier Di Maio, ex steward dello stadio San Paolo a Napoli) più vaghe esperienze «nel settore fiscale», la Castelli si è ritrovata catapultata da portaborse di grillini piemontesi a sottosegretario dell’Economia. Ogni volta che compare in tv e spiega (si fa per dire) la finanziaria, un economista medita il suicidio. Le sue uscite funamboliche e gaffe fanno di lei la Toninelli in versione femminile, con in più il brivido di sapere che maneggia il bilancio dello Stato italiano, già messo male di suo. La sua ultima performance da Floris a La7 non ha deluso le aspettative, generando nello spettatore sentimenti confusi, tra lo sconcerto per l’evidente impreparazione della grillina, alla solidarietà umana per il tentativo di arrampicarsi sugli specchi e simulare una risposta senza saperla. Come sul reddito di cittadinanza. Dopo aver prefigurato l’inquietante immagine di uno «Stato che viene da te e ti prende la mano» per riempirtela col reddito di cittadinanza, la Castelli va in tilt completo sul modo in cui verrà erogato il sussidio. Sul conto corrente? «No, sarà fatto attraverso il sistema bancomat». Ma per avere un bancomat serve un conto corrente, no? «Sì ma praticamente tutti hanno il conto corrente». E su uno è povero e non ce l’ha, non prende il reddito di cittadinanza? «No, lo prenderanno tutti», anche quelli che non hanno il conto corrente né il bancomat, che però servono per riceverlo. Come si farà insomma non si è capito, ma non è che si può pretendere che la sottosegretaria al Tesoro lo sappia. Va ricordato che la Castelli è quella che disse che se uno spende il reddito di cittadinanza all’Unieuro, poi la «Guardia di finanza farà l’accertamento», facendo intravedere uno stato di polizia fiscale che neanche nelle fantasie di Orwell. Quindi l’Agenzia delle entrate setaccerà tutti gli acquisti degli italiani? Anche qui, se glielo si domanda, la Castelli fa la figura dello scolaro che non ha studiato ma prova a sfangarla: «I controlli che si attiveranno riguardano tutto lo Stato, l’incrocio dei dati…». E vabbé dai non è che può sapere tutto lei.
Il talento si era intravisto quando le fu chiesto del referendum sull’uscita dall’euro lanciato da Beppe Grillo e sostenuto inizialmente anche da Di Maio. La Castelli cosa voterebbe a quel referendum? Risposta dell’allora deputata M5s e membro della commissione Bilancio: «Non lo so». Vista la competenza, è stata promossa al rango governativo. Quando è in difficoltà la Castelli ripiega sui paroloni cercando di impressionare l’interlocutore e sviare l’argomento. Sempre a La7 ha parlato di «investimenti ad altissimo moltiplicatore» sui giovani, senza però essere in grado di spiegare quali fossero. In una seduta della commissione sul rendiconto finanziario si era rifugiata nella «evoluzione del quadro macroeconomico» per cercare di rispondere alle domande dei parlamentari (tra cui Padoan) esterrefatti di fronte alle lacune della sottosegretaria, tra un «mi riservo di rispondere dopo un approfondimento» ad un «evito di commentare». Aveva esordito agli Stati Generali dei Commercialisti ammettendo di aver esercitato abusivamente la professione «nello studio di famiglia che si occupa di paghe e contabilità», e rimediando i fischi della platea. Insomma ha tutte le carte in regole per aspirare ad un ministero.
***
da il Corriere della Sera

Toni Castelli

 30 novembre 2018
di Massimo Gramellini
Un giorno gli storici ci spiegheranno perché gli italiani, esasperati dall’antipatia dei competenti, in una domenica di malumore decisero di affidare l’aereo Italia all’equipaggio più pazzo del mondo. Il comandante Di Maio, il pilota automatico Conte e i responsabili dei disservizi di bordo, lo steward Toninelli e Laura Castelli, viceministra dell’Economia per mancanza di prove. L’altra sera in tv la professoressa Gruber le ha fatto una domanda difficile, difficilissima: «State stampando le tessere elettroniche del reddito di cittadinanza?». Per superare l’interrogazione, Castelli aveva studiato giorno e notte «L’economia di zio Paperone», ma questa non la sapeva.
Avrebbe potuto rifiutarsi di rispondere, invece ci ha provato lo stesso. Che momenti. Sembrava Sordi quando all’esame di francese gli chiedono di tradurre «Il giardino di mia zia», e lui, con lo sguardo terrorizzato e la voce a simulare una naturalezza inesistente, biascica: «Le jardin de ma sziii…». La Gruber incalzava: «Quante sono le schede, cinque o sei milioni?». E Castelli: “Cinque milioni e mezzo… circa». «Chi le sta stampando, il Poligrafico?» insisteva la commissione d’esame. «Forse… Ve lo diremo presto». Appena qualcuno lo avrà detto a lei, avvertendola che non si può stampare qualcosa che il Parlamento non ha ancora deliberato. Era questa la risposta giusta, accidenti. Perché Toninelli dal primo banco non gliel’ha suggerita?

 

9 Commenti

  1. Angelo ha detto:

    Ragioniera ambiziosa miracolata tradita costantemente dagli occhi che rivelano la sua presunzione e furberia

    • Fulvio ha detto:

      Se vai su Wikipedia e digiti Laura Castelli sulle controversie leggi cosa faceva quando era in regione Piemonte e cosa fece a Fassino attraverso un fotomontaggio!

  2. FRANCO ha detto:

    Quando anche i “leoni della tastiera” i fideisti dei 5S, che tutto cio’ che dice il comico per loro sono dogmi, si renderanno conto del disastroso baratro che stanno provocando davanti all’Italia, allora questi politici dovranno temere di essere inseguiti dagli Italiani muniti di forcone.

  3. Sauro G. ha detto:

    Questi politicanti dovrebbero essere denunciati per pubblicità ingannevole,altro che stiamo stampando le schede e non sanno quante ne occorrono,Poste Italiane dicono di non saper nulla Luisitos Dimaios in prima serata continua a dire che ci sarà un tutor che seguirà il disoccupato per formarlo per prepararlo ma non si sa chi paga questi formatori,professori,professionisti che compongono l’equipaggio della formazione!
    Sono lontani i tempi dove Grillo con le ciminiere dell’Ilva alle spalle diceva:
    _Vedete quelle ciminiere qua dietro?
    Se c’era il reddito di cittadinanza sarebbero state obsolete!!!
    Al popolo gli era stato detto che se l’Ilva chiudeva c’era il reddito di cittadinanza!!
    Ora i nodi arrivano al pettine le promesse sono senza soldi e il deficit va diminuito!
    Il Reddito di cittadinanza scenderà a 500 euro la quota 100 per due tre anni ecc.
    Mi auguro che questa parentesi di governo faccia capire agli Italiani che con la demagogia il populismo non si va da nessuna parte!

  4. Patrizia ha detto:

    Io non li ho votati, prevedendo un disastro, ma la realtà supera qualsiasi previsione anche la più catastrofica.
    Si stenta a credere che quello che sta accadendo sia reale. Come è stato possibile?
    Sarebbe opportuno che per il futuro chiunque decida di diventare un politico, venga sottoposto ad un esame severissimo per accertare le competenze, non si può mettere un popolo nelle mani di gente del genere, è una follia.

    • Sauro G. ha detto:

      Neanche io lì ho votati e condivido come lei il fatto che la realtà supera qualsiasi previsione!
      Ma chi lì ha votati alla domanda non si può mettere uno stato nelle mani di incompetenti rispondono “Quelli che c’erano prima erano i competenti che ci hanno regalato la Fornero che ci hanno tolto la sanità che ci hanno messo le tasse che non hanno pensato ala povertà”.
      Hanno dato fiducia ai loro programmi e gli hanno fatto credere che loro erano i bravi che ridavano i soldi al popolo i diritti al popolo che abbattevano la Fornero ed oggi si sa che quei soldi non ci sono,hanno fatto promesse senza soldi e piano piano gli Italiani forse inizieranno a capire che se si sono ridotti in questo modo la malapolitica avrà le sue responsabilità ma noi siamo quel popolo che ha un evasione fiscale di oltre 140 miliardi!
      Quindi tempo a chiedere soldi all’europa o sforare il deficit per30 miliardi quando con sane politiche anti evasione li recuperi dal gettito!

      • Patrizia ha detto:

        Si d’accordo con tutto, ma mica per salvarti ti butti dalla padella alla brace.
        Questo voto ha rivelato una drammatica ignoranza, al quale bisogna mettere riparo, prima che sia troppo tardi.

        • FRANCO ha detto:

          IL PROBLEMA E’ COME. Questi personaggi m’inquietano, ma sono solo singole persone che tolte da li’ non contano niente, ma mi fanno paura quelli che continuano a sostenerli e a votarli : io credo che in Italia si voglia a tutti i costi sognare credere alle fate ed agli Elfi.

  5. Giuseppe ha detto:

    Ricordo che quando i cinque stelle si affacciarono per la prima volta in massa sugli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama, si comportarono come un gruppo di studenti indisciplinati in gita scolastica, col rischio che lasciati a se stessi potessero combinare casini in serie tradendo la propria inettitudine. Fu per questo che in quei giorni l’ex comico di Sant’Ilario, loro mentore, si mise ad accompagnarli dappertutto suggerendo loro le parole da dire per rispondere alle domande dei giornalisti, dalle più semplici alle più insidiose.
    L’attore Max Giusti, abile imitatore che allora conduceva una trasmissione quotidiana alla radio, colse l’occasione per creare la macchietta bene riuscita del “grillino tipo” che ripeteva a pappagallo le parole di Grillo, citando anche la punteggiatura, le parentesi , le e gli “a capo”. Tutto sommato, meglio così che gli originali tipo Castelli….

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