Sì, è razzismo

da www.huffingtonpost.it
Manginobrioches
Giornalista e blogger,
@manginobrioches
IL BLOG
30/10/2019

Sì, è razzismo

Sì, si chiama “razzismo”. Non abbiamo paura di chiamarlo col suo nome. Anche se i razzisti – sempre più numerosi e pieni di baldanza (non si vergognano nemmeno più, anzi) – pretendono pure di convincerti che, ogni volta che difendi i migranti, gli emarginati, i “diversi” di qualunque genere, le vittime di qualsiasi discriminazione, il razzista sei tu. Che metti “indietro” gli italiani (o gli umbri, o i sardi, o i romagnoli, o i milanesi o quelli che vivono nel tuo paesino, nel tuo quartiere, nel tuo condominio: non c’è niente di così piccolo che non possa essere minacciato da “invasioni” e adeguatamente recintato col filo spinato).
Lo ha fatto, per l’ennesima volta, l’ex ministro della Propaganda, ieri a Cartabianca, a proposito della commissione parlamentare contro il linguaggio d’odio (sì, quello che passa da termini come “zingaraccia”, “ruspa” o “ pacchia”, anche se sappiamo bene – lo constatiamo ogni giorno sui social – che una parola qualsiasi può diventare un insulto, può caricarsi di falsità e di odio. Pensate a “Ong”, o a “Bibbiano”…).
“Chi giudica cosa è razzismo?” ha chiesto, sereno, l’ex ministro del Mojito, insinuando che si tratti solo di un problema interpretativo, e dunque di pericoloso relativismo. (Per fortuna ha premesso “sull’antisemitismo non si discute”: peccato però che questo sia un fenomeno in aumento, strettamente correlato al tasso di violenza crescente nel discorso pubblico).
“Chi giudica cosa è razzismo? Passi l’antisemitismo, ma è razzismo se un sindaco della Lega dice che vuole dare le case popolari agli italiani, prima?”. Beh, purtroppo la risposta sta nella stessa domanda: nel porre come discriminante un’appartenenza. O sei italiano – e ti spetta la nostra attenzione – o sei qualunque altra cosa – e non hai diritti. Anche se risiedi in Italia da anni, a lavorarci e impararne la lingua e la cultura.
Gli asili, le case popolari, qualunque specie di servizio non spettano “prima agli italiani”, ma prima a chi ne ha diritto. Magari gli ultimi, i poveri, gli emarginati. Perché la vera divisione, verticale, del nostro mondo è questa. Ma lo slogan #primachinehadiritto non funziona, non smuove, non mobilita immediatamente nell’identificazione del nemico.
Alla Bestia non basta.

 

15 Commenti

  1. Luigi ha detto:

    Non pensavo che questa massima di un anonimo scatenasse questa discussione. Il tuo Cristo è ebreo perchè come ebreo salvava il suo popolo da una religione ebrea che lo opprimeva. Vale per tutti i popoli oppressi dalle religioni compresa quelle laiche naziste, fasciste e comuniste. La tua democrazia è greca che non è quella salviniana. E’ durata poco in Grecia. La tua scrittura è latina perchè è stata e lo è ancora nella Chiesa Cattolica una lingua universale, come universale sono i numeri arabi. Una cattolica raccoglitrice di elemosine durante le messe mi ha rimproverato perchè l’ho fatta per strada per un nero che aveva fame e mi chiedeva un panino. Aveva ragione il card. Martini quando si è accorto che il problema non era più tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensanti. Emilio, ha ragione Lanfranco a dirti di aprire gli occhi. Salvini sarà pure un credente, ma non è un pensante.

  2. bartolomeo palumbo ha detto:

    D’accordissimo con LANFRANCO CONSONNI.Abbasso salvini e la sua ciurmaglia!!!!!

  3. lanfranco consonni ha detto:

    Don Giorgio, mi permetta una risposta all’amico Emilio!
    Emilio, in che mondo vivi?
    Pensi siamo così potenti da determinare quanto sia il nostro reddito? Pensi che un operaio della Whirpool sia in grado di decidere quanta percentuale della propria busta paga voglia VOLONTARIAMENTE rinunciare a favore dalla multinazionale di cui e di fatto parte della proprietà?
    Per quanto riguarda l’aiuto ai migranti parliamo due livelli: primo livello, i contributi volontari, secondo livello, quello politico, gestito dallo stato
    Il primo livello è costituito dalle offerte a enti preposti a operazioni umanitarie, e lì verso parte io del mio, tu del tuo stipendio a secondo di quanto vuoi o puoi. Oppure offri parte del tuo tempo, delle tue capacità e delle tue competenze, sempre a enti o associazioni che si impegnano per integrare gli immigrati. Conosco persone che votano lega e si impegnano nelle Caritas locali o addirittura partecipano a iniziative di promozione direttamente in paesi del terzo mondo. Per me col loro voto vanificano la loro seppur molto meritoria opera.
    Ecco, questo è quello che possiamo misurare, ma volutamente non ti dico a quale percentuale del mio stipendio o della mia persona dedico a questo livello. Anche perché lo faccio con la consapevolezza di illudermi di tenere pulita la coscienza.
    Il secondo livello è quello più importante: in questo livello si decide quanta parte della tasse che ognuno di noi paga debba essere destinata all’integrazione. Questo livello è quello più importante, perché è quello che veramente concreto ed efficace, determina le scelte che veramente incidono sulla soluzione del problema In questo livello ognuno di noi si esprime attraverso il VOTO.
    Ti posso dire che sono disposto a votare un partito che mi prometta di usare parte delle tasse che PAGO REGOLARMENTE per un progetto di seria integrazione. Naturalmente non voterò mai per partiti che hanno espresso DECRETI SICUREZZA che distruggono anni di lavoro per l’integrazione
    Tranquillo, Emilio, non sono gli immigrati che minano il nostro portafoglio, parte della nostra casa o del nostro reddito: c’è di peggio: il vero pericolo per il nostro paese sono la mafia, la corruzione, gli inquinatori che avvelenano i nostri campi e compromettono la nostra agricoltura, avvelenano l’aria che respiriamo, infestano parte del territorio favorendo l’insorgere di tumori, non certa qualche migliaio di disperati che arrivano in barca!
    Per quanto riguarda “L’affermazione che nel passato abbiamo depredato l’Africa e che quindi ora dobbiamo mantenere gli africani è una vecchia tesi pure assurda.” Probabilmente non mi sono spiegato bene. Chiedo aiuto a don Giorgio di segnalarci qualche articolo di qualche rivista missionaria (già segnalate abbondantemente in questo sito) dove si dimostra che lo sfruttamento dell’Africa da parte dei paesi più ricchi, come la vendita di armi con cospicui guadagni, continua ancora a tutt’oggi.
    Ti faccio io una domanda. Quanto sei disposto a regalare parte del tuo stipendio o della tua pensione agli evasori fiscali? Oppure per pagare i danni ambientali provocati da comportamenti dolosi? Ti assicuro, quelli si che stanno erodendo parte importante del tuo reddito, anche se non te ne accorgi o ti fai abbindolare dai salvini con la chiacchera facile!.
    Apri gli occhi!

    • Emilio ha detto:

      Lanfranco, questo scritto ora va un po’ meglio, a mio parere. Ti dico quindi subito sei cose:
      1. Non mi piace la politica di Salvini e col mio intervento non volevo giustificarlo; non cadere nella trappola di dare del salviniano a chiunque critichi l’immigrazione incontrollata. È un errore che molti fanno e che toglie lucidità nel valutare i fatti.
      2. Io metterei in galera per molti anni (ma sul serio) gli evasori fiscali, gli inquinatori dell’ambiente ed anche gli spacciatori di droga, perché come tu dici ci costano soldi che non possono essere impiegati in cose più necessarie.
      3. L’integrazione con stranieri è una cosa inevitabile e fra qualche generazione ci saranno più cittadini italiani originari dell’Asia o dell’Africa che di origine europea. È meglio cominciare a rifletterci ed accettarne l’idea perché il futuro sarà questo. Ogni soldo speso seriamente in questa direzione è benvenuto.
      4. Occorre distinguere chiaramente fra immigrati regolari che hanno richiesto ed ottenuto la residenza in Italia, che si sono integrati nella nostra società, e che sono una risorsa di cui abbiamo ed avremo bisogno in futuro, da quelli che entrano abusivamente in Italia.
      5. Fra quest’ultimi infine occorre fare una distinzione fra coloro che fuggono da guerre e persecuzioni, che vanno accolti senza riserve e protetti, da quei disgraziati a cui dei loschi trafficanti, nuovi negrieri, garantiscono una vita migliore in Italia pagando somme non indifferenti per il loro trasporto e che poi sono abbandonati in mano agli aguzzini libici in combutta con scafisti senza scrupoli.
      Lo sai che solo quelli che pagano profumatamente una seconda volta riescono a salire su un fatiscente gommone che poi verrà raccolto in mare prima che affondi?
      Di questi bisogna parlare e discutere e per questi si deve trovare una soluzione pragmatica. Non sono poveracci perché dei poveracci non avrebbero avuto i soldi per pagarsi l’attraversamento di 4-5 frontiere ed arrivare fino in Libia e pagare altrettanto profumatamente uno scafista per “salire a bordo”.
      6. Alla maggior parte di coloro che oggi parlano di immigrazione, a favore oppure contro, non interessa minimamente il problema ma lo fanno solo ed esclusivamente per interesse elettorale e di questo occorre tener conto.

      Ritengo si debbano lasciar stare gli operai della Whirpool (o dell’Ilva) e tutti i volontari che lavorano con sacrificio e merito (leghisti e non) per alleviare le sofferenze umane; non c’entrano per niente nel discorso immigrazione. E non confondere immigrazione e integrazione anche se sono legate fra loro; sono due problemi che vanno trattati separatamente se vogliamo risolverli senza fare della demagogia.

      Ed infine come vecchio di 79 anni ti consiglio di non dire mai al tuo interlocutore di “aprire gli occhi”; lo stai offendendo e questo non facilita mai un buon rapporto interpersonale.

      • Lanfranco consonni ha detto:

        ok Emilio, accetto volentieri e mi ricorderò del tuo consiglio! Ti facevo molto più giovane, ma anche con i tuoi 79 probabilmente sei giovane dentro!

        • Emilo ha detto:

          Io immaginavo che tu fossi giovane per la foga e la passione con cui sostieni le tue idee. Un ultimo consiglio anche se non richiesto: Mettile sempre in discussione onestamente ed obbiettivamente e cadrai raramente in errore.

          Un grazie infine a don Giorgio a cui la foga del difendere le proprie idee (lasciatemi dire giuste o discutibili) e’ ammirevole.

  4. Giuseppe ha detto:

    A volte mi chiedo come sia possibile che un simile bullo abbia tanto seguito e sia perfino riuscito a tenere in ostaggio il governo del nostro paese per un anno abbondante. So bene che la Repubblica non è più quella che per merito di spiriti insigni e autorità di grande levatura morale, intellettuale e politica riuscì a tirarci fuori dalle rovine di una guerra disastrosa e da un regime illiberale che, con la complicità di una monarchia da farsa, ci aveva isolato dal resto mondo. Eppure, è impensabile che in un epoca in cui dovremmo essere liberi di esprimere le nostre idee e, in particolare, di scegliere chi ci può rappresentare nel consesso delle nazioni, ci riduciamo a scegliere individui che farebbero l’invidia degli orchi delle favole e di tutti i personaggi negativi del mondo della fantasia.

  5. Luigi ha detto:

    Il tuo Cristo è ebreo
    e la tua democrazia è greca.
    La tua scrittura è latina
    e i tuoi numeri sono arabi.
    La tua auto è giapponese
    e il tuo caffè è brasiliano.
    Il tuo orologio è svizzero
    e il tuo walkman è coreano.
    La tua pizza è italiana
    e la tua camicia hawaiana.
    Le tue vacanze sono turche,
    tunisine o marocchine.
    Cittadino del mondo,
    non rimproverare al tuo vicino
    di essere straniero.
    (Anonimo)

    • Emilio ha detto:

      Le parole sono belle ma la realtà dipende da altri fattori che non sono da trascurare. Per esempio questo: Un’analisi apparsa su Repubblica dice che in questa finanziaria sono previsti 50 milioni per il 2020, 200 milioni per il 2021 e 300 per il 2022 come fondo di disabilità ai non deambulanti che in Italia sono circa 3 milioni. Ebbene questo vuol dire che ognuno di loro riceverà 1.39, 5.60 e 8.30 Euro/mese nei prossimi anni come sostegno.
      Ci sono persone che fanno notare che ogni immigrato clandestino costa invece alla comunità 22*30=660 Euro mese.
      Chi riesce a spiegare questi dati?

      • Luigi ha detto:

        Non riesco a capire il nesso tra il supporto economico ai disabili con quello ai migranti. Il primo lo si calcola individualmente per disabile. Nel secondo non c’è quanto viene elargito al migrante. Si vuol giustificare il razzismo? Giustifichiamo Hitler? Ecco alcune sue perle non solo sugli ebrei: “Può perfino capitare che una parte del popolo creda veramente che un ebreo possa essere tedesco o inglese, francese o italiano… ma questa è solo un’illusione.” o “I negri sono delle mezze scimmie.” o “La nazione, o meglio, la razza non consiste nella lingua, ma solo nel sangue.” o “La dottrina nazionalsocialista è integralmente antiebraica, cioè anticomunista ed anticristiana.“ o “Gli ebrei non furono mai nomadi, ma sempre e soltanto parassiti.” o “Mussolini è il primo uomo politico del mondo, a cui nessuno può paragonarsi nemmeno lontanamente.“ o … Mi fermo qui. Ma perchè non utilizzare i migranti come risorse umane come si fa con i disabili in alcune aziende pubbliche e private? Perchè non utilizzarli per ripopolare i paesi abbandonati? O si preferisce fare come in Ungheria dove alla mancanza di forza lavoro si sopperisce con il sovraccarico sugli ungheresi?

        • Emilio ha detto:

          Luigi, ti prego non far finta di non capire. Il nesso sorge laddove, essendoci pochi soldi a disposizione, si deve decidere dove spenderli, e se uno legge che per ogni disabile lo stato spende 8,30 Euro/mese mentre per ogni immigrato (clandestino) ne dovrà spendere 600,00 Euro/mese per il suo mantenimento in attesa che gli venga concesso il diritto di rimanere o che venga respinto ebbene l’italiano medio si chiede se non sarebbe meglio porre un freno all’immigrazione incontrollata. Tutto qui. Il razzismo non c’entra. Sarebbe lo stesso che qualche centinaio di norvegesi venisse in Italia e chiedesse di essere mantenuto in strutture decenti.

          • Lanfranco consonni ha detto:

            Emilio, proponi un esempio del menga.
            Un centinaio di norvegesi non verrà mai in Italia a farsi mantenere, per il solo fatto che la Norvegia non è mai stata oggetto di attenzione di potenze economiche che abbiano sfruttato la sua economia e ne abbiano prosciugato le risorse, non è presa di mira da venditori di armi che istigano al suo interno guerre civili, miseria e morte.
            Tranquillo Emilio, quei 600 euro gli immigrati ce li hanno già anticipati con gli interessi, perché con la loro povertà a causa delle dinamiche economiche e le loro guerre civili mantengono il nostro benessere e ci permettono un tenore di vita al di sopra delle nostre possibilità.
            Nessun blocco di porti o accordi con la Libia potranno evitare che persone umane che sono nate in luoghi devastati dalla ingordigia delle economie di paesi più ricchi e “civili”, cercano di sopravvivere spostandosi in luoghi più ospitali. Studia la storia, è un susseguirsi di migrazioni!
            Dici bene, il razzismo non c’entra.
            E’ una questione di semplice ignoranza, nel senso che non si conosce la storia, e neanche la geografia.
            Se invece di temere gli immigrati ci sforzassimo di imparare a convivere e farli lavorare con noi probabilmente l’Europa potrebbe risollevarsi dalle sue miserie morali, e anche economiche.
            Non parliamo poi di disabili o anziani invalidi, guardati intorno, la maggior parte delle persone che si prendono cura di loro viene da fuori …. non mi risulta dalla Norvegia!

          • Emilio ha detto:

            Nota per Lanfranco Consonni.
            L’esempio dei norvegesi era un assurdo, penso si sia capito. Tuttavia il dibattito è interessante. L’affermazione che nel passato abbiamo depredato l’Africa e che quindi ora dobbiamo mantenere gli africani è una vecchia tesi pure assurda.
            Vorrei chiedere solamente due cose: Valutando la situazione globale dell’Italia odierna quanti immigrati credi che potremmo ospitare a nostre spese? Vorrei un numero anche approssimato. E poi, quanta parte del tuo stipendio o della tua pensione saresti disposto a dare per mantenere questi immigrati? Vorrei una percentuale. Se non parliamo di queste cose facciamo solo della demagogia.
            Lanfranco, per cortesia rispondi.
            Don Giorgio, per favore lascia aperta questa conversazione.

          • Emilio ha detto:

            Ancora per Lanfranco Consonni.
            Hai citato di sfruttamenti africani dei paesi più ricchi che giustificano le migrazioni verso l’Europa a titolo di indennizzo e hai citato la storia e la geografia. Ebbene, sostieni che Francia, Gran Bretagna, Portogallo, Italia, Belgio, Spagna e Olanda dovrebbero mantenere gli abitanti di:
            Francia
            Algeria, Marocco, Tunisia, Mauritania, Senegal, Mali, Guinea, Costa d’Avorio, Niger, Burkina Faso, Togo, Benin, Gabon, Repubblica del Congo, Repubblica Centrafricana, Ciad, Camerun, Gibuti, Madagascar,

            Gran Bretagna
            Kenya, Uganda, Tanzania, Zambia, Zimbabwe, Malawi, Botswana, Swaziland, Lesotho,
            Zambia, Sierra Leone, Nigeria, Camerun e Ghana

            Portogallo
            Angola, Mozambico, Guinea Bissau, Capo Verde.

            Italia
            Libia, Eritrea, Somalia, Etiopia

            Belgio
            Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Burundi

            Spagna
            Marocco e Guinea Equatoriale

            Olanda
            Colonia del Capo

            Senza citare che la Spagna dovrebbe mantenere quasi tutta l’America del Sud per i Conquistadores che hanno fatto scempio dei popoli locali?
            Un’ultima considerazione: Molte delle scuole, ospedali e strade che ancora esistono in Eritrea, Somalia ed Etiopia sono state costruite e poi lasciate dagli italiani.

  6. Giorgio ha detto:

    E’ impossibile dare torto a chi denuncia episodi di razzismo anche se alcuni argomenti citati dovrebbero essere chiamati con il loro nome specifico, come intolleranza, discriminazione ecc…
    Questo tuttavia vale anche per coloro, e ce ne sono molti, che danno a priori la preferenza allo straniero e non a chi ha più bisogno.

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